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lunedì 2 settembre 2013

Grillo, Fiscal Compact, crescita nominale ed ignoranza economica

Era un po' che non parlavo delle teorie di Beppe Grillo qui sul blog, però oggi se ne è uscito con un articolo su crescitta e fiscal compact interessante, sia in positivo che (soprattutto) in negativo.

Nella prima parte dice in sostanza che l'Italia non è fuori dalla crisi in quanto stiamo assistendo solamente ad una minor decrescita (meglio di niente, sia chiaro) e che prima di vedere la vera crescita dovremo aspettare un bel po'...se mai la vedremo aggiungo io. Personalmente sono d'accordo e aggiungo che la maggior fiducia e quel poco di crescita che vedremo è più merito degli altri che nostro.

Quando però parla di Euro, produttività e Fiscal Compact , iniziano i problemi. Sui primi due ho già ampiamente discusso quindi evito di tornare sul tema. Vorrei soffermarmi sul terzo.

Grillo afferma che:

Parlare di crescita in Italia risulta irrealistico. Se allunghiamo l’orizzonte al 2015 il quadro si fa cupo perché la variabile Fiscal Compact entra in gioco. Con il Fiscal Compact l’Italia si impegna dal 2015 a ridurre il suo debito in eccesso del 60% del PIL di un ventesimo all’anno per i successivi venti anni. L’entità dei numeri in questione è colossale, tale da rendere inspiegabile l’assenza del tema Fiscal Compact dal dibattito politico attuale. Con una crescita futura pari a zero (e non negativa come ora) rispettare il Fiscal Compact significa manovre da 50-60 miliardi di euro di riduzione del debito e un avanzo primario di almeno il 4% per il prossimo ventennio, o una riduzione della spesa pubblica del 15% all’anno oppure a nulla di tutto ciò a patto che si cresca al 3.5% di PIL l'anno. Impossibile.


Prima di tutto non è vero che per crescere sia necessario per forza aumentare/non diminuire la spesa pubblica: Germania e Svezia sono due esempi. Una riduzione di spesa, se fatta in modo oculato da eliminare gli sprechi, riducendo al contempo l'abnorme tassazione favorisce la crescita.


Per quanto riguarda il resto, le cose non stanno proprio così: se anno dopo anno si riduce la differenza fra il rapporto debito/PIL e la soglia del 60%, è ovvio che anche 1/20 da tagliare sarà minore, quindi non è vero che saranno necessarie manovre da 50-60 miliardi di euro annui per i prossimi 20 anni.

La stessa cosa vale anche per la crescita! Premettendo di avere un bilancio pubblico in pareggio, con un rapporto debito/pil al 130% (arrotondiamo), vuol dire che alle attuali condizioni per rientrare nei parameti del Fiscal Compact servirebbe una crescita del (3.5% deriva da (130%-60%)/20):

3.5%/130%= 2.7% circa del PIL

Questo 2.7% è crescita NOMINALE! Ciò vuol dire che con un'inflazione del 2% ((con l'aiuto di Draghi nel caso), una misera crescita reale dello 0.7% basterebbe. Se l'inflazione fosse al 3% , potremmo anche non crescere in termini reali!
Basta cambiare i parametri et voilà: più il rapporto scende e meno crescita nominale serve per rientrare nei paramentri.

Sinceramente non so da dove Grillo tiri fuori quel 3.5% di PIL annuo, però è bene ribadire che si tratta sempre di crescita nominale, quindi reale+inflazione.

E' superfluo dire che, se si attuassero quelle riforme strutturali che tutti chiedono unite ad un taglio di spesa-tasse-recupero evasione, crescere e ridurre il debito sarebbe più facile.

Fossi nei collaboratori di Grillo consiglierei lui di studiare un pochino prima di scrivere post sul blog (tanto per, un ragionamento simile è già presente in rete, basta cercare). Di ignoranza economica in Parlamento ne abbiamo avuta fin troppa negli ultimi 20-30 anni...

@Rebel Ekonomist

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domenica 31 marzo 2013

Il fallimento della rivoluzione ottusa a 5 stelle

Napolitano ha deciso: due gruppi di "saggi" per riforme che siano condivise dalla maggioranza del Parlamento e rilegittimazione del Governo Monti, ovvero dei tecnici. In pratica, un governo di larghe intese.

Ecco la grande rivoluzione del Movimento 5 Stelle: farci spendere 380 milioni di euro per fare delle elezioni, arrivare terzi avendo un peso fondamentale nella formazione del nuovo governo, rifiutare la fiducia (senza però interpellare gli elettori) ad un governo anche solo di scopo per cambiare legge elettorale, conflitto di interessi, frequenze tv e riduzione numero Parlamentari, dice "no" a tutto (probabilmente se lo dicono anche fra di loro) e il risultato qual è? Far risorgere Berlusconi nei sondaggi e al governo tenere Monti e i tecnici.

Anzi, ora oltre a loro ci sono pure i saggi. Ma tranquilli cari 5 stelle, non fatevi venire strane idee....

Certo, rispetto a prima c'è una differenza: un centinaio di Parlamentari (e non solo) che sparano ancora più assurdità rispetto a quelli di prima...Ma che questa volta hanno pure un'influenza...

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sabato 23 marzo 2013

Quanto costa il reddito di cittadinanza promesso da Grillo? oltre 100 miliardi

E' una delle proposte che ha permesso al M5S di essere il secondo partito alle ultime elezioni. Ma quanto costa il reddito di cittadinanza promesso da Beppe Grillo?

Beppe Grillo è andato da Napolitano e, oltre alle battute poco rispettose sue e di Crimi verso un'alta carica dello Stato, ha presentato i suoi 20 punti per un ipotetico ma poco probabile governo a 5 Stelle.

Il primissimo punto è il famoso reddito di cittadinanza, promosso da Grillo e di cui avevo già parlato qui. Sicuramente la promessa di dare come minimo 1000 euro a tutti i residenti in Italia, assieme alla riduzione dell'orario di lavoro, ha aiutato il Movimento 5 Stelle a raggiungere il consenso che ha ottenuto alle ultime elezioni. Ma quanto costerebbe una riforma del genere? Facciamo due conti.

Partiamo dai disoccupati. Gli ultimi dati danno la disoccupazione all'11.7%, ciò vuol dire circa 3 milioni di persone senza lavoro ma che lo stanno cercando attivamente. Solo per dar loro il reddito di cittadinanza servono 36 miliardi di euro annui.
A questi bisogna aggiungere gli inattivi, ovvero i disoccupati che non sono attivi nella ricerca del lavoro (quindi non vengono conteggiati nelle statistiche ufficiali). Nel 2011 erano a quota 3 milioni a cui si aggiungevano i 2 milioni di disoccupati per un totale di 5 milioni di persone. Se prendiamo 5 milioni come dato il costo del reddito di cittadinanza sale a 60 miliardi di euro. Ma non è finita.

