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lunedì 2 giugno 2014

"Grillusconi is back". Dal #vinciamonoi alle accuse di brogli elettorali

Accettare le sconfitte è sempre difficile, specialmente quelle elettorali. Se poi per tutto il periodo di campagna elettorale hai usato come slogan #vinciamonoi ecco che perdere con il 20% di voti in meno quasi brucia tantissimo.

Per questo Grillo è stato zitto in un primo momento, per poi tuonare sul suo blog denunciando "brogli" nei comuni rossi. Ovviamente, essere doppiati dal partito vincente quando si pensava di essere i primi in Italia è inaccettabile, ergo sicuramente ci deve essere qualche cosa in più, qualche cosa di irregolare, un qualche "complotto".

Non è mica colpa delle assurde dichiarazioni fatte in campagna elettorale, dei toni utilizzati e del tentare sempre di attaccare l'avversario, proponendo poco o niente e quel poco argomentato malissimo (vedi intervista da Vespa). No, sicuro gli altri hanno barato. Se poi a riportarlo è un sito chiaramente lontano dal complottismo come Informare X Resistere, allora deve essere per forza vero.

Curioso perchè la stessa cosa era accaduta nel 2006 (ad esempio): protagonisti Prodi e Berlusconi, con quest'ultimo che imputava la vittoria del primo grazie a brogli elettorali. Berlusconi, quello che Grillo ha preso in giro, appellato con soprannomi divenuti famosi nel Bel Paese.

E non vogliamo ricordare questo spezzone di un suo spettacolo in cui derideva quel Berlusconi che si lamentava dei brogli:




Ecco. Ora lui è uguale. Due nemici, opposti all'inizio, che agiscono sempre di più allo stesso modo. Ed è proprio chi lo accusava, che ora lo imita comportandosi allo stesso modo. Anzi, peggio.

@RebelEkonomist
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domenica 2 giugno 2013

Alemanno compra i vostri voti...legalmente s'intende


Ammetto di aver seguito poco (per vari motivi) le elezioni a Roma però oltre al crollo del Movimento 5 Stelle che esce parecchio ridimensionato da questa tornata elettorale (cosa che non mi stupisce fra l'altro) e un sempre più diffuso rifiuto da parte dei cittadini ad andare a votare c'è davvero ben poco di nuovo da dire.

Una vicenda letta per caso fra le dozzine di stupidate che si condividono su Facebook ha però acceso il mio interesse sulle elezioni romane. Pare che il sindaco uscente Gianni Alemanno stia "barando" promettendo assunzioni nel settore pubblico per due anni (oltre ad altre proposte ridicole). News di questo tipo rimbalzano sul web da inizio maggio, ma visti i risultati e il ballottaggio è bene parlane chiaramente ora per gli elettori che andranno a votare settimana prossima.

Come denuncia il candidato del PD Marino:

"A pochi giorni dal ballottaggio, apprendiamo che il sindaco uscente Gianni Alemanno vuole assumere centinaia di persone con i soldi del Comune e con criteri non chiari."

Se approfondiamo scopriamo che:

"La denuncia era partita stamattina dal consigliere Pd capitolino Antonio Stampete e riguarda l’annuncio di possibili nuove assunzioni da parte di Risorse per Roma. Questa mattina l’azienda partecipata del Comune ha fatto partire 106 lettere di assunzione: una tempistica quantomeno sospetta per una spa che, riporta Repubblica, conta in organico quasi 600 persone, di cui 469 impiegati, 84 quadri e 12 dirigenti, con una spesa per il personale di 24,8 milioni di euro, assolutamente spropositata rispetto ai ricavi."

(sulle aziende partecipate dai comuni et simila non dico nulla)

Promettere assunzioni nel settore pubblico per accaparrarsi qualche voto extra è una pratica che in Italia si fa da decenni (pensate solo a tutte le assunzioni a random negli anni '70-'80): de facto, è un comprarsi il voto in modo del tutto legale. Certo, quelle persone assunte per lavori inutili (o poco utili/meno utili di altri se volete essere meno cattivi) qualcuno le deve pagare con le proprie tasse...lascio a voi indovinare chi.

Ah, però tasse che diminuiscono, visto che i romani con reddito al di sotto dei 15mila euro, se voteranno Alemanno, non pagheranno l'IMU sulla prima casa. Aumento della spesa (inutile) da una parte, diminuzione delle entrate fiscali dall'altra. Quando il bilancio è un'opinione..

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lunedì 11 marzo 2013

Riflessione sulla composizione sociale del voto nelle elezioni politiche 2013

Chi ha votato Rivoluzione Civile? Chi il PD? Chi il PDL? Chi Monti? Chi il M5S? Ecco tutti i dati con una riflessione

Il sito Demos.it ha pubblicato sul suo sito i dati sulla composizione sociale del voto nelle scorse elezioni politiche 2013. In pratica, hanno guardato la percentuale presa da ogni partito in base alla categoria socio-professionale dei votanti.
I risultati sono molto interessanti. Ecco la tabella riassuntiva:


Il dato che salta subito all'occhio è il voto dato dagli operati: 21.7% alla coalizione di Centro-Sinistra contro il 25.8% al Centro-Destra di Berlusconi e addirittura il 40.1% al Movimento 5 Stelle.Ciò mostra quanto disastrosa sia stata la scelta della sinistra di puntare su Vendola, colui che è sempre stato vicino agli operai senza evidentemente guadagnare la loro fiducia.

Non tanto curioso il voto delle casalinghe al PDL: il rimbambimento misto al palese conflitto di interesse delle reti Mediaset è tutto qui.

I pensionati si sono divisi fra PD e PDL: il primo lo hanno votato sia perchè unica alternativa da loro conosciuta a Berlusconi (il M5S, non usando internet, in pochi lo hanno considerato e Monti evidentemente non era ben visto) sia forse per tradizione; il secondo principalmente per lo stesso motivo delle casalinghe e per la faccenda della lettera sul rimborso dell'IMU e tutti i proclami collegati (come il sottoscritto aveva ipotizzato il giorno dopo le elezioni).

Curioso infine il voto di imprenditori, autonomi e liberi professionisti, i quali non hanno scelto come primo partito il PDL, ovvero chi teoricamente dovrebbe rappresentarli meglio, preferendo Grillo.

5 Stelle che trionfa anche fra i disoccupati (forse per via del fantomatico reddito di cittadinanza) e studenti (qui è più normale vista la loro presenta sulla rete).

Queste mie riflessioni vengono confermate dai due grafici in cui si confronta quello è che stato il voto alle elezioni 2013 con quello che fu nel 2008.

Voto dei lavoratori autonomi e degli imprenditori


Voto degli operai


Come si nota, il PDL ha perso la metà dei voti sia di imprentitori ed autonomi, sia degli operai mentre il PD ha perso circa un terzo del voto degli operai. Ciò vuol dire che il Centro-Sinistra non è riuscito a "rubare" nè il voto degli imprenditori nè il voto operaio perso dal Centro-Destra i quali hanno scelto il Movimento 5 Stelle (complimenti a Grillo e company).
Qui è il fallimento del Partito Democratico. Non ha ascoltato il consiglio di un non elettore come il sottoscritto durante le primarie, chissà se ora ascolterà quello di pochi giorni fa....

