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venerdì 19 aprile 2013

Un Parlamento di Clowns

Sono in corso le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, una carica importante che dovrebbe essere sinonimo di sicurezza per un paese sempre più allo sbando. Si dovrebbero quindi affrontare queste votazioni con serietà e responsabilità. Ma non è così, anzi!

Parlamentari che votano Valeria Marini, il Conte Mascetti, Rocco Siffredi, Veronica Lario, Mara Carfagna, Trapattoni fanno sì sorridere per mezzo secondo, poi però pensandoci bene è l'ennesima dimostrazione che sono lì a giocare, divertirsi. Del paese, non gliene importa un fico secco.

Oggi è arrivato poi il capolavoro di ridicolaggine firmato Alessandra Mussolini (quella che, quando pensi di aver toccato il fondo riesce a stupirti scavando forse con l'intento di sbucare dall'altra parte): presentarsi indossando una t-shirt con la scritta "Il diavolo veste Prodi".

Ancora una volta il Parlamento si mostra per ciò che è: un circo frequentato da clowns di bassa qualità.

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domenica 14 aprile 2013

La relazione dei 10 saggi che avrei voluto leggere

Alla fine i saggi hanno consegnato la loro relazione. Il commento a ciò di un mio amico mi ha fatto riflette. In sostanza, si chiede a cosa siano serviti se non a ribadire concetti già noti ai più. Hanno detto e scritto cose che già sapevamo! Da qui allora nasce il mio pensiero.



Io avrei apprezzato se alla fine avessero consegnato UN FOGLIO con scritto:
"I casi sono due: o sapete già cosa fare ma non volete perchè andrebbe contro gli interessi di caste, privilegiati e mantenuti, oppure siete davvero idioti come dicono all'estero e non avete la minima idea di cosa sia necessario fare. In entrambi i casi, è inutile che ve lo diciamo noi: se rientrate nel primo, non lo farete per ovvi motivi; se invece siete nel secondo, non capireste nulla e quindi non attuerete nessuna delle riforme necessare. Ora scusate, abbiamo un aereo da prendere"

Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare recita un detto. Qui da noi se ne dicono tante, ma si fa poco...e di solito quel poco è il contrario di ciòche si è detto fino ad un minuto prima e non fa altro che peggiorare le cose.
O si cambia questo, oppure neppure i più saggi della storia dell'umanità ci tireranno fuori da questa crisi..


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giovedì 7 febbraio 2013

Spese dei Parlamenti in euro: quanto ci cosa in più il nostro Parlamento rispetto agli altri paesi europei?

Il tema "spese della politca" è sempre di attualità e, in periodo di crisi, ogni candidato promette di tagliarle. E' d'obbligo quindi domandasi: Ma quanto ci costa il nostro Parlamento all'anno?


Tempo di crisi + pressione fiscale elevata + elezioni = continue promesse di tagli alla spesa pubblica, in particolare alla spesa della politica.
Da Grillo a Bersani, passando in ultimo a Berlusconi , tutti i leader politici vogliono ridurre questi costi, in particolare dimezzando il numero dei parlamentari, tagliando loro anche lo stipendio.

E' una proposta lodevole (ma, come dice un famoso detto, "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare") e assolutamente da fare soprattutto per una questione morale verso i cittadini e la crisi che loro stanno affrontando mentre i politici continuano ad "ingrassare" ed è tempo di metterli a dieta ferrea.
Il problema è che, paradossalmente, quella spesa è una parte minima rispetto al costo che ha il nostro Parlamento.
Se infatti, come calcolai in un precedente articolo, riducessimo di 2/3 il loro numero e poco più di1/3 il loro stipendio (portandolo a 40mila euro, ovvero al livello di Spagna e Portogallo), il risparmio sarebbe di 123-124 milioni di euro. Meno di 1/10 dei costi totali del nostro Parlamento! Se andiamo a prendere i dati delle Spese dei Parlamenti di Francia, Italia e UK nel 2009, notiamo come il costo totale di Camera e Senato italiano ammonta a 1 miliardo e 581 milioni di euro. Il confronto con gli altri due paesi è raccapricciante (875 milioni il Parlamento francese e 628 milioni quello UK).

Quanto spende il Parlamento? - Fonte: IBL Focus

Se lo raffrontiamo al costo pro capite per ogni cittadino, il Parlamento italiano costa il doppio rispetto a quello francese e quasi il triplo rispetto a quello UK.
Una proposta seria ed utile fatta da un leader potrebbe essere di più che dimezzare i costi totali del Parlamento allineandoli così alla spesa del Regno Unito: il risparmio sarebbe di quasi 1 miliardo di euro, da utilizzare come fondo per ridurre le tasse o per una spesa sicuramente più produttiva.


Se a questo miliardio aggiungessimo i risparmi derivanti dall'abolizione delle province (stimati sempre dall'IBL in 1,879 miliardi di euro), i risparmi derivanti dal taglio sui costi della politica delle regioni e dei comuni (accorpando i comuni limitrofi sotto i 10 mila abitanti) sono convinto che si ricaverebbe una cifra simile al tanto decantato Imu sulla prima casa.

Cari politici, basta volerlo...

PS: parere personale: io quel risparmio lo indirizzerei sul taglio di altre tasse più recessive rispetto all'Imu.

Nota: (il quotidiano La Stampa ha fornito dati diversi: "Ad ogni cittadino italiano, il Parlamento costa tre volte di più che in Francia (27,15 euro rispetto a 8,11 euro), quasi sette volte più che in Inghilterra (4,18 euro) e dieci volte più che in Spagna (2,14 euro pro capite)". A spanne mi sembravano un po' esagerati quindi ho scelto di utilizzare quelli in tabella dell'IBL).


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lunedì 3 dicembre 2012

Una proposta alle imprese in difficoltà: pagare gli straordinari con recuperi ore

Proposta alle imprese in difficoltà che potrebbe far risparmiare qualche soldo che in un momento di crisi come questo fa sempre comodo.

La proposta è nata per caso. Apprezzata da un mio amico (Kulz), ho deciso prima di pubblicarla sulla fanpage e in seguito approfondirla qui sul blog. Vado subito ad illustrarvela.

