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giovedì 29 dicembre 2011

Siamo nelle mani del Parlamento "Made in Casta" peggiore della storia repubblicana




Monti oggi ha dato il via alla Fase 2 della manovra, ribattezzata "Cresci-Italia".
Liberalizzazioni, riforma del lavoro, concorrenza e ammodernamento degli ammortizzatori sociali. Questi sono i punti nel programma con lo scopo di rilanciare la crescita, quella famosa che in Italia manca da oramai tantissimo tempo.

Premettendo che voglio vedere il tutto nero su bianco e presentato in Parlamento, queste "riforme strutturali" sono le manovre che gran parte di noi stava aspettando (sul blog trovate i vari articoli in giro).
Non so se saranno proprio tutte quelle sperate, però se fossero anche solo la metà sarebbe un grandissimo passo avanti verso il rilancio del paese.


Queste riforme devono però, come detto, essere presentate in Parlamento ed è qui che iniziano i problemi.
Abbiamo visto come i nostri politici abbiano reagito all'accenno di liberalizzazione di farmacie e licenze dei taxi (per non parlare dei tagli ai vitalizi dei parlamentari) qualche settimana fa.

Chiedono i fatti ed hanno ragione, ma anche noi li chiediamo.
Monti ha fatto tutte le misure scomode alla popolazione e i politici le hanno appoggiate. Ora vuole fare le misure scomode a loro e alle caste. Le approveranno?

mercoledì 14 dicembre 2011

Aumentate tutto ma non (ancora) le sigarette!




Meno tasse sul lusso, più tasse sul tabacco. Questo è uno dei cambiamenti fatti alla manovra come si può leggere:

Il testo del decreto legge sulla manovra all'esame dell'Aula prevede che l'addizionale erariale della tassa automobilistica sia ridotta al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo e che passati i 20 anni non sia più dovuta. Per barche la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Di conseguenza si introduce, "la previsione di una clausola di copertura - si legge nel testo - in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l'aliquota dell'accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all'onere derivante dal comma".


Dal mio modesto punto di vista da non fumatore, non sono così tanto contrario a queste modifiche. Le sigarette sono un danno per la salute che comporta spese mediche che pesano su tutti, oltre ad un minor reddito per gli individui che comprando le sigarette rinunciano ad altri beni.

Non capisco poi tutta la protesta (su Facebook principalmente) dei cittadini (ahimè tanti giovanissimi) che si sono alterati per questo aumento.
Da quel che leggo lo slogan del cittadino medio potrebbe essere "Toccate tutto ma non (ancora) le sigarette" che, francamente, ritengo patetico visto tutto quello che è successo in questi ultimi anni in Italia.

Per quanto riguarda poi la diminuzione delle tasse sul lusso, anche qui sono abbastanza favorevole. Tassare ulteriormente non è la soluzione, anzi, si rischia di 1) Stimolare i ricchi (compresi i benestanti) ad andarsene con tutte le conseguenze negative del caso e 2) Stimolare ancora di più l'evasione fiscale.

Non capisco veramente questa ondata di sdegno provocata da queste due modifiche alla manovra. C'è ben altro per cui sdegnarsi e arrabbiarsi.

martedì 13 dicembre 2011

Nuova Tassa Monti: imposta di 34.20 euro su estratto conto. Esenti conti inferiori a 5000 euro (aggiornato)


(Articolo aggiornato dalla sua pubblicazione iniziale)

Gli attuali estratti conto annuali dei conti correnti bancari, di quelli postali e dei libretti di risparmio sono gravati da un'imposta di 34,20 euro, se il cliente è persona fisica. Con l'emendamento del governo, quest'imposta verrà rimossa dai cc inferiori ai 5000 euro, un meccanismo pensato per proteggere da prelievi i conti che verranno aperti per gestire le transazioni in formato elettronico. Negli altri casi l'imposta è di 100 euro.




Altre tasse quindi. Altro che governo liberale!

In ogni caso credo sia molto inutile una tassa del genere. Se l'intento era di colpire i più benestanti, essi somme superiori a 5000 euro le hanno investite, non penso le abbiano su di un conto.

