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sabato 15 settembre 2012

Basta alla censura del web legalizzata: sciopero degli utenti OkNotizie contro le nuove regole

Comunico l'adesione allo sciopero fino a lunedì degli utenti OkNotizie per le nuove regole che minano la libertà dei bloggers sul maggior aggregatorie di notizie in Italia. Basta alla censura legalizzata.

ATTENZIONE. LEGGERE E CONDIVIDERE 

Sull'aggregatore di notizie "OkNotizie", il più importante in Italia, è in corso una vera e propria rivolta degli utenti che si sentono minacciati dalle nuove regole, fra cui una in particolare apparsa sotto forma di avviso: "Al momento limitatevi quindi a postare contenuti che siano unicamente Notizie, ovvero che riportino fatti o accadimenti da poco avvenuti o che stanno per avvenire nel brev e termine." "Fatti o accadimenti", quindi le opinioni di un blogger come me teoricamente sono escluse. Starà quindi agli amministratori decidere quali notizie sono accettabili e quali no. I voti degli utenti conteranno quindi poco o nulla. Dopo l'esperienza con TzeTze (bannato e censurato per aver scritto due articoli in cui facevo una piccola critica a Grillo) questo nuovo modo di amministrare OkNotizie mi fa temere che molti bloggers vengano esclusi. Ciò comporta un danno sia dal punto di vista di traffico verso il Blog sia, di conseguenza, dal punto di vista prettamente economico.
Questa è, a mio avviso, una forma di censura verso le opinioni di utenti e bloggers legalizzata.

Dato tutto ciò, confermo la mia adesione allo sciopero degli utenti di OkNotizie, non visitando, votando, condividendo alcuna notizie sull'aggregatore di notizie dalla giornata di venerdì 14 a lunedì 17.

Basta alla censura del web legalizzata


sabato 25 agosto 2012

Morto Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna

Se ne è andato un grande che verrà ricordato per sempre

"That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind"
(Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità)



ADDIO NEIL


sabato 26 maggio 2012

Il glamour di Montecarlo

La Formula 1 senza il Gran Premio di Monaco, non sarebbe più la Formula 1.

Di Vanessa Sacchi

Il più glamour, il più “people”, il più “jet set” di tutti i GP della stagione, Montecarlo è senza dubbio un incredibile appuntamento mondano frequentatissimo dai VIP, ma è anche e soprattutto, la più entusiasmante tra le corse cittadine. Dal Casino alla Rascasse, dall'ex curva del Loews alle piscine, passando per il Mirabeau, in preparazione all'evento dell'anno, i monegaschi si mobilitano, mostrando il lato più insolito del Principato, anche se 22 mila metri quadrati di recinzione metallica isolano l'area del GP dal resto della città e muoversi in quei 5 giorni diventa pressoché impossibile.

La corsa francese per eccellenza si trasforma in una fortissima calamita, in grado di attrarre autorità, famiglie reali e persone comuni, che durante il week-end più “in” della stagione, seguono, da postazioni privilegiate, quei 78 giri di straordinaria follia. Al Gran Premio di Montecarlo non manca proprio nulla: tra i modi più esclusivi per assistere alla corsa c'è quello di affittare terrazze, yacht ormeggiati nel porto oppure veri e propri appartamenti nei palazzi più esclusivi. 

Ovviamente per tutto questo occorre un solido conto in banca. Qualche cifra?! Beh, ogni singola trattativa è privata, ma, generalizzando, si va dai 1.500 ai 4.500 euro a persona per terrazze e appartamenti; inclusi nel pacchetto, buffet e servizio bar, rigorosamente con caviale e champagne. Chi non si può permettere questo lusso, può sempre optare per il ristorantino a ridosso della pista: 700€ a testa per 1 ora e 40 minuti di stuzzicanti pietanze, a patto di esser disposti a respirare benzene tra una portata e l'altra... A pochi giorni dal Festival di Cannes, ecco un'altra occasione per dar sfoggio delle proprie ricchezze e per fare della mondanità la propria ragione di vita. Lungo il tappeto rosso, tra paddock e box, numerose saranno le personalità che sorrideranno ai flash dei fotografi, facendo della “gara per antonomasia” (così l'aveva definita Kimi Raikkonen), il miglior sfondo per la propria immagine. 

Giunto ormai alla 70esima edizione, Monaco è ancora capace di stupire tutti grazie alle sue stradine strette e alla sua grandissima voglia di velocità, di competizione e di tecnica che è possibile respirare in ogni angolo della city monegasca. 

