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sabato 17 maggio 2014

Piantatela! Se il PIL è in calo la colpa non è di Renzi

Se c'è un aspetto negativo nel sacrosanto diritto della "libertà di parola" è che chiunque si senta libero di dire ciò che vuole su un qualunque argomento. Di solito l'argomento in questione varia in base alla "moda" del momento: che sia il calcio ("siamo tutti allenatori"), un fatto di cronaca ("siamo tutti investigatori") o che riguarda il mondo scientifico ("siamo tutti scienziati").

Ultimamente, per via della crisi e grazie anche alle Elezioni Europee, tutti vogliono dire la propria sull'economia. "Siamo tutti economisti" quindi.

Nella giornata di ieri, sono stati resi noti i dati riguardo la crescita del PIL del primo trimestre del 2014. Nel nostro Paese, purtroppo, di crescita proprio non si può parlare. Il PIL infatti si è contratto dello 0.1%, riportando l'economia al lontano anno 2000.

I commenti si sprecano, ma chi legge queste pagine non sarà affatto sorpreso. I commenti però che personalmente mi hanno fatto arrabbiare sono quelli del tipo "Eh, tutta colpa di Renzi".

Cari lettori, se mi seguite saprete cosa il sottoscritto pensa dell'attuale Governo e Premier, giudicato sempre dai fatti. E propriò perchè su queste pagine i fatti fanno da padroni, trovo ridicolo dar la colpa a Matteo Renzi per la pessima performance del Paese nei primi tre mesi del 2014.

Come si possa, dico io, individuare in un Premier che è in carica da fine febbraio (2/3 del trimestre quinid), che non ha ancora attuato alcuna riforma (per questioni governative), la causa della decrescita del PIL? In quale universo la colpa è di Renzi?

Capisco criticare, che ci devono essere, ma il tifo da stadio ignorante lasciamolo fuori dagli argomenti seri...

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domenica 5 gennaio 2014

L'ultimatum con i 6 punti del manifesto dei forconi? Solo e soltanto populismo

Anno nuovo, problemi vecchi, soluzioni sempre peggiori. Non bastava il Movimento 5 Stelle a proporre, assieme a cose assolutamente condivisibili, riforme che più populiste di così non se ne trovano. Ora ci si mettono pure i forconi a fare proposte. Dopo il flop della manifestazione di Roma pre-natalizia, i rivoluzionari made in Italy sono tornati alla carica con un manifesto di 6 punti che se Letta non approva "sarà rivolta".

17 giorni a partire da oggi per approvare i 6 punti del manifesto programmatico:

sospensione delle procedure esecutive, istituzione di un fondo di garanzia per le imprese, aumento di 300 euro in busta paga per i dipendenti privati, incremento delle pensioni minime, riduzione del costo del carburante (per usi professionali, preciso io) e tutela del made in Italy.
Alcune cose sono giuste, come la riduzione del costo del carburante per usi professionali (suppongo che se verrà ridotto per gli autotrasportatori sarà belle che finita la rivoluzione, vero?) e l'aumento in busta paga per i dipendenti privati che posso essere riassunte in un "abbassiamo le tasse su carburanti (perchè a tutti bisogna abbassarli, non solo ai camionisti eh) e salari", altre folli come la sospensione delle procedure esecutive e la tutela del made in Italy.

Sospendere le procedure esecutive di qualunque tipo vuol dire de facto far pagare ai creditori le colpe dei debitori senza alcuna distinzione. Poi ci lamentiamo se la pubblica amministrazione (debitore) non paga gli imprenditori (creditori) e questi falliscono.

Tutelare il Made in Italy presumo voglia dire dazi. Mi pare superfluo dover spiegare che se mettessimo dei dazi (a danno di noi consumatori, ovviamente), i Paesi esteri farebbero altrettanto e le nostre aziende subirebbero un danno non indifferente.

Ridurre il cuneo fiscale per far sì che gli stipendi dei dipendenti privati (circa 12 milioni, dati ISTAT) aumentino di 300 euro vuol dire una spesa di circa 40-50 miliardi di euro. Una riforma che appoggio totalmente, ma è da 10 anni che aspetto una riduzione di questo tipo e nessuno alla prova dei fatti è stato capace di intraprenderla (Berlusconi in primis).

