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martedì 20 gennaio 2015

Olimpiadi Roma 2024: possibile rilancio economico o spese inutili? (prima parte)

ARTICOLO SCRITTO PER MYSOLUTIONPOST E PUBBLICATO IN DATA 13/01/2015

“Il botto di fine anno del Premier”. Così si potrebbe intitolare l’annuncio della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 da parte di Matteo Renzi. Certamente avviene in un momento di difficoltà, fra “Mafia Capitale” e una Legge di Stabilità ben lontana dalle speranze di chi vedeva in Renzi qualcuno capace di invertire la rotta di un vagone Paese che da troppo tempo viaggia sempre sugli stessi binari.
I malpensanti lo potrebbero fin interpretare come un tentativo di distrazione dell’opinione pubblica, in modo da far dimenticare gli scandali e i problemi economici per concludere con almeno una notizia positiva un anno tutt’altro che da ricordare.
In realtà il Premier vorrebbe attraverso l’eventuale organizzazione dell’evento sportivo più importante al mondo rilanciare la Capitale e il Paese tutto, sia dal punto di vista economico sia anche da un punto di vista prettamente d’immagine: i vari scandali degli ultimi decenni (non ultimo la sopracitata “Mafia Capitale”) hanno leso la reputazione del “Made in Italy” nel Mondo.
Nel caso in cui si riuscisse nell’organizzazione di un evento di tale importanza, sicuramente gli italiani ne uscirebbero rilanciati e potrebbe essere un volano per la fiducia di potenziali investitori nel nostro Paese.
Certamente, il rischio è quello di non riuscire nell’intento suscitando ulteriori scandali. “Expo docet” direbbe qualcuno. Queste però sono variabili troppo casuali per poter esser previste, anche se guardando alla storia recente non c’è da stare particolarmente tranquilli.
Mettendo da parte eventuali vantaggi d’immagine o scandali, quale sarebbe l’impatto delle Olimpiadi di Roma 2024 sulla crescita? Potrebbero davvero aiutare il rilancio economico del Paese?
Gli economisti mondiali non concordano sugli effettivi vantaggi che i grandi eventi come Olimpiadi, Mondiali o Expo stesso possano apportare al Paese ospitante.
Se nel breve termine infatti l’impatto è presente grazie all’aumento della spesa pubblica per investire in nuove infrastrutture e servizi, con conseguenti assunzioni e lavoro per le imprese, l’effetto sul medio-lungo termine è tutt’altro che scontato. Anzi, il rischio è che sia addirittura negativo a causa della crescita del debito e delle tasse per finanziare le manifestazioni stesse.
Valutare l’impatto economico di un grande evento non è così semplice: se da un lato è vero che vi sono state già numerose manifestazioni ospitate da vari Paesi, è altrettanto vero che le loro realtà economiche erano diversa fra di loro.
Si pensi solo a com’era il Giappone ai tempi di Tokyo 1964 e come sarà quello che ospiterà i Giochi del 2020: il primo, un Paese in via di sviluppo che sarebbe diventato di lì a poco una grandissima potenza economica e tecnologica; il secondo, una nazione già sviluppata ma in declino da tempo, con una popolazione vecchia e un futuro tutt’altro che roseo davanti (checché ne dicano i sostenitori dell’Abenomics).
Guardando al passato, i giapponesi non dovrebbero essere molto felici: se Los Angeles ‘84 e Seul ‘88 sono stati un vero e proprio successo,  di sicuro non si può dire lo stesso per Montreal ‘76 e Atene 2004, per le quali i Giochi hanno creato solamente più debito.
Proprio a riguardo di quest’ultima, così scriveva Europa Quotidiano nel settembre 2004: “Secondo il macedone Kapital le spese sono state molto più alte del previsto e hanno comportato un netto aumento del deficit di bilancio. [...] Per il 2004 il governo aveva previsto un deficit di bilancio di 26,3 miliardi di euro, ma alla vigilia delle Olimpiadi è stato costretto a modificare la stima. Ora si prevede che a fine anno il deficit possa raggiungere addirittura i 40 miliardi di euro. Secondo l’agenzia internazionale, le Olimpiadi impediranno alla Grecia di mantenere l’elevato ritmo di crescita della seconda metà degli anni novanta. “
Quattro anni dopo la Grecia entrò in crisi nera e alcuni sostengono che proprio quei giochi furono la goccia che fece traboccare il vaso a causa del maggior deficit e della bolla edilizia. La crescita a breve termine dettata dall’aumento della spesa poi rimandò le riforme necessarie.
Atene assomiglia molto a Montreal, per la quale ci sono voluti 30 anni per ripagare le perdite di quelle disastrose Olimpiadi per le casse della città e del Quebec intero.
Messa in questo modo, la candidatura per Roma 2024 è una follia. Ma organizzare grandi eventi ha sempre avuto risvolti negativi per i Paesi ospitanti?

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sabato 2 agosto 2014

Il vergognoso caso di Carlo Tavecchio, specchio di un Paese fallito

L'ho detto più volte: il calcio è lo specchio di un Paese, soprattutto quando si parla della nostra Italia. Il nostro è un calcio malato, conseguenza diretta della malattia che da anni ormai contraddistingue lo Stato a tutti i suoi livelli, ma anche molti, troppi cittadini.