Le ore di straordinario vengono utilizzate dalle aziende sostanzialmente per aumentare la produzione al fine di rispettare i limiti di una consegna in seguito ad un aumento di domanda dei beni che essa produce, oppure per produrre costantemente un quantitativo X in più di bene ma non tale da necessitare l'assunzione di un nuovo dipendente.

Anche in un periodo di crisi può capitare di avere richieste molto superiori alle attese per pochi giorni al mese, penso ad esempio all'ultima settimana prima della chiusura estiva e alle prime dopo la riapertura (esperienza personale), oppure alle paghe da fare nel caso di un ufficio paghe (che arrivano tutte assieme e non si possono fare prima nei giorni più liberi) che per forza constringe i dipendenti a fare straordinari.

Qui la mia proposta: al posto di pagare queste ore in più, si diano ore di riposo compensative. In pratica, in quei giorni in cui c'è poco da fare, i dipendenti (a turno) rimangono a casa oppure staccando X ore prima. In questo modo loro guadagnano ferie/ore di riposo e l'azienda risparmia soldi sul costo degli straordinari

Questa soluzione è tutt'oggi adottata nel pubblico (non so se in tutti i settori, nella sanità sicuramente) con buoni risultati (avendo il padre che lavora in economato conosco molta gente e tutti sono estremamente soddisfatti delle ferie che hanno in più grazie a questo metodo), quindi anche il fatto del minor impegno in quelle ore dato dalla mancanza di una retribuzione extra è una critica infondata.

Capisco che tanti di voi facciano gli straordinari per arrotondare lo stipendio, però questa è una soluzione temporanea per le aziende in difficoltà che stanno cercando in tutti i modi di risparmiare il più possibile senza licenziare nessuno.

venerdì 20 luglio 2012

Rossella Urru è libera, ma a che prezzo?

10 milioni di Euro: questo è il prezzo pagato ai rapitori per liberare Rossella Urru. Quali saranno le conseguenze di questo riscatto?

Rossella Urru è finalmente libera, questa volta per davvero. Sono molto felice per lei, la sua famiglia, amici e tutti i suoi cari i quali non vedevano l'ora di riabbracciarla. Ma quanto è costato?

Vado un po' controcorrente (non mi chiamerei "Rebel" sennò) scrivendo cose che altri non diranno perchè vista la gioia a seguito della liberazione è buon gusto non farle sapere.
 Il fatto di aver pagato 10 milioni di euro (al posto di intervenire con un'operazione militare)al gruppo terrorista che l'aveva rapita è una cosa molto negativa per due motivi:

  • Per prima cosa, è un segno di debolezza e incentiverà altri gruppi a rapire italiani chiedendo successivamente il riscatto
  • Seconda cosa (non meno importante), quei 10 milioni non andranno a finanziare ospedali, scuole o simili ma armi che ammazzeranno un numero X di persone innocenti

Un incubo, quello di Rossella, fortunatamente è finito. Molti altri, temo, stanno per iniziare.

sabato 14 luglio 2012

Cari elettori del PD, se volete mi candido io

Scendo in campo

Siccome vanno di moda le discese in campo, allora ho deciso anche io di farlo proponendomi come candidato del PD. Cari elettori del Partito Democratico, mi volete?

Guardate che non è una follia: peggio di quelli che avete ora proprio non si può fare visto che riescono a litigare (questa volta su nozze gay e primarie) anche quando sono il partito di ampia maggioranza nei sondaggi. Politici che litigano fra di loro anche mentre vincono...li volete davvero? Spero di no quindi mi candido. Vi avviso però che voglio pieni poteri e libertà d'azione perchè nessuno di quelli deve interferire con il mio mandato una volta eletto.

Le prime cose che proporrei al volo sono: liberalizzazioni di notai, avvocati, farmacisti, tassisti etc, accorpamento dei comuni con meno di 5000 abitanti, delle regioni di piccola dimensione, eliminazione di tutte le province, vendita della Rai (tenendo un solo canale che faccia servizio pubblico gratuitamente), vendita del patrimonio dello stato inutilizzato, legalizzazione di prostituzione, droghe leggere, coppie di fatto e matrimoni gay oltre alle classiche riduzione numero dei parlamentari, auto blu, stipendio di tutti i politici e dei lavoratori dell'amministrazione centrale e taglio della spesa militare (pensioni e stipendi su tutti visto che pesano per il 75% circa della stessa).

Fatto ciò poi andrei a rivedere la spesa pubblica (liberalizzando, licenziando i fannulloni e gli assunti senza alcun criterio basato sulla meritocrazia, eliminando gli incentivi etc etc), riformare scuola (cercando di renderla il più meritocratica possibile), giustizia (rendendola più veloce e inasprendo le pene per, ad esempio, stupratori ed evasori) lavoro (qui poi bisognerebbe fare un discorso a parte, però in sintesi lo renderei più flessibile adottando un sistema simil Germania), burocrazie e sistema bancario (rendendole libere dalle fondazioni liberalizzando questo mercato), lotta all'evasione (in stile operazione Cortina) e nel contempo riduzione della pressione fiscale. Ultimo ma non ultimo, federalismo fiscale (vero, non quella bestialità proposta dalla Lega Nord) che davvero responsabilizzi comuni e regioni, premi le migliori e penalizzi gli spreconi.

Lo so, è un esercizio mentale però questo potrebbe essere, a mio modo di vedere, un ottimo programma da seguire per un partito con una buona maggioranza in parlamento che davvero voglia mettere il primo mattone per far ripartire l'Italia.





giovedì 12 luglio 2012

E voi vi tassereste per pagare i debiti dei tedeschi?

Piccola provocazione sul tema "Eurobonds/mettiamo in comune il nostro debito".

Dimenticate un secondo la situazione attuale e immaginatevi per un attimo un'Europa diversa.
Ci siete voi, l'Italia, un paese virtuoso, in forte crescita economica, con un settore pubblico efficiente, bassa disoccupazione e cittadini che 10 anni fa hanno votato ed accettato riforme che hanno permesso tutto ciò.

