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giovedì 7 marzo 2013

Ecco come Grillo e Casaleggio manipoleranno i voti dei grillini nei referendum

Legalmente s'intende

Negli ultimi giorni su internet si è alzato un vento che non so se definire polemico oppure no, spinto da Don Gallo, il quale si è appellato a Grillo al fine di organizzare un referendum sul web per decidere su un eventuale tavolo con il Partito Democratico. Riporto le parole precise di Don Gallo
"Caro Beppe, prova a domandare sul web ai tuoi milioni di elettori se la maggioranza è d'accordo ad andare a sedersi ad un tavolo con il centrosinistra"
Ovviamente sono d'accordo con lui, come concordo sulla necessità di fare un governo di scopo con il PD per attuare le 3-4 leggi di primaria importanza per il paese per poi, nel caso, tornare al voto (ne ho parlato qui).
Come dice anche il non-statuto all'art  4, sono gli utenti della rete a decidere, i cittadini e lo strumendo decisionale è il referendum. Se uno vale uno, si deve far così, non ci sono "se" o "ma" che tengano.

C'è però un problema di cui ho già parlato: Beppe Grillo de facto non è un portavoce del movimento, ma un leader che parla, esprime le SUE idee senza che nessuno sia stato consultato o abbia votato ciò che dice.
Con il suo carisma Grillo diventa ciò che si definisce un "influencer", ovvero la persona che grazie alla rete, ai comizi, alle dichiarazioni su tv e giornali  e alle sue attività riesce a coinvolgere un alto numero di persone influenzando la loro opinione. 
Casaleggio stesso conosce molto bene questa pratica, è ed facile che sia lui a consigliare a Grillo come muoversi, cosa dire e quando dirlo, in modo tale da influenzare le idee dei grillini.


Il comico, sfruttando il carisma, la dialettica aggressiva, la rabbia e la crisi riesce ad esprimere la propria idea in modo tale che, volenti o nolenti, rimanga in testa a tutti quelli che lo ascoltano. Se sta parlando dei principi fondamentali su cui si basa il movimento, nulla da dire; quando però affronta argomenti nuovi, inaspettati come ad esempio la possibilità di un governo con il PD, esprime la sua idea con un mix di violenza e comicità (il "morto" a Bersani) in modo tale da plasmare e manipolare come argilla l'idea che il grillino tipo si stava costruendo.

Capite che, agendo in questo modo, Beppe Grillo volontariamente o no (spero di no) manipolerà i voti di qualsiasi referendum rendendoli inutili? In questo momento lui è un influencer e non lo deve essere. Lui è il portavoce, ovvero la persona che comunica ai giornali, alle televisioni e alla rete le decisioni prese democraticamente dal popolo di internet IN PRECEDENZA! E così deve essere perchè, in caso contrario, la democrazia sarà manipolata e guidata verso tutto ciò che lui e Casaleggio vorranno ottenere.

...E nessuno potrà opporsi...

AGGIORNAMENTO DEL 10/03/13 ORE 23:10

Neanche a dirlo, 2 e 3 giorni dopo questo post sono arrivati i "ricatti" di Casaleggio e Grillo in cui minacciano di lasciare il Movimento 5 Stelle nel caso in cui i grillini votassero l'alleanze con il PD. Sono un profeta?

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martedì 5 marzo 2013

Cari Parlamentari 5 stelle, non siate argilla nelle mani di Grillo&Casaleggio


Una riflessione su influencers e "uno vale uno".

Il motto più famoso del Movimento 5 Stelle che lo ha accompagnato dalla nascita al successo elettorale di una settimana fa è l' "uno vale uno", ovvero tutti sono uguali, hanno lo stesso peso all'interno del movimento, non esiste un leader e le decisioni sono prese democraticamente. Belle parole che però non sempre vengono rispettate proprio da tutti (vedi qui e qui)

Nella realtà è difficile, se non impossibile, che non emerga naturalmente un leader: ci sono delle persone (poche) che hanno la capacità di farsi ascoltare, di imporsi sugli altri a livello fisico/intellettuale/comunicativo e altre (la maggior parte) che hanno bisogno di una guida e la ricercano quasi automaticamente.

Certamente qui non sto parlando di imporsi grazie alla violenza, ma grazie al proprio carisma, alla capacità dialettica. Un leader non è per forza cattivo, anzi! Usando il linguaggio di internet, il leader inteso qui viene chiamato "influencer". La definizione più bella, veritiera e precisa direi che sia questa:

l'influencer è quella persona che grazie alla rete e alle sue attività su quest'ultima riesce a coinvolgere un alto numero di persone, e quindi potenzialmente influenzare la loro opinione (fonte).