A quella cifra bisogna aggiungere i pensionati che percepiscono una pensione inferiore ai 1000 euro. Secondo la tabella INPS che avevo già pubblicato qui, abbiamo 7.257.158 a cui dobbiamo aumentare il reddito che in media è di 579 euro.


Ciò vuol dire un spesa di
12 x (1.000 - 579) x 7.257.158 = 36.660.549.639,12
 In totale abbiamo 96,660 miliardi di euro di spesa.

E non è ancora finita, perchè ci sarebbero da aggiungere tutte quelle persone che oggi lavorano con stipendi inferiori a 1000 euro e leggermente superiori (fino a 1100 sicuro, se non 1200 o addirittura 1300 euro) che smetterebbero di lavorare avendo la possibilità di guadagnare di più o poco meno standosene a casa a far niente.
Tanto per provare a fare un conto, i dati ISFOL comunicano che lo stipendio medio dei precari si attesta a 945 euro al mese, mentre per la Cgia di Mestre sono 836 euro quindi al di sotto dei 1000 euro promessi da Grillo. Ciò comporta che una grande fetta dei precari con il reddito di cittadinanza non lavorerebbe più.
Il numero di questi è molto variabile: si passa dai 3 milioni dell'Istat ai  3,15 della Cgia agli oltre 4 milioni della Cigl.
Siccome sono buono prendo i dati Istat (che sono i più aggiornati): 3 milioni equivalgono ad altri 36 miliardi di euro di spesa.

Totale: 132 miliardi di euro

E a questi manca la fascia 1000-1200 euro. Se considerate che la metà dei contribuenti Irpef dichiara al fisco un reddito inferiore ai 15.723 euro lordi, cioè meno di 1.300 euro al mese mentre il reddito medio degli italiani è di 19.655 euro, fate un po' voi i conti...

Se Grillo mi dice dove li trova...

PS: ah, nemmeno a ripudiare tutti gli interessi (quindi rubando soldi anche a cittadini italiani) si arriverebbe a quella cifra...

@Rebel Ekonomist

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domenica 10 marzo 2013

La MMT applicata: il caso disastroso dello Zimbabwe

Quando la fantasia economica si scontra con la realtà dei fatti.

Ultimamente si sta diffondendo in alcuni ambienti italiani (piace molto ad alcni grillini a quanto pare), sponsorizzata da Paolo Barnard e Federico Rampini, una "nuova" teoria economica: la Modern Monetary Theory.
Secondo quanto hanno in mente Barnard, Rampini e company, la soluzione dei nostri problemi sarebbe quella di riappropiarci della sovranità monetaria e...stampare moneta a go go. Fine dell'austerità, fine dei problemi, tutti felici come prima.

In realtà le cose non stanno così. Prima di tutto questa moda di dare tutte le colpe all'Euro è ridicola: ho già spiegato come la moneta unica fosse un'ottima risorsa per far ripartire il paese, grazie al risparmio sugli interessi da pagare, sprecata non dai banchieri cattivi europei ma da un certo Silvio Berlusconi. Accusare l'Euro di tutti i nostri problemi vuol dire, in conseguenza, salvare le "non" politiche di Berlusconi, Tremonti e amici vari. Ricordo che lo stesso ex premier ha dato la colpa all'Euro della condizione attuale italiana, in modo da giustificare il suo fallimento.

In secondo luogo, risolvere i problemi semplicemente stampando moneta è una favola, tra l'altro con un finale molto brutto per i cittadini. Nella storia vi sono stati diversi esempi, tutti finiti malissimo (la Repubblica di Weimar è il più famoso). Negli utlimi anni un paese in particolare ha seguito de facto i dettami della MMT: lo Zimbabwe.

Il 16 febbraio 2006, come annunciato dalgovernatore della Banca Centrale dello Zimbabwe, il governo aveva stampato 20 500 miliardi di dollari al fine di comprare valuta estera per saldare gli arretrati al Fondo Monetario Internazionale. (fonte)
A maggio 2006 il governo dello Zimbabwe annunciò che avrebbero prodotto ulteriori 60 000 miliardi di dollari (fonte).
Ad inizio 2008, la banca centrale emise una banconota da 10 milioni di dollari. Sempre in quell'anno continuarono ad emettere banconote di valore sempre più alto (50-100-250 e infine 500 milioni di dollari).

Famosa è la banconota da 100 miliardi di dollari, utilizzata per comprare 3 uova al mercato (vedi foto)


Cosa ha prodotto tutto ciò? Prima di tutto, iperinflazione. Come si vede dal grafico (che arriva fino al 2008) i prezzi dei beni sono aumentati a causa soprattutto della troppa massa monetaria immessa nel mercato:

Fonte: France24
La crescita pro capite dal 2001 al 2010 è stata la peggiore AL MONDO, peggio fin di Italia e Haiti (nonostante i disastri naturali di quest'ultima:

Fonte: Economist
Tutto ciò ricordando che il paese ha enormi quantità di materie prime, non sfruttate a causa della corruzione (un problemino che anche noi abbiamo, non è vero?).
La disoccupazione ha raggiunto quota 94% nel 2009, tanto alla fine da spingere il governo ad apristi a valute straniere (dato che la loro, causa inflazione al 231.000.000% data dalla politica monetaria, era carta straccia).
Per quanto riguarda lo stato di salute della popolazione:

"Il 75% della popolazione vive in uno stato di povertà profonda, e i bambini sono i primi a pagarne le conseguenze. Secondo l'organizzazione umanitaria inglese “Save the Children”, 10 dei 13 milioni di abitanti dello Zimbabwe lottano ogni giorno con sempre maggiore difficoltà per ottenere almeno un pasto. Lo Stato è al collasso: il 75 % delle scuole sono chiuse perché gli insegnanti non ricevono lo stipendio o ricevono un salario inadeguato. É scoppiata una lotta tra poveri per l'accaparramento delle scarse risorse disponibili, mentre l'epidemia di colera continua a mietere vittime (senza contare la pandemia dell'AIDS)."(fonte: SMA)
La situazione di povertà in cui vive lo Zimbabwe è stata documentata dal servizio "Elephant story": prodotto da uno dei vincitori del Word Press Photo 2010, David Chancellor, testimonia il modo in cui sopravvivono quotidianamente 12 milioni di persone nello Zimbabwe attraverso fotografie di una realtà nuda e cruda.

Tra l'altro, notizia di un mesetto fa, lo Zimbabwe ha finito i soldi. Curioso viste tutte le banconote che hanno stampato.