Abbiamo poi la Germania, paese in recessione, che non cresce da 10-15 anni, che 20 anni fa ha rischiato di fallire e a posto di fare le riforme necessare, ha continuato ad aumentare le tasse per finanziare la propria spesa pubblica arrivando ad essere uno dei paesi, se non il paese, più tassato al mondo.

La Germania entra in una crisi profonda molto simile a quella di 20 anni prima: per uscirne propone di "mettere in comune" una parte del debito con la virtuosa nazione Itali.

Voi cittadini italiani cercando di capire i motivi di questa crisi, scoprite che i soldi delle tasse vengono utilizzati per erogare servizi scadenti (soprattutto in proporzione alla dimensione delle stesse), per dare in appalto opere ad amici e parenti di politici e personalità importanti a prezzi non competitivi, per comprarsi voti (indirettamente) assumento in comuni, asl e qualsivoglia ente pubblico o personale inutile o di nuovo amici e parenti.

Oltre tutto ciò, venite a sapere che nel paese dilaga la corruzione (per una cifra intorno ai 60 miliardi l'anno), vi è poca libertà economica frenata da tasse e burocrazia esasperante, poca meritocrazia, vengono tagliati i fondi alla ricerca, vi è poca libertà di riformarlo perchè le riforme sono bloccate da caste e sindacati (e tutto ciò ha portato ad un mercato del lavoro immobile, a poca occupazione e un tasso di disoccupazione giovanile record).
Non parliamo poi della classe politica, sempre quella di 20 anni prima e, ciliegina sulla torta, colui il quale ha governato 8 degli ultimi 10 anni contribuendo pesantemente al disastro del paese e che in tutto il mondo prendevano in giro ha annunciato la propria ricandidatura per le prossime elezioni...e rischia pure di vincerle!

Vi chiedo, cittadini italiani: vi tassereste per pagare i debiti di quei cittadini tedeschi? Immagino di no vero? Bene, ora invertite le parti. Ancora sorpresi che i tedeschi (così come tutti i nordici) siano riluttanti all'idea di utilizzare le proprie tasse per pagare i nostri debiti?

domenica 22 aprile 2012

I parlamentari vengano pagati in base alle loro presenze




La questione degli stipendi dei nostri parlamentari è sempre viva e vegeta nelle discussioni quotidiane del cittadino medio.
Sul bisogno di abbassarli oramai l'evidenza c'è da anni ma la volontà dei nostri politici ovviamente no.
Rileggendo poi alcune dichiarazioni mi sorge il dubbio che alcuni di questi dovrebbero stare in un manicomio piuttosto che alla Camera o al Senato.

A meno di insurrezioni popolari che, per ora, non vedo possibili, vorrei fare una proposta a tutti i partiti per cercare di rendere meno vergognosa la situazione.

Abbiamo capito che, a meno di puntarvi una pistola alla testa (fisicamente), voi gli stipendi non ve li taglierete mai (chissà poi che con il M5S lì qualcosa non cambi) e io, sorpresa, non vi chiedo di farlo.


Quello che vi chiedo è però di relazionarlo alle vostre presenze. Qualche mese fa ho scritto della relazione "CamereAperte2011" in cui viene segnalata anche la percentuale di presenze (oltre alla produttività) dei vari parlamentari italiani. In base a quella, si moltiplica lo stipendo: se un parlamentare ha il 90% di presenze alle votazioni, il suo stipendio verrà moltiplicato per 0.90. Se ha il 70% per 0.70 etc etc.
Lo stipendio rimane quindi così come oggi (con tutti i bonus che ci sono) solo nel caso in cui un parlamentare collezioni il 100% delle presenze (certamente non contano le esclusioni per malattie o impegni legati alla sua attività politica di parlamentare). Negli altri casi è più basso (e viste le statistiche si risparmierebbero molto soldi).

Se dobbiamo pagarvi più di tutti almeno a lavorare andateci..

venerdì 24 febbraio 2012

Essere ricchi non è una colpa


Premessa: non sono ricco, sono un cittadino giovane medio quindi evitare commenti idioti del tipo "figlio di papà" etc etc. Scrivo solo questo brevissimo articolo come nota da ricordare.


Il fatto è questo. Sempre più spesso sento sparare giudizi negativi sui cittadini più ricchi (con "ricco" intendo un cittadino che guadagna oltre i 300 mila euro l'anno), basti vedere le reazioni in giro dopo che i ministri hanno pubblicato i loro redditi.

Guadagnare tanti soldi (se fatto onestamente e in regola sia chiaro) non è una colpa, un male da debellare, un fatto per cui vergognarsi. Se si viene pagati da qualcuno una tale cifra per la propria offerta di lavoro (perchè si conoscono tante cose, si è molto produttivi etc etc) che male c'è?

Se poi uno lavora molto, è estremamente bravo nell'investire i propri soldi, perchè non dovrebbe guadagnare tali cifre?

Possiamo poi discutere in certi ambiti sul perchè si riesca a guadagnare cifre esorbitanti: per quale motivo un notaio guadagna 500 mila euro l'anno per il lavoro che fa? E' davvero così utile, produttivo oppure ci sono delle distorsioni (in regola) di mercato che permettono un guadagno così elevato? In questo caso la risposta è sì, esistono (vi è una casta che gestisce questo e che si tutela questo reddito). Qui lo Stato e la politica devono intervenire per liberalizzare e mettere in concorrenza il mercato facendo diminuire i redditi di questi signori.

Lo stesso ragionamento lo si può fare per gli stipendi dell'amministrazione pubblica, ma su questo ci tornerò in un altro post.


Se però prendiamo un imprenditore che investe, apre un'attività fabbricando e commerciando un prodotto di successo, è giusto che guadagni tanto (nota: un imprenditore di questo tipo giova anche alla società perchè, ad esempio, assume personale), come è giusto che un illustre avvocato prenda tanti soldi per difendere i propri clienti.