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martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: chi ha votato Berlusconi? Una questione di età e di Imu

Nessuno lo dice, ma in tanti lo votano. Chi sono? E perchè? Un'analisi citando due cifre.

dal Sole 24 ore
Alla fine ha fatto il botto. Silvio Berlusconi, dato per finito non meno di qualche mese fa, è riuscito quasi a pareggiare una partita divenuta apparentemente impossibile da vincere. Mi duole dirlo, ma è stato un capolavoro elettorale partito quella sera da Santoro in cui è "risorto" (alla faccia di chi mi insultava quando dicevo che aveva stravinto il confronto), alla costante presenza nelle varie trasmissioni (alla faccia del conflitto di interessi e della par condicio), all'ultima mossa a sorpresa della lettera sul rimborso dell'Imu (alla faccia della trasparenza. Spero voi tutti l'abbiate bruciata come ho fatto io nel video). Proprio su questo ultimo punto mi voglio soffermare per fare due conti e capire.

Tutti spero sappiate che la lettera sul rimborso dell'Imu prometteva di rimborsare l'Imu versato nel 2012 consegnando la lettera che i cittadini avrebbero ricevuto nel caso in cui Silvio Berlusconi sarebbe diventato Ministro dell'Economia. Sinceramente io avevo trovato la proposta molto chiara, peccato non sia stato così per tantissimi anziani i quali si sono fiondati alle poste e, lettera in mano, abbiano chiesto la restituzione dei loro soldi. Alla risposta "Ma la lettera è l'altra, quella che vi arriverà se andrà lui al governo", quanti pensate lo abbiano votato in più, determinando il risultato che nessuno si aspettava?

Facciamo due conti: considerando "anziano" un cittadino medio che abbia dai 60 anni in su, abbiamo un bacino di 16.313.399 (dati istat) potenziali anziani che si sono accodati alle poste.

Ovviamente non tutti loro ci sono andati, ma visti i vari articoli sui giornali sicuramente non sono stati pochi. Aggiungo inoltre che uno studio effettuato nel 2001 e nel 2006 dal professor Pietro Ignazi sull'elettorato di Forza Italia dimostra che chi ha votato Berlusconi è principalmente un elettore di età avanzata o molto giovane, con scarsa istruzione (titolo di studio medio, medio basso) e che principalmente si informa dalla televisione.

Da ciò possiamo dire che di quei 16 milioni almeno 1/4 se non 1/3 abbiano votato Berlusconi confermando la loro intenzione al voto o cambiando idea dopo la lettera sul rimborso dell'Imu? Stiamo parlando di una fascia fra i 4.078.349 e i 4.894.019 voti.
Considerando che Berlusconi ha preso 6.829.135 voti (dati ministro interno) al senato (coalizione 9.405.786) e alla Camera 7.332.667 vuol dire che la lettera è stata determinante.
Certo, una parte più o meno grossa lo avrebbe votato lo stesso, ma visto che il PdL navigava intorno al 15% prima dell'Imu, direi che come conti bene o male ci siamo (parliamo di un paio di milioni di voti, quindi la metà del numero calcolato sopra, pari al 7%).

Imu + Anziani ed il pareggio è quasi raggiunto: E' stata una mossa astuta? Certamente sì, come certamente poco dignitosa (per quelli che: cosa ce ne frega di quello che fa lui nella vita privata) ma solo così riesco a spiegarmi questo risultato.

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lunedì 25 febbraio 2013

Elezioni 2013: chi vince e chi perde

Una riflessione a caldo sui primi risultati elettorali

Finalmente le elezioni sono finite e possiamo già ora tirare le somme sui risultati ufficiosi che in tempo reale escono dalle varie agenzie.
Chi ha vinto e chi ha perso le elezioni forse più importanti degli ultimi 50 anni? Ascoltando i vari politicanti nelle tv, come sempre, tutti hanno vinto e nessuno ha perso (tranne Casini che questa volta non ha potuto non dire di aver perso, dati i pochissimi voti che ha preso).
Sui numeri c'è poco da dire, sulla storia di quei numeri e sulle aspettative e speranze invece qualcosina c'è.

Partiamo dalla grande "non vittoria" (citando Bersani) del Partito Democratico: dato come sicuro vincitore con largo distacco, ha pochi voti di vantaggio alla Camera e rischia di non ottenere la maggioranza in Senato. Come spesso accade, riesce a perdere facendo tutto da sè.

I grandi vincitori sono Beppe Grillo (Movimento 5 Stelle) e Silvio Berlusconi (PdL), il primo andato largamente oltre le aspettative (12-15% fino ad un mesetto fa, ultimamente al 18% e probabilmente finirà dal 22 al 25% se non di più), il secondo dato per finito (e in un paese normale lo sarebbe stato da tempo, ndr) e che invece è il secondo partito d'Italia, con possibile maggioranza in Senato.

Il grande sconfitto è Mario Monti: l'ex Premier tecnico è andato in calando di settimana in settimana. Era il leader preferito dagli italiani, ora lotta per superare la barriera della doppia cifra.

Disastrosi Ingroia (Rivoluzione Civile), Casini (UDC), Fini (FLI) Giannino (Fare per Fermare il Declino): tutti ampiamente al di sotto delle rispettive aspettative.
Ingroia lo si dava praticamente per certo alla Camera e invece rischia di non superare nemmeno il 2% (la metà quindi della soglia per entrarci); Casini e Fini speravano di rilanciarsi appoggiando Monti e invece sono affondati; Giannino si è ufficialmente suicidato da solo con la storia delle lauree e del Master falsi (alla faccia di quelli che millantavano il 6%. Come dissi, un buon risultato per loro sarebbe stato superare il 2%).


In tutto ciò però, consentitemelo, a perdere davvero siamo noi cittadini e, se siete givoani come me, il nostro futuro...

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venerdì 22 febbraio 2013

Video: Io, giovane blogger, do fuoco alla lettera di Berlusconi sul rimborso Imu

Quando ce vo' ce vo'

Una Foto presa dal video: Lettera di Berlusconi in fiamme

Era tanto che aspettavo che mi arrivasse la lettera di Rimborso Imu 2012" di Silvio Berlusconi proprio per fare questo video che spero lanci un messaggio importante e faccia cambiare idea a chi intenda votare alle elezioni Silvio Berlusconi (oltre a far ridere un po', che fa sempre bene).

Buona visione!




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giovedì 21 febbraio 2013

La patrimoniale di Ingroia: populismo o soluzione ai problemi del paese? Analisi e commento

Vediamo i numeri che ci dicono.


Il cavallo di battaglia (anzi, battaja) di Ingroia è la patrimoniale ai grandi patrimoni detenuti dai cittadini italiani che, secondo lui, sarebbe un'ottima soluzione per risolvere i problemi dell'Italia, abbattendo il debito e diminuendo le tasse ai cittadini più poveri (in primis, eliminando l'Imu sulla prima casa).

Una proposta del genere è fattibilissima, ma quali risultati porterà? Davvero è una soluzione ai problemi di un paese malato come l'Italia? Proviamo a vedere i numeri e a fare qualche considerazione.

Partiamo dal video preso da Servizio Pubblico in cui Ingroia spiega a Santoro il suo progetto di patrimoniale:



Prima di tutto, qualcuno dovrebbe spiegare ad Ingroia che la patrimoniale aggredisce il patrimonio e non il reddito: una persona può avere un reddito elevatissimo ma un patrimonio di poco valore (ad esempio, non possiede alcun tipo di attività reale o finanziaria e vive in affitto/camera di hotel a 5 stelle) o viceversa, uò avere un reddito basso ma un patrimonio di grande valore (la casa lasciata in eredità dai nonni).