Per concludere, ripeto ancora una volta: in economia non esiste la magia. Soluzioni semplici, rapide ed indolori per la situazione italiana non ce ne sono. Chiunque le sponsorizzi o non ha capito/non sa come funziona il mondo o è un ciarlatano.
Bisogna avere pazienza. I problemi italiani sono tanti e, con le dovute proporzioni, simili al caso citato sopra. Non è stampando moneta che si combatte la corruzione, il degrado della scuola (università in particolare), l'inefficienza di giustizia, burocrazia e spesa pubblica, la presenza di varie caste (politica in primis) che bloccano il paese, la dualità del mercato del lavoro (che pesa tutta sui giovani) e così via ma solo riformando, pian piano nel tempo.

Se invece chi governerà sceglierà di uscire dall'Euro, tornare alla Lira ed applicare ciò che Barnard e MMT dicono, vi chiedo solo di farmelo sapere in tempo. Cercare un posto all'estero non è poi così facile..

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sabato 9 marzo 2013

Casaleggio ricatta il M5S:"ha detto che se decidessimo di dare l’appoggio a qualche partito lascerebbe il movimento"

Casaleggio ricatta il M5S: "ha detto che se decidessimo di dare l'appoggio a qualche partito lui lascerebbe il M5S”. Perchè a decidere sono i grillini con votazioni democratiche


Roberto Cotti, 51 anni bocconiano: "Casaleggio ha detto che se decidessimo di dare l’appoggio a qualche partito lascerebbe il movimento"

E' cio che riporta l'Huffington Post in home page. I lettori del blog non ne saranno sopresi: da tempo ho denunciato come Grillo e Casaleggio non siano due portavoci ma due influencer che con le loro dichiarazioni influenzano, manipolano, indirizzano i voti dei grillini a loro piacimento. Questa è solamente un'ulteriore conferma di ciò che ho sempre sostenuto.

Da qui rinnovo il mio appello ai grillini: non siate argilla nelle mani di Grillo e Casaleggio. Voi potete davvero cambiare il modo di far politica e il paese. Avete ora la possibilità di liberarvi da questo guru che non si sa bene chi sia, cosa faccia e dove voglia arrivare.

Le decisioni le dovete prendere VOI con votazioni online trasparenti, punto. Se "Uno vale uno" nessuno può decidere per conto proprio o minacciarvi di andarsene se non viene presa una determinata decisione.


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venerdì 8 marzo 2013

Costa Rica: se è vero, Grillo ha violato le regole del M5S. Se ne andrà fuori dalle palle?

Lo dice la Senatrice Bencini

Alessandra Bencini, neosenatrice del Movimento 5 Stelle, a 'Un Giorno da Pecora', su Radio2, ha dato il suo giudizio sull'inchiesta de l'Espresso, in edicola domani, secondo cui l'autista di Grillo e sua cognata avrebbero tredici società in Costa Rica. Senatrice, cosa ne pensa? "Non lo so, faranno delle indagini se è vero qualcosa". E se fosse vero? "Se fosse vero ha fatto male a fondare il Movimento 5 Stelle". Perché? "Perché noi siamo contro i paradisi fiscali, per cui si dà la zappa sui piedi". Se fosse vero, Grillo dovrebbe lasciare il Movimento 5 Stelle ? "Lasciare non lo lascia, perché è suo. E lui comunque non è candidato". Lei invece lascerebbe il m5S? "No, perché? Nel Movimento si portano avanti delle istanze, tra cui quella sulla fiscalità, di conseguenza si sarebbe dato un po' la zappa sui piedi", ha precisato la Bencini a 'Un Giorno da Pecora'. (fonte)

Sono contento. Il mio appello "Cari Parlamentari 5 stelle, non siate argilla nelle mani di Grillo e Casaleggio" a quanto pare è stato ascoltato e la senatrice Bencini ha detto chiaramente quale sia la posizione del Movimento 5 Stelle. Prendendosi i suoi rischi, vista la fine che fa chi accusa il comico o Casaleggio (" "Se c'è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Io mi sto stufando. Mi sto arrabbiando. Mi sto arrabbiando seriamente").

La domanda ora è: Grillo, se la storia sarà confermata, se ne andrà fuori dalle palle? (citando i termini usati da lui stesso) O lui è diverso dalla Salsi, da Favia, Tavolazzi e tutti gli altri espulsi per sua decisione in quanto violavano le regole del movimento?
Se "uno vale uno", le regole valgono per tutti...


ps: Qui la risposta ai commenti.

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giovedì 7 marzo 2013

Ecco come Grillo e Casaleggio manipoleranno i voti dei grillini nei referendum

Legalmente s'intende

Negli ultimi giorni su internet si è alzato un vento che non so se definire polemico oppure no, spinto da Don Gallo, il quale si è appellato a Grillo al fine di organizzare un referendum sul web per decidere su un eventuale tavolo con il Partito Democratico. Riporto le parole precise di Don Gallo
"Caro Beppe, prova a domandare sul web ai tuoi milioni di elettori se la maggioranza è d'accordo ad andare a sedersi ad un tavolo con il centrosinistra"
Ovviamente sono d'accordo con lui, come concordo sulla necessità di fare un governo di scopo con il PD per attuare le 3-4 leggi di primaria importanza per il paese per poi, nel caso, tornare al voto (ne ho parlato qui).
Come dice anche il non-statuto all'art  4, sono gli utenti della rete a decidere, i cittadini e lo strumendo decisionale è il referendum. Se uno vale uno, si deve far così, non ci sono "se" o "ma" che tengano.

C'è però un problema di cui ho già parlato: Beppe Grillo de facto non è un portavoce del movimento, ma un leader che parla, esprime le SUE idee senza che nessuno sia stato consultato o abbia votato ciò che dice.
Con il suo carisma Grillo diventa ciò che si definisce un "influencer", ovvero la persona che grazie alla rete, ai comizi, alle dichiarazioni su tv e giornali  e alle sue attività riesce a coinvolgere un alto numero di persone influenzando la loro opinione. 
Casaleggio stesso conosce molto bene questa pratica, è ed facile che sia lui a consigliare a Grillo come muoversi, cosa dire e quando dirlo, in modo tale da influenzare le idee dei grillini.


Il comico, sfruttando il carisma, la dialettica aggressiva, la rabbia e la crisi riesce ad esprimere la propria idea in modo tale che, volenti o nolenti, rimanga in testa a tutti quelli che lo ascoltano. Se sta parlando dei principi fondamentali su cui si basa il movimento, nulla da dire; quando però affronta argomenti nuovi, inaspettati come ad esempio la possibilità di un governo con il PD, esprime la sua idea con un mix di violenza e comicità (il "morto" a Bersani) in modo tale da plasmare e manipolare come argilla l'idea che il grillino tipo si stava costruendo.