Manco a dirlo, andando sul sito della Casaleggio Associati, lo stesso Gianroberto Casaleggio scrive:

il 90% dei contenuti è creato dal 10% degli utenti, queste persone sono gli influencer, quando si accede alla rete per avere un'informazione, si accede ad un'informazione che di solito è integrata dall'influencer o è creata direttamente dall'influencer. [...]
il 60% degli acquisti on line viene orientato dagli influencer, quindi se per esempio il prodotto di elettronica viene osteggiato dall'influencer non viene venduto on line.
senza l'influencer non si può vendere, c'è una statistica molto interessante per le cosiddette mamme on line, il 96% di tutte le mamme on line che effettuano un acquisto negli Stati Uniti, è influenzato delle opinioni di altre mamme on line che sono le mamme on line influencer.
Qui si parla di marketing aziendale, ma la stessa cosa accade per le opinioni su un qualcunque genere di topic, sia esso politico, economico, sportivo, musicale. Pensate anche solo agli amici che si ritrovano al bar al venerdì sera che discutono di uno degli argomenti citati. Sono sicuro che, dopo aver letto le righe sopra, vi stiate immaginando il vostro "piccolo" influencer che esponendo naturalmente la sua idea cambia o influenza la vostra (anzi, siccome siete qui a leggere Rebel Ekonomist, sono sicuro che siate voi l'influencer del gruppo).

Ma perchè raccontarvi tutto ciò? Che c'entra con i Parlamentari 5 Stelle in procinto di iniziare la loro avventura alla Camera e al Senato? Ora ci arrivo.

Il M5S e lo stesso Grillo hanno spiegato come il comico non sia il leader ma solamente un portavoce, "quello che sta dietro". A fianco (o dietro?) c'è proprio quel Casaleggio che ha ben in mente il discorso che ho fatto, tanto da essere considerato la vera mente di tutto il movimento, il "guru". Sia chiaro, non c'è nulla di male in tutto ciò, però essendo un esperto di marketing e comunicazione (e in politica non è il solo, vedasi Berlusconi), sa benissimo che un personaggio del calibro di Grillo sia un influencer "gigante", potentissimo, in grado di influenzare le opinioni dei grillini e non.

L'uno vale uno potrebbe davvero valere sulla carta, ma non lo è nella realtà e il motivo è semplice e sotto gli occhi di tutti: Beppe Grillo se ne esce quotidianamente con delle dichiarazioni su una certa tematica e i grillini non fanno altro che ripetere ciò che lui dice. L'errore di fondo è che Grillo non fa il portavoce, ovvero riporta ciò che democraticamente il movimento ha deciso con un voto online, ma è l'influencer! Lui espone la sua idea e i grillini DOPO voteranno quella!

Capito il meccanismo? (Per approfondire)

Da qui il mio appello per i Parlamentari (ma a tutti i grillini) che si siederanno alla Camera e al Senato (sempre che lo trovino....lo so è una battuta cattiva però....): non siate argilla nelle mani di Grillo e Casaleggio! Non fatevi plasmare, modellare. Pensate con la vostra testa e se vedete che una proposta è irrealizzabile (ad esempio questa) parlatene con la base, fate sentire la vostra voce. In più, dovere convincere Grillo, se vuole davvero fare il portavoce (come consiglio lui di fare, visto che è un grandioso portavoce), a dire ciò che voi come esponenti eletti democraticamente dagli elettori avete deciso confrontandovi con il popolo a 5 stelle.

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venerdì 16 novembre 2012

Solidarietà a Zeb89 (e a tutti gli youtuber/blogger vittime di denuncia)

Video di solidarietà al famoso youtuber Zeb89, vittima di censura e denuncia a causa di un suo video in cui esprimeva la propria opinione documentata da fatti.





 

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sabato 15 settembre 2012

Basta alla censura del web legalizzata: sciopero degli utenti OkNotizie contro le nuove regole

Comunico l'adesione allo sciopero fino a lunedì degli utenti OkNotizie per le nuove regole che minano la libertà dei bloggers sul maggior aggregatorie di notizie in Italia. Basta alla censura legalizzata.

