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domenica 28 dicembre 2014

La Coop, strategie di vendita, stagisti e una destra italiana che fa sempre più pena

La Coop non è mai andata a genio a chi non è di sinistra. Ammetto che anche a me non sta particolamente simpatica, però  quando leggo certe cose mi viene davvero da chiedere se chi le scrive ci è o ci fa.

Sì perchè capisco odiare qualche cosa, capisco lo scrivere su un quotidiano di una destra palesemente in crisi di consensi, ma uscirsene con discorsi di questo tipo è tragicomico.

Articolo in prima pagina online qualche giorno fa su "Il Giornale":






"LA COOP SI PAGA GLI STAGISTI CON LA SPESA DEI CLIENTI"

Titolo nelle intenzioni scandalistico, degno del miglior (o peggior) giornale di gossip. Basterebbe però fermasi un secondo per chiedersi "Perchè, gli altri con cosa pagano gli stagisti e i dipendenti tutti?". Esatto, con la spesa dei clienti.

L'articolo poi è tutto un cercare di trovare un appiglio per rendere poco etica (per non dire vergognosa) l'inizitiva della Coop in cui

"anziché ritirare i regali come avviene di solito, il cliente riceverà tot bollini ogni tot di spesa e aiuterà, in questo modo, a coprire i costi di uno stagista che, a sua volta, riceverà 500 euro al mese per fare uno stage in uno dei 1.394 supermercati della filiera rossa. Un'occupazione (provvisoria) che, in futuro potrebbe anche tramutarsi in un posto fisso."

Perchè viene criticata? Semplice: funziona! 

"Lo scorso anno, a Mantova, un esperimento pilota ha dato ottimi risultati (per la Coop). Il fatturato è stato esplosivo, perché condito con la salsa del buonismo, e ha generalo bollini per ben 45mila euro. In venti disoccupati hanno potuto, quindi, partecipare ai tirocini formativi per poi essere assunti all'interno di uno dei supermercati"

Una campagna marketing geniale che ha aumentato le vendite del supermercato e, al contempo, ha dato lavoro ad un tot numero di giovani, oltre a mantenere i posto a quelli che già ci lavoravano (perchè se avesse venduto meno forse qualcuno lo avrebbero lasciato a casa...meglio dirlo a questi che scrivono codeste banalità). 
Vorrei poi ricordare la pubblicità di qualche mese fa di Mediaset, in cui mostrava quanto lavoro l'azienda di Berlusconi abbia creato nel corso degli anni. Un vero e proprio spot elettorale mascherato, ma non essendo della Coop quello andava bene a quanto pare.

Mi sovviene una domanda: la destra a cui si rivolge "Il Giornale" è anche quella degli imprenditori che hanno visto in Berlusconi un loro rappresentate (...)?. Davvero questi imprenditori vogliono che venga un'iniziativa di successo economico e, perchè no, sociale, come questa?


Non lo so, ma di una cosa son sicuro: la "destra italiana" (se così si può chiamare) fa sempre più pena. Per fortuna anche gli italiana pare se ne stiano accorgendo.



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martedì 4 marzo 2014

Ma allora lo meritiamo tutto, il default

Gli ascolti tv di ieri sera, 3 marzo 2014 (fonte):


cito:
La prima puntata del Grande Fratello 13 ha registrato 5.440.000 telespettatori, per uno share del 24,64%.
5 milioni e mezzo di persone hanno guardato il GF13, quando in tv (ad esempio), c'era Apollo 13 (su Iris), World War Z (su Sky), The walking Dead (su Fox) per non parlare di qualunque altra attività che uno poteva svolgere (anche solo guardarsi film in dvd, streaming etc)??? Stiamo scherzando?

Chi mi segue su Facebook o Twitter conosce già il mio pensiero. Per tutti gli altri:

"Su Sky c'era World War Z, su Iris (mi pare) Apollo 13. Se te hai guardato il #GF13, non solo dovrebbero toglierti il diritto di voto, ma dovrebbero pure castrarti così da non creare altri idioti. Ce ne sono già fin troppi a questo mondo

ps: ah, poi su Fox c'era pure The Walking Dead..."


Spero solo che sia un'eccezione data dalla curiosità dell'evento, ma se così non fosse, in questo caso ce lo meritiamo tutto, il default.


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martedì 22 ottobre 2013

Ma quando Maradona evase, le tasse erano molto più basse

Intervistato da Fabio Fazio, Maradona parlando di Equitalia della sua "presunta" evasione, si è espresso in modo poco signorile facendo il gesto dell'ombrello in diretta tv. Fazio, da buon presentatore, ovviamente non ha fatto nulla (ma questa è un'altra storia).

Il gesto clamoroso del Pibe de Or ha scatenato le polemiche sul web e molti lo hanno appoggiato in quanto segno di ribellione ad uno Stato ladro che opprime i contribuenti asfisiati dalle tasse. In poche parole: "Ha fatto bene ad evadere".

Chi mi legge sa che sono d'accordo sulla questione sprechi di Stato (il cosidetto "Affamare la bestia") e su una pressione fiscale davvero troppo alta per i servizi che il Paese offre e che sta letteralmente uccidendo, assieme alla burocrazia, tutto il settore produttivo italiano.
Arrivare però a considerare quasi un "eroe" una persona che ha evaso, secondo il fisco, 38 milioni di euro mi pare ridicolo.

Non voglio star qui a discutere se lui fosse consapevole o meno della cosa, non mi interessa. Il fatto è che il fisco dal 17 febbraio 2005 considera Maradona un evasore fiscale con un debito di 35 milioni di euro (e aumenta di 3mila ogni giorno).