Capite che, agendo in questo modo, Beppe Grillo volontariamente o no (spero di no) manipolerà i voti di qualsiasi referendum rendendoli inutili? In questo momento lui è un influencer e non lo deve essere. Lui è il portavoce, ovvero la persona che comunica ai giornali, alle televisioni e alla rete le decisioni prese democraticamente dal popolo di internet IN PRECEDENZA! E così deve essere perchè, in caso contrario, la democrazia sarà manipolata e guidata verso tutto ciò che lui e Casaleggio vorranno ottenere.

...E nessuno potrà opporsi...

AGGIORNAMENTO DEL 10/03/13 ORE 23:10

Neanche a dirlo, 2 e 3 giorni dopo questo post sono arrivati i "ricatti" di Casaleggio e Grillo in cui minacciano di lasciare il Movimento 5 Stelle nel caso in cui i grillini votassero l'alleanze con il PD. Sono un profeta?

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Petizione online per chiedere a Grillo di far dimettere gli Scilipoti a 5 Stelle dal Parlamento

Dopo le ultime vicende, direi che è bene cacciare dal Parlamento i grillini che non sono all'altezza, per far posto invece ai tanti 5 stelle capaci che sono stati esclusi 

 PER FIRMARE LA PETIZIONE, CLICCA QUI


A Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle ed elettori tutti: Via gli Scilipoti a 5 stelle dal Parlamento: si dimettano!


E' importante che in Parlamento, dopo 20 anni e più di buio, sia composto da persone non solo oneste, ma anche competenti in diverse materie. Solo così il paese può sperare di uscire dalla profonda crisi ancora in atto che sta gravando sulla popolazione.
Governare non è facile e non è da tutti: sono necessarie molteplici competenze per poter amministrare l'apparato statale e, ove possibile, migliorarlo. Abbiamo avuto negli ultimi tempi politici di dubbia onestà e di sicura incapacità. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
E' ora di voltare pagina e il Movimento 5 Stelle può essere la soluzione giusta, portando quel vento di cambiamento sia a livello morale, sia intellettuale. Ma per fare ciò occorre che solo i più bravi entrino in Parlamento. Con mio dispiacere, alcuni non si sono dimostrati all'altezza ancora prima di metterci piede.
Mi riferisco a tutti i futuri candidati i quali, dopo aver sbancato alle elezioni, hanno rilasciato dichiarazioni preoccupanti, al limite dell'assurdo che stanno ridicolizzando tutto il vostro movimento (forse è per questo che è stato vietato loro di andare in tv?).
Esempi sono: Enza Blundo che vuole dimezzare i parlamentari ma non sa quanti sono; Carlo Sibilia che non sa come funziona il meccanismo della fiducia accordata dalle Camere al governo; Bartolomeo Pepe che prima non sa dove si trovi il Senato e poi risponde con un "Non mi va di essere preso per i fondelli, studieremo e vi faremo sapere" alla domanda "come si elegge il Presidente della Repubblica?" per finire con Paolo Bernini, il quale crede alla bufala del microchip impiantato dal governo USA ai cittadini americani (“ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all'interno del corpo umano, per registrare, per mettere i soldi, e quindi è un controllo di tutta la popolazione. Quelle persone che se lo fanno iniettare non sanno a cosa vanno incontro. Con Internet, visto che molte coscienze si stanno svegliando, queste verità stanno venendo fuori, e infatti noi del Movimento 5 Stelle usiamo molto Internet, siamo coscienti di questa cosa"). Degno del peggior Scilipoti in versione complottista tanto per intenderci.
Questa gente, seppur onesta, in Parlamento non ci deve andare. Non è preparata, quindi inadatta a governare.
Se il Movimento 5 Stelle si ritiene migliore degli altri, lo deve essere in tutto e per tutto. Gente così non è migliore ma tale e quale, se non peggiore dei politici che insultano ogni giorno!
Il paese ha bisogno di gente onesta, competente e che non sia argilla in mani di nessuno.

Grazie dell'attenzione.


Mattia Poletti (Autore Blog Rebel Ekonomist)

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lunedì 4 marzo 2013

Pagare meno interessi sul debito (come dice Grillo) ma senza danneggiare i cittadini

Pagare meno interessi sul debito si può. Ecco come...


Quando Grillo se ne è uscito con la dichiarazione che l'Italia paga troppi interessi sul debito aveva ragione: non ci possiamo permettere di spendere 90 e passa miliardi solo di costo del debito, quindi è necessario cercare un modo per diminuire questa enorme spesa.
Il leader del M5S ha proposto diverse soluzioni più o meno collegate: rinegoziare il debito, non pagare gli interessi, pagarne solo una parte, ricomprarselo tutto.
Considerando che già ora il 65-70% del debito è in mano ad italiani (famiglie, banche, istituti finanziari...), la soluzione di rinegoziarlo/ non pagare gli interessi, come ho già spiegato, andrebbe a danneggiare gli stessi cittadini italiani. Esiste però una soluzione alternativa e migliore: fare in modo che si abbassino naturalmente. Non è così impossibile: già dal 1996 al 2007-8 il famoso spread è andato progressivamente diminuendo, comportando ingenti risparmi (13 miliardi l'anno circa). Peccato però che il governo di Silvio Berlusconi, al posto di diminuire la pressione fiscale, riformare, tagliare la spesa riqualificando anche tutti quei dipendenti poco utili (anche qui, Grillo non ha tutti i torti) come hanno fatto altri abbia sperperato questi soldi contribuendo in maniera decisiva alla crisi attuale che stiamo vivendo sulla nostra pelle.

Guardando infatti in un grafico l'evoluzione della spesa (in rapporto al PIL) primaria e degli interessi sul debito, è visibilissmo ciò che sto dicendo:

Fonte: NoiseFromAmerika


Se andiamo a vedere la storia del costo del debito (aka, gli interessi che paghiamo), notiamo come l'importo sia aumentata negli ultimi 7 anni nel 2007-2008 e poi dal 2010:

fonte: WallStreetItalia
E' chiaro che se riuscissimo a tornare ai livelli del 2006 avremmo un risparmio di 25 miliardi annui, considerando la spesa di quest'anno, da destinare altrove (leggi: diminuire la pressione fiscale).
Come fare dunque? Bisogna diminuire il tasso di interesse che paghiamo. Certamente a parole è facile da dire, riuscirci invece è complicato.

Come avevo già dimostrato, nell'ultimo anno chi ha davvero contribuito alla diminuzione dello spread è stato il governatore della BCE Mario Draghi con i suoi interventi (sia reali che solo verbali). C'è da dire però che Draghi è riuscito a convincere se stesso e la Germania dopo i sacrifici fatti dalla maggior parte di noi italiani (non tutti purtroppo). Per ottenere l'appoggio della BCE bisogna rigare dritto, scordandoci la condotta economica scellerata del governo Berlusconi (ed è un bene, su questo penso siam d'accordo tutti).