ATTENZIONE. LEGGERE E CONDIVIDERE 

Sull'aggregatore di notizie "OkNotizie", il più importante in Italia, è in corso una vera e propria rivolta degli utenti che si sentono minacciati dalle nuove regole, fra cui una in particolare apparsa sotto forma di avviso: "Al momento limitatevi quindi a postare contenuti che siano unicamente Notizie, ovvero che riportino fatti o accadimenti da poco avvenuti o che stanno per avvenire nel brev e termine." "Fatti o accadimenti", quindi le opinioni di un blogger come me teoricamente sono escluse. Starà quindi agli amministratori decidere quali notizie sono accettabili e quali no. I voti degli utenti conteranno quindi poco o nulla. Dopo l'esperienza con TzeTze (bannato e censurato per aver scritto due articoli in cui facevo una piccola critica a Grillo) questo nuovo modo di amministrare OkNotizie mi fa temere che molti bloggers vengano esclusi. Ciò comporta un danno sia dal punto di vista di traffico verso il Blog sia, di conseguenza, dal punto di vista prettamente economico.
Questa è, a mio avviso, una forma di censura verso le opinioni di utenti e bloggers legalizzata.

Dato tutto ciò, confermo la mia adesione allo sciopero degli utenti di OkNotizie, non visitando, votando, condividendo alcuna notizie sull'aggregatore di notizie dalla giornata di venerdì 14 a lunedì 17.

Basta alla censura del web legalizzata


lunedì 6 agosto 2012

Telecom Italia: "Scordatevi la fibra ottica"

Scioccanti dichiarazioni del presidente di Telecom Italia Bernabè



"Non accelereremo la diffusione della rete in fibra, anche perché l'indicazione della unione europea è solo programmatica, vedremo prima quali sono le decisioni finali e comunque la diffusione della rete è spinta da clienti e redditività: non faremo nulla che possa compromettere obiettivi globali nel breve termine perché vogliamo comunque il deleavereage per Telecom". 

Leggasi: continueremo ad utilizzare le infrastrutture da terzo mondo in rame già esistenti quindi scordatevi velocità e modernità. Siccome poi le dichiarazioni (per lui) non erano ancora incommentabili, conclude con un:
"Al controllo della rete non rinunceremo mai."

Monti, se ci sei, batti un colpo...Queste sono le cose urgenti da cambiare in questo paese che, sotto ahimè molti aspetti, è davvero il "paese delle banane".


mercoledì 1 agosto 2012

TzeTze e la censura di Grillo/Casaleggio

La rete è bella solo quando ti appoggia, vero Grillo?

Questo è un articolo un po' diverso dagli altri. Non riguarda (almeno direttamente) questioni economiche o politiche, ma il sottoscritto e questo blog. Mi sembra corretto riportare ciò che è successo visto la popolarità del personaggio e la sua partecipazione alla vita politica del paese attraverso il Movimento 5 Stelle.

Circa un anno fa fece la sua apparizione un nuovo aggregatore di notizie creato dalla Casaleggio Associati di nome TzeTze. Come si legge dal sito:

"TzeTze pubblica in tempo reale le notizie scelte dagli utenti.
È un palinsesto dinamico originato dagli utenti, aggiornato ogni mezz’ora, che seleziona da siti rigorosamente solo on line, che non hanno quindi una derivazione cartacea o televisiva, le informazioni in base alla loro popolarità e attualità.
L’inserimento del simbolo della mosca (bottone tzetze) a margine della notizia pubblicata nel proprio sito o blog consente di farla votare ed essere visibile nel portale tzetze.
L’obiettivo di TzeTze è di promuovere l’informazione indipendente in Rete svincolandosi dai mainstream media e di pubblicare le notizie in funzione dell’importanza attribuita loro dagli utenti."

Sinceramente l'ho scoperto per caso in quanto fonte di traffico (probabilmente un utente inserì la mia notizia che andò in prima pagina) e da lì l'ho utilizzata sempre inserendo le notizie (le quali, da quanto ho capito, venivano filtrate dagli amministratori e posizionate in base alle condivisioni su Facebook). Devo dire che il 99.9% di esse finirono in prima pagina portando una gran quantità di visite, commenti, condivisioni e sì, incrementando un poco i guadagni.

Tutto questo fino a Aprile circa, poi più nulla. TzeTze tolse l'opzione dell'inserimento manuale delle notizie (ancora oggi è impossibile). Si può solamente segnalare una fonte. Ho segnalato più volte questo blog ma niente, non ci sono più. Nessuna mia notizia è stata più pubblicata, nemmeno quelle più condivise su facebook o votate con il simbolino della mosca.