Ultimo vergognoso epilogo di questa malattia diffusa è il caso Tavecchio. Il candidato alla presidenza della FIGC poco più di una settimana fa se ne è uscito con delle dichiarazioni molto discutibili:

«Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare . Noi, invece, diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree».
A parte il fatto che quella è una questione di meritocrazia che riguarda le squadre e non lui, poi vi pare che possiamo mandare a rappresentare il calcio italiano, ricordato oramai più per le scommessopoli e calciopoli che altro, uno che parla in questo modo?

E ancor più vergognoso è il comportamento di alcune squadre di A (Milan compreso, visto che è la squadra che tifo) che cercano di giustificarlo dicendo che "Non è razzista".
Anche io credo che non sia razzista (ma ben altro sì, ed è meglio che non lo dica), ma un candidato Presidente di una federazione non può parlare in questo modo! Scherziamo?

Tanto per fare un raffronto, negli USA un presidente di una squadra di basket (quindi non un candidato per la Presidenza della Federazione) si è dovuto dimettere per una frase razzista intercettata mentre parlava al telefono con la sua compagna. E qui costui che ha detto quella frase pubblicamente è ancora il candidato favorito per la Presidenza della FIGC? E gli altri lo difendono pure? Ma che razza di Paese siamo? Ci lamentiamo poi se all'estero, tedeschi in primis, ci trattano come l'ultima ruota del carro? Fanno solo bene!

Fra l'altro poi, queste frasi sono solo l'ultimo problema della sua candidatura. A parte l'età (vogliamo il cambiamento e poi candidiamo uno over 70??), ma basterebbe dare un'occhiata alla sua biografia per rendersi conto di chi abbiamo di fronte:

Esponente della DC (quindi appartenente a quella vecchia politica che sarebbe meglio dimenticare), processato e condannato cinque volte. È stato condannato a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuata in concorso, a 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’IVA, a 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d'ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, oltre a multe complessive per oltre 7.000 euro (fonte).

Non bastava tutto ciò a vietare ad una persona del genere la candidatura a monte? Evidentemente no, perchè qui da noi tutto è accettato. Tanto siamo sempre più furbi degli altri...

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sabato 3 maggio 2014

Gli scontri prima di Fiorentina-Napoli e la vergogna di essere italiano

Oggi ho visto il Barça pareggiare in casa con il Getafe perdendo ogni speranza per il titolo, il Man Und perdere in casa con il Sunderland dicendo quasi addio all'Europa League. Qualche giorno fa il Bayern Monaco beccarne 4 in casa dal Real uscendo dalla CL. Settimana scorsa il Liverpool perdere in casa con le riserve del Chelsea salutando quasi sicuramente un titolo dato per vinto. Nulla accadde.

Poi guardo in Italia e prima di una partita di calcio vedo l'ennesimo episodio che mi fa vergognare sempre di più di questo Paese e di essere italiano.

Ma tanto la colpa è sempre degli altri, altri che vivono in Paesi dove bene o male tutto funziona meglio che qui (di sicuro non peggio), mica nostra.

Continuiamo così, mi raccomando.

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venerdì 1 febbraio 2013

Se Balotelli al Milan valesse davvero il 2%...

Mario Balotelli è ufficialmente un giocatore del Milan. Essendo arrivato nel mercato di gennaio, ad un mese dalle elezioni, alcuni hanno ipotizzato sia una mossa elettorale di Silvio Berlusconi per ottenere qualche voto in più. Se davvero questi avessero ragione, ci sarebbe di che riflettere...


fonte
Calcio e politica non dovrebbero normalmente andare di pari passo, ma quando il presidente di una squadra di calcio è anche candidato come premier o ministro non si può non pensare ad un collegamento, quasi "conflitto di interesse" (notare le virgolette), soprattutto se si tratta dello sport nazionale che tocca milioni di potenziali elettori. Mettiamoci poi un calciomercato che capita ad un mese dalle elezioni più importanti e indecise degli ultimi anni et voilà.

Ho già scritto sul presunto sfruttamento del brand Ac Milan a fini elettorali dimostrando che effettivamente, guardando i giocatori acquistati prima delle elezioni, esiste il collegamento fra campagna acquisti dei rossoneri e campagna elettorale del cavaliere.
Lo stesso leader del Pdl ha ammesso che il mercato del Milan ha riscontri nell'umore degli elettori ai tempi della famosa frase "la cessione di Kakà è costata 2 punti nei sondaggi", per non parlare dei comunicati fatti da fan clubs di fede rossonera che invitano a votare per il partito del loro presidente.

Anche in questi giorni, dopo l'acquisto di Balotelli, molti siti hanno riportato sondaggi in cui davano il centro destra in rimonta di 2-2.5 punti eludendo in parte la forbice con il centro sinistra in calo anche a causa dello scandalo MPS. A vedere la folla che lo ha atteso (e il comportamente che ha avuto) temo che siano veritieri.

La questione che pongo è la seguente: davvero esiste qualcuno che cambia orientamento politico (ndr avevo scritto "giudizio" ma mi sembrava offensivo verso il termine stesso dato il tema) in base agli acquisti di una squadra di calcio? Nonostante la crisi in atto e le responsabilità del candidato in questione, c'è gente ridotta così male?