Monti ha scelto di puntare tutto su maggiori tasse: se da una parte è comprensibile (i soldi entrano subito), dall'altra ha toppato il passo successivo ovvero, a febbre abbassata, iniziare a riformare tagliano la spesa pubblica, cambiando il mercato del lavoro, liberalizzando i settori in cui vari tipi di caste fanno da padrone e così via (cose che avete già sentito e risentito).

Il consiglio che voglio dare a tutte le forze politiche ed in particolare al 5 stelle (visto il suo peso in Parlamento) è quello di puntare sulle riforme per rendere il nostro paese più credibile e indirizzarlo verso la strada per la crescita. Se riusciranno a fare ciò, anche gli interessi caleranno anche grazie all'intervento della BCE.

Nei prossimi 12 mesi ci sono 310 miliardi di euro (fonte: Tesoro) di debito da rinnovare: ciò vuol dire che l'1% di interesse in meno vale 3,1 miliardi (quasi un'IMU).

La prima strada è quindi di riformare, rendersi credibili e crescere. Vi è poi una seconda strada da seguire: quella di abbattere il debito.

Esiste una corrente a quanto pare sostenuta anche da Grillo che vorrebbe non pagare una parte di questo debito. Le conseguenze sono tali e quali (anzi forse peggiori) a quelle che ho già esposto nel caso di non ripagare gli interessi quindi la via non è questa. C'è però anche qui un'alternativa: la patrimoniale pagata o dallo Stato oppure dai cittadini.

Sulla seconda, che proponeva Ingroia, mi sono già espresso dimostrando come non sia la soluzione migliore (di tasse ne paghiamo già abbastanza direi) anzi, il rischio è che si vada a peggiorare solo la situazione. Rimane quindi quella di Stato che consiste nel vendere attività reali e finanziarie (un approfondimento tecnico è stato fatto dagli esponendi de Fare per Fermare il Declino qui).

E' bene notare che seguendo queste linee guida non si otterrano risultati immediati, ma anno dopo anno nel tempo ed è l'unica soluzione. La pazienza è la virtù dei forti, ed avere tutto e subito non è possibile. Chiunque proponga soluzioni veloci ed immediate sta bleffando.

Siamo a buon punto, questo è vero, ma la strada è ancora lunga e purtroppo il rischio di imboccare l'uscita sbagliata pensando sia una scorciatoia è più vivo che mai. Cerchiamo di non cascarci un'altra volta.

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venerdì 1 marzo 2013

Ecco perchè Grillo ha vietato ai candidati 5 stelle di andare in tv

E no, non è a causa delle trappole dei talk show


Dal Blog di Grillo
Se c'è una cosa che ho sempre criticato a Beppe Grillo e al 5 stelle tutto è il fatto che non volessero scendere in campo confrontandosi con gli altri partiti e candidati. Seppur il comizio sia una cosa ottima (e il loro risultato ne è la prova), nella mia idea di politica e democrazia dibattito e confronto sono i pilastri da cui partire per cercare di migliorare le cose.
E' "facile" parlare da un palco, circondato dalla gente che ti sostiene, senza avere alcun tipo di interlocutore che potenzialmente ti possa confutare le tue proposte ed affermazioni. Il rifiutarsi (come ha fatto Grillo pochi giorni fa annullando l'intervista a SkyTg24) sinceramente non l'ho mai visto di buon occhio.
Per quale motivo non discutere con i dinosauri e zombie della politica con le proprie tematiche, siano esse vecchie, nuove, tradizionali o alternative? Qual è il problema?

Beppe Grillo giusitifica la cosa dicendo che la politica si fa per le strade (giusto ma, ripeto, è necessario anche il dibattito) e che i talk show, i salotti in cui il punto G ti dà l'orgasmo (soprattutto se sei una ragazza carina),  sono delle trappolette da cui star ben lontani. Fa strano sentire lo stesso Grillo nel 2011 invitare i grillini ad andare nei talk show "decisi", dando loro anche dei consigli sul come comportarsi.

Cos'è cambiato da allora? La verità è che il problema non sono le "trappole" ma qualcos'altro. Per prima cosa, il movimento è sempre stato in crescita nei sondaggi quindi non c'era la necessità di andare in tv a raccogliere consensi. L'intervista a Sky era stata annunciata in un momento di flessione del gradimento, subito rientrato grazie al caso Monte Paschi Siena (in cui Grillo però è intervenuto e ha parlato ripreso da tutti).
Come seconda cosa, la più pesante delle due, ci sono i candidati. Perchè il comico genovese ha vietato loro in tutti i modi, con toni anche forti (il "se non vi va bene andate fuori dalle palle" o il "siamo in guerra, con noi o contro di noi") di dibattere in tv?
La risposta l'abbiamo avuta in questi ultimi giorni: la preparazione di alcuni candidati.
Giornalettismo ne ha raccolte un po': si parte da Enza Blundo che vuole dimezzare i parlamentari ma non sa quanti sono, passando per Carlo Sibilia che non sa come funziona il meccanismo della fiducia accordata dalle Camere al governo e Bartolomeo Pepe che prima non sa dove si trovi il Senato e poi risponde con un "Non mi va di essere preso per i fondelli, studieremo e vi faremo sapere" a come si elegge il Presidente della Repubblica. Ma ce ne sono molte altre.
E' nata fin una fan page su Facebook dal titolo "Figuracce a 5 Stelle-F5S" in cui si raccolgono appunto tutte le figuracce dei grillini.

Capite che se questi candidati fossero andati in un talk show sarebbero stati fatti a pezzi e il movimento ne avrebbe risentito. Il motivo quindi, a mio parere, è questo qui: Grillo e Casaleggio sapevano benissimo questa cosa e hanno preferito tagliare la testa al toro fin da subito. Considerando i risultati direi che è stata la soluzione migliore per il movimento.

Poi certo....considerando che ci sarà pure Scilipoti anche questi ci stanno benissimo....

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mercoledì 27 febbraio 2013

Io sono favorevole al governo di scopo PD-M5S

Grillo rifiuta l'alleanza proposta da Bersani. Il movimento insorge su internet. Io sono con loro e vi spiego il perchè.


Ora si vedrà davvero se "uno vale uno" oppure no. Beppe Grillo ha chiuso ogni possibilità di alleanza con Bersani per un governo PD-M5S scatenando l'ira dei grillini che insorgono sul blog del comico e sulla rete tutta.

Io sono con loro: già dopo i primi risultati si capiva che un governo non poteva essere formato e quindi per forza due dei tre maggiori partiti dovevano allearsi per un governo temporaneo (o di scopo) al fine di mettere a punto alcune riforme fondamentali prima del nuovo voto.

Un asse PD-PdL sarebbe disastroso per il paese e basta guardarsi in giro per capire il motivo. Resta quindi l'alleanza fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.
Certamente capisco che allearsi, seppur a termine, con un partito che fino a ieri ti ha duramente criticato e che ora ti tende la mano (per non dire ti lecca qualcos'altro) sai difficle, ma è necessario per il paese.

