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sabato 31 agosto 2013

4 senatori a vita migliori di centinaia di altri Parlamentari

Napolitano un po' a sorpresaha nominato 4 senatori a vita, chiudendo la porta ad una eventuale nomina di Silvio Berlusconi (mettendo forse più a rischio la sopravvivenza dell'attuale Governo).
Su internet si è scatenato il putiferio: berlusconiani indignati per il motivo sovracitato, cittadini contrari alla nomina in quanto inutile/dannosa e costosa, addirittura populisti (questa categoria non manca mai) che chiedevano la nomina di persone disoccupate.

Sulla primi primi il motivo è evidente, ognuno di voi valuterà in base alle proprie scelte e simpatie politiche.

Sui terzi (i populisti, quelli che sopporto di meno), forse farebbero meglio a studiare l'articolo 59 della Costituzione:

"Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario."

Ecco, molto onestamente, un disoccupato non fa parte di questa categoria (come il 99,9999% di noi).
Sulla seconda mi ritrovo di più, però vorrei riflettere con voi un attimo. Siamo davvero sicuri che questi 4 nuovi senatori siano peggio delle centinaia di parlamentari che siedono al nostro Parlamento? Pensate ai vari Sicilipoti, Razzi, Lombardi, Gelmini etc etc. Davvero lo stipendio di Claudio Abbado, Renzo Piano, Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo vale meno o è più inutile del loro?

Renzo Piano è un architetto di fama mondiale, vincitore del Premio Pritzker consegnatogli dal Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton alla Casa Bianca nel 1998, Nel 2006 diventa il primo italiano inserito dal TIME nella Time 100, l'elenco delle 100 personalità più influenti del mondo, nonché tra le dieci più importanti del mondo nella categoria Arte ed intrattenimento. Sicuri che non possa fornire il proprio aiuto per il Bel Paese, famoso anche per le proprie bellezze architettoniche?

Claudio Abbado è un famosissimo direttore d'orchesta. Considerando il declino artistico italiano e la malgestione pubblica di musei e company, direi che il suo apporto potrebbe rivelarsi utile no?

Elena Cattaneo è un'accademica italiana ed è direttrice del laboratorio di Stem Cell Biology and Pharmacology of Neurodegenerative Disease e coordinatrice del progetto europeo NeuroStemcell. Forse questa scienziata potrebbe spiegare a molti deputati e cittadini l'importanza della ricerca e il fatto che per compiacere certi personaggi che si scienza sanno poco o niente (eh, Brambilla), stiamo distruggendo quel che resta della ricerca scientifica in Italia.

Carlo Rubbia, fisico, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984. Forse il più conosciuto dei 4 (viste le sue partecipazioni ai talk show politici qualche anno fa per via del nucleare), potrebbe dire la sua su vari temi scientifici ed ambientali (vista la profonda e preoccupante ignoranza dilagante in Parlamento, soprattutto ultimamente..)

Se questi 4 importanti personaggi apportassero attivamente le proprie conoscenze in questa politica, sinceramente sono ben contento di pagar loro lo stipendio. Sicuramente di più rispetto al 90% delle persone che siedono a Roma tutti i giorni.

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domenica 14 luglio 2013

Quanto si risparmierebbe tagliando numero e stipendi dei Parlamentari?


Gli stipendi dei Parlamentari italiani. Tema sempre attualissimo, soprattutto in tempo di crisi e di tagli che colpiscono noi cittadini ordinari.
Tutti chiedono a gran voce la riduzione, assieme ad un taglio proprio del numero di deputati e senatori che ogni giorno (teoricamente.....) si recano alla Camera e al Senato a legiferare (sempre teoricamente...) per il bene del Paese.
Nessuno di questi però sa quanti soldi si risparmierebbero nell'attuare entrambe le riforme (riduzione stipendio e numero). Ho provato a fare due calcoli così per vedere più o meno quale sarebbe il risparmio per le casse dello Stato.

Considerando che 945 parlamentari x 144.084€ = 136.159.380€ annui
Se si riducessero di due terzi con uno stipendio di 40 mila euro (ai livelli di Spagna e Portogallo quindi) avremmo: 315 parlamentari x 40.000€ = 12.600.000.