L’ingente debito di Maradona ammonta a poco piu' di 39 milioni di euro ed è stato più volte confermato dalle autorità giurisdizionali competenti. In particolare si ricordano dalla sentenza della Corte di Cassazione del 17 febbraio 2005, da quella della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli depositata nel giugno 2012 e dalla sentenza della Commissione Tributaria Centrale del primo febbraio di ques'anno. Inoltre, con un’ulteriore sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli n.7/21/13 depositata il 10/01/13, divenuta definitiva per mancata opposizione, è stato dichiarato inammissibile il ricorso, con condanna alle spese di lite, contro un presunto rifiuto su istanza di sgravio. (Ansa)
Questi sono i fatti documentati. Detto ciò, voglio analizzare un attimo la questione.

Le sentenze di condanna per evasione fiscale di Maradona si riferiscono ad una sua evasione nel periodo fine anni '80/inizio anni '90 quando ancora giocava nel Napoli. Chi elogia il "Maradona evasore fiscale" si riferisce quindi a questo periodo storico.
Domandina a lor signori: a quanto ammontava la pressione fiscale?


Siamo a livelli 35-38% circa, quindi molto più bassi (una decina di punti da quella ufficiale e non reale) dell'odierno livello di tassazione.

Questo è un chiaro esempio di come l'evasione fiscale comprenda almeno due tipi di individui: chi evade perchè "o faccio così o chiudo e fallisco" e chi invece evade perchè è un ladro, punto.

Non venite a dirmi che chi guadagna 100-200 mila euro all'anno e ne dichiara 5 mila sia un eroe vittima del fisco che protesta per i propri diritti e che se abbassassimo la pressione fiscale di 10-15 punti ricomincerebbe a pagare tutte le tasse perchè è una balla e questo caso in particolare ne è la dimostrazione.

Se è vero che esiste purtroppo un'evasione da disperazione, ne esiste anche un'altra di furboni delinquenti che se ne approfittano. La cosa triste è che ci siano quelli che chiamo "naziliberisti" che pure li giustificano, facendone degli eroi. Ecco, questo è il modo più sbagliato possibile di risolvere il problema tasse in Italia.
Se evadi e lo fai non per sopravvivere, non hai alcuna giustificazione. Sei un delinquente e per questo devi pagare, e tanto.

Feci i complimenti a Monti per l'operazione Cortina del 2012. Colgo l'occasione per rinnovarli. Beccare i furbi, punendoli, servirà anche a recuperare soldi per abbassare le tasse a quelli che pagano fin quando possono, in modo tale da permetter loro di vivere (e non sopravvivere) versando tutto il dovuto al fisco.

@Rebel Ekonomist

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sabato 19 ottobre 2013

La bufala del prelievo forzoso del 10% dai conti correnti voluto dal FMI ed una considerazione economica

In questi ultimi giorni una notizia drammatica sta circolando in rete: il Fondo Monetario Internazionale sarebbe pronto a prelevare il 10% dalla ricchezza dei cittadini europei per abbassare lo stock di debito pubblico delle varie nazioni. In pratica, sarebbe un'operazione simile a quella già attuata da Amato una ventina di anni fa in Italia, ma ad una percentuale molto più significativa.


Notizia condivisa sui social e ripresa anche da testate importanti come Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano (ma nn solo, anche molte testate estere) e blog conosciuti come quello di Beppe Grillo (in prima fila, ovviamente) che hanno letto queste righe riportate nell'immagine:




Ecco, già il fatto che venga ripreso da Grillo (che notoriamente è incline a credere ai complotti sopratutto di BCE/FMI/UE e di assurdità economiche ne dice una a settimana oramai) dovrebbe iniziare a far pensare: forse le cose non stanno proprio in questi termini.

Tutti gli articoli riportano la proposta del prelievo forzoso "temporaneo" del 10% della nostra ricchezza sui conti correnti perchè sarebbe scritta nel paper "Fiscal Monitor" redatto proprio dall'istituto guidato da Christine Lagarde. Il motivo sarebbero gli scarsi risultati ottenuti in Europa (Grecia in particolare) dalle politiche adottate fino ad ora. I soldi dei cittadini in pratica taglierebbero la testa al toro, evitando una Grecia 2.0.

Ma è così? Ovviamente no! Il Fondo Monetario Internazionale ha dovuto (pazzesco) pubblicare una nota in cui spiegava chiaramente di non aver raccomandato una patrimoniale sulle famiglie, ma solamente ipotizzato con una stima quanti soldi servirebbero per riportare il livello del debito pubblico al 2007 (pre crisi insomma).

Basterebbe leggere le righe nell'immagine per capire che lo stesso FMI reputa questa ipotesi fallace in quanto

A) Dovrebbe essere fatta di sorpresa, sennò ovviamente i cittadini andrebbero a prelevare tutti i propri risparmi sui conti correnti/occultare capitali e ricchezze, provocando una crisi epocale

B) I cittadini dovrebbero accettare la cosa come unica ed irripetibile, ovvero come un evento straordinario, sennò non depositerebbero più alcun euro in banca

C) L'evidenza empirica dimostra che con questi prelievi la riduzione del debito è stata, alla fine, fallace (direi che l'Italia ne è l'esempio principe)

Il 10% lo troviamo scritto alla fine come ammontare che servirebbe nel caso si voglia attuare questa patrimoniale, che però si è appena dimostrata inutile.

A parte che l'ipotesi è di una patrimoniale sulla ricchezza netta e non solo dai conti correnti, quindi ad esempio anche le case rientrano nella patrimoniale.
Se voi avete uan casa di proprietà del valore di 200mila euro, dovreste pagarne 20 mila. Ovviamente ciò andrebbe a distruggere il bilancio familiare. La proposta quindi non è per nulla applicabile a livello pratico.
Fra l'altro, il FMI non ha alcun potere di fare una manovra del genere, quindi anche volendo, non potrebbe.

Tutto questo però non è stato del tutto inutile: abbiamo un'ulteriore conferma di come le proposte di patrimoniali assurde da parte di alcuni partiti politici tanto sbandierate durante la campagna elettorale sono solamente balle, e pure molto dannose.

Nulla di nuovo per chi legge queste pagine.

