sabato 31 dicembre 2011

Discorso di fine anno 2011-capodanno 2012


Un altro anno è passato. Un anno complicato, forse uno dei più difficili della nostra Repubblica. Sono successe tantissime cose: Gheddafi, Ruby, Escortopoli, la crisi estiva, lo spread, le manovre, la caduta di Berlusconi, il governo tecnico, le pensioni, le tasse, i sacrifici...Ma è passato.

Siamo ancora tutti qui, un po' più poveri di prima, un po' più arrabbiati, ma con la voglia di lottare e ripartire.

Ve lo dico già: il 2012 sarà come quest'anno se non peggio (anzi, personalmente credo peggiore).
Vivremo gli effetti della manovra e della decrescita (si perchè dalle stime il PIL 2012 italiano segnerà un -X%) che non sarà tanto felice (alla faccia dei ciarlatani che lo sostengono) sulla nostra pelle.
Ci saranno probabilmente le elezioni, sperando invano in una classe politica diversa, quando invece ci beccheremo sempre i soliti incapaci e li eleggeremo di nuovo, nonostante tutto.
Ci sarà l'incognita dell'Iran e di una guerra che non sembra poi così improbabile.
Per parlare di tutto ciò però avremo un anno intero per farlo quindi non vi annoio oltre.


Chiudendo questo brevissimo discorso, elenchiamo anche le cose buone accadute: non c'è più Gheddafi, Berlusconi è finalmente caduto (e vi prego, non eleggetelo di nuovo!), è morto Kim Jong II, è morto Bin Laden, le primavere arabe (anche se qui poi solo il tempo ci dirà se siano una buona cosa oppure no). Aggiungerei infine anche il risveglio del popolo italiano dato da questa crisi: ho la sensazione che gli italiani siano più interessati a ciò che succede nel nostro paese e questo può essere un bene.

Con questo vi saluto augurandovi un buonissimo e felicissimo 2012. Spero di ritrovarvi qui, ancora più numerosi di questo primo anno di The Rebel Ekonomist. Domani posterò un po' di dati e curiosità proprio su questo.

Saluti e Auguri ancora!!! Buon Anno!

Prima pagina de "il Giornale": "è stata la culona". E ringraziamola!


Degna conclusione per un giornale impresentabile...




E visto il falimento di Berlusconi, ringraziamola!


venerdì 30 dicembre 2011

Grafico rapporto stipendi parlamentari/stipendi netti nei vari paesi




(clicca per ingrandire)


I dati sono:

PAESE SP/SN
Lux 1,32
Aus 2,92
Ola 2,2
Ger 2,23
Spa 1,26
Por 1,83
Ita 5,38
Bel 2,07
Irl 2,08
Fra 2,11
Sve 1,8
Fin 1,95
Gre 2,24
Dan 2,23



In pratica ho preso gli stipendi dei politici dei vari paesi e li ho divisi con i salari netti riportando il risultato nel grafico.

I dati li ho presi qui per gli stipendi netti e qui per quelli dei politici (qui potete vedere le immagini)

Cosa si evince? In media un parlamentare prende circa doppio del cittadino medio. In Italia percepiscono più di 5 volte lo stipendio di un italiano medio....alla faccia della crisi e dei sacrifici.

A quando una bella rivolta?

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Il vergognoso comizio di Bossi e della Lega Nord ad Albino


«Monti vaffa...»: «Magari gli piace»

Napolitano? «Non sapevo che l'era un terun»

«Questo Monti non capisce niente, non è riuscito a creare un solo posto di lavoro: era molto meglio mettere un imprenditore che non un professore che nelle commissioni fa lezioni di economia che non funzionano». «Anche un cretino capirebbe che se aumenti le tasse la gente ha meno soldi e si produce di meno»

Questo è il riassunto del comizio ad Albino tenuto da Bossi e dalla Lega Nord. Se questo è il terzo (quarto?) partito del paese, il futuro non è roseo.

Tralascio la prima frase in puro stile leghista.

Sulla seconda, forse qualcuno dovrebbe ricordare a Bossi che pure sua moglie "l'è una taruna". In più se uno dei maggiori politici del paese non riesce a collegare il cognome "Napolitano" con la sua origine, fa capire un'altra volta quanto scarsa sia la nostra classe politica.

Sull'ultima rispondo con una mini lettera.


Caro Umberto (e Lega Nord tutta), se Monti non capisce niente, quelli che ci hanno governato negli ultimi 10 anni, portandoci a questo punto e proponendo una manovra con ancora più tasse a luglio, cambiandola ogni 5 giorni, cosa dovrebbero capire?
E ancora: imprenditore? L'ultimo imprenditore sceso in politica è stato tuo alleato fino a pochi mesi fa facendo una marea di danni e curandosi solamente i propri interessi.

Sui posti di lavoro: quanti ne avete creati voi in questi 10 anni ( posti di lavoro utili sia chiaro, quindi escludiamo le assunzioni clientelari compra voti nel pubblico)?

Sulle tasse: le avete abbassate voi? No! anzi la pressione fiscale è aumentata passando dal 41.9% del 2001 al 43.5% nel 2009!

Su una cosa però ha ragione:

"Roma è piena di furbacchioni, non solo la politica ma anche il Vaticano"


giovedì 29 dicembre 2011

Siamo nelle mani del Parlamento "Made in Casta" peggiore della storia repubblicana




Monti oggi ha dato il via alla Fase 2 della manovra, ribattezzata "Cresci-Italia".
Liberalizzazioni, riforma del lavoro, concorrenza e ammodernamento degli ammortizzatori sociali. Questi sono i punti nel programma con lo scopo di rilanciare la crescita, quella famosa che in Italia manca da oramai tantissimo tempo.

Premettendo che voglio vedere il tutto nero su bianco e presentato in Parlamento, queste "riforme strutturali" sono le manovre che gran parte di noi stava aspettando (sul blog trovate i vari articoli in giro).
Non so se saranno proprio tutte quelle sperate, però se fossero anche solo la metà sarebbe un grandissimo passo avanti verso il rilancio del paese.


Queste riforme devono però, come detto, essere presentate in Parlamento ed è qui che iniziano i problemi.
Abbiamo visto come i nostri politici abbiano reagito all'accenno di liberalizzazione di farmacie e licenze dei taxi (per non parlare dei tagli ai vitalizi dei parlamentari) qualche settimana fa.

Chiedono i fatti ed hanno ragione, ma anche noi li chiediamo.
Monti ha fatto tutte le misure scomode alla popolazione e i politici le hanno appoggiate. Ora vuole fare le misure scomode a loro e alle caste. Le approveranno?

martedì 27 dicembre 2011

Aspiranti parlamentari crescono: Sara Tommasi senza mutandine cacciata dal “Chiambretti Night”




"Sembra incredibile, ma a quanto pare la bella, sexy e provocante Sara Tommasi in questi giorni ne ha combinata un’altra delle sue. Ospite alla registrazione del Chiambretti Night si è presentata con un un sexy abitino, e fin qui nulla di male, ma sotto avrebbe “dimenticato” di indossare la biancheria intima: nè reggiseno, nè mutandine. E al primo balletto l’abito sarebbe salito più del dovuto. Tutto ciò non sarebbe stato apprezzatto da Chiambretti e dagli autori che, arrabbiati, l’avrebbero cacciata dallo studio. Puoi mostrare le gambe, le tette, il sedere, ma almeno la f. in tv la devi coprire"



Questa è quella che Scilipoti (l'onorevole che, assieme a Marra, organizza conferenze sul signoraggio bancario in chiave complottista) vorrebbe candidare nelle prossime elezioni, per poi darle, se eletta, un posto da parlamentare.

Italiani, abbiamo già il peggior parlamento della storia della Repubblica, non peggioriamolo ulteriormente. Sì è bella, però può fare molti altri lavori in cui voi potete ammirarla. Non è che dobbiamo metterle tutte a Montecitorio suvvia.

Poi ci lamentiamo se all'estero ci prendono per i fondelli...

lunedì 26 dicembre 2011

Merry Crisis and a Happy New Fear


Cibi e bevande per 2,3 miliardi di euro. È quanto hanno speso gli italiani per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, secondo quanto stimato da Coldiretti. Il dato indica una flessione del 18 per cento rispetto all'anno precedente ed è il più basso dal 2000.