Tre sono le cose da fare assolutamente, anzi quattro:

1) Nuova Legge Elettorale
2) Legge sul Conflitto di Interessi
3) Dimezzamento del numero dei Parlamentari e del loro Stipendio (primo passo per iniziare a tagliare di 15 miliardi i costi della politica)
4) Nuova Legge sulle Frequenze Tv

Queste sono le 4 cose assolutamente da fare in breve tempo. Fatte queste, o si continua oppure si torna a votare.

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mercoledì 20 febbraio 2013

Grillo in Piazza Duomo propone di lavorare 20 ore a settimana: realtà o populismo?

Quanto costa la proposta di Grillo di lavorare 20 ore a settimana per combattere la disoccupazione? E' realizzabile o meno? Per fortuna c'è la matematica.

Grillo in Piazza Duomo. Fonte: Andkronos
Ieri 100.000 persone (secondo i dati 5 stelle) erano in piazza Duomo ad ascoltare Beppe Grillo nel suo comizio più popoloso e più importante (dato il peso della Lombardia in Senato).

Fra le tante cose dette più o meno vere (una balla letta proprio prima di scrivere l'articolo) ci sono state un paio di dichiarazioni che mi hanno colpito in modo negativo. Ad un certo punto Grillo dice più o meno così
"Ridurre i consumi energetici e lavorare 20 ore a settimana [...] la soluzione per la disoccupazione è lavorare tutti meno"

A parte che dovrebbe spiegarmi cosa intenda per "lavorare tutti meno" (ridurre solo le ore di lavoro o mandare anche la gente in pensione prima?) e mi dimostri che lavorare meno si lavora tutti. 

Non voglio però parlare direttamente di questo, quanto della proposta di lavorare solo 20 ore a settimana. Presumo che Grillo intenda mantenere gli stipendi almeno al livello attuale (e giù son bassi in confronto agli altri paesi occidentali), perchè è la paga minima per vivere (e in alcuni casi sopravvivere). 
E' fattibile? Quanto costa? Basta un po' di matematica e si scopre subito.

Prendo i dati comunicati dalla CGIA di Mestre: su un imponibile di 1.672 euro circa l'impresa deve pagare INAIL, INPS per un totale di 531 euro a cui bisogna aggiungere 37 euro di Irap (ho verificato i conti con il costo di impiegato full time dove lavoro io e quadrano, tanto per avere un'ulteriore conferma) per un totale di 568€. Da quei 1672€, a carico del nostro lavoratore ci sono contributi (159€) ed addizionali (287€), che abbattono la sua paga a 1226€ al mese. 

Lavorare 20 ore a settimana equivale a dimezzare l'imponibile per l'azienda, che passerebbe quindi da 1672€ a 836€. Come detto però, le persone devono percepire lo stesso stipendio del full time per campare. 

Se togliessimo tutte le tasse del full time a carico dell'azienda arriveremmo ad una retribuzione lorda di 1404€.  Mancherebbero 268€ quindi il nostro dipendete non arriverebbe a prendere i 1226 euro al mese che percepisce ora. 
Se però togliessimo IRPEF ed addizionali ecco che  più o meno riusciamo a tornare al livello di prima (se non a percepire qualcosina in più).

Non tanto è tantissimo, però se consideriamo che lavora 20 ore a settimana, è tutto sommato per ora più o meno è accettabile. Se vogliamo però esagerare, i contributi, riuscirebbe ad arrivare a 1500 euro. 
Ecco che abbiamo centrato il nostro obiettivo: far vivere bene economicamente il nostro impiegato facendolo lavorare 20 ore a settimana, proprio come propone Grillo.

A che prezzo però? Le aziende non pagheranno Irap nè verseranno contributi così come i dipendenti, che in più non pagheranno l'Irpef. 
I politici fanno salti mortali per trovare i 32 miliardi per eliminare l'Irap, mi sembra quindi inutile aggiungere altro a riguardo di una proposta del genere.

Questo, in una parola, si chiama POPULISMO. Poi ci chiediamo il perchè non vada in tv a confrontarsi...

@Rebel Ekonomist

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domenica 17 febbraio 2013

Grillo il codardo: fa saltare l'intervista a Sky

Prima annuncia il suo ritorno in Tv, poi all'ultimo si tira indietro. Paura?


Ci risiamo. Quando si tratta di discutere, ecco che si tira indietro. Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, qualche settimana fa aveva annunciato il suo ritorno in tv dopo che i sondaggi lo davano in caduta e oggi, al giorno dell'intervista, con i sondaggi tornati buoni, si rimangia tutto tirandosi indietro annunciandolo sul suo profilo twitter.

Niente più intervista a Sky quindi, nonostante l'attesa quasi come quella di Berlusconi da Santoro e Travaglio.

Se è vero che far politica in piazza è doveroso e necessario, la base della democrazia (e della politica) sono confronti e dibattiti con gli altri, specialmente se si è in corsa per le elezioni più importanti degli ultimi decenni.
Ho sempre criticato Grillo per il divieto ai candidati 5 stelle di andare in tv proprio per questo motivo. Perchè mai qualcuno non dovrebbe confrontarsi se crede che le proprie idee siano giusto e migliori di quelli degli altri? Perchè non umiliare, così come i 5 stelle reputano di fare, i propri avversari? Perchè, ora che ne ha la possibilità, non andare face to face contro Berlusconi a "distruggerlo" come andava dicendo nei suoi spettacoli qualche anno fa?
E' facile far propaganda da un palco senza nessuno che faccia da contradditorio. Più difficile invece discutere, e di inviti ne ha avuti.

Tra l'altro questa sera sarebbe stato su Sky, tv che ha sempre apprezzato (e con lui anche i grillini), non di parte e che già lo aveva ospitato qualche tempo fa. Perchè tirarsi indietro quindi?

Comportandosì così (e non è la prima volta: ricordo dalla D'Amico qualche anno fa che, dopo il suo monologo, appena gli ospiti hanno iniziato a far domande è scappato) fa solo la figura del codardo che prima lancia la sfida e poi fugge impaurito.

Dopo la censura sul social news di Casaleggio (Tze Tze), dopo la censura sul suo blog, le frasi su Favia e Salsi ora questo (ennesima delusione aggiungo).
Noto però con piacere che anche alcuni grillini stiano iniziando a farsi molte domande sul loro "coraggiosissimo e aperto al confronto" leader. Personalmente, uno che si comporta in questo modo lo reputo tale e quale a quelli che giustamente critica e accusa da anni.
  
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domenica 13 gennaio 2013

Tutti i simboli copiati e il vittimismo misto a minacce di Grillo

Di tutti i simboli copiati, solo un partito ha fatto casino spacciandosi per vittima di un "gombloddo"

Eccoli qui: tutti i simboli fasulli, fake, copia degli originali ben più conosciuti (ndr: se qualcuno conosce il giornale da cui è tratta la foto per favore me lo faccia sapere).

