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venerdì 22 agosto 2014

#IceBucketChallenge: aiuto reale o solo moda idiota?

Sta spopolando in questa estate non particolarmente calda la "Ice Bucket Challenge", una sfida che consiste nel rovesciarsi addosso una secchiata da acqua gelida, nominando poi altre persone sfidandole a fare lo stesso. Lo scopo è quello di raccogliere fondi per la lotta contro la SLA: quello che si versa l'acqua dona 10$, i nominati se non accettano la sfida ne devono versare 100$ (se accettano, ovviamente 10$ in + nominano altre persone per continuare la catena benefica).

Ho scritto "devono", in realtà sarebbe meglio dire "dovrebbero". Sì perchè solamente poco più del 10% di quelli che accettano la sfida donano realmente soldi: da giugno a metà agosto, secondo i dati riferiti dall'associazione ALS, ci sono state 2.2 milioni di condivisioni su Facebook e 260mila nuovi donatori (la divisione potete farla voi).

L'impressione è che le secchiate d'acqua gelida siano diventate solamente una moda idiota, fatta da persone che imitano gli amici a random, come se non ci fosse un secondo fine di mezzo. Tutto ciò rende la cosa inutile? No.

Sicuramente fa riflettere la sempre più diffusa "pecoraggine" della gente, in più deprime il fatto che quelli che accettano la sfida poi non la portino a compimento, donando i 10$ (ma anche se fosse meno, va bene...si sa, rinunciare ad UNA serata al bar è un sacrilegio per i giovani d'oggi) dando aiuto concreto alla causa.

In realtà però, il solo fatto di diffondere questa "moda", ha come conseguenza quella di aumentare le visite, ampliare il pubblico e quindi il numero di potenziali donatori. E ciò è un bene!
Certamente il VIP di turno ha molto più potere di diffusione, però anche il semplice utente di FB (o Twitter), condividendo il proprio video contribuisce ad aumentare, seppur di poco, il numero di spettatori e di persone "reached", ovvero raggiunte. Sapete tutti che il "piccolo numero" ripetuto milioni di volte diventa "gigante".

Non mi sento quindi di condannare questa moda, anzi! Il numero di donazioni è aumentato di quasi 10 volte rispetto lo stesso periodo dell'anno scorso (da 1.7 milioni a 13.3 milioni di dollari), quindi ben vengano questi video virali e queste mode a favore della beneficenza!

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giovedì 19 dicembre 2013

Come la tua reputazione su Facebook si riflette nella vita reale

Facebook (nota: uso come esempio FB perchè è il più diffuso, ma vale per tutti) è più che mai parte integrante della nostra vita.Ci logghiamo almeno una volta al giorno tutti i giorni per vedere le news, spiare la vita degli amici, leggere se la ragazza/il ragazzo che ci piace, pubblicare messaggi e condividere link.
In media ognuno di noi ci passa circa 20 minuti al giorno, ma è una media: sono sicurissimo che la stragrande maggioranza di voi ci sta per almeno un'ora (2 o più se avete smartphone e circa la mia età) al giorno.

Fin qui più o meno tutto bene: è uno svago interessante, potenzialmente uno strumento molto utile, mal utilizzato da molti ma che sotto molti aspetti ha migliorato la vita di tutti noi. Ciò però che pare non essere tanto compreso da chi lo utilizza è il fatto che il social network non è una vita parallela, diversa o vituale senza collegamenti con la realtà. Non è il Second Life della situazione tanto per capirci, ma nemmeno la chat anonima che andava di moda 5-10 anni fa.

Facebook è un luogo di incontro virtuale sì, ma fatto da profili reali (fake esclusi) che corrispondono a persone reali. Il profilo è una sorta di carta d'identità del nostro essere e tutto ciò che facciamo (condivisioni, link, foto, commenti, messaggi) riflette ciò che siamo, così come accade con le nostre azioni nel mondo reale.

Se fai lo stupido nella vita reale, vieni etichettato come tale. La stessa idendica cosa accade su Facebook: scrivi idiozie, sei un idiota e non solo sul social, ma anche nella vita reale. Le due cose sono collegate, per questo ho esordito con un "è più che mai parte integrante della nostra vita".