MADE IN ITALY - A confermare la flessione è anche il Codacons. Secondo l'associazione a tutela dei consumatori, il budget per i festeggiamenti è stato di 48 euro in meno rispetto al passato. Per i nove italiani su dieci che hanno scelto di festeggiare in casa a prevalere è stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e - sottolinea la Coldiretti - anche bollito e pizze rustiche.

Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari, continuano a prevalere le ricette tradizionali. astico calo dei consumi al punto da fare di questo "il peggior Natale da dieci anni" e previsioni buie anche per gli imminenti saldi di gennaio.
Fonte: Corriere


A questo poi aggiungiamo i vari articoli scritti nel tempo (ne cito solo qualcuno):




Però i ristoranti sono pieni...

sabato 24 dicembre 2011

Perchè l'abolizione dell'articolo 18 s'ha da fare




Abolire o non abolire l'art. 18: su questo il dibattito politico sta discutendo negli ultimi giorni pre natalizi.

Il governo tecnico ha fatto capire che l'intenzione è quella di abolire l'articolo, il che ha fatto infuriare la sinistra e i sindacati.

La mia idea è che questi signori (PD e IDV su tutti..per i sindacati la speranza l'ho persa molto tempo fa) non colgano i problemi che questo articolo ha e continua a creare, non so se per ignoranza o per altri motivi (economici ad esempio, penso alle tessere dei sindacati).

Perchè dico questo? Analizziamo che cosa dice il famoso articolo 18.

In esso si afferma che il reintegro deve avvenire se "il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell'ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro. [...]"


Sintetizzando, se l'impresa ha più di 15 dipendenti (5 se fosse agricola), il datore di lavoro è obbligato a reintegrare il dipendente (il quali può scegliere anche l'indennizzo). Nel caso fossero di meno, il datore di lavoro non è obbligato a effettuare il reintegro del dipendente, ma può liquidargli solo un indennizzo, pari a 15 mensilità di stipendio.

Premessa curiosa n°1: questo articolo come abbiamo visto NON si applica ai sindacati.
Premessa curiosa n°2: nessun altro paese ha un articolo come questo.

Perchè è da abolire? Le motivazioni a favore sono molteplici.

Prima di tutto, questo rappresenta un ostacolo allo sviluppo delle piccole imprese che, se abolito, avrebbero un grosso problema in meno una volta superato il limite dei 15 dipendenti.
Secondo, questa è una delle cause per cui le imprese non assumono a tempo indeterminato.

Pensateci: l'impreditore quando vi assume sa che dovrà fare i salti mortali per licenziarvi e, anche quando ci è riuscito, ha comunque il rischio di dovervi riprendere (perchè il 99% dei dipendenti sceglie il reintegro ovviamente). Ciò porta a due cose:

1) le imprese piccole hanno un motivo in più per rimanere piccole, in quanto posso licenziare più liberamente;
2) le imprese medio-grandi tendono a non assumere lavoratori (giovani soprattutto) a tempo indeterminato;

Qualcuno potrebbero però dire che in questo modo le aziende licenzierebbero a go go tutti quelli che vogliono. Sbagliato. Un lavoratore produttivo non verrà mai licenziato! Chi mai licenzierebbe uno che porta soldi? In più, pensateci: licenziare vuol dire pagare mensilità (come nel resto d'Europa) senza ricevere nulla in cambio, in più si deve assumere un nuovo lavoratore da "addestrare" quindi si perde sia tempo sia altro denaro.

Le imprese assumerebbero più giovani e licenzierebbero tutti quei lavoratori poco produttivi che ora devono tenersi (e pagare tanto) i quali si godono i privilegi creati in questi anni (dai sindacati in primis che su questi ci lucrano e molto, capito perchè sono contro l'abolizione?). Ciò aumenterebbe la produttività, quella famosa ferma da 10 e più che contribuisce alla non crescita dei salari.

La riforma del mercato del lavoro per favorire la crescita e l'occupazione passa anche dall'abolizione (o modifica) dell'articolo 18. E' bene che sindacati e sinistra lo capiscano in fretta.

Aggiornamento: Vivamente consigliata è la visione di questo video dibattito: "Articolo 18: tabù o totem? Dibattito Brunello-Boldrin"

venerdì 23 dicembre 2011

Perchè l'art. 18 tanto difeso dai sindacati non si applica anche a loro?



Legge 11 maggio 1990, n. 108 (G.U. n. 108 dell'11 maggio 1990), articolo 4, comma 1:

Art. 4

Area di non applicazione

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, le disposizioni degli articoli 1 e 2 non trovano applicazione nei rapporti disciplinati dalla legge 2 aprile 1958, n. 339. La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto.



Curioso vero?

giovedì 22 dicembre 2011

PDL-PDC: Da Popolo della Libertà a Popolo della Casta



"Il "Popolo della Libertà" è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale. [...]Noi proponiamo agli italiani una società fatta di libertà, di sviluppo economico, di solidarietà. Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani"

Così recita la Carta dei Valori del PDL.

Penso che gli autori della Carta non abbiano bene in mente quali siano i valori liberali (tanto meno cristiani visto il loro leader) e forse nemmeno cosa sia la libertà.


L'ultimo articolo da me scritto è un po' la dimostrazione di ciò che intendo dire: se ascoltate bene ciò che dice l'On. Gelmini, si capisce bene come il PDL sia intervenuto CONTRO la liberalizzazione delle farmacie e sia non molto favorevole alla liberalizzazione dei tassisti.
Ribadisco ancora: non è strano che il partito avente come simbolo la "Libertà" si opponga a quelle riforme a favore della libertà e della concorrenzialità (e quindi del mercato)?

Tra l'altro, sempre i membri del PDL hanno minacciato di far cadere il governo scorso se avesse liberalizzato gli ordini di avvocati e notai.

Non citiamo nemmeno infine la rivolta dei parlamentari PDL (e non solo) contro il taglio dei privilegi verso la casta della politica (quelli che "non toglietemi il vitalizio perchè mi riducete alla fame").

Popolo della Libertà e per la libertà, ma per favore! Questo è il Popolo della Casta, per la casta! I fatti lo dimostrano!

POPOLO, SVEGLIA!!!!



mercoledì 21 dicembre 2011

Gelmini sulle parafarmacie a Ballarò (puntata del 20 dicembre)

PARE CHE SECONDO LA GELMINI, LE PARAFARMACIE IN ITALIA SIANO IN MAGGIOR NUMERO RISPETTO AI NEUTRINI CHE PERCORRONO QUOTIDIANAMENTE IL TUNNEL



Scherzi a parte, ancora una volta si evidenzia la palese impreparazione dell'On.Gelmini. Non c'è nulla di male sia chiaro, però non vai a fare il parlamentare e soprattutto il ministro (dell'istruzione tra l'altro).

Vorrei però focalizzare il punto su di una questione più politico-economica.

Il PDL è il partito che si è opposto alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C e, da quel che capisco dalle parole della Gelmini, anche dei Taxi. Non è strano che il partito avente come simbolo la "Libertà" si opponga a quelle riforme a favore della libertà e della concorrenzialità (e quindi del mercato)?

PDLlini, vi rendete conto di ciò che votate?

lunedì 19 dicembre 2011

Elenco dei tagli e delle riforme semplici non fatti da Monti

Essendo purtroppo molto impegnato causa esame e ricerca da esporre in classe giovedì, in questi ultimi giorni ho poco tempo per scrivere articoli belli lunghini pieni di dati e grafici. Volevo però riportare qui un commento che ho lasciato sotto un messaggio scritto da una mia amica su Facebook riguardanti quelle riforme eque, non strutturali (come possono essere le liberalizzazioni, la riforma delle pensioni, del lavoro etc).