Andando a vedere scopro che tutto questo ha inizio circa un mese dopo la pubblicazione di un articolo in cui civilmente ho criticato il comico. A quello poi ne seguirono (pochissimi) altri nel mese di giugno.

Certo, Grillo non gestisce TzeTze, lo fa la Casaleggio Associati: mi pare superfluo fare 1+1.

Scopro poi di non essere l'unico ad aver ricevuto il "ban". Pensate un po', "I Segreti della Casta di Montecitorio", il blog del famoso SpiderTruman, è stato bannato! Anche lui dopo un articolo "contro" Beppe Grillo! Alla faccia della democrazia, della libertà di stampa, informazione e critica!

Se poi andate su google e cercate "Beppe Grillo censura", troverete molti altri utenti bannati/censurati dal suo blog per gli stessi motivi! Per non parlare del filmato rimosso da Youtube.

Mi spiace, ma le persone, soprattuto se sono politici, si giudicano anche per le piccole cose. Per questo motivo io il mio voto a Grillo non lo darò mai e poi mai. E non venitemi a dire che il 5 Stelle non è lui: ad oggi è così. Se poi si distaccherà (cosa che consiglio loro di fare) allora ne possiamo parlare.

Per concludere, riprendendo le parole di SpiderTruman, se avete voglia e tempo, andate qui e segnalate questo blog ai gestori del sito tzetze di Beppe Grillo http://www.tzetze.it/new_source.php, basta che inseriate il nome del sito "The Rebel Ekonomist" e l'url "http://therebelekonomist.blogspot.com". Ci perdete al massimo 10 secondi.

PS: Nel caso il blog verrà reinserito, lo scriverò pubblicamente.
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lunedì 9 luglio 2012

La Comunicazione è donna

Il capitolo 10 del manuale di McQuail si occupa dell'organizzazione mediale attraverso diversi livelli di analisi, concentrandosi soprattutto sui rapporti tra i soggetti coinvolti. Un paragrafo finale introduce un tema che mi ha interessato molto, quello del ruolo femminile all'interno dell'informazione. Utilizzando i dati di uno studio del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) del 2007 e i dati Istat 2010 (statistiche di genere), ho provato a fare il punto sul rapporto che lega le donne ai settori della comunicazione. 

Circa il 70% dei responsabili degli uffici stampa delle aziende è rappresentato da donne, e una presenza femminile quasi analoga si registra tra i direttori (o meglio le direttrici) dell'area della comunicazione.
E' quanto emerge dalla previsione per il 2012 (ma datata 2007) di Censis Servizi, previsione che sembra per il momento essere stata rispettata. Nel nostro Paese infatti le aree Comunicazione e Ufficio Stampa si caratterizzano per una netta predominanza di donne, le quali stanno lentamente accrescendo anche la percentuale di dipendenti-donne totale, stimata intorno al 50% [Istat 2010]. Pari opportunità dunque? Non proprio. Dagli anni '60 ad oggi, la percentuale di donne professioniste nel mondo delle Pubbliche Relazioni (iscritte alla Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) è passata dal 15 al 57%.

Il problema è che se le donne risultano essere molto numerose alla base, non lo sono altrettanto ai vertici aziendali, se escludiamo, ovviamente, quelle aree strategiche che riguardano la comunicazione. Nei settori finanziari e nelle risorse umane infatti, a prevalere sono ancora gli uomini, così come nella direzione generale; qualche passo in avanti è stato fatto nel campo del marketing, nel quale quasi il 50% degli addetti è rappresentato da donne, ma la strada per arrivare alla parità con gli uomini è ancora lunga.
Se si pensa che in Italia solo il 4% di top manager è di sesso femminile (contro il 41% della Norvegia), secondo un reportage realizzato dal Wall Street Journal a fine 2010, è facile capire come non si possa parlare di pari opportunità.

Previsioni sulla % di dipendenti donna in ambito comunicazione -anno 2012- (val%)

La più alta presenza femminile è riscontrabile già all'interno dei percorsi formativi dedicati all'area della comunicazione.
 Le ragazze iscritte al corso di laurea “Scienze della Comunicazione” sono circa il 60% del totale e rappresentano il 70% dei laureati in materia. Dati proporzionalmente analoghi si riscontrano tra il numero di iscritti ai master post-laurea. Non bisogna inoltre dimenticare che lavorano nella Comunicazione anche ragazzi e soprattutto ragazze che hanno magari seguito percorsi formativi affini, ma non direttamente inerenti all'ambito comunicativo.