Quante volte vi capita di vedere una persona per strada e ricordavela per qualche cosa che ha scritto o pubblicato sul social, sia essa buona o cattiva? Quante volte avete guardato un ragazzo o una ragazza e vi è subito venuta in mente una particolare foto che ha pubblicato, magari in qualche posa non proprio..."cattolica"? Oppure per un commento che ha scritto perchè la grammatica italiana deve essere una qualche cosa a lui sconosciuta?

Ciò che siamo, ciò che facciamo su internet ha lo stesso indentico valore di ciò che siamo e facciamo nella vita reale. Mettetevelo in testa. E in fretta anche. Ne va non solo della vostra reputazione, ma anche della vostra occupazione:

L'anno scorso "il 37% circa dei datori di lavoro fa uno “screening” sui social media per scoprire di più sui propri candidati. Il sospetto lo avevamo un po’ tutti ed a quanto pare era perfettamente giustificato.
Si tratta di una ricerca informale, che coinvolge principalmente Facebook, poi LinkedIn e per finire Twitter. Le cinque cose più cercate sono: il candidato si presenta in modo professionale? (65%); si potrà integrare bene con la “cultura aziendale”? (51%); sono presenti più dati di quanti non ne abbia detti a riguardo delle sue qualifiche? (51%); il candidato è una persona equilibrata? (35%). La quinta è la più preoccupante, ma anche la meno frequente: solo il 12% ha ammesso di cercare direttamente delle “ragioni per non assumere il candidato”."

Usate Facebook con la testa e comportatevi come se foste realmente seduti in un luogo di ritrovo reale. Ne va della vostra reputazione. Nella vita, quella di tutti i giorni.

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venerdì 23 novembre 2012

Elezioni al 13 aprile per il vitalizio dei parlamentari? Una bufala

Che la Casta dei parlamentari sia piena di privilegi lo sanno tutti. Bisogna però stare molto attenti visto che, a causa del sentimento di rabbia nelle persone, è facile cadere in bufale come questa che sta circolando da un mesetto circa (io l'ho ricevuta via mail stamane).
Il testo del messaggio è il seguente (colori etc etc sono originali):

Scandaloso e vergognoso è "veramente dire poco !!!
La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 aprile può apparire
casuale ma non lo è affatto: votando il 6 di aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura
non rieletti non avrebbero maturato la pensione.
Votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la pensione.
 
"E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica!
Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per
il messaggio dato al paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene
subito trovato l'inganno".

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 (si avete letto bene: TRECENTOMILIONI,
chiaramente di Euro) DI COSTI PER QUESTA MERDACCIA CHE DOPO POCHISSIMI
MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA' LA PENSIONE CHE E' DI PLATINO (ALLA FACCIA
DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTA LA
VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).


I TELEGIORNALI CORROTTI  E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO, SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA

 
FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!

La mia esperienza mi dice che il 90% delle volte, quando vedete scritto cose come "I TELEGIORNALI CORROTTI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO ETC", il messaggio è una panzanata scritta da persone che soffrono di paranoia; il restante 10% è stato invece scritto da furbi che, sapendo di quanta gente incline al complottismo ci sia, scrive cose come questa per prenderle per i fondelli.

L'appello è una bufala in quanto A) la data per le elezioni del 2013 non è ancora stata decisa, B) il 13 aprile è un sabato e le elezioni di solito si svolgono la domenica e il lunedì (infatti si parlava del 7-8 aprile), C) l'appello circolava già nel 2008 (bufala pure allora), D) il vitalizio i parlamentari lo hanno ahimè avuto il 29 ottobre (come ricordato anche da Maurizio Crozza a Ballarò proprio nella puntata martedì 30 ottobre 2012).

Prima di mandare messaggi via mail o condividerli su Facebook, usate la testa. In alternativa, perdete 10 secondi per una ricerca su Google.

domenica 18 novembre 2012

Facebook e primarie del PD: chi le vince, fans alla mano?