Ma dietro all'evento che tutti conoscono durante le qualifiche e la gara, c'è mondo a parte che resta celato agli occhi dei comuni mortali. Il Circus della F1, qui a Montecarlo, si trasforma in un vero e proprio stato autonomo che si apre a tarda sera per poi spegnersi quasi all'alba. Il villaggio tecnologico è costituito da palazzi ambulanti dal valore inestimabile, le famigerate “hospitality”, dotate di qualsiasi comfort e tecnologia. E così, mentre il sole tramonta lungo la costa più glamour della stagione motoristica, tra chi fa una tappa alla chiesetta di Saint-Devote e chi ne fa una al Casino, è pronto ad aprirsi il gran prix che tutti attendono, con la speranza che Montecarlo davvero non tramonti mai.

lunedì 26 marzo 2012

In bocca al lupo Prof Musy!


Scrivo questo brevissimo post per fare un grande in bocca al lupo ad Alberto Musy, vittima di un'aggressione meno di una settimana fa.

Non lo conoscevo come politico/avvocato ma come professore, avendo frequentato nel primo semestre di quest'anno il corso di "Diritto Comparato dei Mercati Internazionali". Posso dire che è uno dei professori più bravi e preparati che io abbia avuto, uno che non leggeva da slides o da appunti ma veniva in classe ed esponeva la lezione spaziando in più ambiti (dall'economia alla storia ai diritti vari) sempre cercando di interagire con noi studenti.

Spero si rimetta presto Prof!


PS: due righe giusto per dire a alcuni idioti (sì, proprio idioti) che in commenti vari (FB e giornali) "esultavano" per l'accaduto. Mi auguro per prima cosa che non abbiate figli, visto che già voi siete di troppo, in più che prima o poi il vostro cervello (sempre ammesso che ne abbiate uno) ricominci a funzionare bene e chiediate pubblicamente scusa alla famiglia Musy (soprattutto alle 4 figlie) e vergognandovi per ciò che avete scritto/detto.

giovedì 2 febbraio 2012

Disagi Neve: si potevano (in parte) evitare con il trasporto pubblico


Giorni di disagi in Italia per le nevicate che stanno investendo soprattutto il nord della penisola: paesi e città ancor più rallentati del solito (per non dire bloccati in certe zone) con incidenti stradali vari.

Si sarebbe potuto evitare tutto ciò? In parte sì, utilizzando i mezzi pubblici.

I pullman qui che passano davanti a casa mia sia ieri sia stamane sono tutti in orario (hanno un ritardo di 5-10 minuti), in città le metrò sono perfettamente in funzione. Gli unici che hanno problemi sono i treni, ma quelli li hanno sempre avuti quindi nulla di nuovo.


Questa è un'occasione in più per fare delle riflessioni doverose (anche sull'argomento taxi, visto che fanno parte del trasporto pubblico) sulla questione: se è vero che in Italia il servizio non è buono, soprattutto in confronto alla pressione fiscale, è vero anche che l'italiano medio non vede di buon occhio l'uso dello stesso (come dico sempre: "Per l'italiano la car è sempre la car"), difatti i pullman passati (molto più velocemente delle macchine) erano VUOTI.

Non dico di non avere la macchina, però (quando è possibile e gli orari coincidono) usate i mezzi pubblici: ne gioverà l'ambiente, il traffico e il vostro portafoglio.

domenica 29 gennaio 2012

Ricordando Oscar Luigi Scalfaro: la lettera di Totò


Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti.
La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
Abusi del genere comportano l'obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all'attenzione pubblica, per ogni loro atto.
Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa
.

Principe Antonio Focas Flavio Comneno De Curtis (Totò)


(Lettera di Totò a Oscar Luigi Scalfaro sul celebre caso detto "del prendisole" pubblicata sull'Avanti! del 23 novembre 1950, citata da Giorgio Caldonazzo, Paolo Fiorelli, Scalfaro, una vita da Oscar


Detto ciò, era un politico e uomo migliore di molti che ancora siedono in quel di Montecitorio...



martedì 20 ottobre 2009

Strumentalizzare la moda con una lotta politica..un modo pietoso per criticare il made in Italy




BERLUSCONI? FUORI MODA!


Colpa di Berlusconi, (blame on it Berlusconi), siamo sicuri?

Milano moda donna, Fashion week spring/summer 2010, Made in Italy e…..Berlusconi?

Esatto Berlusconi, ma io mi chiedo cosa centri Berlusconi con la moda! ebbene si, il made in Italy soprattutto by Giorgio Armani (al primo posto della satira Newyorkese) è stato pesantemente penalizzato e per cosa? Abiti stile “velina” (termine utilizzato per indicare ragazza poco vestita il quale compito è mostrarsi) che rispecchiano i presunti party piccanti dell’estate del Premier.