Ma quali sono quindi le caratteristiche che fanno si che le donne si impongano sul sesso forte nei settori della comunicazione? Nel corso della sua indagine, il Censis ha intervistato un campione di donne in carriera e ha chiesto loro di indicare i punti di forza e di debolezza che contraddistinguono le donne sul lavoro.

Ecco cosa è emerso:

PUNTI DI FORZA
  • tenacia e determinazione 
  • chiarezza di vedute 
  • formazione continua 
  • intuito 
  • eticità e onestà intellettuale

 PUNTI DI DEBOLEZZA
  • eccessiva emotività 
  • scarsa preparazione 
  • “dipendenza” dagli uomini 
  • eccessivo carrierismo 
  • ansia di perfezionismo 

Dello stesso parere delle intervistate sembra essere Gherarda Guastalla Lucchini (presidente G&G Relazioni Pubbliche e Socio fondatore FERPI) che ha dichiarato: “[…] Credo che sia la naturale conseguenza della maggiore sensibilità sociale delle donne, della loro superiore capacità di ascoltare, della loro più alta attenzione all'etica. Oltretutto le donne hanno più coraggio a dire no a politiche o decisioni che non condividono.”
Aver avuto a disposizione dati più aggiornati, sarebbe stato certamente un vantaggio per comprendere meglio il ruolo svolto dalle donne in precisi settori lavorativi. Nell'arco di 4-5 anni le cose sono sicuramente cambiate, ma il quadro presentato dà comunque l'idea della direzione in cui si sta muovendo l'area della comunicazione. Il futuro, dunque, sembra essere rosa. “Gli uomini hanno aperto la strada, ma le donne l'hanno occupata.”

Autrice: Vanessa Sacchi

Sitografia
www.ferpi.it
www.istat.it
www.censis.it
www.censisservizi.com (rapporto 2007)

mercoledì 20 giugno 2012

Le incredibili richieste a Google dell'ex Governo Berlusconi

L'ex governo Berlusconi ha chiesto a Google di cancellare un video satirico su Youtube sull'allora Premier

January to June 2011

Italy

We received a request from the Central Police in Italy to remove a YouTube video that satirized Prime Minister Silvio Berlusconi’s lifestyle. We did not comply with this request.

Per chi non conosce l'inglese

Abbiamo ricevuto un richiesta dalla Polizia Centrale in Italia di rimuovere un video di Youtube che satireggiava sullo stile di vita del Primo Ministro Silvio Berlusconi. Noi non abbiamo soddisfatto questa richiesta.
Sempre per quella questione del rispetto all'estero...


giovedì 3 maggio 2012

sabato 17 dicembre 2011

Risposta del Rettore riguardo al concorso alla Amedeo Avogadro e vittoria del web


In merito al concorso per un posto di ricercatore di Economia politica bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria, il Rettore, professor Paolo Garbarino, dopo aver effettuato una verifica degli atti, ha riscontrato irregolarità. Gli atti, pertanto, non sono stati approvati e sono stati rinviati alla Commissione giudicatrice. La Commissione è stata invitata formalmente a riconvocarsi per rinnovare la procedura concorsuale a partire dalla definizione dei criteri, in coerenza con la normativa vigente.

lunedì 3 ottobre 2011

Complimenti a Vasco Rossi


"Vasco Rossi ha fatto chiudere nonciclopedia ... Non è solo il governo a volere la censura, anche i Rossi a quanto pare." (complimenti al mio amico, vicino di casa e comico Sergio Silvestri per la battuta)



All'inizio pensavo ad uno scherzo ma a quanto pare non è così (anche se trattandosi di Nonciclopedia la cautela è dovuta, però sembra chiaro che la vicenda sia vera). Fiasco Rossi (ndr chiamato così dal buon Pino Scotto) attraverso i suoi legali ha censurato Nonciclopedia, la Wikipedia satirica che prende in giro tutto ciò di più o meno famoso al mondo.

I dettagli li trovate qui.

Premesso che non mi è mai piaciuto Vasco (escludendo quello dei primi tempi), devo fare i complimenti a questa "rock" star italiana.

Complimenti quindi a Vasco: ognuno prima o poi si mostra per ciò che realmente è. Se poi ci mettiamo il successo (immeritato in questi ultimi 10-15 anni di canzoni obrobriose) e le droghe (più o meno pesanti).