Rimango sempre più perplesso da questo governo tecnico, oltre che deluso. A volte mi ricorda Tremonti...

Aggiornamento (ore 20:34 13/12/11)

Il tesoro per voce del sottosegretario Vieri Ceriani smentisce: "”Sui conti correnti delle persone fisiche – esiste da sempre un bollo annuale di34 euro. L’unica novita’ della manovra e’ che eliminiamo questo bollo sui conti correnti e sui libretti fino a 5 mila euro”. ”Se facciamo la lotta al contante – ha detto – e chiediamo alle banche di non far pagare ai piccoli correntisti certe spese, allora dobbiamo togliere anche questo bollo. E’ uno sgravio a favore delle persone che verra’ compensato dall’aumento del bollo fino a 100 euro per i conti correnti delle imprese”.

Quindi via totalmente il bollo per le persone con depositi inferiori ai 5000 euro. Aumenta in compenso quello per le imprese. Messa così è una buona cosa (un po' meno per le imprese). Certo è che la confusione regna sovrana. Vedremo un po' i prossimi estratti conto come saranno.

Complimenti intanto ai vari giornali e telegiornali per le notizie false diramate.

Mi son perso il governo liberale


Alla nomina di Mario Monti come nuovo Presidente del Consiglio del governo tecnico, sentivo le lamentele di molte persone (per la maggiore di estrema sinistra) riguardo la vena molto liberista, "che piace ai mercati" del professor Monti e dei suoi collaboratori.
Ovviamente qui la parola mercato ha un'accezione molto negativa. Il mercato è il male assoluto contro cui combattere. Guai a lasciarlo anche solo un poco libero di agire. E vai quindi con un programma di tagli di spesa (e di presenza dello Stato quindi) pesanti ma programmati, di riduzione delle tasse, di liberalizzazioni, di riforma del mercato del lavoro e così via.

Bene. E' passato quasi un mese, la manovra è uscita ma....il liberismo dov'è?

(Mi sono immaginato un dialogo a due botta e risposta)


A:"Stavo cercando nella manovra questo famoso liberismo di cui tutti parlano ma faccio fatica a trovarlo mmmh..ah sì eccolo! Una parziale liberalizzazione del mercato dei taxi!" B:"Eh ma poi hanno scioperato ed è stata tolta."

A:"Ah ok...beh però hanno liberalizzato i farmaci di fascia C!" B:"Sì e no..solo per i comuni sopra i 15mila abitanti e comunque ora i farmacisti sono pronti ad una serrata quindi forse non si farà".

A: "I privilegi dei parlamentari sono stati un pochino ridotti?" B: "Sì ma poi i parlamentari si sono lamentati e quindi l'hanno tolta per ora".

A: "Ma la spesa l'hanno tagliata?" B:"Un poco le pensioni passando al metodo contributivo. Sul resto però ancora poco o niente. Non hanno ragionato sulle pensioni alte, non hanno tagliato gli stipendi dell'amministrazione centrale, non c'è nulla per la riduzione degli sprechi e non hanno creato un piano di almeno riduzione decisa degli incentivi alle imprese".

A: "Le tasse almeno le hanno tagliate?" B: "No, anzi...le hanno aumentate introducendo l'Ici. Hanno alzato anche le accise sulla benzina. Inoltre aumenteranno l'Iva di 2 punti percentuali".

A: "Faranno pagare anche la Chiesa?" B: "La gente chiede questo, però no, non c'è nulla per loro.".

A: "E per la crescita?" B: "Fino ad ora non c'è niente".

A: "Ma allora di liberale non hanno fatto proprio niente!" B: "Esatto, anzi, hanno messo la tracciabilità a 1000 euro, misura forse utile ma di sicuro non liberale".

Io di governi liberali non ne vedo. Purtroppo aggiungo, visto che le caste sono sempre tali, la spesa è ridotta troppo poco e soprattutto le tasse sono aumentate.