Aumentare le pensioni minime (e quelle di invalidità, che per comodità non considero): ok, ma di quanto? Tenete conto che i pensionati al di sotto dei 500 euro sono (dati sempre ISTAT) circa 2.2 milioni. Vuol dire che aumentare ad esempio di 100 euro mensili in media a tutti (1200 euro all'anno) comporterebbe una spesa annua di 2 miliardi e 640 mila euro. Non li han trovati per evitare l'aumento dell'IVA....

Fondo di garanzia per le imprese: anche qui, nessun dato, solo parole. Non posso commentare. Preferirei che queste risorse, semmai esistano, venissero utilizzate per ridurre il cuneo fiscale.

Ultimo, ma non ultimo, la questione carburante. Anche qui, cosa giustissima visto il costo di benzina e gasolio in Italia gonfiato da accise ridicole vecchie presenti da decenni. Se da un lato una loro piccola riduzione a mio modo di vedere, dati alla mano, non comporterà una riduzione del gettito fiscale (vedi questo post), bisogna sempre tenere conto che oltre la metà del prezzo della benzina va allo Stato quindi una riduzione sostanziale (20-25 centesimi, per rientrare nella media UE) a tutti comporterebbe anche qui, tenendo conto che nel 2012 il fisco ha incassato 36.5 miliardi di euro, una riduzione di gettito di svariati miliardi di euro, se fatta a tutti.







Alla fine, ribadisco: alcune proposte sono follia pura, altre interessanti ma molto costose. Chi mi segue sa benissimo che sono il primo a volere una diminuzione pesante della tassazione in Italia. Il problema però è sempre lo stesso: con quali soldi? Ecco, i forconi oltre a un "diminuzione della spesa" molto generale, null'altro dicono. E ciò è, cari lettori, solo e soltanto populismo.


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martedì 19 novembre 2013

Proposta: Prelievo forzoso sugli stipendi dei politici per aiutare le zone colpite da catastrofi

Un'altra catastrofe ha colpito l'Italia. L'ennesima, che non ha quasi fatto notizia all'inizio se non sui social network (twitter in particolare). Il Servizio Pubblico, la RAI, ci ha messo molto prima di dare notizie, quando altri erano già lì, il che pone molti quesiti (ad esempio sull'utilità del canone). Ma non voglio far polemiche ora su questo, piuttosto lanciare una proposta.

A molti potrà sembrare populismo, ma così non è. Per niente. E' una proposta che reputo ponderata e giustificata.

Il sottoscritto propone:


- Un prelievo forzoso fino al 60% dello stipendio di un anno dei politici del consiglio regionale, provinciale e comunale delle zone colpite a patto che non dimostrino di aver denunciato i pericoli (ove presenti) e provato a risolvere il problema
- Un prelievo forzoso fino al 50% dei Parlamentari provenienti dalle zone colpite a patto che non dimostrino di aver denunciato i pericoli (ove presenti) ai colleghi parlamentari/ministri addetti alla tutela dell'ambiente e del territorio
- Un prelievo forzoso fino al 30% i quei parlamentari e ministri che non si sono mossi in favore di una soluzione ai problemi del territorio (ove presenti) che avrebbe evitato o contenuto la tragedia verificatasi. Si alza fino al 50% se il problema, sottoposto da terzi, è stato evitato senza una valida motivazione

I proventi dei prelievi verranno delovuti interamente alla zona colpita.

Si ispira un po' a ciò che il codice civile dice sulla responsabilità degli amministratori. Essendo i politici paragonabili ad "amministratori di una società", mi sembrava un buon compromesso.