...Certo che la maggior parte degli italiani si sceglie proprio bene gli idoli....



Vedi anche: Effetto Streisand

lunedì 18 luglio 2011

Ancora sull'ex precario di Montecitorio: pass ZTL e revoca multe per i deputati


Torno a parlare di spiderTruman dopo l'articolo di ieri. L'ultimo articolo recita:

Ma cos'è questo cartoncino magico?
Quello che in apparenza sembra uno dei tanti semplici contrassegni per accedere nelle aree a traffico limitato del centro di Roma, è invece una bacchetta magica
in grado di rivestire non solo il conducente ma anche l'auto di una qualità molto ricercata negli ambienti di Montecitorio: l'impunità.
Tutor e autovelox, vigili e poliziotti, divieti e sanzioni, nulla possono fare contro questo potente sortilegio.
Qui non parliamo delle auto blu, per quelle già era scontato: i tagliandi vanno posti invece su una qualsiasi altra auto a discrezione di ogni deputato.
Che sia il suv del suo bamboccione o l'auto dell'amante, poco importa.
A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale.

Come richiesta, una notizia nuova, con tanto di foto allegata (vedi sopra). Nonostante alcuni non siano del tutto convinti dell'autenticità della foto, io scelgo di crederci.

Premesso che il pass ZTL a Roma per i deputati non è uno scandalo (i partiti politici possono richiederlo, vedi qui e qui per il modulo), quello che fa scalpore è il seguito (le multe levate etc etc).

Ci sarà sempre un servo dei servi, come il sottoscritto, a cui consegnare multe e verbali.
Costui sa già quel che bisogna fare: raccomandata A/r a Sua Eccellenza Illustrissimo Gentilissimo Prefetto....si comunica che in data x all'ora x...bla bla bla.... il sottoscritto travolgeva un'anziana sulle strisce (questa è una battuta, per carità)....improrogabili impegni istituzionali (la discoteca del bamboccione, l'appuntamento con l'amante, lo shopping della figlia)...esercizio delle sue funzioni.....cordiali saluti....on.dott.ing.Cettolaqualunque.
In allegato al ricorso, lo schiavo non deve far altro che allegare la fotocopia del permesso ZTL Camera dei Deputati, che reca il numero di targa del veicolo incriminato, e il gioco è fatto!


Io potrei credere a tutto (anzi ci credo, perchè non mi stupisco di questa cosa) però:

1) Perchè proprio il pass ZTL? Non andrebbe bene la patente/carta d'identità o anche solo una telefonata/visita?
2) Pechè quelle cancellature nella foto?
3) Mi spiace ma io voglio NOMI E COGNOMI! Spider hai fatto 30, fai 31! I nomi!!!



domenica 17 luglio 2011

spiderTruman e "I segreti della casta di Montecitorio": un bluff?


Impazza in rete, sui giornali, sui media il tormentone di spiderTruman, ex precario di Montecitorio che ora si vendica della casta (in seguito anche dei mancati tagli) rivelando i segreti della casta stessa.

C'è una fan page su Facebook (da dove è partito tutto) e ora anche un blog, "http://isegretidellacasta.blogspot.com/".

Seppur ammiro il lavoro che fino ad ora ha fatto, di nuovo c'è ben poco.

Cercando su Google, si possono trovare molte delle informazioni che spiderTruman ha pubblicato, da Sergio Scarpellini e l'affitto dei palazzi, ai barbieri di Montecitorio, passando per le tariffe agevolate della TIM, i voli per i parlamentari.

Qualche cosa di nuovo c'è, e all'appello manca ancora molto di quello già noto (vedi qui, qui e qui ad esempio).


Vedremo gli sviluppi. Definirlo un bluff non sarebbe una cattiveria, perchè per ora non vi sono state rivelazioni eclatanti e senza prove certe. Spero che spiderTruman vada avanti, fornisca nomi e cognomi, prove inconfutabili e notizie nuove (come direbbe qualcuno, Tell Me Something I Don't Know).
Può essere davvero l'inizio di un cambiamento, però la prudenza non è mai troppa. Vi ricordate John and Ethan Titor? Apparentemente inattaccabili, poi però sappiamo come sta andando la storia. Io preferisco aspettare.



sabato 9 luglio 2011

Aggiornamenti, Fan Page, Google+, Google +1, Twitter



Scrivo questo post per informarvi che potrete trovarmi anche sul nuovo social network di Google, Google+ ovviamente, a questo indirizzo.
Ve lo consiglio perchè è davvero bello!