Ecco qui l'elenco di quelle che, a mio parere, potevano essere il "preface" di una bella manovra:

Dimezzare i parlamentari e i loro stipendi oltre riformare (leggi tagliare) tutto il sistema di vitalizi e pensionamento, tagliare gli stipendi dell'amministrazione centrale (cresciuti se ricordo bene del 25% circa contro il 2-3% del resto degli impiegati pubblici), tagliare stipendi di politici non a Roma (consiglieri regionali in primis), eliminare TUTTE le province, tagliare la spesa militare nelle voci pensioni e stipendi che ne occupano il 75% circa: i più alti in europa assieme alla Grecia (su questo poi farò un articolo a parte), eliminare i rimborsi ai partiti e le sovvenzioni ai giornali.

Tutto questo lo si diceva chiaramente ai cittadini (che sarebbero stati d'accordo) esponendo così direttamente i nostri parlamentari al giudizio del popolo.
Questi piccoli tagli messi assieme avrebbero portato molti soldi (ad occhio direi una decina di miliardi) evitando così parte di quell'ulteriore tassazione che invece avremo.

In quell'elenco erano presenti poi come riforme "easy" la liberalizzazione-legalizzazione di prostituzione e droghe leggere e una revisione delle punizioni per gli evasori.
Su queste due però è necessario precisare: per quanto riguarda la prima la legalizzazione delle droghe leggere potrebbe incontrare delle resistenze (penso a Giovanardi) difficilmente risolvibili nel giro di poco, mentre per la prostituzione non ci dovrebbero essere problemi; sulla seconda, essa è giusta e anche questa sarebbe accettata dai cittadini in contemporanea però con una diminuzione della tassazione.
Entrambe quindi non sarebbero proprio un "preface", ma potevano essere inserite come riforme da fare in un futuro molto prossimo.

Anche queste porterebbero, dal lato delle entrate, molti soldi per quanto riguarda le due liberalizzazioni-legalizzazioni, oltre agli effetti positivi sociali e di spesa collegati, e un ulteriore abbassamento della pressione fiscale man mano che l'evasione viene recuperata.

Tornerò ancora su questi aspetti presto, intanto prendeteli come un mio "Preface" ad alcuni dei prossimi articoli.


sabato 17 dicembre 2011

Risposta del Rettore riguardo al concorso alla Amedeo Avogadro e vittoria del web


In merito al concorso per un posto di ricercatore di Economia politica bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria, il Rettore, professor Paolo Garbarino, dopo aver effettuato una verifica degli atti, ha riscontrato irregolarità. Gli atti, pertanto, non sono stati approvati e sono stati rinviati alla Commissione giudicatrice. La Commissione è stata invitata formalmente a riconvocarsi per rinnovare la procedura concorsuale a partire dalla definizione dei criteri, in coerenza con la normativa vigente.

venerdì 16 dicembre 2011

Sciopero Mezzi Pubblici: una proposta per una protesta utile e non dannosa per i cittadini



Oggi 16 dicembre assistiamo all'ennesimo sciopero dei mezzi pubblici che, considerando anche il periodo pre-natalizio, sta creando molti più disagi del solito.

Vorrei qui lanciare una proposta a tutti gli scioperanti e soprattutto a chi questi scioperi li organizza.

Così non andate da nessuna parte, anzi, vi farete A) odiare dal cittadino medio che si ritrova intrappolato nel traffico, quindi ancora più stressato di quello che già non è (vista anche la crisi poi) e B) renderete l'aria delle vostre città ancora più inquinata visto il maggior numero di auto in circolazione (oltre al tempo in cui rimandono accese viste le code).

La mia proposta non è nulla di originale nel mondo dello sciopero, ma nel vostro caso lo è. Quando nel privato si protesta, i lavoratori smettono di lavorare causando un danno serio all'azienda. Voi non lavorando non causate un danno serio all'azienda(visto che i mezzi sono fermi e voi non venite pagati) ma ai cittadini.

Cambiate il vostro obiettivo. Create disagio all'azienda non agli utenti!

Quello che vi propongo (e consiglio) è di far girare i mezzi, quindi fornire il servizio al cittadino ma senza far pagare il biglietto! Così danneggerete sul serio l'azienda e vi farete davvero sentire!

Fino ad ora non avete ottenuto nulla. Che vi costa provare?

PS: una cosa. Sarebbe più corretto scioperare a metà settimana e non il venerdì/lunedì tanto per allungarvi il weekend.

giovedì 15 dicembre 2011

L'Italia di Berlusconi era un paese liberale?

In un'anticipazione dell’intervista a “Paris Match”, Silvio Berlusconi scrive: "Smetterò quando l'Italia sarà veramente un Paese liberale, garante dei diritti fondamentali e della libertà dei cittadini. Visto che questo giorno non è ancora arrivato, credo che il mio impegno politico debba proseguire."

L'ex premier ha governato il paese 8 degli ultimi 10 anni, quindi di tempo per una buona se non ottima rivoluzione liberale per rendere tale l'Italia e garantire i diritti fondamentali e delle libertà dei cittadini ne ha avuto abbastanza.

Partiamo però da un presupposto: qual è la caratteristica principale di un paese liberale? Si può dire che essa sia l'assoluto non interventismo dello stato nelle questioni economiche (non influenza quindi domanda ed offerta), relegandolo un compito minimo (vedi Stato minimo).

Se prendiamo posizioni assolutamente liberali, nessun paese lo è stato (la tassazione, anche minima, è una forma di limitazione alla libertà) quindi tralasciamo questa categoria.

Vista la condizione in Italia alla seconda discesa in campo di Berlusconi, con alta pressione fiscale, alta spesa pubblica, pochissima concorrenza e discreta libertà economica, possiamo dire che una diminuzione di medie dimensioni delle prime due ed un aumento delle ultime due possano definirsi una buona riforma/rivoluzione Liberal.

PRESSIONE FISCALE


SPESA PUBBLICA


 LIBERTA' ECONOMICA (87esimi al Mondo)


CONCORRENZA

Sulla concorrenza si potrebbero citare tutte le liberalizzazioni non fatte, come ordini, farmacisti (fatta da Bersani parzialmente), tassisti oppure il trasporto pubblico (ferroviario su tutti), le poste, le telecomunicazioni (con stangate dalle UE), le frequenze tv, orari dei negozi etc etc


Caro Silvio, non solo non hai reso il paese più liberale, ma sei riuscito addirittura a farlo diventare MENO liberale di prima (e non lo era proprio!).
Non è che quella dichiarazione è una scusa per tenerti in politica il più a lungo possibile? No perchè, vista l'esperienza..

mercoledì 14 dicembre 2011

Aumentate tutto ma non (ancora) le sigarette!




Meno tasse sul lusso, più tasse sul tabacco. Questo è uno dei cambiamenti fatti alla manovra come si può leggere:

Il testo del decreto legge sulla manovra all'esame dell'Aula prevede che l'addizionale erariale della tassa automobilistica sia ridotta al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo e che passati i 20 anni non sia più dovuta. Per barche la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Di conseguenza si introduce, "la previsione di una clausola di copertura - si legge nel testo - in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l'aliquota dell'accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all'onere derivante dal comma".


Dal mio modesto punto di vista da non fumatore, non sono così tanto contrario a queste modifiche. Le sigarette sono un danno per la salute che comporta spese mediche che pesano su tutti, oltre ad un minor reddito per gli individui che comprando le sigarette rinunciano ad altri beni.

Non capisco poi tutta la protesta (su Facebook principalmente) dei cittadini (ahimè tanti giovanissimi) che si sono alterati per questo aumento.
Da quel che leggo lo slogan del cittadino medio potrebbe essere "Toccate tutto ma non (ancora) le sigarette" che, francamente, ritengo patetico visto tutto quello che è successo in questi ultimi anni in Italia.

Per quanto riguarda poi la diminuzione delle tasse sul lusso, anche qui sono abbastanza favorevole. Tassare ulteriormente non è la soluzione, anzi, si rischia di 1) Stimolare i ricchi (compresi i benestanti) ad andarsene con tutte le conseguenze negative del caso e 2) Stimolare ancora di più l'evasione fiscale.

Non capisco veramente questa ondata di sdegno provocata da queste due modifiche alla manovra. C'è ben altro per cui sdegnarsi e arrabbiarsi.