Molte persone a dir la verità non sanno realmente cosa significhi il termine MODA; con questo non voglio dire che le persone siano ignoranti, ma solo che non bisogna credere a tutto ciò che si vede in in apparenza, soprattutto quello si sente; ogni cosa ha un significato.

Bene, da come ho letto nel New York Times la peccaminosa Susy Menkes ha criticato, penalizzato e bocciato la moda italiana, definendo il Made in Italy 2010, o meglio alcuni collezioni in passerella «Abbastanza abiti piccanti, audaci e sexy, per vestire uno dei famigerati festini del presidente Berlusconi».

Ma io mi chiedo come può una famosa critica di sfilate paragonare la moda a Berlusconi?

Non c’è una replica a parere mio in quanto solo chi conosce realmente la moda lo sa, ma allora, perché attaccare il Cavaliere attraverso una delle più grandi fonti di business? Semplice, perché è più facile!

La semplicità non sta nel criticare, ma nel credere, esatto, credere che un abito sia brutto, peccaminoso o “troppo appariscente” è facile; allora invito tutti a prendere una matita e farlo, disegnare un vestito o una collezione, se vi riuscite!

No, non è così semplice, senza l’idea non si costruisce nulla, e noi sappiamo che la mente umana è molto vasta, perciò non può uno stilista dare un tocco al suo stile? Come ha fatto Armani.

Ma quale “velinismo” e “influenza Berlusconiana” la moda è ben altro mondo.

Vorrei solo capire perché gli USA hanno tanto criticato il Made in Italy 2010 visto che molti americani apprezzano e stimano i nostri Brands, e avrebbero potuto criticare pure stilisti come Dior, facendo un piccolo riferimento alla sue collezione by Jhon Galliano Fall/Winter 2009-2010 Haute Couture, dove le modelle (argomento anche questo molto discusso) erano poco vestite, ma invece noi siamo al centro della satira, anche si la moda italiana è di elite all’estero.

Che la imponente Menkes abbia perso il suo tocco? Oppure sia solo e pura invidia?

Mistero. Io dico solo che gli stilisti italiani hanno capito e io condivido le loro risposte e i loro giudizi (che non sto ad elencare di nuovo); ma i lettori siamo noi, il pubblico, la fonte dei giornali e allora facciamogli vedere che la moda è competenza di tutti e che gli “sbandamenti” della politica sono altro mondo.

Inviti anche gli utenti che leggeranno questo articolo a guardare le famigerate collezioni definite “velininiane” e che troverete su Style.it.

Concludo con una parte della mia teoria sulla moda: “ il segreto per capire la moda non è il vestito di per sé, esso è l’oggetto di quello che esprime l’intera collezione; l’osservazione è la forma dell’arte”.



Articolo scritto da Serena Volpi (che ringrazio)


Perchè un articolo così? Perchè da un po' di tempo a questa parte all'estero si cerca di criticare il nostro paese con tutti i mezzi possibili, a volte giustamente, altre, come questa, no.

Utilizzare una vicenda politica per criticare il made in Italy è patetico...ma lo hanno fatto...perché? Invidia? Gelosia? Io dico che non si vuole ammettere che in certe cose noi italiani siamo ancora fra i migliori, se non i migliori al mondo. E per una volta tanto...difendiamo questo nostro primato!


sabato 4 aprile 2009

Grillo risponde alla D'amico....ma non mi convince ancora....e vi dico anche il perchè per me continua a sbagliare