@Rebel Ekonomist

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venerdì 1 marzo 2013

Ecco perchè Grillo ha vietato ai candidati 5 stelle di andare in tv

E no, non è a causa delle trappole dei talk show


Dal Blog di Grillo
Se c'è una cosa che ho sempre criticato a Beppe Grillo e al 5 stelle tutto è il fatto che non volessero scendere in campo confrontandosi con gli altri partiti e candidati. Seppur il comizio sia una cosa ottima (e il loro risultato ne è la prova), nella mia idea di politica e democrazia dibattito e confronto sono i pilastri da cui partire per cercare di migliorare le cose.
E' "facile" parlare da un palco, circondato dalla gente che ti sostiene, senza avere alcun tipo di interlocutore che potenzialmente ti possa confutare le tue proposte ed affermazioni. Il rifiutarsi (come ha fatto Grillo pochi giorni fa annullando l'intervista a SkyTg24) sinceramente non l'ho mai visto di buon occhio.
Per quale motivo non discutere con i dinosauri e zombie della politica con le proprie tematiche, siano esse vecchie, nuove, tradizionali o alternative? Qual è il problema?

Beppe Grillo giusitifica la cosa dicendo che la politica si fa per le strade (giusto ma, ripeto, è necessario anche il dibattito) e che i talk show, i salotti in cui il punto G ti dà l'orgasmo (soprattutto se sei una ragazza carina),  sono delle trappolette da cui star ben lontani. Fa strano sentire lo stesso Grillo nel 2011 invitare i grillini ad andare nei talk show "decisi", dando loro anche dei consigli sul come comportarsi.

Cos'è cambiato da allora? La verità è che il problema non sono le "trappole" ma qualcos'altro. Per prima cosa, il movimento è sempre stato in crescita nei sondaggi quindi non c'era la necessità di andare in tv a raccogliere consensi. L'intervista a Sky era stata annunciata in un momento di flessione del gradimento, subito rientrato grazie al caso Monte Paschi Siena (in cui Grillo però è intervenuto e ha parlato ripreso da tutti).
Come seconda cosa, la più pesante delle due, ci sono i candidati. Perchè il comico genovese ha vietato loro in tutti i modi, con toni anche forti (il "se non vi va bene andate fuori dalle palle" o il "siamo in guerra, con noi o contro di noi") di dibattere in tv?
La risposta l'abbiamo avuta in questi ultimi giorni: la preparazione di alcuni candidati.
Giornalettismo ne ha raccolte un po': si parte da Enza Blundo che vuole dimezzare i parlamentari ma non sa quanti sono, passando per Carlo Sibilia che non sa come funziona il meccanismo della fiducia accordata dalle Camere al governo e Bartolomeo Pepe che prima non sa dove si trovi il Senato e poi risponde con un "Non mi va di essere preso per i fondelli, studieremo e vi faremo sapere" a come si elegge il Presidente della Repubblica. Ma ce ne sono molte altre.
E' nata fin una fan page su Facebook dal titolo "Figuracce a 5 Stelle-F5S" in cui si raccolgono appunto tutte le figuracce dei grillini.

Capite che se questi candidati fossero andati in un talk show sarebbero stati fatti a pezzi e il movimento ne avrebbe risentito. Il motivo quindi, a mio parere, è questo qui: Grillo e Casaleggio sapevano benissimo questa cosa e hanno preferito tagliare la testa al toro fin da subito. Considerando i risultati direi che è stata la soluzione migliore per il movimento.

Poi certo....considerando che ci sarà pure Scilipoti anche questi ci stanno benissimo....

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martedì 19 febbraio 2013

Giannino ha sbagliato, ma gli altri son peggio.

Seconda riflessione, dopo quella di ieri, sull'argomento.

Giornali e siti internet scatenati dopo lo scandalo che ha travolto il leader di Fare per Fermare il Declino, Oscar Giannino, colpevole di aversi attribuito un Master che in realtà non ha mai preso.

Che Oscar abbia sbagliato è verissimo e l'ho detto anche io. E' anche vero che però ha chiesto scusa e si vocifera addirittura di una sua intenzione di dimissioni, in puro stile anglosassone e tedesco.

Questa è una grande differenza nei confronti degli altri partiti: gli errori si pagano, anche quelli "minori".

Fanno rabbrividire le prime pagine de "Il Giornale" e "Libero" di stamattina (vedi le due foto), due giornali comandati da un politico, leader del PdL (questo e questo PdL) e condannato in primo grado, che dovrebbe essere l'ultimo a parlare di scandali accusando qualcuno.

La stessa cosa vale per tutti gli altri partiti: devo elencarvi tutti gli scandali riguardanti Lega Nord, Pd, Idv, SeL, 5 Stelle, Udc etc etc? Su tutti ci sarebbe qualche cosa da dire.

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Qui le pietre sono state scagliate....da quelli che hanno più peccati di tutti.

Uptdate 20/02/2013 ore 17:00

Giannino si è dimesso.

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lunedì 14 gennaio 2013

Aah se da Santoro ci fosse stato un economista contro Berlusconi

Come sarebbero andate le cose?

Appena girai su LA 7 la sera dello scontro epico fra Silvio Berlusconi e il duo Santoro-Travaglio a Servizio Pubblico lo notai subito: "dov'è l'esperto di economia? Dov'è l'economista, ovvero chi effettua valutazioni di tipo economico ed econometrico? Perchè manca?"
"Forse arriverà dopo", dissi fra me e me. Almeno, sperai che arrivasse dopo e invece non si fece vivo nessuno tranne un'imprenditrice, che però abbiamo visto chi essere.

Come ho già scritto, se ci fosse stato un economista Silvio Berlusconi non avrebbe riscosso così tanto successo fra i telespettatori che hanno guardato la trasmissione, contutto il guadagno derivante per il nostro futuro.