E poi ci lamentiamo se i tedeschi (ma non solo) non si fidano di noi?

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giovedì 10 gennaio 2013

Berlusconi: a novembre fu una congiura, lo spread è una truffa e Zaccardo ha 22 anni

Ironie di un italiano, milanista (molto) deluso ma non sorpreso. Dedicato a tutti i milanisti (e non).

Sì, sono milanista. Un milanista non berlusconiano. Lo so, è strano a dirsi visto che il presidente ha fatto vincere molto al Milan e molti di noi sono tifosi del Berlusca anche in politica, però è così.

Mi piace molto fare parallelismi fra la situazione politica/economica del paese Italia con lo sport, specialmente quello nazionale, quindi per farvi capire come funziona la mente di Berlusconi userò proprio l'esempio sportivo, prendendo spunto dall'ultima vicenda che riguarda il mercato dei rossoneri.

Per chi segue il calcio e il calciomerato, è da qualche giorno che il presidente del Milan sta tracciando l'identikit base dei giocatori che la società sta seguendo ed andrà a comprare in questi anni per tornare a vincere nel giro di 3 stagioni.
“Stiamo esaminando 100 giovani in tutto il mondo, speriamo di prenderne una quindicina per tornare a vincere in Italia, in Europa e nel mondo in poco tempo". (Fonte: Calciomercato.com)
 "Servono due anni di pazienza per avere di nuovo una squadra vincente - ha ribadito Berlusconi - stiamo seguendo cento atleti fra i 16-21 anni, non faremo acquisti sopra i 21-22 anni. Sneijder? Ne ha 28, quindi non rientra nei nostri piani".(Fonte: IlsecoloXIX, riportando l'intervista ad Azzurro Italia su Antenna 3 di lunedì)
"Drogba ha 34 anni ed è fuori dalla linea" (fonte: americaoggi)

La dirigenza ha tenuto fede alle parole del Presidente, infatti al Milan arriva un difensore di prospettiva, ma con la giusta esperienza: Cristian Zaccardo, classe 1991 (22 anni), dal Parma.

Come dite? E' un 1981 e compirà 32 anni alla fine dell'anno? Ma che stupidi che siete, ancora credete alle statistiche ufficiali? Fidatevi del presidente, lui ha 22 anni e rientra perfettamente nei parametri!

Vi sembra così fantasiosa come possibile giustificazione? Ne siete così sicuri? Torniamo alla politica.

Ora che si avvicinano le elezioni, Berlusconi convincendo gli elettori a votarlo con vari arbomenti: dalla congiura internazionale ai suoi danni del novembre 2011, al complotto della Deutche Bank, alla truffa dello spread inventato sempre per danneggiarlo, al fatto che con lui l'Italia si che stava bene e la colpa di tutto ciò è del governo tecnico e dell'euro. Per non parlare poi delle promesse di tagliare le tasse, togliere l'Imu, abbattere i costi per le imprese che assumono giovani etc etc. Ci manca solo che rinnovi la promessa di sconfiggere il cancro.
Guardando ai sondaggi, molta gente ci crede anche. Ecco, appunto. Ci crede di nuovo. Perchè, con un po' fantasia, anche Zaccardo può avere solo 22 anni.

venerdì 4 gennaio 2013

Milan-Pro Patria: perchè l'arbitro non ha sospeso la partita?

Insulti e cori razzisti all'indirizzo dei giocatori di colore del Milan, in particolare a Boateng che, stizzito, lancia la palla contro i tifosi della Pro Patria e abbandona il campo assieme alla squadra. C'è però la colpa dell'arbitro che non ha fermato la partita.
 
Non mi sento di commentare il comportamento di una manciata di imbecilli razzisti perchè, davvero, non ne vale la pena, soprattutto quando si sentono certe reazioni da parte di un sindaco (Pdl sottolineo). Sapete come la penso quindi finiamola qui.

Il Milan ha fatto benissimo ad abbandonare il campo: di fronte all'inciviltà e al razzismo lo sport si deve fermare. E' un divertimento e come tale bisogna meritarselo. C'è però un punto che nessuno (a quel che mi risulta) ha sollevato: il regolamento ufficiale.

Abete spiegò chiaramente che in caso di razzismo (striscioni o cori) l'arbitro debba decidere se sospendere la partita o meno "Nella prima circolare del Viminale riguardante i cori razzisti - spiega il n.1 della FIGC - era prescritto che fosse il responsabile all'ordine pubblico a decidere per la sospensione o meno della partita. Noi non potevamo, nelle nostre norme, non tenere conto di quell'indirizzo. Se il Viminale vorrà cambiare la norma, gli arbitri potranno assumersi la responsabilità di decidere quando va fermata una partita".

La domanda quindi è: essendo i cori palesemente razzisti, perchè l'arbitro di Milan-Pro Patria (ma in generale tutti gli arbitri di partite con episodi del genere) non ha sospeso lui stesso la partita? 

sabato 30 giugno 2012

Italia-Germania 2-1 verrà ricordata purtroppo anche per questo

A volte ci si dimentica che è solo una partita di calcio

Prima pagina di "Libero" e "Il Giornale"




Borghezio: "Balotelli e’ padano con la pelle scura, e questo per me va benissimo"

Luca D'Alessandro (PDL) " E la culona inchiavabile se lo prende in quel posto"

(se ne avete altri postate nei commenti)

lunedì 28 maggio 2012

Il calcioscommesse, specchio di un paese malato




Oggi è il giorno X dello scandalo che ormai da un anno ha travolto il calcio italiano. Se si pensava che dopo la vicenda Calciopoli di 6 anni fa quel mondo fosse "pulito", ecco arrivare l'ennesima tegola: il calcioscommesse. Di nuovo.