Spero che la vena liberale, liberista di Monti inizi a pulsare al più presto, sennò non so quanto roseo possa essere il futuro. Di buono c'è, questo sì, che ai giovani non sono stati chiesti sacrifici, ma nulla è stato fatto per loro.

Staremo a vedere nelle prossime settimane.


domenica 11 dicembre 2011

Anche con Monti le caste italiane vincono e mantengono i privilegi




Ieri ho scritto un articolo sulla rivolta delle varie caste italiane per i pochissimi tagli ai privilegi e le scarne liberalizzazioni che avrebbero dovuto limitare il loro potere a favore della concorrenza e della popolazione.

La casta per eccellenza, quella dei parlamentari, ha bloccato i tagli alle indennità previsti nella manovra Monti, prevedendo un rinvio al "termine per la fine dei lavori della commissione (si è pensato a marzo-aprile), superato il quale le Camere sarebbero impegnate a rendere effettivo il taglio «entro trenta giorni»".
Ovviamente quando questi parlano di rinvio, sappiamo tutti come andrà a finire: i tagli non si faranno, punto e basta. Il parlamento peggiore della nostra storia si riconferma tale.

A quelli poi (UDC e PD) che si oppongono a ciò, ricordo la mia proposta di creare un fondo in cui mettere i soldi in eccesso per poi utilizzarli per opere sociali.


Un'altro trionfo (ma di questo ho già parlato nell'articolo di ieri) l'hanno ottenuta i farmacisti che, dopo le lacrime di coccodrillo versate, si sono visti beneficiare dell'esclusione dei comuni sotto i 15mila abitanti (25 milioni di abitanti) della liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

L'ultima vittoria è stata ottenuta dai tassisti, che hanno fatto rientrare lo sciopero proclamato grazie ai segnali di apertura del governo, leggasi "anche qui, la liberalizzazione non sa da farsi".

Il potere delle caste è forte (dobbiamo aggiungere anche avvocati, notai etc) ed è stato ottenuto negli anni. A rimetterci siamo noi cittadini che dobbiamo pagare di più un servizio che potremmo e dovremmo pagare meno (o a parità di prezzo, avere una qualità superiore) e noi giovani che in quelle caste non ci possiamo entrare se non siamo pieni di soldi o figli/parenti di chi ci è già dentro.

sabato 10 dicembre 2011

Le caste italiane in rivolta


Quando sentite nominare la parola "Casta", sono sicuro che tutti voi abbiano in mente i nostri politici. La casta della politica è quella contro cui il popolo si sta scagliando per ridurne gli immondi privilegi, ancor di più in questo periodo di crisi e di sacrifici.

La manovra Monti un poco (troppo poco aggiungo) è andata a toccare questo tasto e tutti possiamo vedere le conseguenze: deputati e senatori in rivolta rendendosi ancora più patetici e ridicoli di quel che erano già prima (Pepe che accusa di essere ridotto alla fame è tragicomico).

L'Italia è però un paese fatto di caste, privilegi e quella dei politici non è però l'unica a rivoltarsi. Vi sono altre caste, più o meno influenti e conosciute, che appena si vedono toccare i loro privilegi, ecco che si rivoltano, si indignano, scioperano.

Le due più famose e potenti sono quella degli avvocati e dei notai, di cui ho già parlato qualche mese fa e che, per non essere liberalizzate, hanno minacciato di far cadere il loro stesso governo.

Ve ne sono però altre, più o meno piccole e più o meno visibili ma chiuse come le loro parenti che, seppur minori, mantegono dei privilegi che non gli spettano. Due di queste in questi giorni stanno facendo sentire la loro voce: parlo dei farmacisti e dei taxisti.


Sulle lacrime da coccodrillo dei primi, casta che da moltissimi anni si è arricchita a dismisura senza de facto possibilità di entrata nel mercato per chi non sia figlio di un farmacista (difatti chi si lamenta di più sono proprio i figli dei farmacisti, chissà come mai) o non abbia talmente tanti soldi da aprirne una, stendo un velo pietoso. Son fin riusciti ad ottenere l'esclusione dei comuni sotto i 15 mila abitanti (25 milioni di cittadini quindi non usufruiranno dei benefici della concorrenza dei farmaci di fascia c) scatenando le ire (giustissime) delle Parafarmacie.