Avrete notato poi quell'icona +1 in fondo ad ogni post. Quello è il bottone per Google +1 che, se avete un account google e l'articolo vi è piaciuto, vi intimo di cliccare in quanto aiuta 1) a condividere il post su Google + e 2) a guadagnare posizioni nel motore di ricerca.

Vi invito poi a seguirmi via twitter: http://twitter.com/IceMat89.

Infine se avete Facebook, potrete iscrivervi alla fan page di The Rebel Ekonomist (si quello in foto sono io).




Il tutto lo potete anche trovare nella nuova barra posizionata sotto il nome del blog.




martedì 28 giugno 2011

Se questo non è un paese da quasi terzo mondo








[...]

Il ministero ha provato a far valere le sue ragioni scrivendo (su carta) al Consiglio di Stato: «La presentazione in formato cartaceo comporterebbe un notevole aggravio» con un costo aggiuntivo «quantificato in 8 milioni di euro». Un tesoretto che se ne andrebbe tra fotocopie, acquisto di copie aggiuntive (il candidato ne deve mandare una sola), spedizioni con raccomandata o corriere. E una somma che basterebbe per gli stipendi di 150 ricercatori, non un dettaglio visto che molti vincitori di concorso restano a bocca asciutta proprio perché non ci sono i soldi per pagarli. Ma il Consiglio di Stato ha risposto (sempre su carta) senza spostarsi di una virgola: «I risparmi di spesa non sembrano così rilevanti a fronte della complicazione che si introduce, pretendendo l'invio delle pubblicazioni esclusivamente per via informatica». La decisione finale spetta al Consiglio dei ministri, ma il no del Consiglio di Stato può essere superato solo all'unanimità. Chissà se anche tra i ministri c'è chi pensa che le mail hanno «tempi di confezionamento e lettura più lunghi»?



6 luglio, muore il Web italiano
Dalla settimana prossima l'Autorità delle comunicazioni avrà il diritto arbitrario di oscurare siti senza un processo. Una norma che non esiste in nessun Paese libero. Fortemente voluta da Berlusconi e da Mediaset

[...]
Nel testo definitivo dovrebbe insomma restare il principio di fondo, già presente nell'attuale bozza della delibera: Agcom avrà il potere di oscurare siti web accusati di facilitare la pirateria. Senza passare da un regolare processo, ma solo a fronte di una segnalazione da parte dei detentori di copyright.



SIAMO NON DICO DA TERZO MONDO AFRICANO, MA QUASI. SIAMO PEGGIO DELLA CINA. ALMENO LORO SONO UNA DITTATURA DICHIARATA, CON UN'ECONOMIA IN CRESCITA ESPONENZIALE.

NOI SIAMO UNA FALSA DEMOCRAZIA IN CRISI DA 20 ANNI....


venerdì 26 novembre 2010

Rodari, educazione linguistica, democrazia e internet: intervista a Mario Gamba, Simone Fornara e Dario Corno


Voglio proporvi l'intervista fatta agli autori del libro "I Pipistrelli di Guardalà" Mario Gamba (mio ex professore di storia al liceo) e Simone Fornara (con presenza telefonica del professor Dario Corno) alla RSI (sulla Rete Uno).

Credo sia molto educativa, soprattutto la parte in cui parla del linguaggio, sul significato delle parole e del futuro del cartaceo. Il tutto dura una mezz'oretta...al posto di guardavi qualche programma demenziale, sfruttate questo piccolo lasso di tempo per questa intervista che reputo molto educativa.

Link all'articolo e all'intervista

Cito dal link:

L’intervista è stata un bellissimo momento che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo parlato di Rodari, di educazione linguistica, di democrazia, di Internet e di tanto altro ancora, per oltre 30 minuti e senza un attimo di sosta.


sabato 20 novembre 2010

Facebook è così deleterio al lavoro?




In molti posti di lavoro (e anche in molte università come ho già documentato prendendo come esempio la mia) è stato bloccato l'accesso a Facebook (ed a molti altri social networks e siti simili) a causa del troppo utilizzo fatto dai dipendenti (e studenti) durante le ore di lavoro, il che porterebbe ad un minor rendimento (o produttività, mi piace di più) dei dipendenti stessi. Le conseguenze sono ovviamente dei costi inutili per le imprese (perchè dovrei pagare una persona se questa lavora meno e chatta di più?) e un danno in termini di produzione di beni o servizi che ricade sull'impresa e sui clienti della stessa. Insomma, costi inutili e minor ricavi.