Secondo voi, quale di questi ha fatto casino, a modi vittime, lamentandosi e minacciando di non presentarsi alle elezioni?

Se stato pensando a Monti e Ingroia, siete fuori strada. Loro non si sono lamentati molto. Se invece pensate a Beppe Grillo, avete ragione.

E' proprio il Beppe nazionale che minaccia addirittura di non presentarsi alle elezioni n caso vi sia un simbolo che possa confondere gli elettori.

Sia ben chiaro, Grillo non ha tutti i torti sul tema e la furbata è da condannare o quantomeno bisognerebbe rivedere le regole (anche se a detta dei pirati è una vendetta fatta in quanto il primo a "piratare" è stato proprio il comico), ma questo eccessivo vittimismo misto a lagne e al "e io non gioco più ecco" tipico dei bambini di due anni è francamente ridicolo.

Il leader del M5S sa (o dovrebbe sapere) benissimo che queste liste "fasulle" devono raccogliere le famose firme per presentarsi alle elezioni, cosa che dubito possa accadere. Il pericolo quindi non sussiste.

Concludo con un consiglio a Grillo e ai 5 stelle tutti: cercare di passare continuamente per vittima serve a poco o niente. Forse confrontarsi face to face con gli avversari, ad un mese circa alle elezioni, sarebbe una mossa migliore per recuperare i voti che il movimento continua a lasciare per strada (a favore del Pdl a quanto pare, cosa molto grave).

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venerdì 14 dicembre 2012

Grillocracy: "Ognuno vale uno, ma qualcuno vale più di uno"

Analisi delle ultime vicende all'interno del Movimento 5 Stelle

Beppe Grillo si è decisamente mostrato per ciò che è: il leader padre e padrone del Movimento 5 Stelle. il Master of Puppets (citando i Metallica) dei grillini.

Chi è con lui e lo venera in tutto e per tutto è ok. Chi invece osa criticare o chiedere spiegazioni e creda non sia poi così tanto democratico "vada fuori dalle palle".

Questa è la Grillocracy, la democrazia secondo Beppe Grillo.

A farne le spese sono gli ultimi due "dissidenti", Francesco Favia e Federica Salsi, colpevoli uno di aver svelato la non tanta democrazia all'interno del movimento in un fuorionda a Piazzapulita, l'altra di essere andata a Ballarò, un talk show televisivo, a confrontarsi con altri politici e più o meno esperti (cosa che il Grillo non fa mai, chissà perchè poi). Entrambi sono stati de facto buttati fuori dal movimento dal comico, dimenticandosi che la democrazia si basa anche sul confronto e sulla critica. Anzi, questi due ne sono la base.
Una cosa che però Grillo fa è quella di andare in tv a farsi intervistare senza però contradditorio. Lui però in tv ci puoi andare...

Ammetto di non essere stupito: da tempo infatti vado sostenendo che nel movimento due decisono e gli altri si devono adeguare e di conseguenza il motto "uno vale uno" sia palesemente uno spot degno del peggior populismo di Silvio Berlusconi (e vedendo i sondaggi noto come qualcuno se ne sia finalmente accorto).
George Orwell nell'ultimo capitolo di Animal Farm dice "All animals are equal but some animals are more equal than others" ("Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri", frase scritta al posto dei 7 comandamenti). Ecco, nel caso di Grillo la frase potrebbe essere "Tutti i grillini sono uguali, ma qualche grillino è più uguale di altri".

O meglio, "Ognuno vale uno, ma qualcuno vale più di uno".



 

giovedì 6 settembre 2012

A Piazzapulita Favia denuncia la non democrazia e la censura nel M5S. Io non sono stupito

Casaleggio, Grillo e la mancanza di democrazia nel 5 Stelle: chi mi segue sa bene che queste cose le dico da tempo

Avrete capito che non sono il più grande fan del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo per i motivi che più volte ho esposto su queste pagine. A dar manforte a ciò che vado sostenendo da tempo ci ha pensato Giovanni Favia, esponente del M5S, che ha Piazzapulita denuncia ciò che succede a capo del movimento. Il video dell'intervista è questo:


Questa è anche una mia grande, grandissima vittoria. Io stesso sono stato vittima della censura (assieme ad altri) per aver osato criticare Casaleggio, Grillo&company quindi so bene di cosa Favia sta parlando.

Son curioso di vedere ora le reazioni in rete e dei membri stessi del 5 Stelle.

PS: sì, quando ho ragione (andando contro tutti) gongolo e tanto anche. Detto ciò, spero che i grillini chiedano spiegazioni pubbliche ai loro leaderse soprattutto quelli del 5 Stelle prendano le distanze da questi signori.

mercoledì 1 agosto 2012

TzeTze e la censura di Grillo/Casaleggio

La rete è bella solo quando ti appoggia, vero Grillo?

Questo è un articolo un po' diverso dagli altri. Non riguarda (almeno direttamente) questioni economiche o politiche, ma il sottoscritto e questo blog. Mi sembra corretto riportare ciò che è successo visto la popolarità del personaggio e la sua partecipazione alla vita politica del paese attraverso il Movimento 5 Stelle.

Circa un anno fa fece la sua apparizione un nuovo aggregatore di notizie creato dalla Casaleggio Associati di nome TzeTze. Come si legge dal sito:

"TzeTze pubblica in tempo reale le notizie scelte dagli utenti.
È un palinsesto dinamico originato dagli utenti, aggiornato ogni mezz’ora, che seleziona da siti rigorosamente solo on line, che non hanno quindi una derivazione cartacea o televisiva, le informazioni in base alla loro popolarità e attualità.
L’inserimento del simbolo della mosca (bottone tzetze) a margine della notizia pubblicata nel proprio sito o blog consente di farla votare ed essere visibile nel portale tzetze.
L’obiettivo di TzeTze è di promuovere l’informazione indipendente in Rete svincolandosi dai mainstream media e di pubblicare le notizie in funzione dell’importanza attribuita loro dagli utenti."

Sinceramente l'ho scoperto per caso in quanto fonte di traffico (probabilmente un utente inserì la mia notizia che andò in prima pagina) e da lì l'ho utilizzata sempre inserendo le notizie (le quali, da quanto ho capito, venivano filtrate dagli amministratori e posizionate in base alle condivisioni su Facebook). Devo dire che il 99.9% di esse finirono in prima pagina portando una gran quantità di visite, commenti, condivisioni e sì, incrementando un poco i guadagni.

Tutto questo fino a Aprile circa, poi più nulla. TzeTze tolse l'opzione dell'inserimento manuale delle notizie (ancora oggi è impossibile). Si può solamente segnalare una fonte. Ho segnalato più volte questo blog ma niente, non ci sono più. Nessuna mia notizia è stata più pubblicata, nemmeno quelle più condivise su facebook o votate con il simbolino della mosca.