Seconda cosa: l'imu è una patrimoniale, quindi sostituire l'imu con una patrimoniale è fa ridere. Se proprio vogliamo, la "patrimoniale" intesa da Ingroia è un prelievo straordinario che si fa una volta e via, l'Imu invece viene prelevata tutti gli anni. Detto ciò, esso quest'anno ha pesato in media 200€ a famiglia, 16,67 euro al mese ovvero 8.34€ a persona. Il problema non è l'Imu sulla prima casa. Aggiungo inoltre che aumentando gli stipendi di 25 euro al mese una famiglia con due redditi guadagnerebbe il triplo di quella cifra in un anno.

Veniamo ai numeri: il candidato di Rivoluzione Civile la vorrebbe applicare a quel 10% dei più ricchi.
La Banca d'Italia ci dice che questo famoso 10% ricco possiede il 45.9% della ricchezza totale (reale e finanziaria quindi) pari a 8.619 miliardi di euro. Ciò vuol dire che essi possiedono 3956.12 miliardi di euro.

Il problema è che l'ultimo decile calcolato dalla Bd'I parte da 559.500€ (tav E1, pagina 65), mentre a quanto pare Ingroia vorrebbe applicarla ai patrimoni di 1.5 milioni di euro (lui dice redditi ma credo qui intenda patrimoni). Considerate che di questo 10%, il 9% possiede una ricchezza in media pari a 1 milione 280 mila euro quindi in molti sono al di sotto della soglia.
Sicuramente sopra invece si trova l'1% più ricco, con una media poco inferiore a 4 milioni 700 mila euro.

Da quanto capisco dal video, Ingroia vorrebbe bypassare il problema dell'operaio che ha ereditato la casa di cui sopra dicevo, applicando la patrimoniale solo ai redditi superiori al milione di euro che fanno parte di quel 10% di cittadini ricchi. Nella pratica: ricchezze superiori il milione e mezzo detenute dalle famiglie con reddito superiore il milione. Non so se lui abbia già i dati corretti, ma tenete conto che nel 2011 in 796 hanno dichiarato una cifra superiore al milione di euro, mentre oltre i 500mila sono 3.641 persone, per un totale pari allo 0.01% dei contribuenti
Ci sono gli evasori mi direte: vero, però quelli sono soldi potenziali e non si sa quanto si riesca a recuperare in più rispetto a quanto già fatto dal governo Monti.
Potrei quindi azzardare che i soggetti colpiti di sicuro saranno quelli facenti parte l'1% più ricco. la loro ricchezza totale è del 13% sul totale, ovvero 1120 miliardi di euro.

Che percentuale applicare? Non l'ho trovato da nessuna parte. Ipotizzando l'1% il gettito sarebbe di 11.2 miliardi di euro. L'imu verrebbe coperta per nemmeno 3 anni e in più dopo ci sarebbe un buco di bilancio di 4 miliardi annui.
Si potrebbe aumentare la percentuale di prelievo sulla ricchezza, portandola al 5%. Il gettito sarebbe di 56 miliardi di euro. L'Imu prima casa verrebbe coperto per 14 anni giusti giusti, in alternativa si potrebbe dimezzare l'Irap (17.5 miliardi) ma anche qui dopo 3 anni avremmo lo stesso problema.

Stiamo inoltre considerando che questi soggetti non vendano il proprio patrimonio e rimangano in Italia, dato che spagherebbero in media allo Stato, se tassati al 5%, 235 mila euro. A meno che siano molto patriottici, con uno scenario del genere vedremmo quella ricchezza reale e finanziaria in vendita, o più semplicemente gente che fugge all'estero

In questi termini, la proposta verrebbe bollata come "Populismo". Voglio però essere buono con lui e considerare tutto il 10% più ricco, senza guardare al reddito (non ho idea di come faccia a sapere con precisione chi di questa fetta abbia un reddito superiore al milione o milione e mezzo di euro. Non servirà dirvi che, con il mio calcolo, i soldi sono molto più superiori al gettito reale).
In questo caso, essendo l'imponibile più alto, un'imposta dell'1% porterebbe nelle casse dello stato 39 miliardi e mezzo. Una bella somma, che però avrebbe gli stessi problemi di sopra. Per lo stesso motivo eviterei di aumentare l'imposta che in questo caso grava molto di più sulla famiglia visto che stiamo considerando tutti i redditi e non solo gli over 1/1.5 milioni di euro.
Vedersi un'ondata di case in vendita in un paese dove il mercato immobiliare non sta passando un bel momento non mi pare proprio salutare per il paese.

Avrei anche da discutere su ciò che Ingroia dice dei ricchi, ma di quello me ne occuperò in un altro articolo.

Cosa ne penso io? La patrimoniale potrebbe essere un'aggiunta, un'entrata extra per tappare qualche piccolo buco in una riforma però molto più grande. In questi termini potrei anche accettarla, ma è già stata fatta da Amato e i risultati si sono visti (aka: se li son mangiati tutti senza riformare un fico secco) e le alternative non mancano (far fare la stessa cosa, ma allo Stato, che di attività ne ha molte).
Ricordo inoltre che quei soldi prelevati andranno ad intaccare il reddito spendibile di quelle famiglie le quali, di conseguenza, si ritroveranno con meno soldi da spendere influenzando negativamente i consumi già in calo da tempo. 
In conclusione, non credo quindi sia una buona idea utilizzarla per eliminare un tassa come l'Imu sulla la prima casa (che, a conti fatti, pesa poco sulle famiglie) ed è troppo bassa per eliminare/ridurre quelle imposte (come l'Irap) che davvero gravano su redditi, imprese, consumi e quindi crescita.
Populismo? Forse è troppo definirlo tale. Di sicuro, non è la soluzione.

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mercoledì 20 febbraio 2013

Grillo in Piazza Duomo propone di lavorare 20 ore a settimana: realtà o populismo?

Quanto costa la proposta di Grillo di lavorare 20 ore a settimana per combattere la disoccupazione? E' realizzabile o meno? Per fortuna c'è la matematica.

Grillo in Piazza Duomo. Fonte: Andkronos
Ieri 100.000 persone (secondo i dati 5 stelle) erano in piazza Duomo ad ascoltare Beppe Grillo nel suo comizio più popoloso e più importante (dato il peso della Lombardia in Senato).

Fra le tante cose dette più o meno vere (una balla letta proprio prima di scrivere l'articolo) ci sono state un paio di dichiarazioni che mi hanno colpito in modo negativo. Ad un certo punto Grillo dice più o meno così
"Ridurre i consumi energetici e lavorare 20 ore a settimana [...] la soluzione per la disoccupazione è lavorare tutti meno"

A parte che dovrebbe spiegarmi cosa intenda per "lavorare tutti meno" (ridurre solo le ore di lavoro o mandare anche la gente in pensione prima?) e mi dimostri che lavorare meno si lavora tutti. 

Non voglio però parlare direttamente di questo, quanto della proposta di lavorare solo 20 ore a settimana. Presumo che Grillo intenda mantenere gli stipendi almeno al livello attuale (e giù son bassi in confronto agli altri paesi occidentali), perchè è la paga minima per vivere (e in alcuni casi sopravvivere). 
E' fattibile? Quanto costa? Basta un po' di matematica e si scopre subito.

Prendo i dati comunicati dalla CGIA di Mestre: su un imponibile di 1.672 euro circa l'impresa deve pagare INAIL, INPS per un totale di 531 euro a cui bisogna aggiungere 37 euro di Irap (ho verificato i conti con il costo di impiegato full time dove lavoro io e quadrano, tanto per avere un'ulteriore conferma) per un totale di 568€. Da quei 1672€, a carico del nostro lavoratore ci sono contributi (159€) ed addizionali (287€), che abbattono la sua paga a 1226€ al mese. 