Queste sono in soldoni le ragioni dei capi, ma le cose stanno veramente così?

Secondo uno studio australiano no, anzi, Facebook migliorerebbe le prestazioni sul lavoro (a patto di non esagerare). Anche Panorama aveva scritto un articolo su questo argomento.
Per rispondere, in queste ultime settimane ho provato io stesso a verificarlo su un lavoro che sto facendo per l'altro blog: dovevo ricopiare sul sito (rielaborando) gli appunti di diritto dei contratti d'impresa (che andrà online però nei prossimi mesi), commerciale(quindi di una materia in cui bisogna scrivere molto, senza ragionare molto) e di ragioneria (materia in cui bisogna scrivere meno, ma ragionare molto di più, con anche degli esempi speigandoli), una volta con aperto Facebook e un'altra con invece Facebook chiuso (in alcuni casi avevo Youtube aperto e non è cambiato molto dalle volte in cui era chiuso) e poi contavo le pagine dopo un'ora esatta di lavoro.


I risultati sono stati molto interessanti:

  • Per i primi due diritti, con Facebook aperto ho ricopiato in media 3-4 pagine (a volte arrivavo alle 5-6, quando non chattavo o chattavo solo per qualche minuto) , mentre con Facebook chiuso arrivavo alle 5-6 pagine in 30 minuti scarsi, per un totale di 10-12 (con punte di 15) in un'ora
  • Per ragioneria le pagine erano molto meno e più corte, quindi come quantità non ho notato molta differenza (ci mettevo 5-8 minuti meno senza Facebook)

La diffenza non è solo la quantità, ma anche la qualità: se per i due diritti gli errori (grammaticali) erano meno preoccupanti, per la parte di ragioneria quando l'ammortamento di un macchiario o il calcolo delle rimanenze viene sbagliato, la situazione è più grave. A tutto questo unisco anche il fatto del capire e memorizzare meno rispetto a condizioni normali.

Facebook, oltre a far perdere tempo e ritmo, deconcentra andando a peggiorare anche la qualità del lavoro.

A questo aggiungo poi che, mentre io ero in stanza da solo, in un posto di lavoro si ha la distrazione degli altri colleghi (come è normale che sia), che quindi va ad unirsi a quella di Facebook rendendo le cose peggiori.

Curioso il fatto che, nella mia università, mentre con Facebook accessibile le due aule di informatica erano sempre piene, ora sono deserte oppure sono frequentate da ragazzi che utilizzano la rete per cercare informazioni utili e/o studiare, cosa che prima non potevano fare.

Concludendo, per ciò che ho provato io, i capi hanno tutte le ragioni per vietare certi siti (dai diciamolo...vietare Facebook) durante l'orario di lavoro, se però siete come drogati e ci state per ore (come credo in molti di voi fate, a quanto vedo). Potreste utilizzare, a vostro rischio e pericolo, il cellulare oppure un portatilino solamente nelle pause, concluso il lavoro che stavate svolgendo (mentre attendete il vostro prossimo incarico).

Aggiornamento: mi sono arrivate su Facebook alcune testimonianze (di dipendenti) che confermano la mia tesi alla rovescia: togliere Facebook ha incrementato il lavoro


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sabato 13 febbraio 2010

Appello su Facebook: Aumenti stipendi ed agevolazioni parlamentari

Gira in questi giorni un appello su Facebook che molti di voi ricorderanno visto che ne ho parlato un anno e qualche mese fa qui su questo blog. Mi pare sia in giro dal 2000.
Il testo dell'appello recita:


MANDIAMOLI A LAVORARE :


Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

+

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

L'immagine è questa:





Ho visto che l'appello appartiene ad Achille Aiello: pregerei quindi di avvisare questo signore di eliminare il messaggio bufala, onde evitare che altri pecoroni condividano.
Siccome il nostro amico ha intitolato il post "HO RICEVUTO QUESTA NOTA ED HO PENSATO BENE DI CONDIVIDERLA", direi, se mai leggerà questo articolo, di mettere un altro post con lo stesso titolo, con il link a questo post e di pensare bene di condividerlo, almeno evita di fare brutte figure.
Gli stipendi dei parlamentari sono vergognosi, ma non si combatte un'ingiustizia mandando in giro appelli fasulli. Si finisce solamente per perdere credibilità.

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