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venerdì 25 aprile 2014

Hai rinunciato all'auto di servizio? Peggio per te, non passi

Altro che cambia verso…
Questa mattina prendo la moto per recarmi a Piazza Venezia per rappresentare la Camera dei Deputati alla celebrazione per il 25 Aprile con il Presidente della Repubblica. Arrivo a Piazza della Bocca della Verità e c'è un blocco dei vigili urbani. Mi accosto ed educatamente dico loro: buongiorno sono il vicepresidente della Camera e dovrei andare a Piazza Venezia per la cerimonia con il Presidente della Repubblica. Risposta del primo vigile: qui possono passare solo auto di servizio, lei con la moto privata no. Provo a replicare:si ma guardi io ho rinunciato all'auto di servizio giro solo ed esclusivamente con la mia moto. Insorge il secondo vigile: e ha fatto male, se vuole va a piedi qui passano solo le auto di servizio.
Così solo per raccontare come vanno le cose in questo meraviglioso Paese. Buona giornata a tutti!


(Roberto Giachetti, vice presidente della Camera)

Che Bel Paese....

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lunedì 9 luglio 2012

La Comunicazione è donna

Il capitolo 10 del manuale di McQuail si occupa dell'organizzazione mediale attraverso diversi livelli di analisi, concentrandosi soprattutto sui rapporti tra i soggetti coinvolti. Un paragrafo finale introduce un tema che mi ha interessato molto, quello del ruolo femminile all'interno dell'informazione. Utilizzando i dati di uno studio del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) del 2007 e i dati Istat 2010 (statistiche di genere), ho provato a fare il punto sul rapporto che lega le donne ai settori della comunicazione. 

Circa il 70% dei responsabili degli uffici stampa delle aziende è rappresentato da donne, e una presenza femminile quasi analoga si registra tra i direttori (o meglio le direttrici) dell'area della comunicazione.
E' quanto emerge dalla previsione per il 2012 (ma datata 2007) di Censis Servizi, previsione che sembra per il momento essere stata rispettata. Nel nostro Paese infatti le aree Comunicazione e Ufficio Stampa si caratterizzano per una netta predominanza di donne, le quali stanno lentamente accrescendo anche la percentuale di dipendenti-donne totale, stimata intorno al 50% [Istat 2010]. Pari opportunità dunque? Non proprio. Dagli anni '60 ad oggi, la percentuale di donne professioniste nel mondo delle Pubbliche Relazioni (iscritte alla Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) è passata dal 15 al 57%.

Il problema è che se le donne risultano essere molto numerose alla base, non lo sono altrettanto ai vertici aziendali, se escludiamo, ovviamente, quelle aree strategiche che riguardano la comunicazione. Nei settori finanziari e nelle risorse umane infatti, a prevalere sono ancora gli uomini, così come nella direzione generale; qualche passo in avanti è stato fatto nel campo del marketing, nel quale quasi il 50% degli addetti è rappresentato da donne, ma la strada per arrivare alla parità con gli uomini è ancora lunga.
Se si pensa che in Italia solo il 4% di top manager è di sesso femminile (contro il 41% della Norvegia), secondo un reportage realizzato dal Wall Street Journal a fine 2010, è facile capire come non si possa parlare di pari opportunità.

Previsioni sulla % di dipendenti donna in ambito comunicazione -anno 2012- (val%)

La più alta presenza femminile è riscontrabile già all'interno dei percorsi formativi dedicati all'area della comunicazione.
 Le ragazze iscritte al corso di laurea “Scienze della Comunicazione” sono circa il 60% del totale e rappresentano il 70% dei laureati in materia. Dati proporzionalmente analoghi si riscontrano tra il numero di iscritti ai master post-laurea. Non bisogna inoltre dimenticare che lavorano nella Comunicazione anche ragazzi e soprattutto ragazze che hanno magari seguito percorsi formativi affini, ma non direttamente inerenti all'ambito comunicativo.

Ma quali sono quindi le caratteristiche che fanno si che le donne si impongano sul sesso forte nei settori della comunicazione? Nel corso della sua indagine, il Censis ha intervistato un campione di donne in carriera e ha chiesto loro di indicare i punti di forza e di debolezza che contraddistinguono le donne sul lavoro.