Il risparmio sarebbe di 123.559.380 € annui.

Però ho ridotto di 2/3 il numero e di 100mila euro la loro paga. Un'enormità e nonostante questo la cifra non è alta.
Se è vero che è doveroso tagliare loro gli stipendi anche per una questione di "moralità", non aspettiamoci di risolvere i problemi grazie a questo. A livello economico il risparmio è di fatto quasi irrilevante.

Diffidate quindi da quelli che propongono manovre alternative basate su questo. Non esistono. La riduzione della paga e del numero è un fatto puramente di correttezza nei confronti di cittadini che soffrono una crisi provocata da quegli stessi politici super mantenuti con le loro tasse.

L'economia qui non c'entra (o comunque molto poco). Qui si tratta più di moralità, giustizia ed equità sociale.

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giovedì 7 febbraio 2013

Spese dei Parlamenti in euro: quanto ci cosa in più il nostro Parlamento rispetto agli altri paesi europei?

Il tema "spese della politca" è sempre di attualità e, in periodo di crisi, ogni candidato promette di tagliarle. E' d'obbligo quindi domandasi: Ma quanto ci costa il nostro Parlamento all'anno?


Tempo di crisi + pressione fiscale elevata + elezioni = continue promesse di tagli alla spesa pubblica, in particolare alla spesa della politica.
Da Grillo a Bersani, passando in ultimo a Berlusconi , tutti i leader politici vogliono ridurre questi costi, in particolare dimezzando il numero dei parlamentari, tagliando loro anche lo stipendio.

E' una proposta lodevole (ma, come dice un famoso detto, "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare") e assolutamente da fare soprattutto per una questione morale verso i cittadini e la crisi che loro stanno affrontando mentre i politici continuano ad "ingrassare" ed è tempo di metterli a dieta ferrea.
Il problema è che, paradossalmente, quella spesa è una parte minima rispetto al costo che ha il nostro Parlamento.
Se infatti, come calcolai in un precedente articolo, riducessimo di 2/3 il loro numero e poco più di1/3 il loro stipendio (portandolo a 40mila euro, ovvero al livello di Spagna e Portogallo), il risparmio sarebbe di 123-124 milioni di euro. Meno di 1/10 dei costi totali del nostro Parlamento! Se andiamo a prendere i dati delle Spese dei Parlamenti di Francia, Italia e UK nel 2009, notiamo come il costo totale di Camera e Senato italiano ammonta a 1 miliardo e 581 milioni di euro. Il confronto con gli altri due paesi è raccapricciante (875 milioni il Parlamento francese e 628 milioni quello UK).

Quanto spende il Parlamento? - Fonte: IBL Focus

Se lo raffrontiamo al costo pro capite per ogni cittadino, il Parlamento italiano costa il doppio rispetto a quello francese e quasi il triplo rispetto a quello UK.
Una proposta seria ed utile fatta da un leader potrebbe essere di più che dimezzare i costi totali del Parlamento allineandoli così alla spesa del Regno Unito: il risparmio sarebbe di quasi 1 miliardo di euro, da utilizzare come fondo per ridurre le tasse o per una spesa sicuramente più produttiva.


Se a questo miliardio aggiungessimo i risparmi derivanti dall'abolizione delle province (stimati sempre dall'IBL in 1,879 miliardi di euro), i risparmi derivanti dal taglio sui costi della politica delle regioni e dei comuni (accorpando i comuni limitrofi sotto i 10 mila abitanti) sono convinto che si ricaverebbe una cifra simile al tanto decantato Imu sulla prima casa.

Cari politici, basta volerlo...

PS: parere personale: io quel risparmio lo indirizzerei sul taglio di altre tasse più recessive rispetto all'Imu.

Nota: (il quotidiano La Stampa ha fornito dati diversi: "Ad ogni cittadino italiano, il Parlamento costa tre volte di più che in Francia (27,15 euro rispetto a 8,11 euro), quasi sette volte più che in Inghilterra (4,18 euro) e dieci volte più che in Spagna (2,14 euro pro capite)". A spanne mi sembravano un po' esagerati quindi ho scelto di utilizzare quelli in tabella dell'IBL).