E' un po' troppo provocatorio?
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domenica 27 ottobre 2013

A noi consumatori dell’italianità di Alitalia non importa nulla

- Articolo originale pubblicato su MySolutionPost -     Mattia Poletti


Errare humanum est perseverare autem diabolicum” recita un famosissimo detto latino, che si traduce con “Commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico”. Perché questa citazione classica? Semplicemente la ritengo la miglior sintesi di tutto ciò che sta succedendo in questi tempi nel nostro amato Bel Paese. Noi commettiamo tantissimi errori a livello politico, sociale ed economico ma non impariamo mai, anzi, perseveriamo nel commetterli, riuscendo fin a fare peggio.
Solo così posso giustificare una dirigenza pubblica che vuole risalvare la compagnia aerea di bandiera, Alitalia, scordandosi che cinque anni fa fece la stessa cosa con i soldi di noi contribuenti italoti (che, ricordo, paghiamo più tasse di qualsiasi altro nostro collega mondiale, o quasi): i risultati li abbiamo sotto gli occhi tutti.
Sì, Alitalia è ancora in difficoltà e ancora una volta i nostri dirigenti vogliono impegnarsi nell’ennesimo salvataggio della stessa. Il bello è che da vent’anni questa compagnia aerea è in perenne perdita (salvo qualche rara eccezione). Massimo Fontana sul suo blog (Archeo-Finanza) ha raccolto i dati facendo un elenco dal 1990 ad oggi:

- 2012: -280 milioni euro.
- 2011: -69 milioni euro.
- 2010: -168 milioni euro.
- 2009: -326 milioni euro.
- 2008: a fine luglio il Cda non approva la semestrale e dichiara l'insolvenza della società.
- 2007: -495 milioni euro.
- 2006: -626 milioni euro.
- 2005: -168 milioni euro.
- 2004: -812 milioni euro.
- 2003: -519 milioni euro.
- 2002: +94 milioni euro.
- 2001: -907 milioni euro.
- 2000: -249 milioni euro.
- 1999: +6 milioni euro.
- 1998: +210 milioni euro.
- 1997: +260 milioni euro.
- 1996: -621 milioni euro.
- 1995: +0.7 milioni euro ( dovuto a plusvalenza di 220 milioni euro grazie a cessione Aeroporti Roma)
- 1994: -192 milioni euro.
- 1993: -177 milioni euro.
- 1992: -8 milioni euro.
- 1991: -17 milioni euro.
- 1990: -48 milioni euro.
Curioso come dal 2000 e in poi, ad eccezione del 2002, l’azienda sia in netta perdita per svariate centinaia di milioni di euro all’anno, ed ha continuato anche dopo il 2008 nonostante la cordata patriottica voluta e sponsorizzata da Silvio Berlusconi, pagata a caro prezzo da tutti noi (4 miliardi circa, un’Imu) rivelatasi un flop annunciato.
Oggi, i nostri dirigenti patriottici vogliono commettere lo stesso errore, facendo partecipare Poste Italiane alla ricapitalizzazione di Alitalia. Il tutto in nome dell’”italianità”.
Volete una confessione? A noi consumatori razionali, dell’italianità di Alitalia, non ce ne frega nulla. Il consumatore razionale guarda soprattutto alla qualità e al costo del prodotto: in base a questi sceglie che cosa acquistare. Alitalia, mi spiace dirlo, non è competitiva né sul prezzo né sulla qualità. I consumatori che guardano al portafoglio preferiscono compagnie aeree low cost (Easy Jet/Ryanair), mentre chi guarda alla qualità si dirige verso altri colossi del settore. A ciò bisogna poi aggiungere la concorrenza nelle brevi tratte sempre migliore dei vari Tav (pensiamo anche solo al Milano-Roma).
Non ci  strappiamo le vesti se Alitalia venisse venduta a qualche acquirente estero, così come non hanno fatto gli svizzeri quando Swissair (o meglio, quel che restava visto che era fallita) è stata comprata da Lufthansa una decina di anni fa. Anzi, dirò di più: se Alitalia venisse venduta e “magicamente” ritornasse a fornire servizi di qualità a prezzi competitivi, allora noi consumatori viaggeremo molto volentieri sui loro aerei, non curanti di chi sarà la proprietà.
La verità è che i nostri dirigenti vogliono salvare le loro poltrone (e quelle degli amici). Dell’italianità non frega nulla nemmeno a loro. Quella è solo l’ennesima scusa per scucire soldi a cittadini che di soldi ne han sempre meno…


@Rebel Ekonomist

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domenica 29 settembre 2013

L'aumento dell'IVA andrà a pagare i costi della crisi di governo

Sabato 28 settembre 2013  Berlusconi ha ordinato ai suoi ministri di dimettersi, dando inizio ufficialmente alla crisi di governo.
Il motivo ufficiale è che non voleva aumentare l'IVA, tradendo così i propri elettori (come se non fosse mai accaduto) e il sottoscritto ha deciso di far finta di credere a questa versione. Gesto eroico del PdL? No, al contrario. Le conseguenze saranno molto più gravi e costose.