Ecco cosa è emerso:

PUNTI DI FORZA
  • tenacia e determinazione 
  • chiarezza di vedute 
  • formazione continua 
  • intuito 
  • eticità e onestà intellettuale

 PUNTI DI DEBOLEZZA
  • eccessiva emotività 
  • scarsa preparazione 
  • “dipendenza” dagli uomini 
  • eccessivo carrierismo 
  • ansia di perfezionismo 

Dello stesso parere delle intervistate sembra essere Gherarda Guastalla Lucchini (presidente G&G Relazioni Pubbliche e Socio fondatore FERPI) che ha dichiarato: “[…] Credo che sia la naturale conseguenza della maggiore sensibilità sociale delle donne, della loro superiore capacità di ascoltare, della loro più alta attenzione all'etica. Oltretutto le donne hanno più coraggio a dire no a politiche o decisioni che non condividono.”
Aver avuto a disposizione dati più aggiornati, sarebbe stato certamente un vantaggio per comprendere meglio il ruolo svolto dalle donne in precisi settori lavorativi. Nell'arco di 4-5 anni le cose sono sicuramente cambiate, ma il quadro presentato dà comunque l'idea della direzione in cui si sta muovendo l'area della comunicazione. Il futuro, dunque, sembra essere rosa. “Gli uomini hanno aperto la strada, ma le donne l'hanno occupata.”

Autrice: Vanessa Sacchi

Sitografia
www.ferpi.it
www.istat.it
www.censis.it
www.censisservizi.com (rapporto 2007)

mercoledì 5 ottobre 2011

Benvenuti a Terra Nova





Ieri su Fox sono andate in onda le prime due puntate delle 13 in programma per la prima serie (Genesis parte 1 e 2) di Terranova (+ la terza, Instinct, però solo in inglese con sottotitoli in italiano. La puntata doppiata andrà in onda martedì 11 ottobre), un vero e proprio colossal in formato serie tv (la più costosa della storia) a puntate prodotto da Steven Spielberg che punta a superare il successo ottenuto da "Lost".

La somiglianza con quest'ultima si vede sia nell'ambientazione che nella trama.

Personalmente non commetterò l'errore di lasciarmi sfuggire (come nel caso di Lost) una serie tv che, credo, passerà alla storia della televisione e non solo.


La trama è avvincente, i personaggi ricchi di personalità (fra tutti il comandante Nathaniel Taylor, primo ad essere arrivato a Terra Nova) e due misteri da risolvere (i disegni geometrici alle cascate "proibite" e il mandante segreto dei Sixers e lo scopo di questi) sono sicuro che appassioneranno milioni di spettatori.

Ho deciso di seguire questa serie tv, oltre ai motivi sopra citati, perchè beh 1) il blog è mio e faccio quello che voglio e soprattutto 2) già i primi due episodi hanno dato diversi spunti di riflessione degni di nota e culturalmente interessanti.
D'altronde, ricominciare da zero al tempo dei dinosauri a causa dell'invivibilità del pianeta nel 2149 con però parte della tecnologia di quel tempo mista alle conoscenze delle persone, la necessità di razionalizzare l'energia, di coltivare i campi, di difendersi dagli attacchi dei dinosauri e dei Sixers (chiamati così perchè arrivati con il sesto pellegrinaggio) e seguire l'evoluzione della cosa (integrazione dei nuovi con i vecchi, il cambiare stile di vita etc etc) penso sia molto interessante ed educativo.

Oltre ai misteri (sempre affascinanti) e alla spettacolarità delle immagini e scene, vi è anche una componenti più seria e scientifica/sociale ed economica da seguire.

Giusto per fare un paio di esempi:
  • Nel mondo super inquinato del 2149 la famiglia deve essere di sole 4 persone, i due genitori e due figli (cosa che mette nei guai la famiglia Shannon in quanto ha fatto una terza figlia) per via del problema della sovrappopolazione;
  • ad un certo punto uno dei protagonisti, Jim Shannon, dice alla moglie che ha appena curato un ladro "Perchè la gente sente la necessità di rubare in un posto in cui si ha tutto?"



martedì 27 settembre 2011

Il Campione e la Miss







Sono andate in onda Lunedì 26 settembre e Martedì 27 settembre, ore 21 Rai Uno le due puntate de "Il Campione e la Miss" con Luca Argentero e Martina Stella. Si racconta la storia vera del pugile Tiberio Mitri (L. Argentero) e della Miss Italia 1948 Fulvia Franco (M. Stella), vera e propria favola d'amore in un'epoca di rinascita e di speranza per l'Italia post seconda guerra mondiale e fascismo, rappresentata molto bene.

Devo dire che ho molto apprezzato il lavoro svolto: poche, pochissime volte ho fatto i complimenti a film o serie tv prodotti in Italia ma questo li merita proprio.

Ero scettico all'inizio anche sui due attori che invece si sono dimostrati all'altezza della situazione, calandosi nella parti non facili dei due protagonisti.


In un periodo non molto roseo per le produzioni made in Italy (Rai in primis) questa fa da eccezione. Spero che si continui su questa strada.

Chiudo con le parole che condivio del regista, Angelo Longoni:
C’è nella parabola della vita di questo pugile bello, speranzoso, amato dalle donne e dal pubblico, e nell’unione amorosa con la sua splendida moglie, qualcosa di estremamente emblematico del percorso fatto dal nostro Paese dagli anni ’50 fino ai due decenni successivi”.


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