Social networks e politica vanno sempre più di pari passo. Per questo motivo può essere utile, oltre che curioso, vedere i dati dei 5 candidati su Facebook.

Da quando Obama ha vinto le prime elezioni nel 2008 grazie anche alla rete e all'utilizzo dei vari social networks, i politici si sono impegnati a sviluppare le proprie campagne elettorali anche sul web, in primis su Facebook (di gran lunga il più utilizzato e diffuso qui in Italia).

Fra una settimana (domanica 25 novembre) si terranno le primarie del Partito Democratico, in cui si sceglierà il candidato Premier per le elezioni del 2013 fra 5 pretendenti: Bersani, Puppato, Renzi, Tabacci, Vendola.
Quest'anno però l'attenzione è molto più alta visto che, sondaggi alla mano, chi uscirà vittorioso da questo confronto sarà molto probabilmente il futuro Premier (salvo un Monti-Bis).

 Ho provato quindi a confrontare le 5 pagine ufficiali su Facebook per vedere chi dei cinque candidati ha più successo (in base al numero di iscritti). Non prendetelo come un sondaggio, più come una curiosità. Vedremo fra una settimana se questi dati rispecchieranno o meno la realtà dei fatti.

Ecco la classifica (in data 18/11/2012, ore 13:20):

Nichi Vendola 525.068 fans
Matteo Renzi 187.390 fans
Pierluigi Bersani 82.555 fans
Laura Puppato 5.604 fans
Bruno Tabacci 2.630 fans

Personalmente direi che gli ultimi due probabilmente rispecchieranno la realtà, mentre sullo strepitoso risultato di Vendola sono sicuro che nella realtà non andrà così (anzi, nutro molti dubbi che ne esca vincitore). Per quanto riguarda Renzi e Bersani, credo 100 mila sono molti ma c'è da dire che Renzi piace molto anche a destra (i quali presumibilmente non voteranno per le primarie del centro sinistra) quindi tolti quelli il dato potrebbe davvero rispecchiare la realtà.

Per Facebook comunque, Vendola sarà il candidato premier. Staremo a vedere come andrà a finire.


venerdì 20 luglio 2012

I referendum anti-casta per tagliare gli stipendi dei politici sono inutili. Eccovi il motivo

Su internet (Facebook) gira l'appello che invita i cittadini ad andare in comune a firmare i referendum anti-casta (quella dei politici). Io non ci sono andato e vi spiego il perchè.

Pensavo, speravo di non dover scrivere il motivo ma invece mi tocca farlo a quanto pare. Quando dicevo in via ufficiosa (leggi: a parole con i miei amici/parenti e gente in palestra) che non sarei andato a firmare i referendum anti-casta mi guardavano come fossi un alieno.

Ora che però pure Grillo si è accorto che i referendum sono una bufala, tutti a fare i saputelli invitando gli altri a non firmare (perchè loro lo hanno già fatto).

I motivi li trovate scritti qui in particolare:

  • Non è possibile svolgere un referendum in contemporanea con le elezioni politiche, e se vengono convocate le elezioni politiche le procedure referendarie vengono sospese e rinviate di un anno (art. 34); 
  • E' vietato depositare le firme di un referendum nell’anno (solare) precedente a quello delle elezioni politiche (art. 31); 
  • Le firme si potranno eventualmente depositare dal 1 gennaio (art. 32); 4) le firme devono essere depositate entro tre mesi dall’inizio della raccolta (art. 28). 

Tutto chiaro ora? Spero di non vedere più girare su Facebook annunci del tipo "Nessuno ti dice che c'è il Referendum per la riduzione stipendi politici".

PS: complimenti a quei sapientoni che lo hanno ideato. Alla stupidità non vi è limite.

sabato 4 febbraio 2012

La bufala del "Niente galera agli stupratori in branco/gruppo"




Girano su Facebook (e dove sennò?) numerosi link e foto (come questa a fianco) in cui ci si indigna per una sentenza in cui, secondo loro, viene tolta la carcerazione per gli stupratori in gruppo. Se così fosse, sarebbe una cosa vergognosa. In realtà le cose sono molto diverse.