Sui secondi, non essendo loro ricchi come i colleghi avvocati, notai e farmacisti, non provocano le proteste del cittadino medio. Magari oggi un po' di più, visto lo sciopero che hanno proclamato (in concomitanza con il blocco delle auto) per la parziale liberalizzazione del loro mestiere.

Sui taxi ha scritto un bel pezzo Federico De Vita su NFA in cui confronta il servizio taxi londinese (in cui vi è concorrenza) con quello di Roma (zero concorrenza), per non parlare poi del servizio pubblico in generale.

Quando ci si chiede il perchè questi politici riescano a vincere e occupare le poltrone per anni e anni la risposta viene anche da qui: mantengono i privilegi di caste che, in caso contrario, si rivolterebbero. A pagarne le spese sono ovviamente tutti i cittadini (la maggior parte) che non è in queste caste (GIOVANI in primis).


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giovedì 8 dicembre 2011

La bufala della contro manovra anti caccia bombardieri



Quante volte avete sentito un vostro amico (o magari anche voi stessi) dire: bastava non comprare i 131 caccia bombardieri F35 per risparmiare 18 miliardi et voilà, la manovra era bella che fatta, senza lacrime e sangue.

Questo purtroppo non ha detto solo il vostro amico operaio, ma anche qualche politico, come Donadi sul Fatto (mannaggia all'IDV, con gli aerei proprio non ne azzecca una) che però poi si è corretto. Del suo ci mette anche Gilioli del blog "Piovono Rane" (molto letto anche questo).

La realtà è ben diversa ovviamente. Prima di tutto bisogna discutere sulla cifra (ma è la cosa meno importante qui) ma soprattutto sul tempo in cui essa verrà pagata! Infatti non è che lo stato italiano di punto in bianco tira fuori 18 miliardi! Come si legge dal documento sul sito della Difesa:

per l'avvio dell'acquisizione e supporto logistico; oneri complessivi circa 13,0 mld€; completamento previsto: 2026
(allegato C/6, pagina 109, nota 8)



13 miliardi e il completamento nel 2026! Quindi 13 miliardi in 15 (o 18) anni: meno di un miliardo l'anno quindi. Altro che una nuova manovra!

Non voglio star qui a discutere sull'utilità o meno di questa spesa (non sono esperto di politica militare, di accordi internazionali e accordi di acquisto vendita di mezzi militari e non fra Stati e imprese), però proporre contro manovre bufale (a quanto pare viene da FB questa buffonata) fa perdere tempo e distrae la gente dai veri problemi e dalle vere questioni che la manovra avrebbe dovuto affrontare e risolvere.

PS: Vi consiglio anche l'articolo su NFA Sandro Brusco ( e i commenti negli articoli) in cui comunica anche i vari dati raccolti anche da fonti non ufficiali.


sabato 10 settembre 2011

Cercasi eventi eccezionali per indebitamento




Come promesso, un rapido commento al testo legge sul Pareggio di Bilancio.

Esso recita:

Non è consentito ricorrere all'indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio. Lo stato di necessità è dichiarato dalle Camere in ragione di eventi eccezionali, con voto espresso a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti.
Già sulla prima riga ci sarebbe da discutere (fasi avverse del ciclo economico, che vuol dire? Quando una "fase" è avversa? Chi lo decide? E in che termini? Per quanto tempo?) ma non voglio discutere di quello. La cosa che mi interessa sono gli "eventi eccezionali" che determineranno l'indebitamento o meno.


Quali saranno questi eventi eccezionali degni del nostro indebitamento? Un terremoto? Un'alluvione? Una guerra? La crisi di una qualche azienda culo e camicia con la casta (ehm, qualcuno ha detto Fiat o Alitalia?)? Incentivi?

A che condizioni poi? Si indebiteranno subito, o prima cercheranno altre vie (tagliare la spesa inutile ad esempio)?