Italiani ultra cattolici, omofobi e razzisti




Leggendo le notizie di cronaca degli ultimi giorni (ogni tanto leggo anche quelle) mi sono immaginato cosa uno straniero (un americano che sappia l'italiano ad esempio), appena giunto in Italia, possa pensare del nostro popolo dopo aver letto le varie vicende di Escort, Bunga Bunga, nonchè giudiziarie dell'ex premier Berlusconi.


Il nostro amico, interessanto di ciò che sta accadendo in Italia oggi, aprendo il maggior quotidiano del paese, viene incuriosito da una notizia: "Lesbiche orgogliose? Come i ladri". A dirlo non è di una persona qualunque, ma dell'On. Scilipoti, nuovo eroe della democrazia per molti. Paragonare lesbiche (e omosessuali) ai ladri...Siamo tornati indietro di quanti anni?

Può essere un caso però. Continuando la sua ricerca legge di una spedizione punitiva ad un campo rom in seguito ad uno stupro ai danni di una ragazzina di 16 anni, che però poi si è scoperto inventato. Nessuno però risarcirà quei Rom. Ovviamente nulla di tutto ciò è mai successo quando a stuprare sono stati italiani.

Va a sentire poi un convegno politico. Il partito è uno dei maggiori del paese, la Lega Nord. I vari esponenti iniziano a parlare:

"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni." “E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?” "Terroni di merda!"


Allibito cerca di svagarsi facendo qualche cosa di diverso. Essendo appassionato di musica, scopre dell'incidente avvenuto purtroppo prima del concerto a Trieste di Jovanotti in cui è morto Francesco Pinna, giovane studente che era andato a montare il palco per guardagnare qualche soldo. Una tragedia immane che però serva da lezione al cantante. Ehsì perchè secondo Pontifex, "La morte di Francesco Pinna sarebbe una punizione per Jovanotti". Si legge:

“A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa”, si legge sul sito. Poi, dritti al punto della questione: “Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso ‘salvalavita Beghelli’, alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente … acché Satana ci metta alla prova”.

Chi inneggia al preservativo sarà punito da Dio. Qualcuno dovrebbe spiegare a certi italiani che il periodo Medievale è finito e che la Santa Inquisizione è fortunatamente finita da un bel pezzo.

Cosa dovrebbe pensare il nostro amico americano di noi e di questo paese? Che siamo tornati per caso ad un Fascismo misto cattolicesimo papale/medievale?

Il titolo è ovviamente una provocazione. La maggioranza degli italiani non è ultra cattolica, non è omofoba e non è razzista. Però dobbiamo stare attenti e soprattuto certa gente non dovrebbe avere così tanto potere e così tanto spazio per parlare. Ognuno può dire ciò che vuole, ma nel rispetto degli altri. Certe persone però, il rispetto e l'intelligenza se li sono dimenticati a casa.

martedì 13 dicembre 2011

Nuova Tassa Monti: imposta di 34.20 euro su estratto conto. Esenti conti inferiori a 5000 euro (aggiornato)


(Articolo aggiornato dalla sua pubblicazione iniziale)

Gli attuali estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio sono gravati da un'imposta di 34,20 euro, se il cliente è persona fisica. Con l'emendamento del governo, quest'imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l'imposta è di 100 euro.




Altre tasse quindi. Altro che governo liberale!

In ogni caso credo sia molto inutile una tassa del genere. Se l'intento era di colpire i più benestanti, essi somme superiori a 5000 euro le hanno investite, non penso le abbiano su di un conto.

Rimango sempre più perplesso da questo governo tecnico, oltre che deluso. A volte mi ricorda Tremonti...

Aggiornamento (ore 20:34 13/12/11)

Il tesoro per voce del sottosegretario Vieri Ceriani smentisce: "”Sui conti correnti delle persone fisiche – esiste da sempre un bollo annuale di34 euro. L’unica novita’ della manovra e’ che eliminiamo questo bollo sui conti correnti e sui libretti fino a 5 mila euro”. ”Se facciamo la lotta al contante – ha detto – e chiediamo alle banche di non far pagare ai piccoli correntisti certe spese, allora dobbiamo togliere anche questo bollo. E’ uno sgravio a favore delle persone che verra’ compensato dall’aumento del bollo fino a 100 euro per i conti correnti delle imprese”.

Quindi via totalmente il bollo per le persone con depositi inferiori ai 5000 euro. Aumenta in compenso quello per le imprese. Messa così è una buona cosa (un po' meno per le imprese). Certo è che la confusione regna sovrana. Vedremo un po' i prossimi estratti conto come saranno.

Complimenti intanto ai vari giornali e telegiornali per le notizie false diramate.

Mi son perso il governo liberale


Alla nomina di Mario Monti come nuovo Presidente del Consiglio del governo tecnico, sentivo le lamentele di molte persone (per la maggiore di estrema sinistra) riguardo la vena molto liberista, "che piace ai mercati" del professor Monti e dei suoi collaboratori.
Ovviamente qui la parola mercato ha un'accezione molto negativa. Il mercato è il male assoluto contro cui combattere. Guai a lasciarlo anche solo un poco libero di agire. E vai quindi con un programma di tagli di spesa (e di presenza dello Stato quindi) pesanti ma programmati, di riduzione delle tasse, di liberalizzazioni, di riforma del mercato del lavoro e così via.

Bene. E' passato quasi un mese, la manovra è uscita ma....il liberismo dov'è?

(Mi sono immaginato un dialogo a due botta e risposta)


A:"Stavo cercando nella manovra questo famoso liberismo di cui tutti parlano ma faccio fatica a trovarlo mmmh..ah sì eccolo! Una parziale liberalizzazione del mercato dei taxi!" B:"Eh ma poi hanno scioperato ed è stata tolta."

A:"Ah ok...beh però hanno liberalizzato i farmaci di fascia C!" B:"Sì e no..solo per i comuni sopra i 15mila abitanti e comunque ora i farmacisti sono pronti ad una serrata quindi forse non si farà".

A: "I privilegi dei parlamentari sono stati un pochino ridotti?" B: "Sì ma poi i parlamentari si sono lamentati e quindi l'hanno tolta per ora".

A: "Ma la spesa l'hanno tagliata?" B:"Un poco le pensioni passando al metodo contributivo. Sul resto però ancora poco o niente. Non hanno ragionato sulle pensioni alte, non hanno tagliato gli stipendi dell'amministrazione centrale, non c'è nulla per la riduzione degli sprechi e non hanno creato un piano di almeno riduzione decisa degli incentivi alle imprese".

A: "Le tasse almeno le hanno tagliate?" B: "No, anzi...le hanno aumentate introducendo l'Ici. Hanno alzato anche le accise sulla benzina. Inoltre aumenteranno l'Iva di 2 punti percentuali".

A: "Faranno pagare anche la Chiesa?" B: "La gente chiede questo, però no, non c'è nulla per loro.".

A: "E per la crescita?" B: "Fino ad ora non c'è niente".

A: "Ma allora di liberale non hanno fatto proprio niente!" B: "Esatto, anzi, hanno messo la tracciabilità a 1000 euro, misura forse utile ma di sicuro non liberale".

Io di governi liberali non ne vedo. Purtroppo aggiungo, visto che le caste sono sempre tali, la spesa è ridotta troppo poco e soprattutto le tasse sono aumentate.

Spero che la vena liberale, liberista di Monti inizi a pulsare al più presto, sennò non so quanto roseo possa essere il futuro. Di buono c'è, questo sì, che ai giovani non sono stati chiesti sacrifici, ma nulla è stato fatto per loro.

Staremo a vedere nelle prossime settimane.


lunedì 12 dicembre 2011

Petizione contro concorso truccato: posto di ricercatore all' Università Amedeo Avogadro

(VEDI AGGIORNAMENTO ALLA FINE DELL'ARTICOLO)


L'università italiana non funziona bene e va riformata (non in un Gelmini style). Uno dei motivi per cui sia necessaria una forte riforma e un controllo migliore nella scelta di ricercatori e professori sono i concorsi con i quali ricercatori e professori stessi vengono scelti e che sono la base di una corretta ed efficiente istruzione e produzione universitaria. Una metodologia di giudizio trasparente unita ad un controllo serio permetterebbo giudicare e quindi scegliere i candidati migliori.