Lavorare 20 ore a settimana equivale a dimezzare l'imponibile per l'azienda, che passerebbe quindi da 1672€ a 836€. Come detto però, le persone devono percepire lo stesso stipendio del full time per campare. 

Se togliessimo tutte le tasse del full time a carico dell'azienda arriveremmo ad una retribuzione lorda di 1404€.  Mancherebbero 268€ quindi il nostro dipendete non arriverebbe a prendere i 1226 euro al mese che percepisce ora. 
Se però togliessimo IRPEF ed addizionali ecco che  più o meno riusciamo a tornare al livello di prima (se non a percepire qualcosina in più).

Non tanto è tantissimo, però se consideriamo che lavora 20 ore a settimana, è tutto sommato per ora più o meno è accettabile. Se vogliamo però esagerare, i contributi, riuscirebbe ad arrivare a 1500 euro. 
Ecco che abbiamo centrato il nostro obiettivo: far vivere bene economicamente il nostro impiegato facendolo lavorare 20 ore a settimana, proprio come propone Grillo.

A che prezzo però? Le aziende non pagheranno Irap nè verseranno contributi così come i dipendenti, che in più non pagheranno l'Irpef. 
I politici fanno salti mortali per trovare i 32 miliardi per eliminare l'Irap, mi sembra quindi inutile aggiungere altro a riguardo di una proposta del genere.

Questo, in una parola, si chiama POPULISMO. Poi ci chiediamo il perchè non vada in tv a confrontarsi...

@Rebel Ekonomist

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martedì 19 febbraio 2013

Scandalo Giannino: suicidio o genialata elettorale?

Articolo provocatorio


Le ultime vicende su Giannino sono al limite del ridicolo. Da Mentana ha dichiarato addirittura di non avere nemmeno le due lauree (in economia e giurisprudenza) che gli sono state attribuite dalla rete.
Mi pare superfluo commentare: lui ha chiaramente detto di aver conseguito il master a Chicago e, si sa, senza una laurea non puoi conseguire alcun master.
A questo punto, cosa dovrebbe rispondere Giannino? Condivido ciò detto dal blog Wittgenstein:
"L’unica risposta che dovrebbe davvero dare è alle domande: ma come accidenti ti è venuto di vantare un master che non avevi preso? Che ti girava in testa? Bisogna essere scemi, no?
Il problema – temo – è che la risposta dovrebbe essere “per fare la figura di uno che ha preso un master a Chicago, e sì, sono stato scemo”. Che non è una cosa facile da dire, e lo capisco.

La domanda che però davvero mi frulla per la testa è: perchè ora? Perchè farsi sfuggire errori a raffica del genere a 5 giorni dalle elezioni? E' un suicidio elettorale! O forse no?

Ci ho pensato durante tutta la giornata e leggendo i vari commenti che trovavo su internet al mio articolo ha iniziato a frullarmi in testa un'idea: e se fosse non un suicidio, ma una genialata elettorale?

Parliamoci chiaro. Personalmente non ho mai creduto ai sondaggi che davano Fare al 4-5 o addirittura al 6%. Secondo me avrebbe preso, ad andar bene, fra il 2 e il 2.5% (sono realista, quindi pessimista). Serviva quindi una scossa per cambiare le cose.

Che sia questa la scossa? Come ho detto, i commenti parlano chiaro: accanto a quelli delusi, ce ne sono davvero tanti che apprezzano la trasparenza dimostrata e la coerenza nel denunciare anche una bugia del leader più conosciuto e carismatico del movimento, nonostante la sua colpa sia molto minore rispetto ad altri candidati di partiti più conosciuti.

Precisazione dovuta: non credo sia tutto organizzato, ma che abbian fatto poco o nulla per nasconderlo cavalcando per certi versi l'onda, dopo i primi commenti positivi, quello sì. Lo scopo era quello, oltre alla dimostrazione di trasparenza, di occupare le prime pagine dei giornali facendo quindi parlare di sè. In quanti, ad esempio, sono andati a leggersi il programma per la prima volta in questi due giorni?

Se ve lo state chiedendo sì, è la filosofia del "Parlarne bene o male, basta che se ne parli" che tanto bene purtroppo ha fatto a Silvio Berlusconi in questi anni.

E' un azzardo un po' provocatorio quello che sto sostenendo? Ovviamente sì. Il ragionamento non fila in qualche aspetto (le biografie erano online da tempo, Zingales è stato rimproverato e a tratti "insultato" da molti del movimento e Giannino si è praticamente bruciato in tutto ciò) e non più tardi di ieri ho accusato Fare di aver gestito male la cosa per una grave mancanza di esperienza che un partito, ambizioso di cambiare le cose, non si può permettere che è ciò che ancora sostengo (tanto per: un membro della mia famiglia che lo avrebbe votato fino a ieri molto probabilmente non lo voterà più).
Qui presento l'alternativa: che sia tutto preparato o meno, la pubblicità è stata tanta, i commenti positivi sono arrivati e in molti hanno curiosato il programma (che personalmente, e non solo io, ritengo il più valido fra i partiti).

Voi cosa ne pensate? Suicidio o genialata (anche involontaria)?

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Scoppia il caso Zingales-Giannino e il falso master a Chicago. Una breve riflessione

Scoppia il caso Zingales-Giannino in Fermare il Declino. Una riflessione.


Chi mi segue su Twitter e sulla Fan Page sa che ho dichiarato la mia intenzione di votare per Fare Fermare il Declino e proprio per questo motivo avevo scelto di non parlare, sia in positivo che in negativo, del movimento. Dopo i fatti di oggi, una breve riflessione politica è doverosa.

La vicenda è stata riassunta bene dall'Huffington Post per chi non la conoscesse quindi non sto a ripeterla ma piuttosto vorrei esprimere, da osservatore esterno ed imparziale (come sono sempre stato, sia chiaro), un mio parere personale.

Oscar Giannino ha replicato dicendo che 
"Io il master non l'ho preso alla Chicago Booth. Sono andato a Chicago a studiare l'inglese e così via. Bastava chiederlo e avrei risposto. Lo chiarisco perché in rete c'è una cosa che monta. Luigi Zingales insegna alla Chigaco Booth, mi è capitato di parlarci ed è uno dei nostri fondatori. Insegna lì. Io sono stato a Chicago da giovane a studiare e - ha concluso - non ho preso il master alla Chicago Booth”. 
In realtà se andiamo a prendere il video al secondo 15 dice chiaramente "Zingales insegna a Chicago dove HO PRESO IL MASTER". 
Anche la questione della biografia sul sito dell'Istituto Bruno Leoni andrebbe chiarita. Sinceramente non mi ricordo se ci fosse o meno indicato il master (se per caso qualcuno riesce a recuperare la pagina prima dello scandalo) però anche lì la vicenda mi lascia perplesso.
Che bisogno c'era poi di dire quella frase in quel modo lì? Non per fare Cal Lightman di "Lie To Me", ma si vede proprio che alla frase "A Chicago dove ho preso il master" mente sapendo di mentire. Cambia sia il tono di voce sia lo sguardo (addirittura si gira). Qual è il senso di tirar fuori questo fantomatico master?