Questo ennesimo scandalo dimostra come spesse volte lo sport sia lo specchio del paese. Il calcio malato e corrotto è la conseguenza di un paese malato e corrotto.

Ma cosa può spingere un giocatore ricco che ha tutto a combinare delle partite per guadagnarci su? Potrei anche capire il calciatore di serie D, anche Lega Pro che davanti a cifre così alte può vacillare e farsi tirar dentro, ma quando ci sono calciatori di Serie A militanti in buone squadre, senza alcun problema economico e con un futuro fatto di ottima rendita, che anche solo pensano di poter combinare qualche partita scommettendoci su mi vien da pensare davvero che abbiamo un problema e grosso.

La risposta che mi sono dato è una: il non rischio a farlo. La lentezza della giustizia, la non certezza della pena, unità ad una oramai moralità pari a zero sono le vere cause di questi continui scandali.

In un paese in cui se commetti un reato hai buone possibilità di cavartela con poco, è normale che sei portato a rischiare di più, soprattuto con cifre così alte.

Voglio vedere ora che cosa faranno ai condannati. Spero anche in un intervento delle società coinvolte e che verranno penalizzate (penso alla Lazio di Mauri e Novara di Bertani tanto per citarne due): è ora che chiedano i danni a tutti questi "ometti", i quali oltre al carcere si ritroveranno con un conto salatissimo da pagare.

E' lo stesso discorso fatto agli evasori: colpirne uno per educarne 100. Davvero, è giunta l'ora di inasprire le pene e soprattutto applicarle. Sarebbe il primo passo per tornare in un paese normale come sono gli altri.

sabato 26 maggio 2012

Il glamour di Montecarlo

La Formula 1 senza il Gran Premio di Monaco, non sarebbe più la Formula 1.

Di Vanessa Sacchi

Il più glamour, il più “people”, il più “jet set” di tutti i GP della stagione, Montecarlo è senza dubbio un incredibile appuntamento mondano frequentatissimo dai VIP, ma è anche e soprattutto, la più entusiasmante tra le corse cittadine. Dal Casino alla Rascasse, dall'ex curva del Loews alle piscine, passando per il Mirabeau, in preparazione all'evento dell'anno, i monegaschi si mobilitano, mostrando il lato più insolito del Principato, anche se 22 mila metri quadrati di recinzione metallica isolano l'area del GP dal resto della città e muoversi in quei 5 giorni diventa pressoché impossibile.

La corsa francese per eccellenza si trasforma in una fortissima calamita, in grado di attrarre autorità, famiglie reali e persone comuni, che durante il week-end più “in” della stagione, seguono, da postazioni privilegiate, quei 78 giri di straordinaria follia. Al Gran Premio di Montecarlo non manca proprio nulla: tra i modi più esclusivi per assistere alla corsa c'è quello di affittare terrazze, yacht ormeggiati nel porto oppure veri e propri appartamenti nei palazzi più esclusivi. 

Ovviamente per tutto questo occorre un solido conto in banca. Qualche cifra?! Beh, ogni singola trattativa è privata, ma, generalizzando, si va dai 1.500 ai 4.500 euro a persona per terrazze e appartamenti; inclusi nel pacchetto, buffet e servizio bar, rigorosamente con caviale e champagne. Chi non si può permettere questo lusso, può sempre optare per il ristorantino a ridosso della pista: 700€ a testa per 1 ora e 40 minuti di stuzzicanti pietanze, a patto di esser disposti a respirare benzene tra una portata e l'altra... A pochi giorni dal Festival di Cannes, ecco un'altra occasione per dar sfoggio delle proprie ricchezze e per fare della mondanità la propria ragione di vita. Lungo il tappeto rosso, tra paddock e box, numerose saranno le personalità che sorrideranno ai flash dei fotografi, facendo della “gara per antonomasia” (così l'aveva definita Kimi Raikkonen), il miglior sfondo per la propria immagine. 

Giunto ormai alla 70esima edizione, Monaco è ancora capace di stupire tutti grazie alle sue stradine strette e alla sua grandissima voglia di velocità, di competizione e di tecnica che è possibile respirare in ogni angolo della city monegasca. 

Ma dietro all'evento che tutti conoscono durante le qualifiche e la gara, c'è mondo a parte che resta celato agli occhi dei comuni mortali. Il Circus della F1, qui a Montecarlo, si trasforma in un vero e proprio stato autonomo che si apre a tarda sera per poi spegnersi quasi all'alba. Il villaggio tecnologico è costituito da palazzi ambulanti dal valore inestimabile, le famigerate “hospitality”, dotate di qualsiasi comfort e tecnologia. E così, mentre il sole tramonta lungo la costa più glamour della stagione motoristica, tra chi fa una tappa alla chiesetta di Saint-Devote e chi ne fa una al Casino, è pronto ad aprirsi il gran prix che tutti attendono, con la speranza che Montecarlo davvero non tramonti mai.

lunedì 7 maggio 2012

Per gli organizzatori sono 30, per la questura qualcuno in meno


La Juventus ha vinto meritatamente con una giornata di anticipo il campionato di serie A 2011/2012 grazie alla vittoria contro il Cagliari e alla sconfitta del Milan nel derby.