La sentenza in questione è la n. 4377/2012 della terza sezione penale della Corte di Cassazione (che trovate qui) e stabilisce che viene annullata la carcerazione preventiva per gli indagati di aver commesso uno stupro di gruppo. E' una cosa completamente diversa! Se poi il sospettato risulta essere colpevole, ovviamente va in carcere!


Si può poi discutere se sia giusto o meno lasciare libero un indagato del genere: la mia idea è che, visti gli innumerevoli casi di stupri risultati non veri, non sia così fuori dal mondo questa decisione. Ricordo poi che la carcerazione preventiva (in Italia) è consentita in tre casi: pericolo di fuga e conseguente sottrazione al processo ed alla eventuale pena, pericolo di reiterazione del reato e pericolo di turbamento delle indagini. Nel caso del presunto stupro, queste tre cose sono molto poco probabili (l'unica forse è la seconda, che può essere evitata con gli arresti domiciliari).

Bisognerebbe interrogarsi semmai sulla severità delle pene per i condannati (dal mio punto di vista, troppo leggere).

Per fortuna su FB si trova anche gente che il cervello lo usa un attimino e cerca di combattere questi link fatti in ignoranza/malafede.


martedì 19 luglio 2011

Perchè nomi e cognomi della casta sono importanti



In molti mi hanno chiesto il perchè di questa mia "battaglia" contro SpiderTruman (o come pare Gianfranco Mascia) per avere i nomi e i cognomi di tutti i deputati e parenti appartenenti alla casta che sul blog "I segreti della casta di Montecitorio" e sull'omonima fan page di Facebook sono stati accusati.

Scrivere che "A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale" (rimanendo impuniti grazie al potere della casta), senza fare nomi e cognomi, oltre a non avere prove concrete, è inutile. Farà arrabbiare molti di noi cittadini, ma cosa cambia in sostanza? Nulla. Fra 1 mese nessuno si ricorderà di tutto questo e finita lì, come è sempre stato.
Vi dirò di più: è dannosa la cosa, perchè non si parla d'altro negli ultimi giorni, mentre la situazione del nostro paese sta passando in secondo piano.


Avere nomi e cognomi serve per poter denunciare queste persone, sia loro, sia quelli che hanno taciuto per tutti questi anni.
Se si può solo protestare contro i privilegi scandalosi ufficiali, quelli non dovuti si possono e si devono denunciare, ma solo se si hanno nomi e prove. Così le cose potrebbero DAVVERO cambiare.

[Ho creato su Facebook una fanpage, "SpiderTruman ora fai nomi e cognomi": siamo in 568 ora, ma saremo molti di più.]


domenica 17 luglio 2011

spiderTruman e "I segreti della casta di Montecitorio": un bluff?


Impazza in rete, sui giornali, sui media il tormentone di spiderTruman, ex precario di Montecitorio che ora si vendica della casta (in seguito anche dei mancati tagli) rivelando i segreti della casta stessa.

C'è una fan page su Facebook (da dove è partito tutto) e ora anche un blog, "http://isegretidellacasta.blogspot.com/".

Seppur ammiro il lavoro che fino ad ora ha fatto, di nuovo c'è ben poco.

Cercando su Google, si possono trovare molte delle informazioni che spiderTruman ha pubblicato, da Sergio Scarpellini e l'affitto dei palazzi, ai barbieri di Montecitorio, passando per le tariffe agevolate della TIM, i voli per i parlamentari.

Qualche cosa di nuovo c'è, e all'appello manca ancora molto di quello già noto (vedi qui, qui e qui ad esempio).


Vedremo gli sviluppi. Definirlo un bluff non sarebbe una cattiveria, perchè per ora non vi sono state rivelazioni eclatanti e senza prove certe. Spero che spiderTruman vada avanti, fornisca nomi e cognomi, prove inconfutabili e notizie nuove (come direbbe qualcuno, Tell Me Something I Don't Know).
Può essere davvero l'inizio di un cambiamento, però la prudenza non è mai troppa. Vi ricordate John and Ethan Titor? Apparentemente inattaccabili, poi però sappiamo come sta andando la storia. Io preferisco aspettare.



sabato 20 novembre 2010

Facebook è così deleterio al lavoro?