Infine, vista la classe politica che abbiamo, siamo sicuro di voler lasciare tutto ciò in mano loro? Per favore...



venerdì 9 settembre 2011

Testo legge sul Pareggio di Bilancio




Articolo 1
1. All'articolo 53 è aggiunto il seguente comma:
La Repubblica, in conformità ai vincoli economici e finanziari che derivano
dall'appartenenza all'Unione europea, persegue l'equilibrio dei bilanci e il
contenimento del debito delle pubbliche amministrazioni, anche assicurando le
verifiche a consuntivo e le eventuali misure di correzione, in base ai principi e ai
criteri stabiliti con legge, approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti di
ciascuna delle Camere.

Articolo 2
2. L'articolo 81 è sostituito con il seguente:

Articolo 81
Il bilancio dello Stato rispetta l’equilibrio delle entrate e delle spese. Non è
consentito ricorrere all'indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei
limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere
sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio. Lo stato di necessità è dichiarato dalle
Camere in ragione di eventi eccezionali, con voto espresso a maggioranza assoluta dei
rispettivi componenti.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri finanziari provvede ai mezzi per
farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo
presentati dal Governo. La legge di cui all'articolo 53, terzo comma, definisce il
contenuto proprio della legge di approvazione del bilancio.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per
periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Articolo 3
1. All'articolo 119 sono apportate le seguenti modifiche:
a. Al primo comma, sono aggiunte le seguenti parole: ", nel rispetto
dell’equilibrio dei bilanci."
b. Al sesto comma, secondo periodo sono aggiunte le seguenti parole", con
contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per
il complesso degli enti medesimi siano osservati i principi dell'articolo 53,
terzo comma".

Articolo 4
1. Le disposizioni di cui alla presente legge entrano in vigore a decorrere
dall'esercizio finanziario 2014.


Alla fine lo han fatto. Sul perchè del mio dissenso vi rimando qui. A breve un ulteriore commento.
Nel mentre, mi piacerebbe sentire qualche opinione di voi lettori/lettrici.


mercoledì 7 settembre 2011

Pareggio di bilancio in costituzione? No grazie.




Con la crisi dovuta all'eccessivo debito sembra che una delle soluzioni in voga al momento sia quella di costituzionalizzare il pareggio di bilancio, ovvero ad ogni anno le spese e le entrate dello stato si pareggino.

Detto così sembra una bella cosa, ma in realtà nasconde tutta una serie di conseguenze non buone.

Prima di tutto, esistono vari tipi di spesa più o meno buona. In Italia la spesa non buona/inutile (poco produttiva, clientelare, parassitaria etc) è molto più presente rispetto a quella buona.

Avere il pareggio di bilancio diventa inutile (se non dannoso), soprattutto in virtù dei politici che abbiamo, nel caso in cui la spesa tagliata sia quella buona e non quella cattiva! Immaginatevi se, per far quadrare i conti, licenziassero poliziotti, giudici etc o non investissero più in un progetto utile per la società e tenessero invece gli stipendi della casta altissimi (come sono ora). Il bilancio è in pareggio? Sì, ma con quali effetti sul medio-lungo periodo?

Che dire poi se, a dicembre dell'anno X, raggiunto il pareggio di bilancio, arrivasse un terremoto o eruttasse l'Etna, facendo milioni se non miliardi di Euro di danni? Non si riparano? Oppure si taglia la spesa momentaneamente lasciando a casa vigili o poliziotti ritornando al punto di prima? (1)
Che facciamo poi, lasciamo a casa la gente per uno o due mesi se ci accorgiamo che spese>entrate?

Il debito non è un male. Lo può diventare se mal e troppo utilizzato, come qualsiasi altra cosa. Se uno stato si indebita per investire in infrastrutture, progetti, personale utili che aiutano davvero la crescita del paese, è un bene!


Ma vi pare che un'azienda, ad esempio all'inizio della sua attività, non si indebiti per acquistare un macchinario super tecnologico utilissimo per produrre nuovi prodotti rivoluzionari ad un minor prezzo?