E' bene quindi smetterla di "guardar male" la gente che guadagna tanto con il proprio lavoro ma, anzi, bisognerebbe invogliare i figli a cercare di seguire le orme di questi, impegnandosi e studiando. Forse così, cambiata questa mentalità, le cose potranno andare meglio.

mercoledì 14 dicembre 2011

Italiani ultra cattolici, omofobi e razzisti




Leggendo le notizie di cronaca degli ultimi giorni (ogni tanto leggo anche quelle) mi sono immaginato cosa uno straniero (un americano che sappia l'italiano ad esempio), appena giunto in Italia, possa pensare del nostro popolo dopo aver letto le varie vicende di Escort, Bunga Bunga, nonchè giudiziarie dell'ex premier Berlusconi.


Il nostro amico, interessanto di ciò che sta accadendo in Italia oggi, aprendo il maggior quotidiano del paese, viene incuriosito da una notizia: "Lesbiche orgogliose? Come i ladri". A dirlo non è di una persona qualunque, ma dell'On. Scilipoti, nuovo eroe della democrazia per molti. Paragonare lesbiche (e omosessuali) ai ladri...Siamo tornati indietro di quanti anni?

Può essere un caso però. Continuando la sua ricerca legge di una spedizione punitiva ad un campo rom in seguito ad uno stupro ai danni di una ragazzina di 16 anni, che però poi si è scoperto inventato. Nessuno però risarcirà quei Rom. Ovviamente nulla di tutto ciò è mai successo quando a stuprare sono stati italiani.

Va a sentire poi un convegno politico. Il partito è uno dei maggiori del paese, la Lega Nord. I vari esponenti iniziano a parlare:

"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni." “E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?” "Terroni di merda!"


Allibito cerca di svagarsi facendo qualche cosa di diverso. Essendo appassionato di musica, scopre dell'incidente avvenuto purtroppo prima del concerto a Trieste di Jovanotti in cui è morto Francesco Pinna, giovane studente che era andato a montare il palco per guardagnare qualche soldo. Una tragedia immane che però serva da lezione al cantante. Ehsì perchè secondo Pontifex, "La morte di Francesco Pinna sarebbe una punizione per Jovanotti". Si legge:

“A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa”, si legge sul sito. Poi, dritti al punto della questione: “Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso ‘salvalavita Beghelli’, alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente … acché Satana ci metta alla prova”.

Chi inneggia al preservativo sarà punito da Dio. Qualcuno dovrebbe spiegare a certi italiani che il periodo Medievale è finito e che la Santa Inquisizione è fortunatamente finita da un bel pezzo.

Cosa dovrebbe pensare il nostro amico americano di noi e di questo paese? Che siamo tornati per caso ad un Fascismo misto cattolicesimo papale/medievale?

Il titolo è ovviamente una provocazione. La maggioranza degli italiani non è ultra cattolica, non è omofoba e non è razzista. Però dobbiamo stare attenti e soprattuto certa gente non dovrebbe avere così tanto potere e così tanto spazio per parlare. Ognuno può dire ciò che vuole, ma nel rispetto degli altri. Certe persone però, il rispetto e l'intelligenza se li sono dimenticati a casa.

giovedì 29 settembre 2011

PDL: Partito delle Lucciole




E le lucciole in questione non sono quegli insetti coleotteri fantastici e un poco misteriosi (da bambini s'intende) che si illuminano durante la fase di corteggiamento che precede l'accoppiamento (si vedono benissimo nelle notti d'estate). Le lucciole che intendo io sono ragazze, donne, esseri umani dalla mente (e non solo) molto aperta e disponibile con il genere maschie in cambio di beni o denaro.

Partito delle Lucciole perchè, a detta del suo leader e attuale Presidente del Consiglio Berlusconi, è doveroso aiutare queste ragazze (belle per l'amor di Dio) in difficoltà economiche (soprattutto se si pensa siano nipoti di ex capi di stato) con soldi e/o beni come macchine, gioielli, appartamenti di lusso o comparse in programmi tv o alle più fortunate qualche posto in politica in cambio di servizi di vario tipo, sempre a sfondo erotico/sessuale.



Certo, le lucciole devono essere molto belle e molto disponibili anche con uomini non proprio giovanissimi e capelloni. Per quelle bruttine e non tanto aperte mi spiace ma non c'è posto nel PDL. Il consiglio del premier per loro è quello di andare nel partito come il loro ma senza la L finale. Lì, secondo lui e il Ministro della Difesa del partito (un tal Ignazio La Russa detto "Voce da citofono (cit. Crozza)"), prendono solo donne brutte.


domenica 27 marzo 2011

Siamo il paese di tanti Don Chisciotte







Un paio di settimane fa, riordinando la stanza, mi è capitato fra le mani il "Don Chisciotte". Rileggendo alcune parti mi sono accordo della somiglianza del personaggio con molti, forse troppi, cittadini italiani che, di fronte all'evidenza, continuano imperterriti nel loro cammino a credere ciò che vogliono, tirandosi dietro altri loro simili con il risultato poi di vivere una realtà tutta loro.

(Questa similitudine può avere molte varianti ma il concetto rimane tale)



Il passo più famoso del libro è l'episodio dei mulini a vento, in cui il protagonista scambia questi mulini per dei giganti e si lancia, nonostante gli avvisi di Sancio Panza (lo scudiero che fa la parte anche del "saggio"). Sapete tutti come è andata a finire (vedi immagine).

Proprio come DC scambia i mulini per giganti, gli elettori italiani scambiano i politici (Berlusconi per la maggiore) per persone che non sono, pensando che siano in grado di tirarli fuori dalla crisi che oramai da 15 anni abbiamo in Italia.

Ci sono anche i vari Sancio Panza (economisti, blogger, giornalisti..a volte) che cercano di far rinsanire, mostrando quale sia la vera realtà e come vengano presi in giro.

I risultati (viste le elezioni e ciò che leggo in giro) sono noti, come noti sono anche le conseguenze: il paese che cresce meno di tutti dal 2000 ad oggi, con salari bassi, alta disoccupazione, bassa occupazione, lasciamo stare l'argomento giovani, debito pubblico alle stelle etc etc. Ci stiamo, anzi, ci siamo schiantati contro le pale del mulino e stiamo girando, inermi di fronte a tutto ciò che sta accadendo.