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martedì 2 ottobre 2012

Su 100 parlamentari condannati, imputati o prescritti, 61 sono del PDL

Gente che voterà la legge anti-corruzione. Curiosità: oltre il 50% milita in un solo partito: il Popolo delle Libertà.

Essendo un partito non liberale, mi son sempre chiesto cosa volesse dire nella realtà "Popolo della Libertà". Dopo tante ipotesi e teorie, un articolo de "Il Fatto Quotidiano" mi ha aperto gli occhi. Esso mostra i 100 parlamentari indagati, condannati e/o prescritti che voteranno la legge anti-corruzione e qui ho capito: con "Popolo della Libertà" si intende quel partito il cui fine è di garantire la libertà a gente che in un paese normale sarebbe, diciamo, poco libera.

Leggendo i nomi e partiti di appartenenza, si scopre che oltre la metà (più precisamente, il 61%) di questi deputati e senatori milita nel PdL (o è stato eletto quando ci militava). 61 su 100 è un numero vergognoso e gli elettori che lo hanno votato dovrebbero farsi più di una domanda (ma a voi ci penserò in un video a parte).

Se ho contato giusto, vi sono poi 16 del PD, 10 della Lega, 7 dell'UDC, 1 di FLI, 2 dell'IDV e 3 del Gruppo Misto.

E' bene precisare che indagato non vuol dire condannato, però la cifra è davvero enorme, soprattutto nel partito di Berlusconi. Se vogliamo chiudere con il passato ed iniziare una nuova vita, fino a quando i partiti presenteranno candidati di questo tipo, bisogna partire con il non votarli. Gli onesti che accettano questi individui o si ribellano oppure sono tali e quali a loro. Il tempo delle pulizie è giunto (si spera).


mercoledì 26 settembre 2012

Cittadino onesto: controllo con il redditometro. Partito ladro: no controllo bilancio esterno

Quando si dice: la giustizia in Italia

Fonte immagine
Il nuovo redditometro potrebbe essere attivo da novembre. Il software destinato a “controllare” il tenore di vita degli italiani è stato messo a punto dalla Sose e dall’Agenzia delle Entrate, sentendo i pareri delle associazioni di categoria e dei sindacati. Lo strumento sarà applicato al primo periodo d’imposta assoggettato alla nova procedura di accertamento sintetico, il 2009. Questa retroattività preoccupa i contribuenti, in merito l’Agenzia delle Entrate potrebbe adottare un atteggiamento più morbido per le annualità più remote e più severo per quelle più attuali. (fonte)

Qui potrete trovare maggiori dettagli sul nuovo redditometro che, in estremissima sintesi, si traduce in un: spendi quindi guadagni.
La principale novità rispetto a ciò che avveniva prima è che il redditometro non guarda piu’ i singoli beni posseduti come ad esempio la barca, la seconda casa, la moto, l'automobile etc etc ma controlla (si può dire spia?) cosa il cittadino contribuente spende. E' a tutti gli effetti un controllo sulle spese.
Possiamo chiamarlo un controllo sulle uscite del bilancio dell'impresa cittadino single/famiglia?

Questa misura è stata approvata dai politici, gli stessi che poche settimane fa hanno votato contro la proposta di adottare controlli sui bilanci dei partiti eseguiti da società esterne (per fortuna reintrodotto dalla Giunta per il Regolamento)

Due pesi due misure quindi: controlli di spesa ai cittadini, mentre nessuno ai partiti LADRI. Quando si dice giustizia all'italiana..

martedì 7 agosto 2012

"I parlamentari vengono chiamati anche di lunedì (come fossimo bestie che devono essere tirate)"

Improbabili Senatori del gruppo Misto



Il "Gruppo Misto" è diventato famoso non per le proposte politiche fatte, ma per le lamentele dei suoi parlamentari. Dopo Pepe che prima se la prende con i tagli ai privilegi perchè ridurranno alla fame deputati e parlamentari, poi perchè hanno poche ferie e uno stipendio da impiegato, è arrivato Giuseppe Astore, ex Idv (ora Gruppo Misto) che ci regala un'altra perla:


“Credo sia importante e fondamentale che ci difendiate come parlamentari. (…) Invece la sensazione è che si voglia dire che siamo a posto, perché i parlamentari vengono chiamati anche di lunedì (come fossimo bestie che devono essere tirate), per dimostrare all’opinione pubblica che lavoriamo" (fonte)
 On. Astore, sembrava anche simpatico dalla foto e invece mi esce con dichiarazioni del genere. Lo sa che non è obbligato a stare lì? Se non le va bene lavorare come una bestia che deve essere tirata, si dimetta. Vengo io al suo posto, ci sta?



lunedì 30 luglio 2012

"Noi deputati senza ferie e con uno stipendio da impiegato"

Il senza vergogna Mario Pepe, onorevole del Gruppo Misto ed ex Pdl, in un'intervista a Repubblica racconta di quanto sia difficile e poco redditizia la vita del deputato


La casta vive in un mondo tutto suo, staccato completamente dalla realtà quotidiana di tutti i giorni. Se vi aveva lasciato a bocca aperta un Massimo D'Alema che non conosceva il prezzo del pane, questo vi indignerà ancora di più.
Mario Pepe, onorevole del Gruppo Misto, ex PDL, in un'intervista a Repubblica, mostra tutta la sua ignoranza in materia di stipendi e di vita reale:

"Oramai le ferie non esistono più, ma forse è giusto così [...] Sono finiti anche i tempi dei privilegi.Alla faccia di chi dice che i parlamentari guadagnano troppo. Oramai i deputati guadagnano come gli impiegati.Ok, magari proprio come un impiegato no, ma ci andiamo vicino. Noi prendiamo 4 mila, 4 mila e 4 mila. Per indennità, spese di diaria e rapporti col collegio. [...]  Chi pensa di fare politica per fare i soldi, è meglio che valuti altre professioni."

Ricordo che questo individuo è uno dei nostri parlamentari (seggi n°364) ed è uno dei componenti della VII Commissione (arte, scienza e istruzione), pensa che fortuna.

Forse dovrebbe guardare questo grafico prima di dire certe sciocchezze:



I lettori del blog però se lo ricorderanno. L'On. Pepe è quello che a fine 2011 se ne uscì con un'altra frase epica sui tagli ai privilegi dei parlamentari:

"Ridurre deputati e senatori alla fame vuol dire rendere il Parlamento schiavo dei poteri forti."

 Peccato non si possa insultare pubblicamente, lo avrei fatto molto volentieri. Mi limito solo ad una citazione di un grande come Totò: On Pepe...Ma mi faccia il piacere!


venerdì 20 luglio 2012

I referendum anti-casta per tagliare gli stipendi dei politici sono inutili. Eccovi il motivo

Su internet (Facebook) gira l'appello che invita i cittadini ad andare in comune a firmare i referendum anti-casta (quella dei politici). Io non ci sono andato e vi spiego il perchè.

Pensavo, speravo di non dover scrivere il motivo ma invece mi tocca farlo a quanto pare. Quando dicevo in via ufficiosa (leggi: a parole con i miei amici/parenti e gente in palestra) che non sarei andato a firmare i referendum anti-casta mi guardavano come fossi un alieno.

Ora che però pure Grillo si è accorto che i referendum sono una bufala, tutti a fare i saputelli invitando gli altri a non firmare (perchè loro lo hanno già fatto).

I motivi li trovate scritti qui in particolare:

  • Non è possibile svolgere un referendum in contemporanea con le elezioni politiche, e se vengono convocate le elezioni politiche le procedure referendarie vengono sospese e rinviate di un anno (art. 34); 
  • E' vietato depositare le firme di un referendum nell’anno (solare) precedente a quello delle elezioni politiche (art. 31); 
  • Le firme si potranno eventualmente depositare dal 1 gennaio (art. 32); 4) le firme devono essere depositate entro tre mesi dall’inizio della raccolta (art. 28). 

Tutto chiaro ora? Spero di non vedere più girare su Facebook annunci del tipo "Nessuno ti dice che c'è il Referendum per la riduzione stipendi politici".