Prima di tutto, per evitare/rinviare l'aumento dell'IVA previsto serviva circa 1 miliardo di euro. Se avessero voluto, questi soldi li avrebbero trovati nel giro di poche settimane come avevo indicato qualche mesetto fa, ma la distrazione di un condannato e la mancanza di volontà politica hanno preso il sopravvento e i soldi dal lato della spesa non si sono tagliati.
Si parlava di aumentare altro (tipico gioco delle tre carte made in italy) come benzina, il che sarebbe stato fin peggio (oltre alla solita presa per i fondelli). Oggi sono però tutti discorsi inutili. Il rischio ora è che venga annullato tutto ciò che di buono-brutto è stato fatto in questi mesi, se non di più.

La cosa curiosa però è che i soldi per evitare l'aumento dell'IVA, li spenderemo comunque! Anzi, i soldi che incasseremo da essa andranno a pagare i costi della crisi di governo!

Il motivo è semplice. Ipotizziamo elezioni a febbraio: i soli costi di nuove elezioni ammonteranno a circa 400 milioni di euro, poco meno della metà della cifra necessaria per evitarne l'aumento. Ma purtroppo non finisce qui. C'è infatti il fattore "instabilità politica" che influisce sul costo del nostro debito pubblico (il famoso spread, ricordate?) e che già stavamo pagando prima (vedi confronto con bonos spagnoli).


Considerando che da qui a marzo 2014 abbiamo circa 150 miliardi di debito pubblico da emettere, se lo spread dei nostri titoli di stato aumentasse anche solo di 50 punti base (0.5%), la spesa extra in interessi ammonterebbe a 750 milioni di euro annui. Se sommiamo questi ai 400 milioni circa, ecco che otteniamo 1.1 miliardi, più o meno la cifra che sarebbe servita per evitare l'aumento dell'IVA (che ricordo essere la causa ufficiale della crisi di governo). E 50 punti base in media da qui a marzo non sono cosa impossibile, anzi, il rischio è che siano più alti ancora.

Tra l'altro, ricordo che per adesso la legge elettorale non è cambiata, ergo il nuovo governo potrebbe aver bisogno di alcuni mesi per esser formato, il che potrebbe incidere sulla durata del rialzo dello spread. Se mantenessimo i nostri 50 punti base in più e ipotizzassimo il formarsi di un nuovo governo a giugno, il debito da rinnovare ammonterebbe a circa 240 miliardi, ovvero 1.7 miliardi in più di spesa per interessi. Aggiungiamo i nostri 400 milioni di costi per nuove elezioni et voilà, abbiamo speso il doppio rispetto alla cifra per evitare l'aumento dell'IVA.

In totale, l'anno prossimo rischieremmo di dover pagare quell'1% dell'IVA in più programmato, più un ennesimo aumento di qualche tassa a caso per coprire i costi di questa crisi di governo.
Ma Berlusconi lo ha fatto nell'interesse dell'Italia e di noi cittadini. Ricordatevelo.

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mercoledì 18 settembre 2013

L'ha fatto Silvio, lo faccio anch'io il mio messaggio agli italiani


ITALIANI!

Italiani di destra: piantatela di votare Forza Italia!!! Basta!!
Italiani di sinistra: non osate votare Epifani, per la carità.

Ricostruite una destra che sia una destra e una sinistra che sia una sinistra. Si può fare!
Anche un centro che non sia quella presa in giro che è Casini.
Non partiti a casaccio.