Ma perchè invocai la cupa (secondo alcuni) presenza dell'economista? Perchè avrebbe confutato le sciocchezze economiche dette dal leader del Pdl. COme faccio ad esserne sicuro? Per prima cosa, su questo blog io insignificante eKonomista lo faccio tutte le volte; secondo il sito "LaVoce" ha fatto proprio ciò che dico punto per punto nel post "Tutti i numeri di Berlusconi" che ora riporto qui sotto:


1) Berlusconi a Servizio Pubblico (1:33:40): “Il PIL è calcolato in 1500miliardi. … non è vero, perché il nostro PIL non può essere contato solo emerso, ma anche il sommerso … Nei dati ISTAT c’è il 17 per cento. … il PIL, sommerso ed emerso, è superiore al debito pubblico quindi invece che il 120 per cento siamo vicini al 94 per cento che è la media europea”.
FALSO
Il Pil calcolato dall’Istat include già l’economia sommersa. Per economia sommersa si intende la produzione di beni e servizi legali che non viene osservata e per cui non vengono pagate le tasse. Il peso dell’economia sommersa è di circa il 17 per cento (come affermato da Berlusconi) ed è parte integrante del calcolo del PIL.
Come ricorda l’Istat: “I nuovi sistemi di Contabilità nazionale impongono a tutti i paesi di contabilizzare nel Pil anche l’economia non osservata. Teoricamente, tutti i fenomeni che danno luogo a economia non osservata sono oggetto di stima e di inclusione nei conti. Allo stato attuale, però, la Contabilità nazionale italiana, al pari di quella degli altri partner europei, esclude l’economia illegale per l’eccessiva difficoltà nel calcolare tale aggregato e per la conseguente incertezza della stima, che renderebbe poco confrontabili i dati dei vari paesi  nazionali”.
La frase errata di Berlusconi è quindi la seguente: il PIL, sommerso ed emerso, è superiore al debito pubblico quindi invece che il 120 per cento siamo vicini al 94 per cento che è la media europea.
Fonte: Dati Istat sul sommerso
2) B. a Servizio Pubblico (1:33:00) : “Il debito non è elevato perché bisogna confrontarlo con l’attivo. L’attivo italiano è di 8mila-9mila miliardi. Se tu togli dall’attivo 2mila miliardi hai comunque un attivo di 7mila miliardi. Aziende che hanno 2 di debito e 8 di attivo non ce ne sono.”
FALSO
Probabilmente Berlusconi si riferisce alla ricchezza delle famiglie italiane. La Banca d’Italia scrive, riferendosi alla fine del 2011, che la “ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8619 miliardi di euro”. Il valore nominale del debito pubblico è di circa 2000 miliardi di euro.
Questo ragionamento vale forse per un’impresa, ma non vale per lo Stato. Infatti quello che Berlusconi considera l’attivo” dell’impresa Stato è in realtà la ricchezza degli Italiani. Non è così facile tassarla.
Quindi non è vero che, se le cose vanno male, i creditori dello Stato Italiano possono stare tranquilli, perché gli italiani potranno pagare (per mezzo di tasse) il debito pubblico.
Fonte: Banca d’Italia

3) B. a Servizio Pubblico: “… Quindi non siamo obbligati a ridurre il debito di 50 miliardi l’anno: dobbiamo ridurre il debito di soli 15 miliardi, che è sostenibile”.
FALSO
Come già spiegato su lavoce.info i 50 o 15 miliardi si riferiscono al fatto che il Fiscal Compact includerebbe anche una regola della riduzione di 1/20 l’anno del debito pubblico in eccesso rispetto al limite del 60 per cento. L’Unione europea non ci chiede di ridurre il debito di 50 miliardi l’anno, neanche di 15. Basta mantenere l’avanzo strutturale ai livelli programmati.
4) B. a Otto e mezzo: “Di fronte ad un rischio nel sottoscrivere i titoli di questi debiti dei paesi cosiddetti “cicala” […]. Gli investitori, sapendo di investire in titoli che potrebbero essere a rischio, chiedono un premio di rischio, cioè chiedono l’aumento dell’interesse. Contemporaneamente il debito tedesco- il debito di cui nessuno può dubitare- ha potuto abbassare gli interessi, e quindi mentre noi siamo saliti al 6 per cento, la Germania è scesa all’ 1 per cento“.
FALSO

Lo spread tra titoli pubblici tedeschi ed italiani è in effetti influenzato dall’andamento di entrambi i titoli ma risulta abbastanza semplice individuare il contributo di ciascuno all’andamento dello spread.

Untitled

Il grafico riportato mostra l’andamento dello spread tra i due titoli di stato (in blu), la parte della crescita dovuta all’aumento dei tassi sui titoli italiani (in rosso) ed il suo contributo percentuale sulla crescita totale dello spread (in verde) rispetto al primo gennaio 2010 (1). Appare evidente che il contributo allo spread dato dalla crescita dei tassi sul debito italiano è stato quantomeno maggioritario. In ottobre e novembre 2011, la crescita dei tassi di interesse sui titoli italiani ha rappresentato da un minimo del 48 per cento ad un massimo del 75 per cento con una media del 62 per cento.
La situazione appare molto diversa rispetto al 2012 in cui il contributo dei tassi italiani è diminuito progressivamente mentre il livello dello spread è rimasto relativamente elevato in buona parte per il permanere di bassi tassi sul debito tedesco (da febbraio 2012 il contributo della crescita dei tassi italiani è stato inferiore al 50 per cento).
5) B. a Servizio Pubblico (2:38:00): Mediaset è andata di pari passo all’indice della Borsa Italiana”.
FALSO
Rispetto al 7 dicembre, giorno successivo all’annuncio della candidatura, l’indice FTSE-MIB guadagna circa l’11 per cento. Il titolo Mediaset, invece, ha una performance decisamente più alta, come evidenziato dal grafico. Ad oggi- sempre rispetto al 7 dicembre- guadagna quasi il 35 per cento.Untitled
Anche volendo tornare indietro al precedente annuncio di Berlusconi (27 ottobre 2012) prima di una lunga serie di tira e molla, si ottiene un’immagine del tutto simile. Rispetto a fine ottobre, Mediaset guadagna il 45 per cento, rispetto al 12.4 per cento dell’intero indice FTSE MIB.