Noi, chi prima chi più, come me, tardi vi abbiamo avvisati, lo stiamo facendo ancora e continueremo a farlo. Magari non abbiamo le soluzioni giuste e vantaggiose per tutti in tasca, ma di una cosa siamo certi: continuate a votare questa gente, e continueremo a schiantarci e a girare sulle pale dei mulini.

Non dite poi che non siete stati avvertiti.


domenica 20 marzo 2011

E' utile adottare un cane al canile?





Da assoluto profano in materia di canili, abbandono di animali e simili, ieri facevo un ragionamento con un'amica che ora voglio porre qui per cercare di 1) spiegarmi meglio e 2) capire il perchè (e se) sbaglio.

Le varie associazioni animaliste appoggiano le varie iniziative in cui si incita la gente a comprare il proprio animale (prendo il cane da esempio) dai canili per far si che si liberi una creatura dalla prigionia (spesse volte pietosa).

Come iniziativa è nobilissima, ma mi chiedo se sia veramente utile.

Faccio un ragionamento: se un padrone da via il cane è perchè non può tenerlo...se i potenziali compratori vanno ad adottare un cane dal canile, questi non andranno a comprare il cane e quindi il padrone di conseguenza (non potendo tenere il cucciolo) lo metterà in canile...e si torna al punto di partenza no?


Prendo un esempio più reale e più vicino a me:

Ho fatto accoppiare il mio cane con una boxerina (che fra l'altro doveva accoppiarsi perchè nn so cos'è che avesse) e sono nati 6 cuccioli: uno l'ho preso io, due gli andati via e gli altri 3 li han tenuti. Ora, il padrone della boxerina più di così nn ne può tenere. Se io al posto di prendere il cucciolo avessi preso un cane dal canile, e la stessa cosa gli altri due (-3 cani in canile) il ragazzo si ritrovava con 7 cani (6+ la mamma). Siccome ne può tenere solo 4 (3+ la mamma) gli altri 3 cuccioli li metteva nel canile quindi + 3 cani in canile.
-3 quelli presi da noi + 3 quelli nuovi messi dal tizio = 0 --> situazione come prima.

Non è così?


venerdì 25 febbraio 2011

Democrazia e libertà esportate con le idee e non con le armi







Le notizie delle rivolte in atto in molti paesi stanno ricoprendo giustamente le prime pagine dei giornali mondiali e dei siti/blog del settore. Mi sembra quindi doveroso spendere due parole su questi fatti.

Non riporto la cronaca perchè sarebbe inutile visto che tutti (spero) siate informati sui fatti, piuttosto faccio brevemente una riflessione sul modo in cui queste rivolte sono avvenute.

Tutti abbiamo in mente Afghanistan ed Iraq in cui i rispettivi regimi sono stati spodestati grazie all'intervento degli americani: se per il primo la situazione è cambiata, nel secondo caso credo proprio che si possa dire di avere un saldo molto negativo, ma di questo parleremo in altra sede.

In queste rivolte invece, i protagonisti sono civili, soprattutto i giovani che grazie alla tecnologia si sono uniti per combattere i vari regimi.

Oltre a questo però, sicuramente il contatto con le civiltà più libere e democratiche e anche l'educazione ricevuta da esse è stato il fattore determinante per far scattare le rivolte: popoli stanchi della non libertà dittatoriale (alla faccia dei complottisti anti America ed occidente) che scendono in piazzia per esprimere le loro idee.


Curioso il fatto che giusto qualche giorno fa avevo pubblicato un articolo riportando il mio appoggio ad un post di Mankiw proprio a riguardo l'utilità di dialogare con i paesi in via di sviluppo anche per istruirli con idee di democrazia e libertà.

Vi lascio con uan domanda: può la liberazione dell'Iraq, o meglio, la caduta del dittatore Saddam Hussein, avere contribuito a far nascere l'idea di una rivolta contro i dittatori (avente come immagine simbolo, la statua di Saddam che viene buttata giù dagli iracheni), un "Yes, We Can", nei cittadini ribelli? Io dico di sì, almeno in parte (più o meno grossa), e voi?


lunedì 10 gennaio 2011

Proposte di legge che secondo me servirebbero all'Italia




(fonte immagine)

Come l'anno scorso, riporto anche quest'anno quelle che, a mio parere, dovrebbero essere le riforme da fare per questo paese.

Premessa importante: buona parte di queste possibili riforme sono vera e propria utopia, perchè la gente non le capirebbe e i politici ovviamente non le farebbero per non perdere voti.

1) Riduzione spesa pubblica, LICENZIANDO IMMEDIATAMENTE tutti quei dipendenti oggettivamente inutili e scansafatiche presenti nella pubblica amministrazione, soprattutto nel Sud Italia (in cui sono presenti il maggior numero, chissà come mai, di dipendent pubblici), ovviamente imponendo il divieto assoluto di assunzione in ambito pubblico di dipendenti, come invece è avvenuto in Sicilia qualche giorno fa.

2) Indagini, con successivi divieti, sempre nell'ambito pubblico sugli sprechi vigenti sempre nelle amministrazioni pubbliche, come nei parchi nazionali (ad esempio).

3) Riduzione delle imposte fiscali: ragazzi, siamo fra i più alti al mondo e in cambio abbiamo servizi che fanno pietà, veramente pietà, soprattutto in proporzione a quanto paghiamo.

4) Riduzione delle imposte per le imprese che investono qui in Italia. Basta con i sussidi alla domanda, bisogna incentivare l'offerta riducendo i costi di essa.

5) Riformare le pensioni: qui le possibilità sono molte, fra cui la privatizzazione simil Cile (che però dovrei approfondire meglio. Da quel poco che ho letto in giro per il web, mi pare che sia una buona soluzione). Di sicuro ridurrei la pensione a coloro i quali hanno goduto delle pazzie fatte negli anni 60-70-80 e inizi 90 dai politici che, per comprarsi i voti, riducevano gli anni lavorativi a go-go dei dipendenti pubblici (oltre alle assunzioni alla cieca). Di sicuro, l'età pensionabile verrà alzata. Mi dispiace..si allunga la vita, purtroppo questo porta con se anche gli svantaggi (evitabili con uan gestione più oculata nel passato).