Italiani tutti: piantatela di guardare Crozza, fatelo andare a vivere sotto i ponti dove uno che non sa far ridere senza imitare Berlusconi da un decennio dovrebbe essere, basta andare a vedere il videomessaggio di Berlusconi, non fa ridere se mettete mi piace ai link con le battute su Silvio, non siete gente "che si interessa" se tutto ciò che fate è preoccuparvi della giunta e delle sentenze.

Piantatela una volta per tutte e svegliatevi, che ora come ora a palazzo Chigi sono pronti ad alzarvi l'IVA per buttarlo in culo a imprese, e famiglie.

SI FAMIGLIE quella cosa che è l'unità fondante dell'economia di un paese e che buttiamo nel cesso pensando a cose come "genitore 1 e genitore 2" per essere all'avanguardia DI UN BEL NIENTE.

Perché giuro, giuro che se vedrò una rinata Forza Italia e nessuna destra vera con un senso, e delle primarie che eleggeranno Epifani, e lo so che succederà proprio così, allora io nella fossa che vi state scavando non ci vorrò più stare e vi manderò una volta per tutte a fare in culo.

Italiani!!!

Articolo di KL

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giovedì 15 novembre 2012

Non chiamateli nè studenti nè lavoratori, ma delinquenti

Sciopero europeo di studenti e lavoratori...più o meno...

Ieri si è svolto lo sciopero di studenti e lavoratori in tutti i paesi europei: una manifestazione di notevoli dimensioni contro le manovre di austerity imposte per far fronte alla crisi.
Anche in Italia moltissime persone sono scese in piazza a far sentire la propria voce, rabbia e purtroppo per molti anche la disperazione di essere senza lavoro e/o non riuscire ad arrivare alla fine del mese.

Accanto a queste persone che protestavano anche vivacemente ma in modo pacifico ve ne erano delle altre che, come accade praticamente sempre (qui da noi), approfittano della "causa" per far casino spaccando tutto ciò che si trovano davanti.

Questi manifestanti non meritano di essere chiamate lavoratori o studenti. Essi sono semplicemente dei delinquenti, punto e basta. Che senso ha rompere le vetrine di un negozio o la macchina di cittadini normali come tutti noi, con i loro problemi e le loro difficoltà, me lo spiegate?

Mi viene da fare un parallelo con il calcio, quando si sente di scontri con feriti e li chiamano tifosi: non sono tifosi o ultras, sono anche quelli semplicemente dei delinquenti che meritano di andare in galera.

Piantamola quindi di chiamarli lavoratori, pensionati, studenti: vi pare che un padre di famiglia normale e civile vada a spaccare macchine, negozi ed incendiare cassonetti incappucciato e armato?

Stessa cosa vale anche per il poliziotto che picchia tutti senza distinzioni giusto per il gusto di farlo sia ben chiaro.

Non voglio difendere a spada tratta nessuna delle due fazioni, ma vedere certe scene capitare sempre e solo qui in Italia ad ogni manifestazione per colpa di gente di questo tipo è una di quelle cose che non sopporto, anche perchè si cerca poi di giustificarle (almeno, una parte cerca di farlo).
Episodi di questo tipo sono da condannare. Purtroppo nemmeno in momenti come questo si riesce a rimanere compatti e dire la propria in maniera civile.


domenica 14 ottobre 2012

Monti-Bis, i pro e i contro ed un giudizio sul suo operato

Siccome un ipotetico governo Monti-Bis non è più così ipotetico anzi, vi sono politici che sono pronti ad appoggiarlo, ho provato a stilare una sorta di pro e contro di questa soluzione, con un mio commento finale.

Casini e Fini sono d'accordo, così pure il Vaticano e Montezemolo. Alfano tentenna , ma Berlusconi apre ad un secondo mandato del professore. Bersani invece è contrario. Questo è, ad oggi, il pensiero della politica riguardo al Monti-Bis.

E' certamente una soluzione, con tutti i pro e i contro. Ho provato ad analizzarli ed a schematizzarli, in modo da cercare di fornire un quadro più completo per capire se sia o no un bene per l'Italia essere governata da Monti anche dopo il 2013.

Premessa importante: ipotizzo che tutto il governo Monti "faccia il bis", quindi ministri attuali compresi. 