2


(1) Il periodo precedente a 3 gennaio 2011 non è riportato per comodità ma in quel periodo il contributo della crescita dello spread è stata contenuto ed il contributo dei tassi italiani ha, per lo più, abbassato lo spread.



Chiunque abbia una discreta preparazione queste cose le sa, però il cittadino medio che lavora 8 ore al giorno + 2 di viaggio, con famiglia che torna a casa alle 7-8 di sera non è obbligato a saperle e senza qualcuno che gliele dica (spiegandole) è facile che cada nella trappola del Cavaliere. Per questo motivo ritengo la scelta di non portare un esperto della materia sia stata una pessima scelta di Santoro.

A meno che la mancata presenza fosse parte del presunto patto che ha portato Berlusconi ad accettare l'invito in trasmissione...

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sabato 12 gennaio 2013

Chi è Francesca Salvador, l'imprenditrice ospite da Santoro che ha esaltato Berlusconi

L'imprenditrice del nord est che ha esaltato Silvio Berlusconi da Santoro. Ma chi è?

E' stata uno dei pochi ospiti della puntata più attesa di Servizio Pubblico, quella del confronto Berlusconi-Santoro-Travaglio che ha visto trionfare proprio L'EX Presidente del Consiglio (sì perchè non ho ancora capito il motivo per cui tutti continuino a chiamarlo Presidente). Ma chi è Francesca Salvador, imprenditrice del nord est?

Non è un personaggio sconosciuto, anzi, Santoro e Berlusconi sapevano benissimo chi fosse. E' stata infatti più volte ospite della trasmissione "L'Ultima Parola" di Gianluigi Paragone (la si vede qui e qui ad esempio), ex direttore di "Libero" (qui anche ex vicedirettore) e "La Padania", ex vicedirettore di Rai 1. Ora occupa la vicepresidenza di Rai 2 con delega all'informazione (perchè la tv pubblica è meglio). Entrambe le nomine sno avvenute nel 2009, durante il governo di....Berlusconi! ma guarda un po' che strano.

Considerando che Paragone è molto vicino agli ambienti leghisti/berlusconiani e che la Salvador è imprenditrice del nord est, tipica area di fede leghista, è facile pensare che la scelta dell'ospite che parla dal trespolo della trasmissione sia stata scelta di comune accordo con Silvio Berlusconi., vista anche la neo-alleanza fra PDL e Lega Nord.

L'imprenditrice ha detto cose tipicamente leghiste (e complottiste) contro questa Europa, la BCE, l'Euro e a favore del recupero della sovranità monetaria e della svalutazione che Silvio Berlusconi ovviamente approva, visto che da tempo sostiene le stesse cose (la colpa non è sua ma degli altri, come sempre).
Questo altro elemento ci fa supporre che fosse tutto palesemente concordato per fare il gioco del leader del PDL, il quale infatti sta salendo nei sondaggi post-trasmissione. Mica ci sarebbe andato sennò!

Per quanto riguarda le cose che ha detto: sull'euro/lira, sovranità monetaria e svalutazione ho già parlato più e più volte quindi non voglio ripetermi continuamente (aggiungerei di vedere l'esempio argentino, in cui si sta verificando ciò che Salvador e Berlusconi si auspicano, ovvero la politica che prende il controllo della banca centrale per i propri scopi e che sta portando ad un nuovo fallimento un paese che, a differenza nostra, nutre di un bonus materie prime che noi non possediamo).
Sulla BCE come banca di ultima istanza, c'è poco da dire: una banca centrale che, per bocca del suo presidente, afferma di fornire liquidità illimitata (immettendo oltre 1000 miliardi di euro con LTRO, il doppio dei 500 della FED con il QE2) e di far di tutto per mantenere in vita la moneta unica, dopo tutta la liquidità fornita nei mesi e anni passati, mi pare che, de facto, sia già ora una prestatrice di ultima istanza, o no?

Ripeto, in studio ci doveva essere un economista. Se serio e preparato ancora meglio.

PS: certo che, se l'imprenditore medio italota è questo qui, ci credo che le imprese falliscono..

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domenica 19 agosto 2012

In Italia Juncker ha detto che l'uscita dall'Euro è possibile, in Germania invece l'ha esclusa

Curiosa differenza fra i titoli de "Corriere della Sera" e de "Handelsblat".

La Grecia uscirà dall'Euro? Forse sì, forse no. Se vogliamo il parere di Juncker,  Presidente dell'Eurogruppo (mica uno qualsiasi quindi), leggendo i titoli dei quotidiani il dubbio permane.
Sì perchè in Italia il Corriere della Sera titola "Juncker: «L'uscita della Grecia dall'euro è tecnicamente possibile»" lasciando quindi più di una porta aperta all'uscita.
In Germania invece, l' "Handelsblat" titola "Juncker schließt Euro-Austritt Griechenlands aus" che vuol dire "Juncker esclude l'uscita dall'euro della Grecia".

Magari all'interno i due articoli dicono le stesse cose, ma riportare due titoli così diversi fa la differenza nel messaggio che si vuole trasmettere. Considerando la tradizione dei giornali italiani, tendo più a fidarmi del titolo tedesco, ma è solo una mia opinione personale.

lunedì 23 luglio 2012

"E' ora che torni la Lira"...se lo dice Feltri

Le speranze di Vittorio Feltri

Periodicamente Vittorio Feltri se ne esce quale esperto di una qualsivoglia materia (ricordo solo il suo commento alla vicenda della strage in Norvegia di un anno fa). Oggi è un "esperto economista" augurando all'Italia (e a se stesso) il ritono della Lira.

Peccato però era partito bene, dando la colpa della situazione attuale agli errori commessi nel passato come baby pensioni, spese eccessive per servizi scadenti etc etc finanziati con tasse sempre più alte (nulla di nuovo suvvia), salvo poi cadere nel finale:
Prepariamoci al patatrac. Dopo non potremo che risalire, se non altro per effetto del rimbalzo di cui si giova chiunque abbia toccato il fondo. Il fondo è vicino. Lira, dolce lira, rientra in fretta nei nostri portafogli.