PS: complimenti a quei sapientoni che lo hanno ideato. Alla stupidità non vi è limite.

domenica 29 aprile 2012

Quello che vuole combattere la corruzione dei politici aumentandone gli stipendi


Leggendo su internet mi sono imbattuto in un articolo dal titolo originale: "VIVA I PRIVILEGI DELLA CASTA, VIVA ANTONIO RAZZI. Contro il moralismo popolare". L'autore è Marino Poerio e il blog Cato Maior.

Nel post Poerio afferma che, dopo aver descritto la storia di Antonio Razzi (che non riscrivo qui):

1) In questa vicenda vorrei affermare chiaramente che provo un profondo schifo verso il parlamentare che ha introdotto una telecamera spia in Parlamento, rubando i pensieri a briglia sciolta di un suo collega (ndr la confessione di Rizzi).
2) Questo filmato svergogna chi lo ha eseguito e chi lo pubblica (tra gli altri, l’immancabile Fatto che ci fa la solita scarpetta e il compunto Corriere che ci gira il sugo dell’anticastismo altoborghese).
3) A quelle immagini io grido: “Viva Razzi, viva i privilegi della casta”.
4) Cioè che un parlamentare deve poter contare su un sontuoso stipendio e su un morbidissimo cuscino pensionistico, ben oltre (grassetti miei) ciò che in questi tempi di demagogia diffusa il popolo indignato è disposto a tollerare.
5) I motivi sono due: se pretendiamo che i nostri rappresentanti decidano le sorti del paese pensando esclusivamente al nostro meglio e non alla propria fine in caso di scioglimento delle Camere, dobbiamo impedire loro di tenere la spina attaccata a qualsivoglia governo solo per arrivare all’agognata pensione. Secondo, in vista di un’ineluttabile fine della legislatura, un parlamentare che non ha speranza di venire rieletto (o semplicemente che non ne ha la sicurezza), cercherebbe di supplire alle incognite del destino mettendo da parte ‘provviste’ lecite e illecite per ogni eventualità.

In pratica: bisogna pagare tanto i parlamentari, anche più di ora, per limitare la loro corruzione.

Un'idea che va contro tutti e tutto, o è geniale, o è una sciocchezza e, francamente, non mi sembra proprio geniale:

A) Prima di tutto, in Italia abbiamo i politici più pagati forse al mondo (di sicuro nell'Occidente) e sono fra i più corrotti della storia recente;
B) Ammettendo di pagarli di più (300mila all'anno ad esempio), secondo voi rifiuterebbe davvero una mazzetta da 500mila, o anche solo da 100mila? Suvvia.
C) E' giusto pagare di più un parlamentare, solo perchè non è sicuro di venire rieletto? (quel "incognite del destino" mi ha fatto ribaltare dalla sedia).

A mio modestissimo parere, la via migliore per evitare (limitare) la corruzione è quella di avere leggi molto severe ed APPLICARLE! Solo così si combatte questa piaga, non aumentando ancora di più i già vergognosi stipendi dei politici.

PS: mi preoccupa molto il fatto che ci sia gente che faccia ragionamenti di questo tipo e sia pure letto.

domenica 22 aprile 2012

I parlamentari vengano pagati in base alle loro presenze




La questione degli stipendi dei nostri parlamentari è sempre viva e vegeta nelle discussioni quotidiane del cittadino medio.
Sul bisogno di abbassarli oramai l'evidenza c'è da anni ma la volontà dei nostri politici ovviamente no.
Rileggendo poi alcune dichiarazioni mi sorge il dubbio che alcuni di questi dovrebbero stare in un manicomio piuttosto che alla Camera o al Senato.

A meno di insurrezioni popolari che, per ora, non vedo possibili, vorrei fare una proposta a tutti i partiti per cercare di rendere meno vergognosa la situazione.

Abbiamo capito che, a meno di puntarvi una pistola alla testa (fisicamente), voi gli stipendi non ve li taglierete mai (chissà poi che con il M5S lì qualcosa non cambi) e io, sorpresa, non vi chiedo di farlo.