6) Privatizzazione della RAI: basta un canale come ad esempio in Inghilterra. Gli altri (frequenze intendo) si vendono a privati (con una regolamentazione ovviamente...non tutte ad una persona).

7) Minor potere sindacale: i sindacati, mi dispiace, hanno troppo peso e potere, soprattutto nel settore pubblico. E' impossibile licenziare un dipendente pubblico, e ora anche nel privato è molto, troppo difficile. Questo, cari miei, è uno dei fattori che impedisce alle aziende di assumere a tempo indeterminato i lavoratori, soprattutto giovani.

8) Controlli sui suddisi vari dati (anche qui, sud docet)

9) Privatizzare le Poste

10) Riduzione della spese per la politica e tutto ciò che è affine ad essa (non solo quindi stipendi parlamentari)


Oltre a queste, vi sono le oramai classiche proposte: riduzione numero e stipendi parlamentari, abolizione delle province, accorpamento dei comuni e federalismo fiscale bastato sui risultati raggiunti dalle migliori regioni e dai migliori comuni (con ovviamente una regolazione in base alle varie risorse).

Queste sono proposte molto generiche che devono essere approfondite e discusse. Nel corso dell'anno vi saranno articoli che andranno bene o male a spiegare meglio e giustificare queste.


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sabato 18 dicembre 2010

I cortei di protesta che fan più danni di Berlusconi stesso


Vorrei brevemente analizzare un attimo il corteo di Roma del 14 dicembre che ha fatto tutto questo casino (fisico e mediatico), portando poi ad una riflessione più in generale.

Premesso che non appoggio i modi con cui La Russa ha discusso ad Annozero, manifestando una bassezza intellettuale vergognosa per un politico, quelli che sostengono la delinquenza di questi manifestanti non hanno tutti i torti, anzi.

Andando a vedere le immagini e le testimonianze dei poliziotti che erano lì per contenere i manifestanti, ci si rende conto che, ancora una volta, una parte di essi sono dei delinquenti, punto e basta. Come tutte le altre manifestazioni in cui vi sono stati scontri (G8 di Genova ad esempio), anche qui un gruppo di delinquenti è andata a rovinare quella che poteva essere una pacifica protesta, del tutto legittima, contro il governo e i parlamentari "comprati".
Così non è stato: in pochissimo tempo, il voto è passato in secondo piano nelle discussioni (si veda Annozero ad esempio) per colpa dei Black Block, che hanno messo a ferro e fuoco una parte della città, ferito forze dell'ordine e....sono liberi, tranquillamente per strada per colpa di un giudice che avrà avuto pure un suo parente lì in mezzo, sennò la cosa non si spiegherebbe.

Tralasciando la morale (in Italia è scomparsa da un bel po'), vorrei fare un discorso più "politico": costoro lottano (ok, lo fanno per far casino e basta, però poniamolo in un'ottica più elevata) contro un governo che fa danni, che danneggia la piccola-media classe e cancella il futuro dei propri giovani. Giusto, però, cosa fanno loro per protestare?

  1. Feriscono agenti di polizia che, come loro, prnedono poco o niente e rischiano la vita proprio per colpa di idoti incappucciati e non, con spranghe in mano, che poi si lamentano perchè finiscono in galera o all'ospedale. A me sembra il minimo.
  2. Distruggono negozi e vetrine, danneggiando i piccoli negozianti, gente quindi nelle stesse loro condizioni e che, come loro, vengono danneggiati dal governo. Un danno doppio quindi.
  3. Distruggono auto, che potrebbero essere del precario padre di famiglia, quindi come loro.
  4. Portano scompensi, distruggendo la città, quindi danneggiando la società, quella stessa società che vorrebbero, dicono, difendere.


Come mi diceva sempre una persona che stimo moltissimo: "Io sono intollerante con gli intolleranti". Direi che esprime ciò che provo per questa gentaglia qui.

Costoro che si dicono contro Berlusconi, con questi atti di delinquenza e vandalismo, non fanno altro che rafforzarlo ma, essendo stupidi, non lo capiscono. Dei giornalisti che difendono questa gente non ne parlo nemmeno, come dei politici: sono la dimostrazione che nemmeno l'università fa miracoli, soprattutto quella italiana.

Abbiamo ciò che meritiamo, nè più, nè meno.


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lunedì 20 settembre 2010

Il benessere dell'Italia e degli italiani è veramente cresciuto con Silvio Berlusconi?



Andrò ora ad affrontare un argomento che reputo interessante e che mira a criticare quelle che sono le convinzioni di parecchia gente e ahimè giornalisti, ovvero l'idea che negli ultimi 15-20 anni il benessere degli italiani sia cresciuto, grazie soprattutto a Berlusconi (colui che ha governato di più in questo periodo). Non sarà facile, ma ci proverò.

L'indice per misurare il benessere è il PIL, ovvero il prodotto interno lordo, quindi anche io mi baserò su questo dato. Qualcuno di voi dirà che il PIL è un indicatore incompleto, che è sbagliato come rifermento etc etc, ok, però un PIL che cresce poco o addirittura decresce è un male, punto, mettiamocelo bene in testa.

PIL

Per partire posto subito un grafico che ho elaborato facilmente grazie al sito del Fondo Monetario Internazionale. Si riferisce alla serie storica del PIL reale del nostro paese e di quello delle economie avanzate (USA, Canada, Europa occidentale, Giappone, Australia, Nuova Zelanda) dal 1981 al 2015 (premete per ingrandirla)




Come potete notare sostanzialmente negli ultimi 30 anni siamo sempre cresciuti al di sotto del resto dei paesi occidentali, e anche quando c'è stata una crescita negativa (decrescita), siamo riusciti ad andare peggio nonostante fossimo già indietro rispetto agli altri.

Per comodità farò riferimento a questo grafico per sostenere la mia tesi, anche perchè se andiamo a confrontare il PIL reale italiano con quello del mondo e dei paesi in via di sviluppo, ne usciamo con le ossa rotte.

Le cause sono molteplici e ci sono varie correnti di pensiero che cercano di spiegare il perchè di questa minor crescita, ma questo è un argomento molto più complesso e lungo che non affronterò in questo articolo (l'ho affrontato in qualche altro post, magari non direttamente; un giorno magari proverò a scriverne uno). Qui mi interessa dimostrare che la tesi Berlusconi = maggior benessere per gli italiani è infondata.