Ho già spiegato cosa comporterebbe un ritorno alla Lira e bisognerebbe avvisare Feltri che il fondo sarebbe molto lungo e doloroso, soprattutto per le classi medio-basse della società.

Ma cosa gliene frega a lui che fa parte delle classi alti e per questi potrebbe fin guadagnarci.
Sì perchè mantenendo i soldi in Euro (Dollari, Sterline scegliete voi). una volta che la Lira si sarà svalutata, lui ci guadagnerà e anche molto! In più eviterà sicuramente che vengano tagliati i fondi ai giornali a lui cari.



lunedì 2 luglio 2012

Libero: "Monti porta sfiga". E Berlusconi allora?

"Libero" sempre più imbarazzante

L'Italia calcistica si è beccata 4 sberle (che potevano essere anche 10 per quanto visto in campo) dalla Spagna. Superiorità totale, un ritmo e una facilità di gioco impressionanti. C'è poco da dire, non c'è stata partita.

C'è però qualcuno in Italia che, vista la presenza del Premier Monti, punta il dito contro di lui e non lo fa ironicamente (come SPERO sia per la maggior parte, anche se ve lo potevate comunque risparmire vista la figura di "palta" fatta).

Massì sono loro, quelli di "Libero" (e i loro lettori)! Va che bella vignetta! Come non tirare dentro colui che è subentrato a Berlusconi in una sconfitta come questa?


Non per abbassarmi al loro livello, però vorrei ricordare a tutti che, in quanto a porta sfiga, Silvio non ha pari.

2001 vince le elezioni: attentato alle torri gemelle
2006: perde le elezioni: l'Italia vince i mondiali
2008: vince le elezioni: scoppia la crisi economico-finanziaria più grave degli ultimi 70 anni (se non di sempre)
2011: nomina Mubarak: rivolta in Egitto
2011: diventa amicone di Gheddy Gheddafi: rivolta in Libia

Più porta sfiga di lui..

PS: ancora una cosa, per i lettori di Libero. La prossima volta, al posto di spendere l'euro (o quello che costa) per comprare questo quotidiano, usatelo per offrire il caffè alla ragazza seduta da sola all'altro tavolo...sempre che non vi abbia visto leggere quel giornale, sennò potete anche scordarvela.

domenica 17 giugno 2012

Travaglio, hai torto marcio e ti spiego il perchè

L'intervista di Travaglio ha Beppe Grillo a sollevato una marea di critiche al giornalista. Critiche, a mio modo di vedere, sacrosante


Lavorare come giornalista in un quotidiano italiano ed intervistare l'uomo del momento, Beppe Grillo, è un privilegio che per anni non è stato dato a nessuno, fino a pochi giorni fa. Marco Travaglio, da sempre pupillo di Grillo, ha avuto questo privilegio e sulle pagine de "Il Fatto Quotidiano" ha posto alcune domande al comico/politico genovese. E qui arrivano le critiche.
Travaglio ha fatto delle domande banali, scontate e in alcun modo critiche verso Grillo e/o il Movimento 5 Stelle da lui guidato assieme a Casaleggio. Molti giornalisti e bloggers lo hanno criticato proprio per questo "buonismo" nelle domande, quasi da evitare di mettere in cattiva luce colui che da molti è visto come il "salvatore della patria" tanto da indurre lo stesso Travaglio ad una contro risposta ai suoi colleghi giornalisti.

Scrive Travaglio:

Da quando abbiamo pubblicato un lungo colloquio con Grillo, riceviamo lezioni di giornalismo dai migliori servi del regime, tutta gente che non ha mai fatto una domanda in vita sua o, se gliene scappava una, correva a chiedere il permesso a Berlusconi o a Bisignani. Alcuni ci spiegano che le domande erano sbagliate, senza peraltro suggerirci quelle giuste

Ha ragione: giornalisti servi che non hanno mai fatto una domanda seria e giusta (oserei dire ragionevole) ai vari Berlusconi, Tremonti, Bossi etc etc sono gli ultimi a potersi lamentare. Ciò però NON giustifica il comportamento anch'esso da servo tenuto dal giornalista del Fatto nei confronti di Beppe Grillo. E' facile porre (o voler porre) domande scomode a chi ti sta antipatico, molto più difficile è farle a chi ti ha sostenuto da sempre, a chi ti permette di tenere una "rubrica" sul suo blog ("Passaparola"), a chi consideri l'uomo capace di distruggere la politica italiana.

Personalmente ritengo Grillo migliori di tutti i politici citati ma non per questo deve essere esente da domande scomode o da critiche (e questo lo dico a Travaglio, ma anche a molti miei lettori). Mi sarebbe piaciuto leggere le domande segnalate sul blog "ilnichilista", che ritengo molti più corrette e pertinenti.
Porre domande facili (da "servo" come ho provocatoriamente scritto) pone il giornalista Marco Travaglio allo stesso infimo livello dei suoi colleghi che lui stesso ha criticato negli anni e critica nella sua controrisposta. Dirò di più, lo pone al di sotto degli stessi, visto che dovrebbe essere lui il primo a dare il buon esempio seguendo ciò che ha sempre sostenuto.

Come sempre, la COERENZA, questo termine semi-sconosciuto in Italia, prima di tutto.

PS: vorrei far notare che, in questo blog, il sottoscritto critica tutto e tutti senza guardare in faccia a nessuno, premiando con lo stesso metodo quando è il caso di farlo.

mercoledì 14 marzo 2012

Il Giornale: "Hanno vinto i gay". Anche l'omofobia nella Destra


Prima pagina de "Il Giornale" di oggi:


L'Europa è loro. HANNO VINTO I GAY.

Il titolo si riferisce al fatto che il Parlamento Europeo ha riconosciuto la legittimazione delle unioni di fatto equiparate ai matrimoni. Infatti come spiega lo stesso quotidiano "Il Parlamento di Strasburgo chiede il riconoscimento delle nozze omosessuali in tutti i Paesi. Dopo aver perso la sovranità economica, ora rischiamo di farci imporre anche l’etica".