Detto ciò, anche Zingales ha sbagliato perchè in questo modo va a danneggiare un ottimo (a mio avviso) progetto che davvero farebbe bene al paese. Giannino è uno dei fondatori, non IL fondatore, ed è una persona che nonostante questo pesante scivolone stimo e ritengo competente (anche qui, parere personale). Ha commesso un errore? Sì, assolutamente, ma dare le dimissioni in quel modo e così a bruciapelo non mi pare una soluzione saggia: se avesse avuto a cuore il movimento avrebbe agito in maniera diversa


Proprio per questo, più che la storia in sè reputo, dal punto di vista prettamente politico, grave il fatto che queste decisioni si debbano PRIMA discutere assieme in privato o meglio ancora con tutti i fondatori in una riunione e poi nel caso dare le dimissioni (soprattutto a pochi giorni dalle elezioni). 
Mi sembra davvero una grave mancanza di organizzazione ed esperienza. Cose che NON VANNO BENE per chi vuole cambiare il paese. Mi ha ricordato molto il PD del 2006 e sappiamo come è andata a finire.
Certo, a meno  Zingales che non abbia avuto un secondo fine personale (si parlava di un possibile arruolamento con un ruolo nei renziani che faranno parte del probabile nuovo governo PD) e quindi alla prima "scusa" ha preso la palla al balzo e ne ha approfittato. Anche in questo caso però, la situazione doveva essere gestita meglio (mi spiace dirlo ma qui Berlusconi docet).

Con questo appoggio sempre molte delle idee del movimento (bene o male son cose che dico anche io da tempo) e chi ne fa parte. Il fatto del master e la mancanza di esperienza sono due fattori importanti da tenere in considerazione per chi è indeciso. Ricordo che, in ogni caso, tutti i partiti hanno scheletri nell'armadio e questo forse è il meno pauroso. Se aggiungiamo un programma reputato fra i più credibili anche dall'ultima analisi del Corriere e comunque il fatto che dopo uno sbaglia subito qualcuno lo abbia sollevato (again, nel modo sbagliato) è sinonimo di trasparenza, quella che manca in quasi tutti gli altri partiti.....ma questa è fin troppo propaganda per i miei gusti e io non preferisco non farla qui.

L'unica cosa che chiedo, questo sì, è di votare gente nuova in partiti nuovi. La vecchia ha già dato e i risultati li vedete tutti i giorni guardandovi il conto in banca...


Update 19/02/2013 alle 0:22
Giannino ha ammesso l'errore. Rispetto per l'onesta. La cosa però andava gestita meglio.

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domenica 10 febbraio 2013

Votare Berlusconi o Bersani è davvero un voto utile per cambiare l'Italia?

La balla del "voto utile" a Bersani e Berlusconi

Anche io dovevo dire la mia sulla vicenda del "voto utile", essendo molto di moda in questa campagna elettorale.

Il "voto utile" è secondo Berlusconi e Bersani il votare per uno dei due grandi partiti italiani, in modo da favorire la logica bipolare, cancellando tutti quei partitini che, secondo loro, o non entreranno mai in Parlamento (quindi il voto non conterebbe nulla e de facto sarebbe buttato o, se ci riuscissero, ostacolerebbero le riforme volute dal grande partito principale dettando regole e condizioni.
Il ragionamento che fa il duo B&B è esatto? In parte sì. Votare per un partito dato basso nei sondaggi ha il rischio di non vedere il partito scelto nè alla Camera nè al Senato e quindi di non contare un fico secco nelle decisioni del paese. E' anche vero che spesse volte i partiti più piccoli, in coalizione, hanno dettato regole e leggi, impedendo il "buon governo" (si veda l'ultimo Governo Prodi).

Dov'è che è sbagliato? Facile. Con loro, Berlusconi e Bersani, PdL e Pd, destra e sinistra, il buon governo in questi anni non è MAI esistito. E la colpa non è dei partitini (visto che le leggi che davvero han voluto le hanno votate ed ottenute, anche in brevissimo tempo), ma proprio della loro forma mentis fatta di incapacità, immoralità e disonestà.
Berlusconi e Bersani dicono di votare loro perchè sarebbe un voto utile. Io allora vi chiedo:

E' utile il voto ad uno che promette tagli di tasse e spesa pubblica da 20 anni e puntualmente fa l'esatto opposto e al contempo fa i propri interessi e quelli dei suoi amici appartenenti alle varie caste italote?

E' utile il voto all'altro, che dice di opporsi a ciò che dice e fa quello sopra, promette cambiamento e, una volta al governo, non solo non fa nulla di nuovo per cambiare le obrobrità di leggi (anche e soprattutto ad personam) fatte sempre da quello sopra ma anzi, puntualmente rifà le stesse cose?

E' utile infine il voto a due partiti che davvero potevano cambiare la loro linea politica, i loro uomini e candidati (ne hanno avuto la possibilità nei mesi scorsi) ma HANNO SCELTO di non farlo?

O forse sarebbe più utile votare per gente nuova, con idee nuove (che gli altri magari hanno copiato) che in politica non ci è stata e quindi che forse il cambiamento possono davvero attuarlo? 
E non bevetevi la balla del "Tanto non li vota nessuno": siete davvero così convinti che la gente stufa di questi signori, gente come me e voi, sia poca? Io non ci credo. E nemmeno voi. Non fatevi abbindolare, non fate il loro (sporco) gioco.

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mercoledì 6 febbraio 2013

Caro Silvio, ma il Lodo Alfano venne approvato in 20 giorni...

Prima da Santoro, poi da Floris: Berlusconi giustifica il suo inoperato durante gli 8 anni di governo dei suoi dando la colpa alla lentezza dei tempi di approvazione delle leggi in Italia. Di alcune leggi però...

Silvio Berlusconi in realtà non ha governato 8 degli ultimi11 anni. O meglio, lui era sì Presidente del Consiglio, ma tutte le leggi che proponeva per rispettare il contratto stipulato con gli italiani  e far rinascere il paese si perdevano nei meandri dell'iter che devono compiere prima di venire approvati e, nel caso riuscissero a ritrovare la retta via, ne uscivano completamente diversi dall'idea iniziale del loro creatore.

Come si fa a sbugiardare una dichiarazione del genere, noi che in Parlamento non ci siamo (purtroppo) mai stati? Semplice, andando a vedere in quanto tempo leggi prese a caso sono state approvate. I dati si trovano nel Rapporto Openpolis “Camere Aperte”. Il sito Polis Blog mi ha anticipato (complimenti), proponendo alcuni esempi (per averne altri, leggete il rapporto):

Da questo rapporto emerge una disparità eclatante: alcune leggi sono state approvate in meno di una settimana, per altre ci sono voluti quasi 1500 giorni, circa 4 anni. Da cosa dipende questa disparità? Come intuibile, dall’interesse che i parlamentari hanno verso quel determinato provvedimento, e l’elenco delle “leggi lepre” e delle “leggi lumaca”, come le definisce il dossier, conferma senza dubbio questa teoria. La legge più veloce della legislatura 2008-2013? Quella proposta da Fabrizio Cicchitto per lo svolgimento del referendum 2009 sulla legge elettorale [...]per approvare la turbo-legge Cicchitto ci sono voluti solo 6 giorni."

Perbacco, solo 6 giorni. Ma andiamo avanti:

Rapidissimi anche i tempi di approvazione nel 2010 del decreto salva-liste, studiato per permettere la riammissione alle Regionali del Lazio del Pdl, escluso per il ben noto pasticcio del “panino” di Alfredo Milioni (e un problema simile in Lombardia). La legge è stata approvata in soli 7 giorni, ma poi è stata bocciata dal Tar. 8 giorni sono stati invece necessari per la manovra correttiva 2011, l’ultima del governo Berlusconi.