Quello che vi chiedo è però di relazionarlo alle vostre presenze. Qualche mese fa ho scritto della relazione "CamereAperte2011" in cui viene segnalata anche la percentuale di presenze (oltre alla produttività) dei vari parlamentari italiani. In base a quella, si moltiplica lo stipendo: se un parlamentare ha il 90% di presenze alle votazioni, il suo stipendio verrà moltiplicato per 0.90. Se ha il 70% per 0.70 etc etc.
Lo stipendio rimane quindi così come oggi (con tutti i bonus che ci sono) solo nel caso in cui un parlamentare collezioni il 100% delle presenze (certamente non contano le esclusioni per malattie o impegni legati alla sua attività politica di parlamentare). Negli altri casi è più basso (e viste le statistiche si risparmierebbero molto soldi).

Se dobbiamo pagarvi più di tutti almeno a lavorare andateci..

mercoledì 7 marzo 2012

Governo delle banche? No, parlamento delle banche

E' bello quando i fatti ti danno ragione, soprattutto se accadono subito dopo una tua dichiarazione o un tuo articolo.

Qualche giorno fa ho parlato del perchè le banche preferiscano comprare titoli di stato al posto di finanziare le imprese italiane ed investire in esse. In sintesi, essendo controllate dalle fondazione, le quali sono controllate dai politici, le banche sono pubbliche nel senso controllate dalla politica.

Non sia mai! La politica che controlla le banche? Ma dove vivi?


Ieri 6 marzo, è uscito sul Fatto questo articolo, "Norma contro le banche? Il Parlamento pronto alla marcia indietro". Al posto di punire l'atteggiamento scandaloso dell'Abi, il parlamento è pronto a fare marcia indietro e togliere "l'emendamento della senatrice Anna Rita Fioroni (Pd) al dl Liberalizzazioni che cancella tutte le commissioni bancarie sulle linee di credito" trovando come giustificazione un "errore materiale".

Non è un error materiale, è che sono la stessa identica cosa. I partiti vogliono salvare le banche perchè sono cosa loro. Il vertice dell'Abi si è "dimesso" proprio per quello: tutto si aspettava tranne di essere tradito dagli amici controllori!

La domanda da porsi è: visto l'andamento non buono delle nostre banche, perchè non si vuole riformare il sistema? La risposta è facile. Gli stessi che dovrebbero riformare, ci perderebbero! Per questo non si mettono in concorrenza e non si aprono ad investitori esteri! Andrebbe perso il controllo che oggi hanno!

Spero di aver chiarito la cosa. Questo, se proprio vogliamo, è il vero complotto! Politici (di dubbia moralità e capacità) che controllano e influenzano banche e banchieri i quali ricambiano ad esempio comprando titoli di stato.

venerdì 30 dicembre 2011

Grafico rapporto stipendi parlamentari/stipendi netti nei vari paesi




(clicca per ingrandire)


I dati sono:

PAESE SP/SN
Lux 1,32
Aus 2,92
Ola 2,2
Ger 2,23
Spa 1,26
Por 1,83
Ita 5,38
Bel 2,07
Irl 2,08
Fra 2,11
Sve 1,8
Fin 1,95
Gre 2,24
Dan 2,23



In pratica ho preso gli stipendi dei politici dei vari paesi e li ho divisi con i salari netti riportando il risultato nel grafico.

I dati li ho presi qui per gli stipendi netti e qui per quelli dei politici (qui potete vedere le immagini)

Cosa si evince? In media un parlamentare prende circa doppio del cittadino medio. In Italia percepiscono più di 5 volte lo stipendio di un italiano medio....alla faccia della crisi e dei sacrifici.

A quando una bella rivolta?

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giovedì 29 dicembre 2011

Siamo nelle mani del Parlamento "Made in Casta" peggiore della storia repubblicana




Monti oggi ha dato il via alla Fase 2 della manovra, ribattezzata "Cresci-Italia".
Liberalizzazioni, riforma del lavoro, concorrenza e ammodernamento degli ammortizzatori sociali. Questi sono i punti nel programma con lo scopo di rilanciare la crescita, quella famosa che in Italia manca da oramai tantissimo tempo.

Premettendo che voglio vedere il tutto nero su bianco e presentato in Parlamento, queste "riforme strutturali" sono le manovre che gran parte di noi stava aspettando (sul blog trovate i vari articoli in giro).
Non so se saranno proprio tutte quelle sperate, però se fossero anche solo la metà sarebbe un grandissimo passo avanti verso il rilancio del paese.