Purtroppo i ciò non avviene anzi, i concorsi manipolati sono sempre all'ordine del giorno. Dopo il caso di Roma Tre (in quell'occasione fu un concorso per un professore ordinario) in questi giorni si ripresenta un caso analogo, però per un posto di ricercatore.

L'università è la mia, la Amedeo Avogadro (anche se la facoltà è quella di Giurisprudenza, io invece sono ad Economia). Il concorso riguarda un posto da ricercatore per Economia Politica.

Vi è una petizione online che vi chiedo di firmare. Il testo è il seguente:

LETTERA APERTA AL RETTORE DELL’UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE
Al Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’
Ill.mo Prof. Paolo Luciano Garbarino
Via Duomo, 6
13100 Vercelli

Oggetto: Procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore nel settore scientifico-disciplinare SECS-P/01 (Economia Politica) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’, con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 97 del 7 dicembre 2010.

Roma, 9 dicembre 2011

Ill.mo Prof. Garbarino,

Siamo un gruppo di ricercatori e professori, animati dalla convinzione che le attuali procedure pubbliche di selezione del personale accademico, nel nostro Paese, debbano rispettare i più rigorosi standard di trasparenza e qualità, evitando ogni potenziale conflitto di interesse tra valutato e valutatore.

Per tale ragione, desideriamo portare alla Sua conoscenza le forti perplessità che nutriamo rispetto alla vicenda concorsuale in oggetto, sulla base delle notizie di stampa fin qui circolate e delle informazioni disponibili in merito.

Chi scrive non dispone certo né dei verbali della commissione (ancora non disponibili online e per i quali non abbiamo la possibilità di accedere agli atti) né del materiale originale spedito dai candidati. E’ tuttavia possibile per chiunque visionare i curricula dei candidati, accessibili online, al fine di procedere ad una immediata valutazione comparativa circa i meriti attuali dei candidati. Dalla semplice lettura dei loro curricula emerge una evidente disparità tra la qualità media dei profili dei candidati non vincitori e quella del candidato designato come vincitore dalla Commissione esaminatrice.

Siamo consapevoli di quanto sia complessa la valutazione delle capacità di un giovane ricercatore, e dell’autonomia che ciascuna Commissione può darsi nella definizione dei criteri di valutazione. Tuttavia, nel caso di specie, l’applicazione di ogni possibile, ragionevole e legittimo criterio alternativo di scelta condurrebbe chiunque, a nostro avviso, ad escludere dal novero dei possibili vincitori proprio il candidato giudicato idoneo dalla Commissione.

Innanzitutto la vincitrice rivela una produzione scientifica significativamente inferiore a quella di tutti gli altri 12 candidati partecipanti alla procedura di valutazione comparativa. In particolare, non presenta alcuna pubblicazione su rivista, né internazionale né italiana, a differenza di tutti gli altri 12 candidati. La tabella riportata in allegato (vedi [1]) mostra infatti che, secondo le graduatorie risultanti dall’applicazione dei quattro indici bibliometrici il cui uso è comunemente riconosciuto nella disciplina di afferenza – ISI Impact Factor (IF), H-index personale (PHI), Scopus Impact Factor (S-IF) e H-index delle singole pubblicazioni (HI) – la vincitrice risulta invariabilmente ultima.
L’originalità e la rilevanza all’interno della comunità scientifica del contributo di molti degli altri candidati è comprovata dalla pubblicazione di articoli su riviste internazionali con consolidata – e in alcuni casi elevatissima – reputazione presso la comunità scientifica internazionale quali, per esempio, American Journal of Economic and Sociology, Computational Economics, Economics Letters, Economic Modelling, Forum for Social Economics, Health Economics, Journal of Development Studies, Journal of Economic Psychology, Journal of Post Keynesian Economics, Public Choice, Structural Change and Economic Dynamics, Review of Political Economy, The Manchester School. Inoltre mediante Publish or Perish è facile rilevare che, diversamente dai lavori della candidata vincitrice – che non hanno finora ricevuto alcuna citazione – la produzione scientifica degli altri candidati ha avuto in media una discreta diffusione internazionale, risultante in un congruo numero di citazioni ricevute.

Al riguardo si rileva che il bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 Dicembre 2010 [2] stabilisce esplicitamente che la valutazione comparativa si avvalga di indici bibliometrici qualora il settore disciplinare ne riconosca l’uso a livello internazionale. Tali indici sono ampiamente usati nelle materie afferenti al settore disciplinare dell’economia politica a livello internazionale. In Italia, nell’attesa che vadano a regime i nuovi decreti per l’abilitazione scientifica nazionale, si può fare riferimento al documento dell’ANVUR del 22 Giugno 2011 sui “Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari all’abilitazione scientifica nazionale [3]” che propone di utilizzare per l’abilitazione esclusivamente parametri bibliometrici (citazioni ISI o Scopus, numero totale citazioni, indice H o H-IF).

Visto il testo del bando, sembra pertanto del tutto fuorviante l’affermazione che “tra gli appartenenti al settore scientifico disciplinare oggetto della seguente procedura è in corso un ampio dibattito sull’efficacia del loro [degli indici bibliometrici] uso e non c’è ancora un unanime riconoscimento della loro validità” usata dalla commissione per giustificare la decisione di non avvalersi di indici nella valutazione delle pubblicazioni [4]. Anche se va riconosciuta l’esistenza di un dibattito sull’efficacia relativa di ciascun indice, anziché sull’uso degli indici in generale, tale questione sembra superata dai fatti, poiché la candidata vincitrice risulta invariabilmente ultima nei quattro indici principalmente usati.

Anche volendo assecondare la decisione arbitraria di non considerare gli indici bibliometrici più utilizzati a livello internazionale, va rilevato che le pubblicazioni della candidata vincitrice sembrano inadeguate anche rispetto ai criteri suggeriti dalla Società Italiana degli Economisti (SIE). La SIE, infatti, nel suo documento di proposta al CUN titolato “Indicatori di attività scientifica e di ricerca Area 13 – Scienze Economiche e Statistiche” [5] propone di accettare come minimo criterio per la qualifica di ricercatore per i candidati dottorati da più di 3 anni “2 pubblicazioni in riviste scientifiche o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico”, di cui perlomeno 1 a diffusione internazionale e perlomeno 1 a firma singola” dove per “Per pubblicazioni in riviste o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico” si intendono quelle che hanno seguito procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente e che compaiono in fasce di merito adeguate individuate dalle varie associazioni.”

In secondo luogo, analoghe considerazioni possono essere mosse per quanto riguarda i titoli e le esperienze didattiche dei candidati, che in ogni caso – da bando – vanno valutati per la significatività che essi assumono in ordine alla qualità e quantità dell’attività di ricerca svolta dal singolo candidato.

Infine se anche si accettasse la possibilità di non utilizzare indici bibliometrici, né di seguire la prassi prevalente (avvalorata anche dalla SIE) di privilegiare la pubblicazione su riviste internazionali che seguano procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente – scelta che finirebbe per danneggiare tutti gli altri concorrenti con la sola eccezione della vincitrice – l’unico criterio residuo di valutazione possibile dovrebbe riferirsi all’originalità del contributo scientifico dei candidati. Ma qui si paleserebbe un gravissimo conflitto di interesse all’interno della Commissione.

Infatti, degli otto capitoli in volumi collettanei prodotti dalla candidata vincitrice, sei sono stati coautorati col presidente della commissione del concorso e i restanti sono stati pubblicati in volumi collettanei da quest’ultimo curati. Solo tre di tali otto capitoli sono in lingua inglese. Il presidente della commissione quindi dovendosi esprimere come da bando sull’originalità, innovatività e importanza di ciascuna pubblicazione scientifica della candidata si é trovato in buona parte a dover valutare l’originalità, innovatività ed importanza del proprio lavoro, mettendo probabilmente in imbarazzo gli altri membri della Commissione i quali, pronunciandosi sul valore delle pubblicazioni della candidata, hanno finito per doversi esprimere anche sul valore della ricerca del presidente della Commissione. Nemmeno l’eventuale “dichiarazione dei docenti interessati attestante l’apporto individuale del candidato” prevista dalla commissione per le “pubblicazioni in collaborazione tra i candidati e uno o più membri della commissione” solleva gli interessati dal potenziale conflitto d’interesse.