La cosa interessante però arriva ora: questo è lo scudetto numero 28 o il numero 30? Per dirla in altri termini, terza stella sulla maglia o no?

Ufficialmente, lo sanno tutti, questo è lo scudetto numero 28 (VENTOTTO) a causa dei fatti di Calciopoli. De facto però, nello Juventus Stadium sono esposti 29 scudetti e così anche nel bilancio (che è un documento ufficiale) quindi con questo sarebbero 30, il che da diritto alle terza stella sulla maglia.

La Juventus ha già detto che la metterà andando contro la Federcalcio che per ora non ha preso una posizione decisaa a rigurado. E' certo che, come ha detto Moratti, se la mettono allora liberi tutti.

La questione in gioco però è gigantesca: la credibilità della Federcalcio ovvero del governo dello sport più seguito nel nostro paese. Se cederà alla provocazione è chiaro come dal 2006 NULLA sia cambiato: farlocca era una volta, farlocca è ora. i 400 e passa milioni di euro di risarcimento chiesti da Agnelli hanno il loro perso, però a quel punto, liberi davvero tutti di far quel che si vuole in un momento tra l'altro molto buio per il nostro calcio sia a livello sportivo (le nostre squadre, come il campionato sono scarse) sia extrasportivo (calcioscommesse su tutti) in cui il governo del calcio dovrebbe essere forte e compatto.

Alla fine è lo specchio dell'Italia....un paese governato da farlocchi...

PS: il titolo è una battuta rubata a mia cugina

domenica 15 aprile 2012

Se la legge fosse stata rispettata, Morosini (forse) sarebbe ancora vivo


Oggi è una giornata molto triste per il calcio e lo sport in generale. Un calciatore è purtroppo morto in campo mentre svolgeva uno dei lavori più belli in assoluto per un arresto cardiaco.

Se le cose stanno come dicono Piermario Morosini forse a quest'ora sarebbe ancora vivo in quanto l'uso del defibrillatore entro i 5 minuti gli avrebbe salvato la vita (o meglio, dato sicuramente più possibilità) se si fosse solamente rispettata ed applicata la legge.

Per prima cosa, l'ambulanza è arrivata dopo i 5 minuti a causa di un'auto dei vigili (pazzesco, solo in Italia succedono queste cose) ostruiva il passaggio, quindi prima infrazione scandalosa.

Seconda cosa, PER LEGGE (DDL 1517: "NUOVE NORME IN MATERIA DI UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI E AUTOMATICI ESTERNI SUL TERRITORIO) è obbligatorio tenere un defibrillatore a bordo campo. In questo caso, come testimoniato dal medico del Pescara a Telelombardia, non vi era il defibrillatore (metto questo link in cui si dice che alcuni tg locali di Pescara sembrano confermare la cosa).


Come sempre in questo paese le leggi ci sono ma non si applicano. Scommettete che per un mese ci saranno defibrillatori a bordo campo e poi più nulla? Perchè siamo così, purtroppo in tutto siamo così. Nella tragedia tutti rispettano tutto e poi ce ne freghiamo. Ma questo vale anche per altri ambiti non solo questo sia chiaro.

Spero davvero che questa altra tragedia aiuti a cambiare le cose. Così non si può e non si deve andare avanti.

sabato 27 agosto 2011

Calciatore, se vuoi scioperare almeno fallo bene





Libia e crisi sono passati in secondo piano (e questo già la dice lunga, ma sorvoliamo) nel nostro Bel Paese a causa di una news sconcertante: il campionato di Serie A non partirà, causa sciopero dei giocatori.

Non voglio entrare nel merito se sia giusto o meno, se abbia ragione la Federazione o i calciatori: se ne leggono di cotte e di crude e sinceramente preferisco starne fuori anche perchè a me non cambia nulla, mi guardo la Liga, la Premier che sono 100 volte più belle (soprattutto quest'ultima), la F1 e la partita della squadra del mio paesello (le alternative proprio non mi mancano..aaah fortuna dei single).

Quello che però mi fa arrabbiare (oltre al resto)è l'utilizzo errato del termine sciopero. Esso è una mafinestazione serissima di disagio dovuto a motivi diversi (stipendi bassi, condizioni di lavoro pessime etc) e questo non mi pare sia entrato in testa ai giocatori, in più ha anche delle regole che qui non vengono messe in atto.


Prima di tutto la giornata lavorativa non viene recuperata e quindi, teoricamente, la prima giornata di campionato sarebbe persa da tutti a tavolino e non recuperabile. Secondo, essa NON viene retribuita e quindi i calciatori dovrebbero rinunciare ad almeno 1-2 settimane di stipendio (vista anche la sosta della nazionale). Terza cosa, non se ne vanno ora in vacanza o in nazionale ma se ne stanno fuori dalla lega calcio a protestare oppure lavorano (facendo allenamento) come quei lavoratori che non possono abbandonare il posto di lavoro per scioperare (perchè ci sono anche questi).