Queste riforme devono però, come detto, essere presentate in Parlamento ed è qui che iniziano i problemi.
Abbiamo visto come i nostri politici abbiano reagito all'accenno di liberalizzazione di farmacie e licenze dei taxi (per non parlare dei tagli ai vitalizi dei parlamentari) qualche settimana fa.

Chiedono i fatti ed hanno ragione, ma anche noi li chiediamo.
Monti ha fatto tutte le misure scomode alla popolazione e i politici le hanno appoggiate. Ora vuole fare le misure scomode a loro e alle caste. Le approveranno?

martedì 27 dicembre 2011

Aspiranti parlamentari crescono: Sara Tommasi senza mutandine cacciata dal “Chiambretti Night”




"Sembra incredibile, ma a quanto pare la bella, sexy e provocante Sara Tommasi in questi giorni ne ha combinata un’altra delle sue. Ospite alla registrazione del Chiambretti Night si è presentata con un un sexy abitino, e fin qui nulla di male, ma sotto avrebbe “dimenticato” di indossare la biancheria intima: nè reggiseno, nè mutandine. E al primo balletto l’abito sarebbe salito più del dovuto. Tutto ciò non sarebbe stato apprezzatto da Chiambretti e dagli autori che, arrabbiati, l’avrebbero cacciata dallo studio. Puoi mostrare le gambe, le tette, il sedere, ma almeno la f. in tv la devi coprire"



Questa è quella che Scilipoti (l'onorevole che, assieme a Marra, organizza conferenze sul signoraggio bancario in chiave complottista) vorrebbe candidare nelle prossime elezioni, per poi darle, se eletta, un posto da parlamentare.

Italiani, abbiamo già il peggior parlamento della storia della Repubblica, non peggioriamolo ulteriormente. Sì è bella, però può fare molti altri lavori in cui voi potete ammirarla. Non è che dobbiamo metterle tutte a Montecitorio suvvia.

Poi ci lamentiamo se all'estero ci prendono per i fondelli...

domenica 11 dicembre 2011

Anche con Monti le caste italiane vincono e mantengono i privilegi




Ieri ho scritto un articolo sulla rivolta delle varie caste italiane per i pochissimi tagli ai privilegi e le scarne liberalizzazioni che avrebbero dovuto limitare il loro potere a favore della concorrenza e della popolazione.

La casta per eccellenza, quella dei parlamentari, ha bloccato i tagli alle indennità previsti nella manovra Monti, prevedendo un rinvio al "termine per la fine dei lavori della commissione (si è pensato a marzo-aprile), superato il quale le Camere sarebbero impegnate a rendere effettivo il taglio «entro trenta giorni»".
Ovviamente quando questi parlano di rinvio, sappiamo tutti come andrà a finire: i tagli non si faranno, punto e basta. Il parlamento peggiore della nostra storia si riconferma tale.

A quelli poi (UDC e PD) che si oppongono a ciò, ricordo la mia proposta di creare un fondo in cui mettere i soldi in eccesso per poi utilizzarli per opere sociali.


Un'altro trionfo (ma di questo ho già parlato nell'articolo di ieri) l'hanno ottenuta i farmacisti che, dopo le lacrime di coccodrillo versate, si sono visti beneficiare dell'esclusione dei comuni sotto i 15mila abitanti (25 milioni di abitanti) della liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

L'ultima vittoria è stata ottenuta dai tassisti, che hanno fatto rientrare lo sciopero proclamato grazie ai segnali di apertura del governo, leggasi "anche qui, la liberalizzazione non sa da farsi".

Il potere delle caste è forte (dobbiamo aggiungere anche avvocati, notai etc) ed è stato ottenuto negli anni. A rimetterci siamo noi cittadini che dobbiamo pagare di più un servizio che potremmo e dovremmo pagare meno (o a parità di prezzo, avere una qualità superiore) e noi giovani che in quelle caste non ci possiamo entrare se non siamo pieni di soldi o figli/parenti di chi ci è già dentro.

martedì 29 novembre 2011

Modesta proposta ai parlamentari che vogliono ridursi lo stipendio




La questioni costi della politica e stipendi dei parlamentari tiene giustamente sempre banco nelle discussioni qui in Italia.
Fino ad ora, in concreto, stipendi e privilegi non sono stati ridotti e, non avendo assolutamente fiducia in loro, fino a quando non vedo mi spiace ma non ci credo.