Andando a vedere scopro che tutto questo ha inizio circa un mese dopo la pubblicazione di un articolo in cui civilmente ho criticato il comico. A quello poi ne seguirono (pochissimi) altri nel mese di giugno.

Certo, Grillo non gestisce TzeTze, lo fa la Casaleggio Associati: mi pare superfluo fare 1+1.

Scopro poi di non essere l'unico ad aver ricevuto il "ban". Pensate un po', "I Segreti della Casta di Montecitorio", il blog del famoso SpiderTruman, è stato bannato! Anche lui dopo un articolo "contro" Beppe Grillo! Alla faccia della democrazia, della libertà di stampa, informazione e critica!

Se poi andate su google e cercate "Beppe Grillo censura", troverete molti altri utenti bannati/censurati dal suo blog per gli stessi motivi! Per non parlare del filmato rimosso da Youtube.

Mi spiace, ma le persone, soprattuto se sono politici, si giudicano anche per le piccole cose. Per questo motivo io il mio voto a Grillo non lo darò mai e poi mai. E non venitemi a dire che il 5 Stelle non è lui: ad oggi è così. Se poi si distaccherà (cosa che consiglio loro di fare) allora ne possiamo parlare.

Per concludere, riprendendo le parole di SpiderTruman, se avete voglia e tempo, andate qui e segnalate questo blog ai gestori del sito tzetze di Beppe Grillo http://www.tzetze.it/new_source.php, basta che inseriate il nome del sito "The Rebel Ekonomist" e l'url "http://therebelekonomist.blogspot.com". Ci perdete al massimo 10 secondi.

PS: Nel caso il blog verrà reinserito, lo scriverò pubblicamente.
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martedì 26 giugno 2012

Perchè Grillo ha detto quelle cose sulla Siria?

Hanno fatto giustamente indignare tutti le parole di Grillo sulla questione "Siria". Ma perchè Grillo se ne è uscito con queste cose?


I massacri in Siria? «Ci sono cose che non possiamo capire. Non sappiamo se sia una vera guerra civile o si tratti d'agenti infiltrati nel Paese»

Queste sono, assieme alla sparata sull'Iran-Usa (più farina del sangue del padre della moglie Parvin, Nasratollah Tadjk), le parole giustamente contestate a Beppe Grillo. Considerando che queste tesi sono sostenute dai vari complottisti come Giulietto Chiesa, mi pare superfluo star qui a discutere su pirlate del genere.

Tengo a sottolineare però che il comico è uscito con questa cosa dopo che sul suo blog è apparso un breve articolo scritto da (mi pare di capire) una lettrice, tal Lucia P. dal titolo "In Siria è atrocità senza fine". L'articolo dice cose giuste, ma vi invito a leggere i vari commenti scritti dai lettori del blog. Uno in particolare che li riassume tutti, di tal "zapper" (sì perchè senza metterci la faccia è più facile scrivere idiozie):

i commenti sono confortanti, la maggior parte non si beve queste panzane. ma come mai è stato scelto un post sfacciatamente pro-NATO? che aria tira? si voleva solo tastare il terreno? non è che si vuole fare occhiolini a "qualcuno"? nessuno se lo domanda?
Su una cosa ha ragione: si voleva tastare il terreno e i risultati li vediamo nell'intervista.

La domanda è: che ne pensa il Movimento 5 Stelle di tutto ciò? E da chi è composto? Da gente come Lucia o da gente come zapper? (tra l'altro nickname perfetto. Andasse davvero a zappare al posto di scrivere su internet).

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domenica 17 giugno 2012

Travaglio, hai torto marcio e ti spiego il perchè

L'intervista di Travaglio ha Beppe Grillo a sollevato una marea di critiche al giornalista. Critiche, a mio modo di vedere, sacrosante


Lavorare come giornalista in un quotidiano italiano ed intervistare l'uomo del momento, Beppe Grillo, è un privilegio che per anni non è stato dato a nessuno, fino a pochi giorni fa. Marco Travaglio, da sempre pupillo di Grillo, ha avuto questo privilegio e sulle pagine de "Il Fatto Quotidiano" ha posto alcune domande al comico/politico genovese. E qui arrivano le critiche.
Travaglio ha fatto delle domande banali, scontate e in alcun modo critiche verso Grillo e/o il Movimento 5 Stelle da lui guidato assieme a Casaleggio. Molti giornalisti e bloggers lo hanno criticato proprio per questo "buonismo" nelle domande, quasi da evitare di mettere in cattiva luce colui che da molti è visto come il "salvatore della patria" tanto da indurre lo stesso Travaglio ad una contro risposta ai suoi colleghi giornalisti.

Scrive Travaglio:

Da quando abbiamo pubblicato un lungo colloquio con Grillo, riceviamo lezioni di giornalismo dai migliori servi del regime, tutta gente che non ha mai fatto una domanda in vita sua o, se gliene scappava una, correva a chiedere il permesso a Berlusconi o a Bisignani. Alcuni ci spiegano che le domande erano sbagliate, senza peraltro suggerirci quelle giuste

Ha ragione: giornalisti servi che non hanno mai fatto una domanda seria e giusta (oserei dire ragionevole) ai vari Berlusconi, Tremonti, Bossi etc etc sono gli ultimi a potersi lamentare. Ciò però NON giustifica il comportamento anch'esso da servo tenuto dal giornalista del Fatto nei confronti di Beppe Grillo. E' facile porre (o voler porre) domande scomode a chi ti sta antipatico, molto più difficile è farle a chi ti ha sostenuto da sempre, a chi ti permette di tenere una "rubrica" sul suo blog ("Passaparola"), a chi consideri l'uomo capace di distruggere la politica italiana.

Personalmente ritengo Grillo migliori di tutti i politici citati ma non per questo deve essere esente da domande scomode o da critiche (e questo lo dico a Travaglio, ma anche a molti miei lettori). Mi sarebbe piaciuto leggere le domande segnalate sul blog "ilnichilista", che ritengo molti più corrette e pertinenti.
Porre domande facili (da "servo" come ho provocatoriamente scritto) pone il giornalista Marco Travaglio allo stesso infimo livello dei suoi colleghi che lui stesso ha criticato negli anni e critica nella sua controrisposta. Dirò di più, lo pone al di sotto degli stessi, visto che dovrebbe essere lui il primo a dare il buon esempio seguendo ciò che ha sempre sostenuto.

Come sempre, la COERENZA, questo termine semi-sconosciuto in Italia, prima di tutto.

PS: vorrei far notare che, in questo blog, il sottoscritto critica tutto e tutti senza guardare in faccia a nessuno, premiando con lo stesso metodo quando è il caso di farlo.

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