A questo poi aggiungiamo:

  1. Rimborso del biglietto o della quota abbonamento per la giornata persa ai tifosi
  2. Rimborso delle eventuali ferie prese
  3. Rimborso delle eventuali spese collegate alla giornata persa (penso a chi va in trasferta)
  4. Rimorso alle tv pay-per-view per la giornata persa (e queste successivamente rimborseranno i vari abbonati)
  5. Rimboso alle aziende che hanno investito nella pubblicità (in tv e allo stadio) della giornata persa
Questo sarebbe uno sciopero.


giovedì 19 maggio 2011

Ora abbiamo la conferma: l'AC Milan è strumento di propaganda


Pochi giorni fa ho scritto un articolo su questo anticipando solo quella che poi si è dimostrata la realtà dei fatti: la squadra AC Milan è anche uno strumento di propaganda. Se prima non lo era in modo ufficiale, ora lo è.

Questo è il comunicato stampa apparso sul sito dell'Associazione Italiana Milan Clubs:





"Cara amica, caro amico, abbiamo ancora davanti agli occhi l'ennesima, grande affermazione del nostro Milan che per la diciottesima volta ha conquistato il titolo di Campione d'Italia. Possiamo finalmente gioire per un traguardo che abbiamo costruito con passione in tante domeniche vissute insieme. Dal 1986 abbiamo festeggiato 27 trofei (8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Intercontinentali, 5 Super Coppe Europee, 5 Super Coppe Italiane, 1 Coppa Italia) ed oggi, dopo 25 anni, possiamo vantarci di aver raggiunto un risultato straordinario: il nostro Milan è il club più titolato al mondo e non è un caso che nei cinque continenti tutti conoscano Milano anche grazie ai nostri successi, segno tangibile di una gestione ambiziosa e vincente proprio come vogliamo sia l'amministrazione della nostra città.
In questi giorni in cui festeggiamo il nostro scudetto, si decide anche per il governo della nostra Milano. Il nostro presidente, Silvio Berlusconi ancora una volta, dietro le insistenze di tutti noi, ha accettato di guidare la lista del Popolo della Libertà.
Qualora tu fossi un elettore del centrodestra, domenica e lunedì, recandoti alle urne potrai votare facendo una croce sul simbolo del il "Popolo della Libertà" e potrai scrivere il suo nome "Berlusconi" nello spazio per la preferenza sulla scheda azzurra. Un gesto tanto semplice quanto decisivo per fare di Milano una città sempre all'altezza della nostra straordinaria squadra di calcio! Un caloroso ringraziamento per il tuo impegno al nostro fianco e...Forza Milan!"

Firmato dal presidente onorario dei Milan club Sandro Capitanio.


Che io sia un veggente??



lunedì 16 maggio 2011

L'AC Milan è uno strumento di propaganda politica di Berlusconi?



Penso che molti di voi si siano posti questa domanda, soprattutto in questi giorni di elezioni che, fortuita coincidenza o meno, coincidono con la festa scudetto del Milan di sabato sera.

Premetto subito una cosa: come avrete notato, sono milanista quindi non ho nulla contro l'AC Milan, anzi, sono ben felice che il presidente compri giocatori.

Partiamo subito da una dichiarazione dello stesso Silvio Berlusconi:

Silvio Berlusconi non vede l'ora di cucirsi sul petto lo scudetto, che sarebbe il ventissettesimo trofeo della sua gestione, e spera che questa vittoria possa essere utile anche per le votazioni del 15 e 16 maggio.
Su quanto il calcio possa influire sulla politica il presidente rossonero ha dichiarato:'L'altra volta avemmo una diminuzione dei consensi perché ci fu la partenza di Kakà. E quindi mi auguro che se arriverà lo scudetto, questo potrebbe spingere magari qualche nostro tifoso a darci il suo sostegno'.
e ancora:

Lo scudetto al Milan vale 10mila voti per Berlusconi:

E infatti già prima della fatidica partita i vertici del Pdl esultavano: «San Siro vale cento piazze» affermava la milanista Paola Frassinetti, coordinatrice della campagna elettorale del Pdl. Mentre il coordinatore regionale Mario Mantovani prediceva: «Come per i successi del Milan, ci auguriamo che il premier possa continuare a raggiungere grandi risultati per il Paese».

Anzi, secondo alcuni esperti, fu proprio la cessione di Kakà al Real Madrid, due anni fa, a portare al ballottaggio l’attuale presidente della Provincia Guido Podestà. Pare infatti che su molte schede annullate fu trovata la scritta «kakà» in segno di protesta. Mentre nel 2001 la vittoria del sindaco Gabriele Albertini fu certa grazie alla ricca campagna acquisti che il premier aveva promesso. Ma potrebbero essere solo leggende metropolitane, anzi calcistiche.


Guardiamo ora ai numeri: i dati 2008 affermano che il numero di milanisti in Italia è 5.818.000. Il problema è che non tutti questi tifosi possono votare e prendere il numero esatto degli aventi diritto al voto è molto difficile.

Il mio ragionamento è questo: nel 2008 gli aventi diritto al voto erano 47 milioni 295 mila cittadini, su un totale di circa 59 milioni di abitanti. Circa l'80% quindi.
Considerata l'età media di chi va allo stadio (43 anni) è considerevole pensare che il numero di tifosi milanisti avente diritto al voto sia di circa 4 milioni 654 mila 400 (80% di 5.818.000).