L'Italia ha bisogno di altro: tagliare la spesa inutile, abolire le caste, liberalizzare molti servizi, sburocratizzarsi, riformare l'università, il mercato del lavoro. Non ci sono alternative, punto. E' bene metterselo in testa.




martedì 6 settembre 2011

I mercati respingono la manovra-bis

SPREAD BTP-BUND




Pari pari ad un mese e mezzo fa circa.


Che cattivoni questi mercati, hanno respinto anche la seconda manovra di Tremonti e Berlusconi. Eppure noi abbiamo il miglior premier di sempre e il ministro dell'economia che aveva previsto tutto già 15 anni fa.

Ah, non fatevi ingannare dalla discesa avuta dopo il picco, quello non ha nulla a che vedere con la manovra (ringraziamo anzi la BCE).

A quando la manovra-ter?


martedì 19 luglio 2011

I mercati respingono la manovra



Spread BTP-Bund 10 anni (aggiornato a venerdì)


Oggi lo spread si attesta a 325 punti base, in più:

Nella seduta odierna, i bancari italiani sono in calo perchè soffrono la debolezza dei Btp, questo perchè la catena di trasmissione è stretta tra i governativi e i titoli bancari".Inoltre, ha concluso Guzzini, "l'attenzione degli operatori è concentrata sull'esposizione che i diversi istituti hanno verso i vari Paesi e su questa attueranno le proprie strategie". In rosso Intesa Sanpaolo (-3,35%), Mps (-2,08%), Unicredit (-2,56%), Mediobanca (-1,47%), Bpm (-3,01%), Ubi Banca (-2,09%), Banco Popolare (-3,54%).

e ancora:

Quanto alla manovra finanziaria approvata dal Parlamento italiano, Manenti fa notare che "è stata fatto il massimo in termini di velocità. Resta però il fattore politico che pesa in negativo sul quadro italiano".


Io aggiungo che la manovra finanziara sia stata respinta dai mercati, in quanto è palese che essa andrà 1) a peggiorare il quadro politico/sociale italiano e 2) sia tutta basata sulle maggior entrate e che quindi andrà a frenare già al debole crescita del paese.

Staremo a vedere nei prossimi giorni.

Aggiornamento:

Qui potete trovare sempre aggiornato lo spread BTP-BUND

domenica 17 luglio 2011

La manovra che distruggerà la crescita



Sulla manovra versione 2.0 approvata in tutta fretta subito dopo il venerdì nero di settimana scorsa si sono dette tante cose. Siccome alcuni hanno spinto per un mio parere, mi vedo costretto a scrivere due righe sull'argomento.

[Premessa: chi frequenta al blogosfera (quella seria) queste cose le ha già sentite]


Questa era un'occasione per cambiare in meglio il paese, riformandolo strutturalmente, tagliando tutti quei privilegi, quelle spese inutili e quelle caste che bloccano la nostra crescita da 20 anni a questa parte. Ovviamente non è stata sfruttata, anzi, la situazione sembra essere peggiorata.

Per prima cosa c'era l'intenzione di liberalizzare (come anche qui avevo suggerito) alcune professioni ma si sa, l'ordine non si tocca, quindi il testo nella manovra è stato tolto (grazie agli avvocati-senatori).


Si potevano poi tagliare i faraonici costi della politica: niente da fare, il provvedimento è stato ridotto (Thank you PDL).

Potevano essere tolte le province, invece hanno votato contro.

Le spese importanti non vengono tagliate, non viene ridotta la burocrazia, non vengono eliminati tutti quei lavori inutili creati apposta per comprare voti (350mila dipendenti pubblici in Sicilia per dei servizi pietosi, ma perchè?).

In compenso aumentano le tasse (siccome erano già basse), le quali vanno ad aggiungersi a quelle previste nella manovra 1.0.

Come avevo già spiegato, l'aumentare della pressione fiscale avrà come effetto quello di distruggere la già fievole crescita, in quanto i consumi delle famiglie caleranno ancora di più.

Se le cose non cambiano, il futuro non è roseo, per nulla.

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