Partendo dal fatto che non riesco davvero a capire tutta questa contrarietà alle unioni di coppie gay (se due si vogliono bene e si amano, anche se dello stesso sesso, perchè negare loro di essere una coppia?), vorrei notare questa brusca virata della destra italiana verso l'omofobia. Lo stesso PDL, per voce di Alfano (Giovanardi non lo nomino nemmeno), aveva creato polemica nei giorni scorsi affermando, con tono da campagna elettorale, che votando a sinistra si legittimerebbero le coppie di fatto e i matrimoni gay mentre con loro questo non succederebbe in quanto difensori dei valori della famiglia.

A parte la ridicolaggine di queste affermazioni (difensori dei valori della famiglia facendo festini nelle proprie ville, divorziando dalla moglie etc etc?), affermazioni come queste dovrebbero essere, in uno stato laico e democratico, punite in quanto omofobe.


Se prendiamo infatti la definizione di Omofobia, vediamo che ce ne sono 3 tipi in base all'accezione (pregiudiziale, discriminatoria, psicopatologica). Entrambi i casi direi che rientrano nella prima (qualche individuo poi nella seconda e terza) che recita:

L'accezione pregiudiziale considera come omofobia qualsiasi giudizio negativo nei confronti dell'omosessualità. In questa definizione vengono considerate manifestazioni di omofobia anche tutte le convinzioni personali e sociali contrarie all'omosessualità come ad esempio: la convinzione che l'omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante; la non condivisione dei comportamenti omosessuali e delle rivendicazioni sociali e giuridiche delle persone omosessuali. Non rientra in questa accezione la conversione in agito violento o persecutorio nei confronti delle persone omosessuali.


...Più chiaro di così...

sabato 10 marzo 2012

La Padania: carta igenica da 4 milioni l'anno


E' doveroso spendere 2 righe su questo "giornale" che sta veramente dando il meglio di sè in questi ultimi giorni.

Come tutti saprete, sono indagati Il Presidente del Consiglio regionale Davide Boni, per corruzione, e altri due leghisti. I soldi, secondo il pm, finivano al partito.

Tangenti alla Lega Nord quindi. Se ne è parlato a caratteri cubitali in tutti i quotidiani del paese, tranne uno: "La Padania", il giornale del partito!

Ne ha parlato, ma a pagina 6 in un riquadrino in basso (vedi foto sopra).

In prima pagina (del giorno dopo) invece attacca Monti per le sue vacanze in Svizzera chiedendosi dove alloggi ("Di chi è la casa?").
Applausi per la risposta di Monti che, fra le altre cose, ironizza con un "intendo informare gli eventuali lettori de La Padania".


Qualcuno potrebbe obiettare che il giornale, essendo di partito, è normale che cerchi di minimizzare la cosa concentrandosi su altro.

A questi rispondo che la Lega Nord è stato il partito del "Roma Ladrona!" nato ai tempi di Mani Pulite e La Padania, che viene letta dai leghisti, dovrebbe rispondere proprio a loro facendo luce sui fatti e criticando il partito e i suoi rappresentati nel caso le accuse risultino essere provate.
Rincaro la dose: La Padania prende € 3.896.339,15 all'anno di sussidi dallo Stato (quindi che paghiamo tutti con le nostre tasse) e quindi è ancor più obbligata a far massima chiarezza ed informazione sulle vicende del partito Lega Nord.

Siccome non solo non lo fa ma addirittura sputa fantomatiche sentenze su altri (Mario Monti in primis), partendo da supposizioni fatte da loro, la giudico come da titolo: Carta Igenica da 4 milioni l'anno.


martedì 21 febbraio 2012

Chi vuole far chiudere "Il Manifesto"?



Il Manifesto, quotidiano storico della sinistra comunista italiana, è seriamente a rischio chiusura.

Chi è però che vuole farlo chiuderlo? Leggendo l'articolo del giornale stesso, sembra che gran parte della colpa sia attribuita al taglio dei contributi previsti:

"Dal 2008 cala la pubblicità, le vendite vanno e vengono (incoraggianti a novembre e dicembre, in lieve calo a gennaio) e senza il contributo pubblico (che era previsto) il bilancio del 2011 non si può chiudere."
e ancora:

Dai primi dati attendibili la "campagna acquisti" sta dando i suoi frutti: l'aumento in media del 50% nonostante il tempo da lupi. Ma l'immobilità del governo ci sta uccidendo.


La realtà è diversa. Su stessa ammissione della firma storica del quotidiano, Rossana Rossanda,
“vende sempre meno da otto anni a questa parte. La media dei primi trent’anni era” circa di trentamila copie, una nicchia “ma solida e rispettata. Ora si è circa la metà”.
Altro che vanno e vengono! Le vendite sono a picco da anni! Infatti nell'articolo trovate come la Rossanda critichi il giornale stesso e il modo con il quale esso è stato gestito.

La causa della (eventuale) chiusura sono soltanto le vendite, calate drasticamente (e quindi, oltre ai soldi non percepiti da esse, anche il calo dei proventi pubblicitari). E' colpa di chi non vi vuole comprare più, altro che del governo!

Tra l'altro, i sussidi ai quotidiani dovrebbero TUTTI essere aboliti, obbligando così le redazioni a rivedere tutta la gestione economico-finanziaria e dei costi.

Una possibile soluzione per diminuire i costi e rimettere in ordine i conti è quella di non stampare più fisicamente il giornale ma tenerlo solamente online e sui vari tablet, telefoni etc (e gli esempi sono moltissimi, vedi le italiane Linkiesta, ilpost oppure il più famoso Huffington Post).