Ci sono però alcuni parlamentari che hanno provato a tagliare da qualche parte (penso all'IDV), senza però successo. Ecco a loro e a tutti quelli che hanno dichiarato che gli stipendi, privilegi e vitalizi sono ingiusti voglio lanciare una modestissima proposta:

Prendendo come esempio gli stipendi, ognuno di voi comunica pubblicamente di quanto, secondo lui, dovebbero essere ridotti (mettiamo, per comodità, il 50%): create un fondo in cui ognuno di voi, con nome e cognome, versa ogni mese la somma di denaro che riceve in eccesso e alla fine dell'anno i soldi raccolti verranno utilizzati per opere sociali (visti gli ultimi avvenimenti, direi che potrebbero essere utilizzati per aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni). Se siete in anche solo 10-15, in un anno si potrebbero raccogliere circa 750 mila euro e avreste nomi e cognomi pubblicati, con conseguenti vantaggi alle prossime elezioni.
PS: l'opera sociale deve essere dichiarata e, nel caso siano più di una, deve essere scritta anche la percentuale destinata a ciascuna di esse.


Di questi tempi ci vuole coerenza: facile affermare delle cose sapendo che tanto non verrebbero votate. Iniziate concretamente a non utilizzare per voi quella parte di privilegi in più ma per la comunità, dando un segnale forte ai vostri colleghi e ai cittadini che, fidatevi, si ricorderanno di chi ha dato e chi no.


sabato 20 agosto 2011

Taglio dei parlamentari: Il rovescio della medaglia






Tutti parlano di voler diminuire il numero dei parlamentari e in un momento economico drammatico come questo è un opzione da prendere di sicuro come un ottima soluzione, per diminuzione delle spese, per impulso a rinnovamenti e che i tagli e i sacrifici imposti al popolo, cominciano dall’alto. Io sono d’accordo con questo, molto d’accordo, anzi si potrebbero ridurre a 20 parlamentari uno per regione, più uno per evitare eventualmente la parità in alcune cose, ed ognuno dei parlamentari con un ruolo ben definito. Ma poi questo potrebbe portare alla non democrazia, distribuire il potere in poche mani, come insegna la storia, può rivelarsi un errore con conseguenza abbastanza tragiche.

Il problema è che con gli attuali stipendi vitalizi i deputati i senatori e le varie cricche si sono distaccate dal loro naturale impegno è cioè, servire il popolo che li elegge, in questo caso, nei vari anni il partito è diventato troppo ingombrante e varie leggi create ad hoc o ad personam, tipo pensione dopo un mandato, porcellum, oppure come adesso la pensione scatta solo dopo aver terminato una legislatura, ecco che ogni parlamentare non è più libero di esprimere il proprio voto con coscienza e per il bene comune o per il reale fabbisogno del popolo, il parlamentare è ricattato e limitato, ma ha ingigantito il suo status quo e questo naturalmente fa si che segua la linea dettata dal partito. Avere molti parlamentari sarebbe una giusta democrazia solo se ognuno votasse per riferimento in base a coloro che li ha eletti, in modo da rappresentare veramente tutto il popolo.


Se viene proposta una legge dall’opposizione e questa legge e valida se ognuno votasse con coscienza avremmo una giusta democrazia. In questo momento invece ogni cosa proposta dal governo (purtroppo sappiamo a cosa mira ) viene invisa, cosi come ogni cosa proposta dall’opposizione, in un annullamento generale della situazione politica, uno stallo imbarazzante solo per fini personali. Quindi si potrebbe mantenere anche un numero elevato di parlamentari, ma ai quali andrebbero diminuiti o quasi azzerati i privilegi da casta, lo stipendio in modo da non essere vergognoso e distaccato dalla realtà come in questo momento. La democrazia non dovrebbe mai essere associata a demagogia. Ma in questo momento di crisi economica si cercano misure drastiche e tagli che non è sempre detto siano la cosa migliore da fare.


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