Magari a Roma vi è una concezione diversa del tempo...Ma andiamo avanti:

il triste primato spetta alla legge anticorruzione: [...] 1456 giorni prima di ottenere il sì definitivo. È andata poco meglio alla legge su “usura e estorsione” presentata da Roberto Centaro di Coesione Nazionale: 1357 giorni. E poco importa chi presenta la legge: lo Statuto delle imprese, presentato da Pierluigi Bersani, ha impiegato 1283 giorni

Avete capito? Solo per ALCUNE leggi ci vogliono mesi, anni. Quelle che davvero servono al paese e che magari vanno contro alcuni interessi rappresentati in aula dai Parlamentari. Altre invece, quelle che portano vantaggi ai politici, ci mettono pochi giorni.

Il capolavoro però riguarda una legge fatta da Berlusconi ad personam:

Tra le altre “leggi lepre”, spicca anche uno dei provvedimenti ad personam per Berlusconi, il lodo Alfano (20 giorni).

Venti giorni! Meno di tre settimane! Ecco, direi che questo basta per sbugiardare completamente (ancora una volta) le dichiarazioni del più grande bugiardo degli ultimi anni.

Alla faccia del "In Parlamento occorrono 450 - 650 giorni per avere un provvedimento che va fuori"

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"Silvio, prima di perdere le elezioni nominerai Oscar Giannino 3 volte"...E così ha fatto.

Chi teme davvero Silvio Berlusconi? E Perchè?


Lo scrissi pochi giorni fa: Berlusconi non vuole accettare il confronto a sei perchè teme tre persone: Monti, Grillo e Giannino. Fra questi, gli ultimi due particolarmente.

Guardando alle sue ultime dichiarazioni i fatti mi danno ragione. Bersaglio dei suoi ultimi attacchi è stato Oscar Giannino, leader di Fare Fermare il Declino, nominato tre volte negli ultimi tre giorni (l'ultima poco fa nella puntata di "Ballarò" di martedì 5 febbraio durante l'intervista face to face con Floris).
Il tema è sempre uno: non votarlo perchè tanto è inutile, è un voto sprecato e per finire "Se diamo voti agli Oscar Giannino di turno non andiamo da nessuna parte".

La verità è che ha fifa di Giannino e Fare Fermare il Declino, perchè è gente nuova, con programmi più o meno simili (o meglio, lui li ha copiati, MALE) e molto capace dal punto di vista economico e che quindi, dati alla mano, lo smonterebbero in due minuti in un faccia a faccia.

Di buono c'è che parte degli elettori pare averlo capito, infatti i sondaggi danno i nuovi (Grillo, Ingroia e Giannino stesso) in trend crescente.

Come ho scritto "Silvio, prima di perdere le elezioni nominerai Oscar Giannino 3 volte". E così hai fatto.

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domenica 3 febbraio 2013

Tutte le "proposte shock" di Berlusconi (non mantenute)

La "proposta shock" di oggi  è solo l'ultima di una lista di promesse elettorali fatte da Silvio Berlusconi. Qui un resoconto delle più famose.


"Restituirò l'Imu versato agli italiani entro il primo mese nel primo consiglio dei ministri". Questa è la proposta shock del leader del Pdl tanto attesa e che ho già analizzato nel post precedente a questo, etichettandola come "irrealizzabile".

Questa è però solo l'ultima di una lista di promesse "shock" fatte dal cavaliere in questa campagna e nelle precedenti. Vediamole un po' (nel caso ne avessi dimenticata qualcuna, preco di segnalarla, con fonte, nei commenti).

"Aboliremo l'ICI. Avete capito bene,aboliremo l'ICI su tutte le prime case, anche la vostra" (fonte). 

Fatta all'inizio, ma la pressione fiscale totale è aumentata quindi de facto c'è solo il danno per i comuni e nessun vantaggio per il contribuente medio. In più è l'Ici è stato ostituito dallo stesso Governo Berlusconi con il d. lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 e poi votato in Parlamento a seguito della proposta di introduzione del Governo Monti.

"Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini. Dobbiamo affrontare questi tre anni forti di un pieno mandato" (fonte)

Non c'è bisogno nemmeno di commentare..

"Vi eliminerò il Bollo Auto."(fonte)

Non fatto. Tra l'alto, la stima era di 4 miliardi che non furono trovati. Come pensa di trovarne 8 per mantere la sua proposta shock sull'imu?

"Nel 2006, 2007 e 2008 taglieremo quei 12 miliardi di Irap che gravano sulle imprese" (fonte

Proposta fatta e rifatta decine di volte (l'ultima quest'oggi) e MAI mantenuta. 

Queste sono le quattro più eclatanti fatte appena prima di un'elezione. Ce ne sono molte altre molto prima delle stesse e anche successivamente che non ho messo in quanto non "shock" come quella di oggi, dato anche il clima di incertezza sul loro esito.

E' solo un esercizio di memoria per ricordarvi chi avete di fronte.

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venerdì 1 febbraio 2013

Se Balotelli al Milan valesse davvero il 2%...

Mario Balotelli è ufficialmente un giocatore del Milan. Essendo arrivato nel mercato di gennaio, ad un mese dalle elezioni, alcuni hanno ipotizzato sia una mossa elettorale di Silvio Berlusconi per ottenere qualche voto in più. Se davvero questi avessero ragione, ci sarebbe di che riflettere...


fonte
Calcio e politica non dovrebbero normalmente andare di pari passo, ma quando il presidente di una squadra di calcio è anche candidato come premier o ministro non si può non pensare ad un collegamento, quasi "conflitto di interesse" (notare le virgolette), soprattutto se si tratta dello sport nazionale che tocca milioni di potenziali elettori. Mettiamoci poi un calciomercato che capita ad un mese dalle elezioni più importanti e indecise degli ultimi anni et voilà.

Ho già scritto sul presunto sfruttamento del brand Ac Milan a fini elettorali dimostrando che effettivamente, guardando i giocatori acquistati prima delle elezioni, esiste il collegamento fra campagna acquisti dei rossoneri e campagna elettorale del cavaliere.
Lo stesso leader del Pdl ha ammesso che il mercato del Milan ha riscontri nell'umore degli elettori ai tempi della famosa frase "la cessione di Kakà è costata 2 punti nei sondaggi", per non parlare dei comunicati fatti da fan clubs di fede rossonera che invitano a votare per il partito del loro presidente.

Anche in questi giorni, dopo l'acquisto di Balotelli, molti siti hanno riportato sondaggi in cui davano il centro destra in rimonta di 2-2.5 punti eludendo in parte la forbice con il centro sinistra in calo anche a causa dello scandalo MPS. A vedere la folla che lo ha atteso (e il comportamente che ha avuto) temo che siano veritieri.

La questione che pongo è la seguente: davvero esiste qualcuno che cambia orientamento politico (ndr avevo scritto "giudizio" ma mi sembrava offensivo verso il termine stesso dato il tema) in base agli acquisti di una squadra di calcio? Nonostante la crisi in atto e le responsabilità del candidato in questione, c'è gente ridotta così male?

E poi ci lamentiamo se i tedeschi (ma non solo) non si fidano di noi?

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mercoledì 30 gennaio 2013

Bersani ha paura di Berlusconi, che a sua volta teme Monti, Giannino e Grillo. Il professore invece...

La campagna elettorale entra nel vivo e i possibili "scontri" in tv fra i vari candidati premier potrebbero avvenire da un momento all'altro...sempre che i candidati vogliano.


In principio fu Berlusconi che, dopo "Servizio Pubblico" in cui purtroppo è stato mattatore della serata e l'alleanza con la Lega Nord, sfidò apertamente Bersani ad un confronto in tv. Il candidato premier del Partito Democratico però rifiutò, dicendo che avrebbe accettato il confronto solamente con il suo diretto avversario e candidato premier del centro destra (che a quel tempo non era il cavaliere).