I potenziali voti milanisti al presidente del Milan hanno un peso (potenziale ricordo) di circa il 10% sul totale. Questo porta a pensare ad un giustificato investimento a fini politici in questa squadra.

Giusto per curiosità, sono andato a vedermi le varie campagne acquisti negli anni del Milan in concomitanza con le elezioni politiche:


Elezioni politiche 1996 (21 aprile) --> campagna acquisti Milan 1995-1996: Baggio, Weah

Elezioni politiche 2001 (13 maggio) --> campagna acquisti Milan 2000-2001: Dida, Coco, Saudati, Roque Junior, Comandini, Redondo

Elezioni politiche 2006 (9-10 aprile) --> campagna acquisti Milan 2005-2006: Gilardino, Vogel, Jankulovski, Vieri

Elezioni politiche 2008 (13-14 aprile) --> campagna acquisti Milan 2007-2008: Emerson, Pato

Quella che ha fatto più scalpore è però quella di quest'anno, in cui il governo è entrato (e vedremo se lo sarà ancora dopo le amministrative) in una crisi mai vista prima, in cui c'è stato il voto per la fiducia e appunto le amministrative che, come ho già detto, assomigliano di più alle politiche.

Elezioni amministrative 2011 --> campagna acquisti Milan 2010-2011: Ibrahimovic, Rubinho, Boateng, Yepes, Amelia, Papastatopulos, Van Bommel, Cassano, Didac Vila, Emanuelson.

Curioso poi il fatto che le grandi campagne acquisti siano arrivate proprio le estati appena successive alle elezioni (quasi a voler ripagare la fiducia):

Estate 2001: Rui Costa, Inzaghi, Pirlo, Javi Moreno, Contra, Laursen, Umit Davala, Brocchi

Estate/inverno 2006: Olivera, Ronaldo, Oddo

Estate 2008: Zambrotta, Flamini, Ronaldinho, Shevchenko, Antonini, Borriello, Beckham, Thiago Silva

Quest'anno poi vi sono state le dichiarazioni di stima verso Cristiano Ronaldo e Messi appena prima delle amminsitrative (che tutti ricorderete).



Concludendo, io ho una mia idea e la terrò per me. Questi sono i fatti, ognuno poi darà il proprio giudizio


UPDATE 19/5/2011 12:22





giovedì 14 aprile 2011

E se le tasse sono alte nel mondo del calcio...




Per il patron del Milan, e' difficile restare competitivi
Guarda la foto1 di 1
(ANSA)-ROMA, 13 APR- Per vincere bisogna spendere, ma in Italia e' tutto piu' complicato perche' le tasse sono circa il doppio rispetto a quelle spagnole. Silvio Berlusconi, nel corso della cena con alcuni corrispondenti esteri, ha parlato anche come 'patron' del Milan, sottolineando le difficolta' che un imprenditore incontra nel mondo del calcio. Nonostante le ingenti cifre investite - ha spiegato il Cavaliere - le entrate sono inferiori rispetto agli altri club europei: cosi' e' molto difficile restare competitivi.

Queste le ultime dichiarazioni del presidente del Milan e del Consiglio, che condivido. Le tasse sono alte nel calcio e tasse alte = meno competitività, giustissimo.


Le tasse sono troppo alte però anche per le aziende normali, che producono beni e servizi, non solo per le società di calcio.

Ricordo inoltre al presidente che negli ultimi 10 anni lui ha governato il paese per ben 8, promettendo a più riprese una diminuzione della pressione fiscale e che, ovviamente, non è avvenuta (la pressione fiscale reale, considerando l'evasione, è intorno al 60% del PIL per chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo).

Eppure, ed è bene sottolinearlo, le leggi che ha voluto fortemente le ha fatte senza grossi problemi (ad esempio l'ultima sul processo breve, per non parlare del falso in bilancio e altre convenienti alla cricca), com'è che non si è mai riuscito a diminuire le tasse (anzi, le hanno pure aumentate, vedi governo Prodi 2006-2008)?

Spero, visto la passione a tratti fanatica degli italiani per le squadre di calcio, che questa uscita del presidente sia un campanello d'allarme talmente forte e preoccupante da spingere l'opinione pubblica a volere con veemenza una riforma fiscale, al ribasso. Se questo è l'unico modo....meglio di niente.


martedì 29 giugno 2010

Bisognerebbe vietare ai vecchi di governare e di dirigere


Il titolo è molto provocatorio, ma credo che sia abbastanza realista: una persona di 65 anni a mio modesto parere non dovrebbe poter governare un paese o messo a capo di un'azienda/organo importante perchè, nel mondo odierno, sarebbe totalmente scollegato dalla realtà che lo circonda.