I PRO

  • E' pur sempre un governo di tecnici e non di politici, quindi teoricamente più preparato ad affrontare situazioni di difficoltà attuando riforme anche non troppo popolari ma necessarie (vedi riforma delle pensioni);
  • Darebbe continuità all'operato fino ad ora svolto, senza rinnegare le riforme utili fatte;
  • Avrebbe più tempo per attuare tutte le riforme che ancora non è riuscito a fare;
  • Ha ridato parte di quella credibilità internazionale persa a causa degli anni di governo del signor Berlusconi;
  • E' più rispettato forse di qualunque politico italiano all'estero, quindi il suo pensiero presumibilmente avrebbe un peso maggiore in sedi internazionali/europee;
  • Ha de facto salvato l'Italia da un default che con Berlusconi era praticamente certo;
  • Nell'incertezza politica italiana, lui sarebbe una certezza;
  • All'estero hanno imparato a fidarsi di lui (considerando il suo predecessore);
  • Probabilmente, in caso di bisogno, con lui la BCE sarebbe più disposta ad aiutare l'Italia;
  • Non sappiamo ancora con che legge elettorale andremo a votare;
  • Ha dato rigore ai conti;
  • Finalmente ha iniziato una dura lotta contro l'evasione fiscale;
  • Ha provato a toccare le caste che da sempre "governano" questo paese.

I CONTRO
  • Ha dato rigore ai conti, ma aumentando le già alte tasse;
  • Ci sarebbe continuità, ma non è detto sia un bene guardando parte delle cose fatte;
  • Non ha mantenuto molte delle promesse fatte ad inizio mandato;
  • Ha provato a toccare le caste, ma le cose sono rimaste praticamente le stesse;
  • Una volta finita l'emergenza, il peso sul Parlamento è notevolmente diminuito;
  • A volte è sembrato quasi "ricattato" dal Parlamento stesso;
  • Se andasse su per volere dei politici che siedono in Parlamento, questi potrebbero gestirlo un po' come una marionetta (scusate il gioco di parole);
  • Non vi è alcun segno positivo riguardante una possibile ripresa della crescita del paese;
  • E' un tecnico, è un professore, è un economista, ma probabilmente non il migliore che c'è in Italia;
  • Si sta "politicizzando";
  • Non ha tagliato i privilegi;
  • Non ha tagliato la spesa pubblica come invece si potrebbe fare;
  • Non ha tagliato tutti gli incentivi inutili dati ad imprese fuori mercato;
  • Con lui, sembra quasi che la mafia in questo paese non esista;
  • Sarebbe una bocciatura per la politica italiana;
  • Sarebbe una bocciatura per la democrazia italiana;
  • E' comunque una parentesi più lunga: chi dice poi che, una volta finita, i politici futuri non ricominceranno a rovinare questo paese?;
  • E' stato fatto poco per migliorare scuola ed università;
  • La riforma del mercato del lavoro non ha accontentato nessuno;
  • L'IMU alla Chiesa??
  • (Parere personale) Anche con lui non vi è quel sentimento di cambiamento in meglio, di svolta per il Paese.

Questi sono quelli che mi son venuti in mente. Tranne per l'ultimo punto, ho cercato di mantenermi il più obiettivo possibile. Ora però vorrei dare un mio giudizio in breve.

Un Monti-Bis sarebbe da una parte una sicurezza, nel senso che ad oggi non vedo un politico che sia uno capace di governare meglio di lui questo paese, anzi, il pericolo è che si ritorni subito a sperperare denaro in mille modi possibili bruciando tutti i sacrifici passati e presenti degli italiani. Se da una parte è vero che il Parlamento ha sempre il suo peso, dall'altra potrebbe essere che in 5 anni Monti riesca ad attuare un numero maggiore di riforme che davvero servono a questo paese rispetto a qualsivoglia politico (di destra o di sinistra), dall'altra ciò che ha fatto non mi piace. Sebbene nei primi mesi abbia salvato tenendo a galla la nave Italia prossima ad affondare (a causa del comandande Schetti...ehm Berlusconi), quando poi è arrivato il momento di cambiar marcia, non lo ha fatto. Finita l'emergenza il paese si è bloccato, le tasse non sono state ridotte (anzi, continuano ad aumentare), la spesa improduttiva ed inutile non è stata tagliata e i privilegi delle varie caste (non solo quella dei politici) sono rimasti intatti o quasi.