Confidiamo nella Sua sensibilità e nel valore che Ella attribuisce alla reputazione dell’università e della sua capacità di continuare ad attrarre buoni studenti e giovani ricercatori e professori nonché di motivare i dottorandi e gli assegnisti di ricerca dell’ateneo affinché investano sulla ricerca di qualità e sulle pubblicazioni internazionalmente riconosciute. Gli accadimenti legati al concorso in oggetto gettano un’ombra sulla trasparenza nell’accesso alla carriera universitaria nell’Ateneo che lei presiede e, soprattutto, scoraggiano i giovani ricercatori a continuare a credere al valore e al futuro delle nostre istituzioni accademiche.

Certi della Sua volontà di voler difendere l’onorabilità dell’Ateneo e consapevoli dei poteri che le spettano ai sensi dell’Art. 9 del bando di concorso (Prot. n. 24348 del 26.11.2010) la invitiamo caldamente a voler intraprendere quanto ritenga necessario alla luce delle considerazioni qui sopra espresse.

L’occasione è gradita per porgere un cordiale saluto


Qui trovate il link originale con la petizione.

Di casi come questo ce sono moltissimi. I pochi che escono devono essere sfruttati per combattere questo schifo e vergogna italiana.

AGGIORNAMENTO 17/12/11

E' arrivata la risposta del Rettore dell'Università. Una grande vittoria del web.

domenica 11 dicembre 2011

Anche con Monti le caste italiane vincono e mantengono i privilegi




Ieri ho scritto un articolo sulla rivolta delle varie caste italiane per i pochissimi tagli ai privilegi e le scarne liberalizzazioni che avrebbero dovuto limitare il loro potere a favore della concorrenza e della popolazione.

La casta per eccellenza, quella dei parlamentari, ha bloccato i tagli alle indennità previsti nella manovra Monti, prevedendo un rinvio al "termine per la fine dei lavori della commissione (si è pensato a marzo-aprile), superato il quale le Camere sarebbero impegnate a rendere effettivo il taglio «entro trenta giorni»".
Ovviamente quando questi parlano di rinvio, sappiamo tutti come andrà a finire: i tagli non si faranno, punto e basta. Il parlamento peggiore della nostra storia si riconferma tale.

A quelli poi (UDC e PD) che si oppongono a ciò, ricordo la mia proposta di creare un fondo in cui mettere i soldi in eccesso per poi utilizzarli per opere sociali.


Un'altro trionfo (ma di questo ho già parlato nell'articolo di ieri) l'hanno ottenuta i farmacisti che, dopo le lacrime di coccodrillo versate, si sono visti beneficiare dell'esclusione dei comuni sotto i 15mila abitanti (25 milioni di abitanti) della liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

L'ultima vittoria è stata ottenuta dai tassisti, che hanno fatto rientrare lo sciopero proclamato grazie ai segnali di apertura del governo, leggasi "anche qui, la liberalizzazione non sa da farsi".

Il potere delle caste è forte (dobbiamo aggiungere anche avvocati, notai etc) ed è stato ottenuto negli anni. A rimetterci siamo noi cittadini che dobbiamo pagare di più un servizio che potremmo e dovremmo pagare meno (o a parità di prezzo, avere una qualità superiore) e noi giovani che in quelle caste non ci possiamo entrare se non siamo pieni di soldi o figli/parenti di chi ci è già dentro.

sabato 10 dicembre 2011

Le caste italiane in rivolta


Quando sentite nominare la parola "Casta", sono sicuro che tutti voi abbiano in mente i nostri politici. La casta della politica è quella contro cui il popolo si sta scagliando per ridurne gli immondi privilegi, ancor di più in questo periodo di crisi e di sacrifici.

La manovra Monti un poco (troppo poco aggiungo) è andata a toccare questo tasto e tutti possiamo vedere le conseguenze: deputati e senatori in rivolta rendendosi ancora più patetici e ridicoli di quel che erano già prima (Pepe che accusa di essere ridotto alla fame è tragicomico).

L'Italia è però un paese fatto di caste, privilegi e quella dei politici non è però l'unica a rivoltarsi. Vi sono altre caste, più o meno influenti e conosciute, che appena si vedono toccare i loro privilegi, ecco che si rivoltano, si indignano, scioperano.

Le due più famose e potenti sono quella degli avvocati e dei notai, di cui ho già parlato qualche mese fa e che, per non essere liberalizzate, hanno minacciato di far cadere il loro stesso governo.

Ve ne sono però altre, più o meno piccole e più o meno visibili ma chiuse come le loro parenti che, seppur minori, mantegono dei privilegi che non gli spettano. Due di queste in questi giorni stanno facendo sentire la loro voce: parlo dei farmacisti e dei taxisti.


Sulle lacrime da coccodrillo dei primi, casta che da moltissimi anni si è arricchita a dismisura senza de facto possibilità di entrata nel mercato per chi non sia figlio di un farmacista (difatti chi si lamenta di più sono proprio i figli dei farmacisti, chissà come mai) o non abbia talmente tanti soldi da aprirne una, stendo un velo pietoso. Son fin riusciti ad ottenere l'esclusione dei comuni sotto i 15 mila abitanti (25 milioni di cittadini quindi non usufruiranno dei benefici della concorrenza dei farmaci di fascia c) scatenando le ire (giustissime) delle Parafarmacie.

Sui secondi, non essendo loro ricchi come i colleghi avvocati, notai e farmacisti, non provocano le proteste del cittadino medio. Magari oggi un po' di più, visto lo sciopero che hanno proclamato (in concomitanza con il blocco delle auto) per la parziale liberalizzazione del loro mestiere.

Sui taxi ha scritto un bel pezzo Federico De Vita su NFA in cui confronta il servizio taxi londinese (in cui vi è concorrenza) con quello di Roma (zero concorrenza), per non parlare poi del servizio pubblico in generale.

Quando ci si chiede il perchè questi politici riescano a vincere e occupare le poltrone per anni e anni la risposta viene anche da qui: mantengono i privilegi di caste che, in caso contrario, si rivolterebbero. A pagarne le spese sono ovviamente tutti i cittadini (la maggior parte) che non è in queste caste (GIOVANI in primis).


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giovedì 8 dicembre 2011

La bufala della contro manovra anti caccia bombardieri



Quante volte avete sentito un vostro amico (o magari anche voi stessi) dire: bastava non comprare i 131 caccia bombardieri F35 per risparmiare 18 miliardi et voilà, la manovra era bella che fatta, senza lacrime e sangue.

Questo purtroppo non ha detto solo il vostro amico operaio, ma anche qualche politico, come Donadi sul Fatto (mannaggia all'IDV, con gli aerei proprio non ne azzecca una) che però poi si è corretto. Del suo ci mette anche Gilioli del blog "Piovono Rane" (molto letto anche questo).

La realtà è ben diversa ovviamente. Prima di tutto bisogna discutere sulla cifra (ma è la cosa meno importante qui) ma soprattutto sul tempo in cui essa verrà pagata! Infatti non è che lo stato italiano di punto in bianco tira fuori 18 miliardi! Come si legge dal documento sul sito della Difesa:

per l'avvio dell'acquisizione e supporto logistico; oneri complessivi circa 13,0 mld€; completamento previsto: 2026
(allegato C/6, pagina 109, nota 8)



13 miliardi e il completamento nel 2026! Quindi 13 miliardi in 15 (o 18) anni: meno di un miliardo l'anno quindi. Altro che una nuova manovra!

Non voglio star qui a discutere sull'utilità o meno di questa spesa (non sono esperto di politica militare, di accordi internazionali e accordi di acquisto vendita di mezzi militari e non fra Stati e imprese), però proporre contro manovre bufale (a quanto pare viene da FB questa buffonata) fa perdere tempo e distrae la gente dai veri problemi e dalle vere questioni che la manovra avrebbe dovuto affrontare e risolvere.