Andando a prendere gli anni di governo con Berlusconi premier (tralasciamo il primo governo perchè è durato troppo poco, venivamo anche da Tangentopoli), notiamo che dopo la buona crescita del 2000 il paese sia andato sempre in ribasso tranne che per due picchi (2004-2006, quest'ultimo però solo parzialmente governato da Berlusconi) e la differenza fra Italia e paesi avanzati è più marcata rispetto a prima.
Altro dato interessante sono le proiezioni per il futuro, che ci vedono sempre indietro rispetto agli atri paesi sviluppati.

INFLAZIONE

Andando poi a vedere l'inflazione, il grafico mostra come nel nostro paese sia stata sempre più elevata Berlusconi o non Berlusconi (anzi, possiamo notare nel periodo 200-2006 come ci sia una netta differenza, come anche nel crollo del 2009), da cui si deduce che il potere di acquisto degli italiani è stato inferiore (ed è tutt'ora) inferiore ai nostri colleghi "occidentali" in termini di moneta.





SALDO DELLE PARTITE CORRENTI

Per quanto riguarda il saldo delle partite correnti, andando ad analizzare i dati sempre dell'FMI, vediamo come durante il governo Berlusconi esso sia diminuito, andando pesantemente sotto zero (ho aggiunto anche la zona euro).



La stessa cosa si ha anche con l'avanzo primario (potete trovare le tabelle Istat a questo indirizzo).



PIL (PPA) PRO CAPITE

Questa è la prova del nove, che dimostra come il benessere degli italiani in questi ultimi anni di Berlusconi non sia proprio come ci è stato descritto.
Come scritto su Wikipedia, "Questo rappresenta il valore di tutti i prodotti finiti e servizi prodotti in uno stato in un dato anno diviso per la popolazione media dello stato per lo stesso anno.
Essendo calcolate sul PIL adeguato alle parità dei poteri di acquisto e quindi tenendo conto del diverso costo della vita dei diversi paesi questi valori meglio rappresentano la ricchezza dei diversi popoli dei diversi paesi rispetto alla Lista di stati per PIL (nominale) procapite. Permettono quindi di comparare più fedelmente, anche se non esaustivamente, il benessere relativo dei singoli paesi".
Andiamo quindi ad analizzare questo dato:




Come vedete, la nostra ricchezza è si cresciuta (ci mancherebbe) in questo ventennio ma molto meno degli altri, anzi, nell'ultimo anno è CALATA!
Se volete poi dei dati più precisi, vi invito a leggere i dati sempre del IMF (la sigla in inglese è più bella) per fare un confronto dirette con i nostri vicini europei. Vi garantisco che rimarrete stupefatti.

La prossima volta che qualcuno scriverà quanto il nostro benessere sia cresciuto grazie a Silvio, linkate questo post, che contiene dati ufficiali, almeno mostrerete quale veramente sia la verità.

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venerdì 20 agosto 2010

Senza il pagamento rateale ed i genitori, come sarebbe la nostra qualità di vita?







Nonostante le crisi, l'Euro, le tasse che sono aumentate, l'inflazione cresciuta più degli stipendi, l'incremento dei prezzi delle materie prime, della benzina, la disoccupazione....la nostra qualità di vita è, almeno apparentemente, cresciuta.

Certo, qualcuno potrebbe obiettare sui parametri dai quali vado a trarre questa conclusione, però guardandomi in giro vedo che rispetto a 10-15 anni fa, vi sono molte più macchine costose, molti più SUV, molta più gente che esce (spendendo anche abbastanza da quanto sento in giro), ognuno ha un cellulare (se non due), un pc (magari un fisso e un portatile), televisioni in quasi tutte le stanze, vacanze in più periodi dell'anno e anche in località non vicinissime.
Come è possibile tutto questo?
Semplice, è cambiato il modo di vivere e di pagare le cose. Una volta i finanziamenti non erano così sviluppati e soprattutto non erano a tasso zero come ora, quindi la gente non ci pensava nemmeno a comprarsi una macchina di, possiamo dire, stato sociale più elevato. Oggi invece, grazie alle rate, vediamo molte più macchine di medio lusso circolare.
C'è da considerare poi il fattore genitori: molti riescono a vivere bene grazie ai risparmi dei genitori lasciati in eredità, oppure grazie al fatto che essi stessi vivono ancora assieme a loro (o ad un parente), in modo da suddividersi i costi fissi (bollette, affitto) e avere a fine mese più soldi da spendere per i costi variabili (macchina, cena al ristorante).
Ultimo ma non ultimo i figli: una volta si avevano più figli, ora invece si tende a non averne oppure al massimo uno. Non è poi raro che ci siano figli lavoratori che vivono ancora con i genitori (come ho già detto prima) in stile anni '30-'40.

Il punto è: a mio modo di vedere, la nostra migliore qualità di vita è solo una sensazione apparente data da questi nuovi mezzi e furbizie economici, ma in realtà se di colpo fossimo proiettati allo stile di vita e ai mezzi economici di 15-20 anni fa forse ci renderemmo conto che la nostra qualità di vita si è abbassata.
Facendo il ragionamento opposto: se 20 anni fa avessimo avuto le rate a tasso zero, figli in casa di genitori e coppie sposate senza figli o con un figlio al massimo e con l'eredità dei genitori, le condizioni sarebbero state molto migliori rispetto ad oggi. Pensateci un po': con 3 milioni di lire a testa, si viveva benissimo anche con 2-3 figli a carico, ora provate un po' con 1500 € a testa: la maggior parte delle spese si pagano a rate, oppure grazie ai risparmi dei genitori (o con prestiti).

Magari è solo una mia sensazione e può essere sbagliata considerando la mia giovane età), però mi pare che gli italiani non si siano poi così tanto arricchiti rispetto a 20 anni fa come ci vogliono far credere. Come si dice "Si stava meglio quando si stava peggio".