Ora invece è il leader del centro sinistra a lanciare la sfida, probabilmente per rilanciarsi vista la perdita di elettori data dal caso Monte Paschi Siena, con però una formula diversa dal face to face con il solo Berlusconi: l'idea di Bersani è quella di un maxi confronto con tutti i candidati premier, ovvero lui, Berlusconi (con Alfano se sarà lui il candidato), Grillo, Ingroia, Giannino e Monti.

Ingroia e Giannino sarebbero a mio parere molto felici di un confronto essendo i due con i partiti minori e con minor visibilità (quindi ci guadagnerebbero solo). Giannino ha poi dimostrato in questi giorni di tenere testa a tutti soprattutto sui temi economici.
Grillo non saprei: pochi giorni fa ha annunciato di tornare in tv per l'ultima settimana spinto forse dai sondaggi che vedono il 5 stelle in netto calo rispetto a qualche mese fa quindi potrebbe accettare.

Discorso a parte per i tre big:

Bersani ha una paura matta di Berlusconi: il cavaliere è uno show man (lo si è visto da Santoro) e in un confronto diretto avrebbe vita facile con il candidato del centro sinistra. Questo è il motivo che ha spinto il leader del PD a rifiutare la prima proposta rilanciando poi con un confronto a 6.

Berlusconi sa bene di essere superiore dialetticamente a Bersani (vedi sopra) e Monti, anche se il professore rappresenta la credibilità del politico "vecchio stile" tanti ammirata all'estero, oltre ad essere più preparato sulle materie economiche. Se a lui aggiunggiamo Giannino e Grillo che anche mediaticamente potrebbero tener testa al cavaliere si capisce il perchè il Pdl abbia deciso di fare ricorso per un dibattito solo con Monti e Bersani (approfittando magari delle divergenze fra una parte del PD e l'ex premier tecnico).
Come dire: uno magari sì, tre no.

Monti invece sa di poter tenere testa a tutti quindi è il meno preoccupato e forse anche il meno interessato. Sa bene che, visti i sondaggi, chiunque vincerà dovrà per forza allearsi con lui se vuole avere una maggioranza sicura di governare (cosiderando il 10-11% del 5 stelle che in parlamento peserà non poco) quindi a mio avviso cambierebbe poco per lui.


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domenica 27 gennaio 2013

Comunicato Politico: Elezioni 2013 per una Nuova Politica Italiana (cestinando il Berlusconismo)

Ospito un articolo di un mio amico, che si vuole firmare come "z4qqq" (e, my dear friend, non ho la minima idea di cosa voglia dire. Magari me lo spiegherai appena ci vediamo) sulla campagna elettorale e sulle imminenti elezioni. 
Note: Il "cestinando il Berlusconismo" l'ho aggiunto io. Sul contenuto dell'articolo condivido praticamente tutto.  




Si avvicinano le elezioni, e ritengo sia il caso di fare il punto della situazione. Non sarò un giornalista, né un esperto, ma certo sono attento osservatore della realtà economica italiana.
Credo che in una democrazia l'opinione politica, il sentirsi parte di un movimento, il discutere e prendere posizione, pur anche sapendo che le idee cambiano e se oggi sei a destra l'anno prossimo puoi essere a sinistra, ecco, conscio di tutto questo, ritengo che allo stato attuale delle cose fare il punto sia necessario.In recenti discussioni personali mi sono reso conto che quest'anno non si tratta di scegliere un governo, un programma, un'idea o un colore.
Si tratta di scegliere un modello politico. O ancor meglio, si tratta di scegliere tra politica e non-politica.

I recenti anni della Repubblica Italiana hanno visto l'ascesa di un modello politico, o meglio, non-politico, di comunicazione, di diffusione di pensiero di massa e di dialettica chiamato berlusconismo. Bisogna osservare che è raro che una persona riceva nella sua vita o carriera l'onorificenza di aver coniato un "-ismo". Si creano imprese, si scrivono libri, si governano enti, a volte si ricevono anche vie in onore, ma gli "-ismi" sono molto più rari.Si tratta di un risultato davvero remarkable.
Il modello del berlusconismo, sarò schietto, è un cancro, una metastasi che affligge il dibattito, il sociale, l'imprenditoria e l'economia italiana.Un sistema che ha radicamente sconvolto la politica, un'idea che alla nascita poteva anche sembrare qualcosa di innovativo ma che si è rivelata una frattura colossale con una millenaria cultura del dialogo che poggia radici nella storia del pensiero più alto dell'umanità.

Troverete molte definizioni di berlusconismo.Io vi do la mia, basata sul mio studio di liceale e universitario, forse meno aulica, ma dai risvolti molto pratici.
Il berlusconismo è un sistema per cui si applica alla politica la meccanica del marketing di massa.
 Un sistema estremamente efficiente: funziona ed è difficilissimo da scalfire. Fa presa sulla gente, vive persino di cool factors, crea proseliti, evangelisti, depaupera le proprie figure centrali di status "terreno" e le sposta su un piano irreale. Il berlusconismo crea prodotti, non uomini politici. Fantocci, stereotipati e caratterialmente appealing. Studiati a tavolino, da un gruppo di persone o da un singolo, sono enti irreali, solo falsamente vicini alla gente e ai suoi bisogni, all'apparenza umani.
Berlusconi non è un individuo, è un prodotto. Come tale, si evolve. Ha cicli di obsolescenza. Modelli successivi con specifiche maggiori, sempre di più, per abbracciare sempre più bisogni.
Non pensiate che stia cercando di demonizzare il sistema di marketing di massa dei prodotti fisici, anzi, è un ottimo sistema. Demonizzare senza cognizione di causa è ciò che fa una certa sinistra, che non ha ancora capito che il berlusconismo e il vendere prodotti industriali sono cose ben diverse.Infatti il berlusconismo non si vende ma si consuma e basta. Il berlusconismo non produce profitto.
Si tratta di un sistema all'apparenza inoppugnabile. Non si può dibattere con un prodotto del berlusconismo. Lo dimostrano persone come Santoro, Annunziata, Travaglio, Prodi, Bersani. Non si può, è assolutamente impossibile.
La "dialettica" del berlusconismo non è tale. Prescinde dalla dialettica, ed è superba al punto di pensare di averla trascesa.
Dibattere col berlusconismo è come tentare di giocare su una scacchiera contro una persona che gioca con le pedine della dama, usando le pedine degli scacchi. Sai che stai usando le regole di un gioco più intelligente, ma la figura dell'idiota la fai tu. Perdi tu, sempre.
Il berlusconismo usa due mezzi di comunicazione: lo slogan e il dato numerico. Ambedue sono per natura inconfutabili. Sono l'antitesi della scienza popperiana, della dialettica greca, del comizio romano.
Non si può confutare uno slogan nè non sentirlo, si può decidere di non farlo proprio, di non apprezzarlo, di odiarlo, ma non confutarlo.Il dato numerico invece è confutabile solo con altri dati numerici più precisi. Tuttavia, nella scienza politica l'assenza di certezza dei dati e la quasi totale interpretabilità degli stessi sono caratteristiche di base, tali da rendere il dato per come viene presentato dal berlusconismo un'affermazione fuori dal concetto del "discutibile".La statistica politica è qualcosa di troppo incerto e labile: si basa per natura su proiezioni dall'alta variabilità e con gradi di esattezza bassi.
Nessuno conosce il futuro e nella scienza politica prevederlo è qualcosa di machiavellico.
Tuttavia il berlusconismo se ne frega di queste limitazioni intrinseche e agisce e si pubblicizza come se niente fosse.
Il berlusconismo è simile a McDonalds. "I'm Lovin' It" è uno slogan grammaticalmente scorretto e stupido. Inoppugnabile. Per pronunciarlo, sei costretto a fare, senza volerlo, una professione di fede. Dici: "io amo McDonalds". Non puoi combatterlo dicendolo. Più lo dici e più ripeti un mantra che prima o poi ti convincerà.