PS: Vi consiglio anche l'articolo su NFA Sandro Brusco ( e i commenti negli articoli) in cui comunica anche i vari dati raccolti anche da fonti non ufficiali.


mercoledì 7 dicembre 2011

L'aria di Palazzo Chigi dà alla testa






Quando ero più piccino e chiedevo a mio papà "Ma perchè non mettono in politica qualcuno di più bravo e onesto?" lui mi rispondeva sempre "Perchè, una volta là, anche lui farebbe ciò che fanno gli altri".

E' un modo di dire diffuso, però non è in fondo così sbagliato. Prendiamo Monti. E' un tecnico, un professore non un politico. E' a Palazzo Chigi da tre settimane e già è stato contagiato dalla follia che aleggia in quel posto.

Per chi se lo chiede, no, non parlo della manovra (non qui almeno). Mi riferisco alla visita a "Porta a Porta" da Vespa fatta da Monti ieri sera.

Se qualcuno storceva il naso già solo per il fatto che ci sia andato, quello che mi ha lasciato perplesso è il linguaggio usato dal neo Premier, certe sue affermazioni.


Sentire un'affermazione del tipo "Lavoriamo per i cittadini e non per i mercati" lascia davvero con l'amaro in bocca, soprattutto perchè a dirlo è in primis un professore. Cosa vuol dire? Scusi signor Monti, mio nonno che ha investito in BTP e che ora vorrebbe venderli rientra nella categoria "Cittadini" o "Mercati"?

Quella è stato il picco più alto, ma ce ne sono altre (i cavalli imbizzarriti da domare, la patria da salvare..) comuni a politici sia di destra sia di sinistra che poco hanno a che vedere con il Monti stesso di 1 mesetto fa.

L'aria di Palazzo Chigi dà alla testa....

lunedì 5 dicembre 2011

Per quelli che "La TV pubblica è cosa buona e giusta"




Ieri sera c'è stato il discorso di Monti e dei Ministri dopo il Consiglio dei Ministri in cui si è approvata la manovra. Solamente La7 (oltre a Skytg24) ha trasmesso l'eventi in diretta.

Passi Mediaset, ma che nessuno dei tre canali principali della Rai lo abbia trasmesso anche solo in parte è assolutamente vergognoso.

Dov'è il servizio pubblico se non si trasmettono questi eventi politici di rilevanza? Dov'è la Tv di Stato quando si parla di una manovra fatta per salvare il medesimo?


Leggevo poi su FB che Minzolini non ha nemmeno citato la cosa al TG1 di ieri sera all'ora di cena, confermando ancora una volta di quanto scadente sia diventato oramai l'ex TG più famoso (ed importante) del paese.

Vendere la Rai (come ho già detto) e tenere massimo massimo UN solo canale per la tv di stato che faccia servizio pubblico (e che sia indipendente!!).

PS: il primo che mi nomina Rai News lo defenestro


domenica 4 dicembre 2011

Donne, perchè non vi ribellate?




Mi rivolgo alle lettrici femminili di questo blog: perchè non vi ribellate?

In Italia abbiamo la più bassa occupazione femminile (solo la Turchia fa peggio di noi) tra i paesi OCSE (lavora meno di una donna su due) senza contare poi la differenza di salario (comune però in tuta la UE): non penso che la metà di voi sia scansafatiche senza alcuna voglia di lavorare o non abbia la preparazione adatta.

Oltre a questo però, l'immagine che vi si da di voi è raccapricciante, oltre poi alla discriminazioni.

Se l'ex Presidente del Consiglio ci ha messo molto del suo, le ultimisse vicende di questi giorni confermano l'andazzo da Medioevo del nostro paese anche sotto questo aspetto.


Sì, parlo di tal Camillo Langoni, giornalista che scrive per testate come "Il Foglio", "Libero" e "Il Giornale", quindi tutte molto vicine al Cavaliere (deve essere una costante della odierna destra pseudo liberale considerare la donna come "inferiore").
Per ben due volte (vedi foto) ha scritto che si dovrebbero togliere i libri alle donne per farle tornare a far figli.

Ora, perchè a certa gente, pagata pure, viene permesso per ben due volte in pochi giorni di scrivere baggianate smili su giornali che pure voi donne sussidiate con le vostre tasse?

Ma soprattutto: donne schierate con questa gente qui, vi rendete conto di come vi giudicano e di come venite trattate? Come fate a sostenerli??

PS: segnalo questo articolo su Jollyjokerreturns in cui si dimostra che la "scienza" e i dati dicono qualche cosa di diverso..

sabato 3 dicembre 2011

Monti, a metter tasse ero capace pure io



Dicembre è da poco iniziato. L'ultimo mese dell'anno, un anno che passerà alla storia del paese visto il rischio che stiamo correndo, paragonabile a quello del '92.

Come allora abbiamo un governo tecnico, meno politico è vero, però purtroppo sulla stessa lunghezza d'onda a quanto pare.

Sì perchè (nota bene: da ciò che si legge sui giornali) i provvedimenti che il governo Monti vorrebbe adottare sono i soliti: aumentare le tasse sul reddito, patrimonio e consumi, tagliare poco o niente e soprattutto non attuare riforme strutturali forti e decise.


Quando poi sento Passera affermare «Troppi debiti dello Stato con le pmi. Usiamo i Btp per pagare i 90 miliardi di arretrati» mi vien male. Altro debito? (Tra l'altro, usando in questo modo i Btp sarebbero de facto carta moneta...)


Per aumentare le tasse non serviva un governo tecnico. Forse anche il mio cane ne era capace. Passi l'Ici (a dovute condizioni), ma il resto no.
Tagliare spese di Quirinale, Montecitorio, Amministrazione Centrale (con anche tagli di stipendi cresciuti in maniera esponenziale in questi anni, soprattutto rispetto agli altri dipendenti pubblici e privati).
Tassare prima e mandare a casa i dipendenti pubblici che davvero non fanno nulla (anzi, peggio, si lamentano creando problemi a quelli che lavorano davvero) che invece stanno lì protetti dai sindacalisti che per una tessera venderebbero pure la loro madre.
Smontare poi questa TV di stato che nel 2011 proibisce il termine "Profilattico" e che tiene un servo incapace come direttore del più famoso ed ex maggior TG del paese.

Tre riforme facili che si fanno in poco per far capire che ora non si scherza più con manovre e manovrine Tremontiane. Da qui poi partire con le riforme strutturali decise per far ripartire il paese (sperando che poi il governo che verrà eletto non disfi tutto il lavoro).

Se è vero che è ancora presto e che le carte verranno scoperte lunedì 5, ciò che sto leggendo e sentendo non mi piace proprio. Ero molto più fiducioso dopo i discorsi a Camera e Senato. Cosa è cambiato da allora? Dove sono tutte le riforme annunciate là? Staremo a vedere...


giovedì 1 dicembre 2011

Ma quanto mangiano sti parlamentari?




"Ridurre deputati e senatori alla fame vuol dire rendere il Parlamento schiavo dei poteri forti." Mario Pepe sui tagli ai privilegi dei parlamentiari.

Ma quanto mangiano questi senatori e deputati (ad eccezione di Fassino sia chiaro)?


Ora a costui (quello in foto) non dico nulla in quanto non sono San Francesco.
Mi rivolgo a quelli che hanno votato questo ingrediente da cucina (compresi amici e parenti) della XX (CAMPANIA 2) circoscrizione: avete letto? Bene. Uno che dice una cosa del genere son sicuro già prima si capiva che non era idoneo a fare questo lavoro. Perchè mai lo avete eletto?


Dichiarazione presa da NonleggerequestoBlog.

martedì 29 novembre 2011

Modesta proposta ai parlamentari che vogliono ridursi lo stipendio




La questioni costi della politica e stipendi dei parlamentari tiene giustamente sempre banco nelle discussioni qui in Italia.
Fino ad ora, in concreto, stipendi e privilegi non sono stati ridotti e, non avendo assolutamente fiducia in loro, fino a quando non vedo mi spiace ma non ci credo.