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venerdì 6 agosto 2010

Governo tecnico? Sì grazie



Perchè un governo tecnico sarebbe la soluzione più adatta per l'Italia


Elezioni, oppure governo tecnico? Questa è la domanda del momento, dando per scontato che il governo non riesca più a svolgere il proprio lavoro (diciamo, se "cadesse").

Gli estimatori sono sia da una parte che dall'altra, io ora dirò solamente il mio pensiero, condivisibile o meno. Io sono per il governo tecnico tutta la vita.


Non ho fatto la mia scelta a caso come invece tanti fanno (e alle elezioni si vede), ma ci ho riflettuto un po', valutando i pro e i contro di entrambe, e credo che la soluzione migliore sia questa.

Le elezioni non le considero un buona cosa per molti motivi, a partire dai costi:fra rimborsi ai partiti (Grillo ha fatto un buon articolo) e costi materiali delle elezioni (penso ad esempio agli stipendietti di presidenti, segretari e scrutinatori) ci sarebbe uno spreco di risorse che per un paese con una spesa alta e una crescita prossima allo zero è meglio non fare. Da considerare c'è poi l'immobilizzazione politica del tutto, in quanto durante le elezioni vi sono solamente proclami (di solito volti a prendere voti e non al bene del paese), ma di fatto non si fa niente, e nella nostra situazione non possiamo perdere dei mesi importantissimi. Dopo questo, ad elezioni concluse, si perderà altro tempo per eleggere i ministri, rimettere in ordine il tutto, ripartire e, se per caso vincerà la sinistra, sarà fin peggio, visto che abbandonerà la linea seguita fino ad ora per ricominciarne una nuova, che non credo proprio sarà migliore, anzi.



Se invece si optasse per la soluzione che io (e non solo) appoggio, il governo tecnico, questi problemi non si avrebbero, anzi, se ne risolverebbero altri.
Prima di tutto, non ci sarebbe il problema "Mantenere gli elettori/guadagnarne di nuovi", il che mi basterebbe per appoggiarlo, visto che la maggior parte della gente non sarebbe d'accordo con alcuni dei provvedimenti che bisogna prendere, e anche alla svelta.
Si potrebbe ora dire: ok, ma chi alla guida? Ho sentito che i nomi più gettonati sono Tremonti, Draghi e Montezemolo.
Sul terzo non mi esprimo perchè non lo conosco bene, però a bruciapelo, dei tre è quello che mi ispira meno.
Tremonti è la mia seconda scelta, in quanto mi è piaciuto il suo rigore per difendere le sue idee e i tagli alla spesa che sono sacrosanti. Credo che, senza l'ombra di Berlusconi, possa riuscire a fare le riforme che vuole e che a questo paese servono (altri tagli alla spesa e riforma fiscale su tutte).
Draghi sarebbe la mia prima scelta: ha gestito molto bene la crisi passata, credo che sia il più preparato di tutti e l'uomo giusto per affrontare la crisi, attuare le riforme necessarie al paese anche andando contro ad una parte del popolo, stimolare la crescita e portare fuori il paese dalla crisi. Se ci fosse lui, non dico che divento ottimista, però meno pessimista sì.

Ho parlato di andare contro al popolo: non lo nego, io le elezioni non le voglio perchè, oltre ad avere politici papabili in media non di alto livello, non voglio mettere in mano a delle persone che per il 90% dei casi non hanno mai fatto un'ora di economia e mai letto un libro di economia, la chiave che può andare bene sia per uscire dalla crisi, che per entrare in una ancora più profonda. Mi dispiace, ma con tutto il rispetto non me la sento. Preferisco affidarla a uno sulla carta molto più preparato come Draghi, che di mestiere è un economista e tratta dati macroeconomici e non tutti i giorni in quanto ha studiato per farlo.

Questa è la mia idea.



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mercoledì 26 maggio 2010

La politica dei numeri e delle cifre soggettive


I numeri, questo grande strumento che sta alla base della matematica, della fisica, della scienza, dell'informatica, della statistica, dell'economia...ok mi fermo a statistica ed economia.

I numeri esprimono un fatto reale, quindi teoricamente si considerano "oggettivi": i numeri presi singolarmente non sono contestabili: se l'indice di inflazione è del 2% e gli stipendi crescono del 3%, è ovvio che la gente ha più potere d'acquisto. In teoria.

Ora vi dirò una cosa: i numeri, al giorno d'oggi, soprattutto in politica, non sono più oggettivi, ma soggettivi. Ognuno infatti interpreta come vuole le cifre, confrontandole come vuole e a suo piacimento (ed interesse).
Porto un esempio: nel 1980 lo stipendio di un operaio generico era di 352000 circa, mentre nel 1985 è passato a 608000 lire. Un incremento di quasi il 100%, ergo il benessere dell'operaio è cresciuto. Vi dico ora che l'inflazione nel 1985 è stata dell'8,6%, quindi c'è un gran guadagno per il nostro operaio; il governo dell'epoca può dire che lo ha arricchito. L'opposizione però contesta questa cosa, e porta i dati sull'inflazione dal 1980 al 1985 e si scopre che essa è aumentata in media del 15% circa all'anno (ricordo che è cumulativa, ovvero il 15% del secondo anno si riferisce al valore del primo anno, già aumentato del 15% e via dicendo): il potere d'acquisto dell'operaio era calato.


Potrei portare altri esempi, come il reddito per ogni paese, che è si veritiero, ma non basta, poichè bisogna confrontare quel valore con il costo della vita per capire chi sta meglio e chi no, e poi bisogna vedere se è lordo o netto, il valore delle imposte etc etc etc. E' tutta una interpretazione che può essere manipolata a proprio piacimento, Il più bravo a farlo e a non farsi scoprire è quello che poi ha il consenso e vince. Per scoprirli ci vuole tempo, un minimo di studio (in certi casi anche uno studio di alto livello) e di interesse, cosa che molte persone non hanno per motivi differenti.

Oggi viviamo con la politica dei numeri e delle cifre soggettive, ovvero manipolate, collegate ed utilizzate dal politico a proprio vantaggio. Per conoscere la realtà non ci spetta che o tirare a caso, oppure se abbiamo tempo e voglia, documentarci da fonti affidabili.


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