Il berlusconismo è un sistema capillare capace di espandersi a macchia d'olio, e proprio come la sua controparte oncologica rischia di diventare inarrestabile. Inarrestabile perché appunto prescinde dalla persona.
Non solo, essendo così in grado di permeare pressoché ogni cosa non esiste nemico del berlusconismo. Quelli che si professano nemici del berlusconismo in realtà si limitano a cercare di sconfiggere mediaticamente e non uno solo dei prodotti del berlusconismo.

Mai errore più grande! Non si sconfigge così questo sistema. I prodotti del berlusconismo sono entità che vivonoe si nutrono anche dei propri nemici. Tali individui sono parte del berlusconismo. Santoro è berlusconismo. Zelig è berlusconismo. Qualsiasi ragazzo che scrive su Facebook una nota negativa nei confronti dell'ex-premier è berlusconismo.Il berlusconismo non è né di destra né di sinistra. Va dove gli fa più comodo. Fa solo finta di schierarsi, e conia termini che spaccia per innovativi quando invece sono solo confusionari. "Partito liberale". "Movimento popolare". "Alternativa politica". Non vogliono dire niente. Addita alcuni individui come nemici, a seconda del momento, e li trascina nella propria spirale.Nonostante tutto questo il berlusconismo non è un'impresa. Le imprese hanno una mission, hanno degli stakeholders, hanno una vita ben definita nel tempo. Le imprese creano valore e sono il frutto dell'imprenditorialità di alcuni individui e del lavoro di altri.Le imprese tramutano risorse e le valorizzano. Permeano la vita degli individui con prodotti che ne migliorano l'esistenza.Il berlusconismo non è nulla di tutto questo. E non sto parlando del PdL, parlo del berlusconismo.

Esso non crea crescita, livella verso il basso. Crea un socialismo dove tutto ruota intorno alla figura centrale del momento, ma proprio come un cancro, non possiede una cellula cancerosa "madre" che una volta uccisa quella, ucciso il cancro. Nient'affatto. Basta che si salvi una singola cellula e il cancro può ritornare anche più potente di prima. A volte le alternative sono trappole. Non ha alcuno scopo se non permeare il tutto. Mai sazio, quando giungerà a questo stadio porterà al collasso tutto quello che ha inglobato.
Senza un perché.

...

Per la prima volta da quando il berlusconismo è nato, siamo di fronte ad un turno di elezioni capace di sconfiggerlo. Abbiamo avuto un periodo di governo tecnico, una chemio. Ora il berlusconismo è indebolito. No, non Berlusconi. Il berlusconismo.Molte cellule stanno mostrando capacità di reagire. Sono in grado di distinguere La cellula buona da quella cancerosa.
C'è la possibilità di cambiare le cose, paradossalmente, tornando molto indietro.

Basta guardare una qualsiasi elezione di un paese estero, ma facciamo l'esempio pratico con gli Stati Uniti, per farcene un'idea. Se guardate un dibattito presidenziale o vicepresidenziale USA, si può osservare in modo inequivocabile un vincitore e un vinto. Se guardate Santoro e Berlusconi, nessuno vince. Nossignore: né il Berlusconi che sostiene di avere recuperato il 5% di votanti, né il Santoro che ottiene la compassione di un gruppo di persone che vede nel suo eroe sconfitto in battaglia il combattente onorevole schiacciato dal vile gigante.

Per la prima volta c'è una forza politica che combatte direttamente il berlusconismo. Che combatte direttamente "sinistra" e "destra". E anche "centro". Non è perfetta, nulla lo è nella dialettica. "Non è possibile intellegire davvero il logos", figuriamoci avere una coalizione politica perfetta. La forza politica contro il berlusconismo ha un programma, deve averlo. Ma la vera "Agenda Monti" ha questo obiettivo non detto che ritengo sia il primo della lista: mettere fine al berlusconismo.
Riportare la politica a quello che è: discussione dialettica attiva, scienza politica, set di valori che il popolo decide, mano mano, come plasmare a seconda dei bisogni, perfezionandosi.

Il movimento anti-berlusconismo è la via che aprirà a ricreare, anche in Italia, una politica sana, con destra e sinistra moderne, maggioranza e opposizione, e finalmente vero dibattito, vera dialettica.


L'anti-berlusconismo non è qualunquismo alla bell'e meglio ("sono da mandare tutti a casa"), non è demagogismo ("basta tasse!"), nè tantomeno ripescaggio di ideologie sepolte dalla storia. E no, non è certo "una seconda linea di prodotti" del berlusconismo.

Credo abbiate capito di chi stia parlando, vero?



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domenica 20 gennaio 2013

Meloni e Crosetto: da ribelli ad alleati del padrone

Avevano dato un po' di speranza a tutti: finalmente qualcuno che, dopo Fini, ha avuto il coraggio di ribellarsi al padrone. Ma fu soltanto un'illusione.

Giorgia Meloni e Guido Crosetto, due che poche settimane fa hanno avuto il coraggio di alzare la voce in quel del Pdl, partito in cui a comandare e a fare ciò che vuole è uno e uno soltanto: Silvio Berlusconi.
Il tutto nacque dal balletto del cavaliere sul "mi candido, non i candido" che rischiava di far saltare le primarie: da lì il duo Meloni-Crosetto ha iniziato a ribellarsi. Lodevole fu l'abbandono in diretta dello studio a La7 da parte del "gigante buono" al grido di «Berlusconi? Mi sono stufato, mi sono rotto» che ricevette commenti positivi anche dal sottoscritto (finalmente qualcuno che ha moralità e onestà intellettuale mi dissi).

Dopo solo un mese tocca ricredermi sul quel pensiero: a conti fatti, fu quasi tutta una penosa messa in scena che ha portato alla fondazione di uno pseudo nuovo partito, Fratelli d'Italia, il quale si è alleato indovinate con chi? Con il Pdl, il cui leader è sempre Silvio Berlusconi!

La Meloni commentando la cosa ha detto:

Non capisco perché mi dicano sempre questa cosa. Siamo in un sistema bipolare e difendo il bipolarismo. Sono di centrodestra, non faccio come gli altri che hanno lasciato il centrodestra per fare gli inciuci con la sinistra o con Mario Monti (Fini, ndr). In un modello di centrodestra che ha deluso molti italiani, racconto un altro modello di centrodestra ma all’interno della coalizione altrimenti farei il gioco della sinistra. Il partito che prenderà più voti indicherà il premier. E’ un modo di fare quelle primarie che non sono state fatte nel PdL. E’ una sana competizione interna senza rafforzare l’avversario. E’ un centrodestra diverso, fondato sulla meritocrazia, sull’onestà, sulla partecipazione.


Cara Giorgia, davvero pensi che noi potenziali elettori siamo degli idioti? Secondo te, FdI prenderà più voti del Pdl, considerando anche il fatto che Berlusconi sia sempre in tv, con ottimi risultati (ahimè)?

Devo infine ricordarti le frasi del 16 dicembre 2012 "Né con Monti né con Berlusconi, servono risposte chiare"?


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martedì 15 gennaio 2013

Il manifesto di Ingroia (Rivoluzione civile) con il sig. Burns

Scusate, ma questo manifesto merita di essere pubblicato anche se probabilmente non voterò Ingroia.  


fonte


 Un colpo di genio assoluto. Complimenti davvero agli ideatori!

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