La risposta di Grillo alle "accuse" della D'amico non si è fatta attendere, infatti con un post sul blog spiega le sue ragioni che ora riporto:
Ilaria D'Amico, Fabio Fazio e Pippo Baudo hanno una caratteristica in comune: la dissociazione. E' una qualità necessaria per non perdere il posto di lavoro in televisione. Si dissociano ogni volta che i loro ospiti dicono la verità. Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D'Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l'intervista a Travaglio.
"Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio", ha detto.
Spero che questa posizione alla Monica Lewinski consenta alla D'Amico di non essere licenziata. Non me lo perdonerei mai. Ilaria si scusa con tutti e con "le persone citate" che non ha neppure il coraggio di citare. Tutti i media hanno parlato della fuga di Grillo (da chi? Da Tabacci o da Urso, le salme di seconda fila della politica?). Nessuno ha riportato i nomi delle "persone citate". Gli innominabili. La Repubblica di ieri, in un trafiletto, ha scritto di un violentissimo attacco di Grillo. Senza specificare contro chi, perché, con riferimento a quali fatti. Nel programma ho nominato i campioni dell'economia italiana. I Manager Wanted. Colaninno, Geronzi, Ligresti, Scaroni. Tutta gente con precedenti giudiziari e al vertice del sistema industriale e bancario. Ho nominato il tronchetto dell'infelicità come esempio dello scandalo delle stock option e delle buonuscite date a chi ha distrutto la società. A chi ha contribuito al licenziamento di migliaia di persone. Li avete letti o sentiti i nomi dei Manager Wanted sui giornali e sulle televisioni? Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto.
Prima di Exit sono stato al Parlamento Europeo a denunciare lo stato della Borsa italiana, le truffe ai danni dei piccoli azionisti, con dati, esempi, nomi e anche cognomi. La sala era piena. Ho risposto a tutte le domande del presenti. Qualcuno dei media nazionali ne ha accennato?
L'Italia è un Paese dissociato dalla verità perché informato da giornalisti dissociati.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Prendo la parte che mi interessa:
Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto.
Beppe, è per quello che sono contrario al tuo comportamento, e una persona del tuo livello avrebbe dovuto saperlo...quelle cose che hai scritto
Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio.
DOVEVI DIRLE IN TRASMISSIONE!!! E' questo che critico in te: ti sostengo per tutte o quasi le batteglie che combatti, ma con questi comportamenti rischi di perdere credibilità.
Non mi farai cambiare idea ora con un post a forma di monologo in cui spieghi le tue ragioni...in 2 minuti...2, non 10, spiegavi a tutti (se sono vere) le ragioni per cui non ti fermavi..Punto...non aspettare dopo le reazioni.
Non ti puoi lamentare se la gente parla di questo...la conosci la gente, conosci i giornalisti..dici cose giuste ok, ma appena sgarri si dimenticano di tutto quello che hai fatto e detto...e ripeto..una persona come te dovrebbe saperlo meglio di tutti.
La prossima volta che andrai in una trasmissione, al posto di fuggire, spiega..solo così la gente capirà...

giovedì 2 aprile 2009

Beppe Grillo grande oratore..ma ha paura del confronto?

E' un po' che me lo chiedevo e considerato quello che è successo ieri sera a "Exit" (fuggito dopo il suo monologo) non ha fatto anltro che aumentare il mio sospetto. Grillo non può permettersi di fuggire dalle domande e dalle confutazioni di politici, giornalisti...non può darsi alla fuga, fuggire come ha fatto a "Exit"..in questo modo perde solo credibilità...
Premetto che ho tutta la stima possibile e il rispetto per Grillo tanto da dedicare molti articoli a lui e a quello che scrive sul suo blog, però ho come il sospett oche tema in un qualche modo il confronto diretto con persone che potrebbero essere preparate come lui se non di più. Un grande oratore che da il meglio di sè come monologhista, ma se costretto al confronto, cerca in tutti i modi di evitarlo.
Grillo -dice la conduttrice- ci aveva promesso un confronto aperto con gli altri ospiti e non potevamo certo immaginare che avrebbe abbandonato la diretta lasciando in sospeso molte domande e un dibattito che di fatto non si e' mai avviato"."Sono molto rammaricata -aggiunge- e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio".
Queste le parole di Ilaria D'Amico dette a Libero.
Non però la prima volta che succede una cosa simile: qualche tempo fa Grillo aveva rifiutato un domanda e risposta sull'Espresso: voleva un monologo, non un questionario:
«Ho letto per mesi e mesi il suo blog. Dall'uso degli aggettivi, della punteggiatura, dalla retorica del testo e dal livello di aggressività sono ben distinguibili almeno quattro ghostwriter. Che scrivono discorsi ben documentati». Ma in differita: «Non c'è mai una risposta diretta. Grillo usa il blog come un palcoscenico». Sottrarsi al confronto però non è una strategia, assicurano dallo Studio Casaleggio, che cura il blog. «Lui dialoga coi fatti. Legge tutto. E risponde nei post successivi», dice Gianroberto Casaleggio, il presidente, che molti indicano come il vero ideatore dei V-Day: «L'idea del V-Day è di quelli che hanno seguito il blog e lo hanno animato. I testi di Grillo sono di suo pugno in senso lato: se non può scriverli, qualcuno lo fa al posto suo, ma lui li approva prima che siano pubblicati»
Chiederei quindi a Grillo di cercare anche di confrontarsi con quelli che accusa tanto pesantemente, non dico in tv, ma in una conferenza online, su un forum, chat, blog basta che sia botta e risposta...un vero confronto quindi, e non dei monologhi...

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