In molti posti di lavoro (e anche in molte università come ho già documentato prendendo come esempio la mia) è stato bloccato l'accesso a Facebook (ed a molti altri social networks e siti simili) a causa del troppo utilizzo fatto dai dipendenti (e studenti) durante le ore di lavoro, il che porterebbe ad un minor rendimento (o produttività, mi piace di più) dei dipendenti stessi. Le conseguenze sono ovviamente dei costi inutili per le imprese (perchè dovrei pagare una persona se questa lavora meno e chatta di più?) e un danno in termini di produzione di beni o servizi che ricade sull'impresa e sui clienti della stessa. Insomma, costi inutili e minor ricavi.

Queste sono in soldoni le ragioni dei capi, ma le cose stanno veramente così?

Secondo uno studio australiano no, anzi, Facebook migliorerebbe le prestazioni sul lavoro (a patto di non esagerare). Anche Panorama aveva scritto un articolo su questo argomento.
Per rispondere, in queste ultime settimane ho provato io stesso a verificarlo su un lavoro che sto facendo per l'altro blog: dovevo ricopiare sul sito (rielaborando) gli appunti di diritto dei contratti d'impresa (che andrà online però nei prossimi mesi), commerciale(quindi di una materia in cui bisogna scrivere molto, senza ragionare molto) e di ragioneria (materia in cui bisogna scrivere meno, ma ragionare molto di più, con anche degli esempi speigandoli), una volta con aperto Facebook e un'altra con invece Facebook chiuso (in alcuni casi avevo Youtube aperto e non è cambiato molto dalle volte in cui era chiuso) e poi contavo le pagine dopo un'ora esatta di lavoro.


I risultati sono stati molto interessanti:

  • Per i primi due diritti, con Facebook aperto ho ricopiato in media 3-4 pagine (a volte arrivavo alle 5-6, quando non chattavo o chattavo solo per qualche minuto) , mentre con Facebook chiuso arrivavo alle 5-6 pagine in 30 minuti scarsi, per un totale di 10-12 (con punte di 15) in un'ora
  • Per ragioneria le pagine erano molto meno e più corte, quindi come quantità non ho notato molta differenza (ci mettevo 5-8 minuti meno senza Facebook)

La diffenza non è solo la quantità, ma anche la qualità: se per i due diritti gli errori (grammaticali) erano meno preoccupanti, per la parte di ragioneria quando l'ammortamento di un macchiario o il calcolo delle rimanenze viene sbagliato, la situazione è più grave. A tutto questo unisco anche il fatto del capire e memorizzare meno rispetto a condizioni normali.

Facebook, oltre a far perdere tempo e ritmo, deconcentra andando a peggiorare anche la qualità del lavoro.

A questo aggiungo poi che, mentre io ero in stanza da solo, in un posto di lavoro si ha la distrazione degli altri colleghi (come è normale che sia), che quindi va ad unirsi a quella di Facebook rendendo le cose peggiori.

Curioso il fatto che, nella mia università, mentre con Facebook accessibile le due aule di informatica erano sempre piene, ora sono deserte oppure sono frequentate da ragazzi che utilizzano la rete per cercare informazioni utili e/o studiare, cosa che prima non potevano fare.

Concludendo, per ciò che ho provato io, i capi hanno tutte le ragioni per vietare certi siti (dai diciamolo...vietare Facebook) durante l'orario di lavoro, se però siete come drogati e ci state per ore (come credo in molti di voi fate, a quanto vedo). Potreste utilizzare, a vostro rischio e pericolo, il cellulare oppure un portatilino solamente nelle pause, concluso il lavoro che stavate svolgendo (mentre attendete il vostro prossimo incarico).

Aggiornamento: mi sono arrivate su Facebook alcune testimonianze (di dipendenti) che confermano la mia tesi alla rovescia: togliere Facebook ha incrementato il lavoro


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