Ci sono però alcuni parlamentari che hanno provato a tagliare da qualche parte (penso all'IDV), senza però successo. Ecco a loro e a tutti quelli che hanno dichiarato che gli stipendi, privilegi e vitalizi sono ingiusti voglio lanciare una modestissima proposta:

Prendendo come esempio gli stipendi, ognuno di voi comunica pubblicamente di quanto, secondo lui, dovebbero essere ridotti (mettiamo, per comodità, il 50%): create un fondo in cui ognuno di voi, con nome e cognome, versa ogni mese la somma di denaro che riceve in eccesso e alla fine dell'anno i soldi raccolti verranno utilizzati per opere sociali (visti gli ultimi avvenimenti, direi che potrebbero essere utilizzati per aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni). Se siete in anche solo 10-15, in un anno si potrebbero raccogliere circa 750 mila euro e avreste nomi e cognomi pubblicati, con conseguenti vantaggi alle prossime elezioni.
PS: l'opera sociale deve essere dichiarata e, nel caso siano più di una, deve essere scritta anche la percentuale destinata a ciascuna di esse.


Di questi tempi ci vuole coerenza: facile affermare delle cose sapendo che tanto non verrebbero votate. Iniziate concretamente a non utilizzare per voi quella parte di privilegi in più ma per la comunità, dando un segnale forte ai vostri colleghi e ai cittadini che, fidatevi, si ricorderanno di chi ha dato e chi no.


domenica 27 novembre 2011

(Pesante) Eredità Berlusconiana all'estero



Dialogo in chat durante una partita di Legend of Legends:

- Avversario: "from?"
- Io: "ita"
- Avversario: "Ah BUNGA BUNGA"
(di A. Didino)



Per quelli che "Berlusconi ha giovato alla reputazione dell'Italia e degli italiani nel mondo" oh yeah...

Ci mancano solo questi due a Montecitorio



Sì, parlo di Scilipoti e Marra, i due signoraggisti-complottisti che pian piano stanno facendo parlare di sè sui giornali e su internet per via della loro battaglia contro le banche (ma anche altro, come la "credenza" che le camere a gas abbiano ucciso milioni di persone).

Sul blog diksa53a potrete trovare una sorta di riassunto dell'incontro di ieri al Teatro Quirino a Roma.

Quello che mi preoccupa è il fatto che questi due qui probabilmente ce li ritroveremo a Montecitorio alle prossime elezioni (beh, uno c'è già).

Ecco, vi prego...ne abbiamo già abbastanza lì, non aggiungiamone altri. Stiamo andando a catafascio e la nostra reputazione nel Mondo è ai minimi storici, non peggioriamo le cose.


Un appunto poi su Sara Tommasi (quella che sostiene di avere un microchip che la obbliga a fare sesso): se sostiene questi due, com'è che ha preso la laurea in economia alla Bocconi?
In più, lo sa come si chiamano quelle che affermano cose del tipo "Poi non me ne frega niente di mostrarmi e mi diverto. Mi basta essere retribuita”. Farebbe altro per soldi? “Qualsiasi cosa." (contraddicendo la storia del microchip tra l'altro)?


sabato 26 novembre 2011

Caro Mario, ti scrivo


Inizierei così una lettera al nostro Presidente del Consiglio se fosse un mio caro amico. Gliela scriverei davvero perchè, pur appongiandolo in questa sua non semplice avventura, ci sono alcune cose che ad ora mi lasciano un po' perplesso.

Se è vero che il governo tecnico ha da poco preso il via, in questi primi giorni vedo alcune somiglianze con i precedenti governi "non tecnici" che speravo di non rivedere anche qui.
Partiamo dalla nomina dei ministri che, con Passera, ripresenta lo stesso problema del conflitto di interessi che già era palese nel governo Berlusconi.
Continuiamo poi con le rifome annunciate nel suo discorso a Camera e Senato che fino ad ora sono "avvolte nella nebbia" (cit: Financial Times). Io vedo solo tasse, mentre di liberalizzazioni e tagli della spesa pubblica neanche l'ombra. Solo oggi è uscito un articolo sulle pensioni in cui si passerebbe al metodo contributivo, ma è fino ad ora "Un punto di partenza".
Concludiamo poi con i tagli alla casta annunciati sempre in quel discorso che, per equità, dovrebbero essere i primi della lista e che pare non vengano fatti.


Monti, se fossi tuo amico, ti consiglierei di attuare il prima possibile ciò detto a Camera e Senato. I mercati non sono pazienti, colpa soprattutto di chi ti ha preceduto. Hai una grande possibilità di sanare il paese (non sono economicamente ma anche nel modo di pensare della gente) e di passare alla storia come uno dei migliori (se non il migliore) Premier della Repubblica. Non sprecarla.

giovedì 24 novembre 2011

Onorevoli che si meritano fino all'ultimo centesimo..




Michaela Biancofiore
"Si è schiantata sugli accenti («dò», «stà», «pò»), ha detto che gli avversari la vogliono «distrutta, annientata, denigrata, scanzonata» (voce dello sconosciuto verbo michaeliano «scanzonare»), ha inventato «l'amantide religiosa»
«senza sentire n'è i dirigenti del Pdl n'è verificare la sensibilità dei nostri elettori...»
L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato che tanto tuonò contro la rete del terrore in particolare ammonendola con le parole ‘il male è accompagnato sempre dal bene’, volendo con ciò affermare che dietro il male spuntano sempre il bene e la giustizia universale, come dimostrato in queste ore"

Gianluca Buonanno:

La Padania esiste perché esiste il Grana padano


Deputati e Darfur:




Per non parlare dell'intervista di 3 settimane fa agli onorevoli sull'economia sempre delle Iene e del mitico Scilipoti...

Capito il perchè i mercati non siano tanto fiduciosi? Con un parlamento così...


mercoledì 23 novembre 2011

Tagliare la casta è una questione morale e di giustizia più che economica



Scrivo questo breve articolo per fare una precisazione che ritengo doverosa, soprattutto leggendo su Facebook (prevalentemente) e sentendo i discorsi fatti da gente (anche amici e parenti) a riguardo dei tagli che politici e più in generale la "Casta" dovrebbero imporsi.

Tagliare gli stipendi e gli sprechi della politica NON deve assolutamente sostituirsi ai tagli della spesa pubblica e alle riforme (pensioni su tutte)! Questa cosa è sbagliatissima ed è bene che ve la mettiate in testa tutti.

I soldi che si risparmierebbero si aggirano intorno ai 3-4 miliardi: tanti sia ben chiaro, però non è che con questi abbiamo risanato i nostri conti e risolto i nostri problemi.


I politici devono ridursi stipendi, spese e privilegi prima di tutto per una questione morale e di giustizia verso i cittadini (che accetterebbero meno malvolentieri la riforma sulle pensioni ad esempio).

Non si può chiedere al popolo sacrifici "perchè nel resto d'Europa si fa così" quando in Europa non esiste una "Casta" come la nostra con tutte le sue spese folli.

E' giusto adeguarsi all'Europa, ma questo DEVE valere per tutti, nessuno escluso.

I soldi risparmiati poi andranno a sommarsi agli altri derivanti dalle riforme necessarie (tagliare progressivamente dal 50% circa al 40-38% del Pil la spesa pubblica, quindi parlo di cifre enormemente più grosse) . Da soli, economicamente parlando, servono a poco o niente. Spero vi sia chiaro.


martedì 22 novembre 2011

Appello: Monti fai pagare l'Ici anche alla Chiesa!



Mi rivolgo direttamente al neo Presidente del Consiglio, nonchè Ministro dell'Economia, Mario Monti.

Signor Monti, lei ha annunciato la reintroduzione dell'Ici per allinearci con gli altri paesi europei. Come ho già scritto sul blog, sono d'accordo in generale (poi bisognerà vedere con quali modalità deciderà di reintrodurlo) in quanto essa gioverà ai comuni togliendo potere all'autorità centrale.

Quello che le chiedo però, è di far pagare questa tassa anche alla Chiesa. Lo chiedo da cattolico, per il semplice motivo che se tutti noi la paghiamo non vedo il perchè anche il Vaticano, occupando il territorio nazionale, ne debba essere esente.

Mi sembra una questione di correttezza, visto soprattutto il momento di difficoltà che obbligherà noi cittadini a qualche sacrificio. E' giusta l'ora che anche l'autorità religiosa scenda in campo e paghi anche lei, non crede?



Invito tutti i lettori a mandare questo brevissimo appello a ufficio.stampa@tesoro.it


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