Alla specifica domanda "Vorresti un Monti-Bis?" la risposta sarebbe difficile. Certamente preferirei lui rispetto ad un ritorno di Berlusconi/Tremonti, ma sarebbe una preferenza fra peggio e molto meno peggio (ma non per questo bello). Credo poi che, una volta scelta la legge elettorale, sia doverso mettere in mano agli italiani il futuro di questo paese e far scegliere a loro il comandante della nave Italia, sperando che questa ennesima lezione (dopo quella del 1992) gli abbia insegnato qualche cosa. Anche perchè, dopo 5 anni bisognerà in ogni caso riandare al voto. Meglio quindi responsabilizzarsi da subito. Le alternative alla classe politica "old style" ci sono sia all'interno dei vecchi partiti sia nei nuovi (partiti/movimenti che siano).

Spero che, dopo averne avuti 2 in 20 anni, non ci sia bisogno di altri governi tecnici per un bel po'.

mercoledì 14 dicembre 2011

Italiani ultra cattolici, omofobi e razzisti




Leggendo le notizie di cronaca degli ultimi giorni (ogni tanto leggo anche quelle) mi sono immaginato cosa uno straniero (un americano che sappia l'italiano ad esempio), appena giunto in Italia, possa pensare del nostro popolo dopo aver letto le varie vicende di Escort, Bunga Bunga, nonchè giudiziarie dell'ex premier Berlusconi.


Il nostro amico, interessanto di ciò che sta accadendo in Italia oggi, aprendo il maggior quotidiano del paese, viene incuriosito da una notizia: "Lesbiche orgogliose? Come i ladri". A dirlo non è di una persona qualunque, ma dell'On. Scilipoti, nuovo eroe della democrazia per molti. Paragonare lesbiche (e omosessuali) ai ladri...Siamo tornati indietro di quanti anni?

Può essere un caso però. Continuando la sua ricerca legge di una spedizione punitiva ad un campo rom in seguito ad uno stupro ai danni di una ragazzina di 16 anni, che però poi si è scoperto inventato. Nessuno però risarcirà quei Rom. Ovviamente nulla di tutto ciò è mai successo quando a stuprare sono stati italiani.

Va a sentire poi un convegno politico. Il partito è uno dei maggiori del paese, la Lega Nord. I vari esponenti iniziano a parlare:

"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni." “E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?” "Terroni di merda!"


Allibito cerca di svagarsi facendo qualche cosa di diverso. Essendo appassionato di musica, scopre dell'incidente avvenuto purtroppo prima del concerto a Trieste di Jovanotti in cui è morto Francesco Pinna, giovane studente che era andato a montare il palco per guardagnare qualche soldo. Una tragedia immane che però serva da lezione al cantante. Ehsì perchè secondo Pontifex, "La morte di Francesco Pinna sarebbe una punizione per Jovanotti". Si legge:

“A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa”, si legge sul sito. Poi, dritti al punto della questione: “Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso ‘salvalavita Beghelli’, alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente … acché Satana ci metta alla prova”.

Chi inneggia al preservativo sarà punito da Dio. Qualcuno dovrebbe spiegare a certi italiani che il periodo Medievale è finito e che la Santa Inquisizione è fortunatamente finita da un bel pezzo.

Cosa dovrebbe pensare il nostro amico americano di noi e di questo paese? Che siamo tornati per caso ad un Fascismo misto cattolicesimo papale/medievale?

Il titolo è ovviamente una provocazione. La maggioranza degli italiani non è ultra cattolica, non è omofoba e non è razzista. Però dobbiamo stare attenti e soprattuto certa gente non dovrebbe avere così tanto potere e così tanto spazio per parlare. Ognuno può dire ciò che vuole, ma nel rispetto degli altri. Certe persone però, il rispetto e l'intelligenza se li sono dimenticati a casa.

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