Il lamento verso il governo è, vista la situazione, molto fuori luogo per non dire ridicolo.

venerdì 27 gennaio 2012

Il Giornale: "A noi Schettino, a voi Auschwitz". Aiutiamo Sallusti a ricordare alcune cose


Questa è la pagina a dir poco scandalosa del quotidiano di Sallusti:

Inutile spiegare i motivi per i quali far uscire una pagina del genere il 27 gennaio, giorno della memoria, sia di un'ignoranza e non rispetto senza precedenti. Che il Der Spieghel avesse sbagliato ci poteva stare, ma rispondere in questo modo dimostra di che pasta scadente siano fatti gli autori di questo quotidiano (e chi lo legge).

Vorrei ricordare così alcune cose alla redazione de "Il Giornale", come ad esempio tutti i morti fatti dalla Chiesa Cattolica Romana nella storia, oppure il fatto che Mussolini fosse alleato di Hitler e lo avesse aiutato nella deportazione degli Ebrei, oppure le varie vittime della Mafia italiana nel nostro paese e nel mondo, di incidenti in palazzi causati da materiali scadenti (con coinvolgimenti di politici per quanto riguarda l'assegnazione di appalti) etc etc.

A tutto questo poi aggiungiamo festini privati con fantomatiche nipoti di capi di stato, amicizie con sanguinari dittatori (ehm, qualcuno ha parlato di Gheddafi, Lukashenko?).


Suvvia, di brutte figure ne avete fatte a non finire, sarebbe ora di rinunciare alla corposa sovvenzione statale (finanziandosi con pubblicità e vendite, se c'è qualcuno che ancora vi vuole leggere) e iniziare a vergognarsi non vi pare?



martedì 13 dicembre 2011

Nuova Tassa Monti: imposta di 34.20 euro su estratto conto. Esenti conti inferiori a 5000 euro (aggiornato)


(Articolo aggiornato dalla sua pubblicazione iniziale)

Gli attuali estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio sono gravati da un'imposta di 34,20 euro, se il cliente è persona fisica. Con l'emendamento del governo, quest'imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l'imposta è di 100 euro.




Altre tasse quindi. Altro che governo liberale!

In ogni caso credo sia molto inutile una tassa del genere. Se l'intento era di colpire i più benestanti, essi somme superiori a 5000 euro le hanno investite, non penso le abbiano su di un conto.

Rimango sempre più perplesso da questo governo tecnico, oltre che deluso. A volte mi ricorda Tremonti...

Aggiornamento (ore 20:34 13/12/11)

Il tesoro per voce del sottosegretario Vieri Ceriani smentisce: "”Sui conti correnti delle persone fisiche – esiste da sempre un bollo annuale di34 euro. L’unica novita’ della manovra e’ che eliminiamo questo bollo sui conti correnti e sui libretti fino a 5 mila euro”. ”Se facciamo la lotta al contante – ha detto – e chiediamo alle banche di non far pagare ai piccoli correntisti certe spese, allora dobbiamo togliere anche questo bollo. E’ uno sgravio a favore delle persone che verra’ compensato dall’aumento del bollo fino a 100 euro per i conti correnti delle imprese”.

Quindi via totalmente il bollo per le persone con depositi inferiori ai 5000 euro. Aumenta in compenso quello per le imprese. Messa così è una buona cosa (un po' meno per le imprese). Certo è che la confusione regna sovrana. Vedremo un po' i prossimi estratti conto come saranno.

Complimenti intanto ai vari giornali e telegiornali per le notizie false diramate.

lunedì 5 dicembre 2011

Per quelli che "La TV pubblica è cosa buona e giusta"




Ieri sera c'è stato il discorso di Monti e dei Ministri dopo il Consiglio dei Ministri in cui si è approvata la manovra. Solamente La7 (oltre a Skytg24) ha trasmesso l'eventi in diretta.

Passi Mediaset, ma che nessuno dei tre canali principali della Rai lo abbia trasmesso anche solo in parte è assolutamente vergognoso.

Dov'è il servizio pubblico se non si trasmettono questi eventi politici di rilevanza? Dov'è la Tv di Stato quando si parla di una manovra fatta per salvare il medesimo?


Leggevo poi su FB che Minzolini non ha nemmeno citato la cosa al TG1 di ieri sera all'ora di cena, confermando ancora una volta di quanto scadente sia diventato oramai l'ex TG più famoso (ed importante) del paese.

Vendere la Rai (come ho già detto) e tenere massimo massimo UN solo canale per la tv di stato che faccia servizio pubblico (e che sia indipendente!!).

PS: il primo che mi nomina Rai News lo defenestro


domenica 4 dicembre 2011

Donne, perchè non vi ribellate?




Mi rivolgo alle lettrici femminili di questo blog: perchè non vi ribellate?

In Italia abbiamo la più bassa occupazione femminile (solo la Turchia fa peggio di noi) tra i paesi OCSE (lavora meno di una donna su due) senza contare poi la differenza di salario (comune però in tuta la UE): non penso che la metà di voi sia scansafatiche senza alcuna voglia di lavorare o non abbia la preparazione adatta.

Oltre a questo però, l'immagine che vi si da di voi è raccapricciante, oltre poi alla discriminazioni.

Se l'ex Presidente del Consiglio ci ha messo molto del suo, le ultimisse vicende di questi giorni confermano l'andazzo da Medioevo del nostro paese anche sotto questo aspetto.


Sì, parlo di tal Camillo Langoni, giornalista che scrive per testate come "Il Foglio", "Libero" e "Il Giornale", quindi tutte molto vicine al Cavaliere (deve essere una costante della odierna destra pseudo liberale considerare la donna come "inferiore").
Per ben due volte (vedi foto) ha scritto che si dovrebbero togliere i libri alle donne per farle tornare a far figli.

Ora, perchè a certa gente, pagata pure, viene permesso per ben due volte in pochi giorni di scrivere baggianate smili su giornali che pure voi donne sussidiate con le vostre tasse?

Ma soprattutto: donne schierate con questa gente qui, vi rendete conto di come vi giudicano e di come venite trattate? Come fate a sostenerli??

PS: segnalo questo articolo su Jollyjokerreturns in cui si dimostra che la "scienza" e i dati dicono qualche cosa di diverso..

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