Porto solamente un esempio veloce: Blatter, presidente della Fifa, che nonostante tutto quello che sia successo e che succederà in questo mondiale, non vuole saperne della tecnologia. Testone lui? No, non direi...io sostengo invece che non si renda nemmeno conto di cosa i suoi colleghi più giovani stiano proponendo, ma non per colpa sua, ma perchè è...vecchio. Uno della sua età avrà tantissima esperienza, ma oramai questa non conta più come prima. Il mondo cambia rapidamente, e uno a 70-80 anni non cambia le sue idee altrettanto velocemente, perchè non è possibile farlo a quella età.
Aggiungo inoltre che un 40enne-50enne avrebbe molta più cura nelle decisioni, per il semplice fatto che ha davanti a sè molti anni di vita, e una possibile decisione remunerativa per lui nel breve periodo, ma disastrosa nel lungo, comporterebbe una perdita anche per lui stesso, cosa che invece per uno di 70-80 anni non si verifica (sarà passato a miglior vita...e i danni da lui lasciati verranno subiti e pagati dai giovani come me).


La mia provocazione è quindi: vietare ai vecchi di governare un paese, un'azienda o un'ente organizzativo e lasciare spazio ai giovani. I più veterani potranno consigliare, solamente consigliare, ma non prendere decisioni..a quanto pare, non sono più in grado di farlo.

giovedì 5 marzo 2009

Ragazze: perchè volete essere sempre più magre?

Ho voluto mettere anche qui un mio pensiero a seguito dell'articolo scritto dal mitico IronPaolo su sul blog, DangerousFitness, (in cui parla principalmente di pesi) ma questo suo ultimo post fa e deve far riflettere molte ragazze, se non tutte. Buona lettura.
Link originale: http://www.dangerousfitness.fituncensored.com/2009/03/05/per-le-ragazze/

devo dire che condivido in pieno quello scritto da Paolo..soprattutto questa parte:

Quasi istantaneamente associate la bellezza non più alle forme, ma al peso. Ecco che iniziano i problemi. Una è carina se pesa 47Kg su 170cm, è più carina se ne pesa 44Kg. Una di 60Kg è brutta. Chiaro, il mondo della Moda è sicuramente colpevole, con quelle taglie assurde calzabili solo da dei pali della luce, però voi non dovete combattere il mondo della Moda, ma l’idiozia in se.

Il bello è che questa storia del peso corporeo non è scritta esplicitamente da nessuna parte. Avete mai letto da qualche parte che se siete 45Kg avrete più sex-appeal? Vi prego di ragionare fortemente su questo: dovete cercare di capire perché “avere un certo peso” implica “essere belle”. Non è una interrogazione, non dovete dirlo a nessuno se non a voi stesse. Provate, va bene qualsiasi cosa: “se sono magra posso mettermi quel vestito” va benissimo, perché ne segue “se sono 45Kg sono magra, ALLORA posso mettermi quel vestito”.
Quello che accade è che la fissa sul peso, irraggiungibile per le più, vi porta a volerlo raggiungere a tutti i costi, indipendentemente dal risultato. Tipicamente, con diete da fame.
Ma… cosa succede? Che diventate più brutte! Perché la fissa sul peso è vostra, non del mondo dei maschietti che del peso se ne sbattono. Chiedete ad un maschio quanto pesate o quanto avete di taglia di vestiti o di reggiseno: sarebbe più semplice chiedere le prime 500 cifre di Pi Greco a memoria.
Il problema è, e questo voi ragazze non lo capite, che magro non è uguale a bel fisico!! c'è magro e magro:

Ecco qui un esempio che penso valga più di mille parole:
la prima, come tutte spero abbiate capito, è Jennifer Lopez, cantante/attrice con un fisico da urlo, fitness e magra..una magro piacevole, muscolare;
la seconda è uan delle modelle più belle e famose (per chi la conosce) al giorno d'oggi, Natasha Poly: di viso sarà bellissima, ma quello non è magro, perchè non lo definisco un fisico...non c'è grasso, ma neppure muscoli..
Jennifer Lopez seguirà tutte le diete che volete, ma mangia e si fa il culo (in tutti i sensi in questo caso) in palestra..la seconda no...e vi assicuro che fra le due noi maschietti scegliamo la prima.
La maggior parte di noi preferisce le magre, ma magre nel senso sportive e non magre nel senso "mangio una foglia di insalata ogni tre giorni e basta"....questo dovete capirlo!!!
Magre, ma con forme...dove sono le forme nella seconda foto??? Per l'amor di Dio, mi piacerebbe conoscere la Poly, ma parlando strettamente di fisico, assolutamente no, in più..lei è Natasha Poly, voi purtroppo no..lei piace perchè è bella..(un motivo per cui è definita una delle modelle più belle al mondo ci sarà)..guardatele il viso..è per quello che è lì, poche balle..il fisico è una conseguenza che ha dovuto accettare per essere lì, ma voi non siete lei!! Ce ne sono di migliori anche nella palestra in cui vado, perchè appunto, sono magri, ma 1)non a quei livelli..vi piacerebbe a voi un uomo alto 180 cm e 55kg di peso? O preferite uno alto 180 e che pesa 70kg palestrato o calciatore?? Ecco, qui è lo stesso discorso..con le dovute proporzioni ovviamente; 2)sono a seguito di diete bilanciate e molta attività sportiva.
Spero che il concetto sia un po' più chiaro e che magari anche solo una di voi si sia..diciamo svegliata un po' in senso buono..che poi oltre a tutto, come il sovrappeso, anche il sottopeso porta a problemi di tipo salutare...nuoce gravemente alla salute.
Come dire..non vogliamo le balene..ma nemmeno le sardine

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