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sabato 30 novembre 2013

L'Italia è il Paese più ricco del G7 ma l'Europa non ne tiene conto? Per fortuna!

Navigando sul web mi sono imbattuto in un articolo pubblicato su un blog del Sole24Ore tenuto da tal Vito Lops (che, e me ne scuso, non so chi sia) che parla della ricchezza delle famiglie italiane lamentando del fatto che l'Europa non tenga conto di questa variabile che, numeri alla mano, ci vede al primo posto come mostrato dalla tabella con i dati OCSE:

Il post, dopo aver analizzato la tabella, conclude con il seguente paragrafo:

A questo punto, la domanda è: come mai nei parametri di Maastricht e successivi non si tiene conto di queste ponderazioni? Ci si sofferma solo su un lato della medaglia (deficit, debito) e non si analizza in profondità il corrisponde attivo (come farebbe un qualsiasi ragioniere nella logica della partita doppia)?
Messa così, la domanda può essere legittima: perchè non tenere conto anche della ricchezza dei privati cittadini nei parametri di Masstricht? Essendo noi posizionati bene, ne usciremmo con un'immagine meno negativa di quella che abbiamo e magari non saremmo costretti a fare così tanti sacrifici.

Le cose non stanno così, e per fortuna dico io!
Perchè mai l'Europa dovrebbe tener conto della ricchezza PRIVATA di cittadini e famiglie nella sostenibilità del debito PUBBLICO? Un vincolo di quel genere renderebbe un Paese, in cui i privati risparmiano e/o finanziano con i soldi guadagnati con fatica, libero di indebitarsi fino al collo "tanto nel caso preleviamo, anzi, rubiamo dai risparmi dei nostri cittadini". Perchè questo è.

I cittadini, oltre alle elevatissime tasse che già pagano, andrebbero a finanziare gli sprechi statali con i loro risparmi. Non mi voglio ripetere, ma ho già parlato di che tipo di patrimoniale servirebbe a diminuire il debito e quali saranno le conseguenze concludendo che non fosse davvero il caso di scegliere questra strada.

L'autore poi ha scritto "e non si analizza in profondità il corrisponde attivo (come farebbe un qualsiasi ragioniere nella logica della partita doppia)?". Caro mio, un qualsiasi ragioniere nella logica della partita doppia considererebbe le attività del soggetto indebitato, quindi dello Stato...e non dei suoi cittadini.

Nel suo ragionamento, è come se per un'impresa si tenesse conto non solo delle attività patrimoniali sue ma anche di quelle dei suoi dipendenti. E non mi pare sia così. Per fortuna.

@RebelEkonomist
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domenica 8 settembre 2013

Come ridurre il debito pubblico, nel modo sbagliato: la patrimoniale

Sintesi dell'articolo "Come ridurre il debito pubblico, nel modo sbagliato: la patrimoniale"
pubblicato su MySolutionPost


Dopo anni e anni di proclami, pare che il Governo voglia impegnarsi nella riduzione dell’imponente stock di debito pubblico che, assieme ad altri fattori, sta soffocando il Paese. Solo così l’Italia potrà uscire da questa crisi che dura da troppo tempo e ricominciare a crescere. Anzi, lasciatemelo dire: ricominciare a essere un Paese Occidentale.
 [...]
A oggi, il debito pubblico italiano continua la sua inarrestabile ascesa. [...]
Ciò ci fornisce due dati importanti: il primo, è che a questi livelli il costo in interessi del debito, anche se questi fossero bassi (e oggi non lo sono), è elevatissimo; il secondo è che lo stock è in costante aumento nonostante le manovre correttive

Cosa fare dunque?
Vi sono però un paio di soluzioni in voga in certi ambienti che sarebbero dannosissime per noi cittadini e per l’Italia tutta: non ripagare il debito (o non ripagarne solo una parte), ovvero fare default oppure ridurlo con una patrimoniale straordinaria. [...]

Personalmente concordo con loro sul fatto che una patrimoniale sarebbe molto ingiusta e che metterebbe ancora più in ginocchio il nostro Paese [...]

Considerando che la ricchezza totale (reale e finanziaria) è di circa 8.600 miliardi di euro (dati Banca D’Italia), il numero da cui partire è questo.
A chi vogliamo farla pagare? Dal 10% più ricco? Essi posseggono circa il 46% di essa, quindi 4mila miliardi di euro (arrotondiamo).
Una patrimoniale del 10% porterebbe un gettito di 400 miliardi di euro, che abbatterebbero il debito di circa il 20%. Passeremmo così dall’oltre 130% (in rapporto al Pil) odierno a una cifra intorno al 110%.
Cambierebbe qualche cosa? Senza profonde riforme strutturali, agli occhi dei mercati poco o niente. [...]  
Per le conclusioni, vi rimando all'articolo originale.

Fortunatamente, questa ipotesi sembra essere stata scartata definitivamente.

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lunedì 1 luglio 2013

Ultima pazzia di un Governo folle: prelievo su redditi sopra 90mila euro.

Il bello dell'Italia è che quando pensi di averle viste tutte o che peggio di così non possa andare, ecco che arriva un nuovo governo a stupirti, in negativo s'intende. Dopo patrimoniali e prelievi su conti correnti, ecco l'ultima folle idea del Governo. prelievo fiscale su redditi superiori i 90 mila euro.

Abbiamo passato le scorse elezioni ad ipotizzare fantomatiche patrimoniali miracolose, in grado di risolvere tutti i problemi di bilancio e strutturali del nostro Bel Paese. Una volta finite le elezioni, nessuno ha detto più nulla su quelle, ma ecco arrivare l'ipotesi di un prelievo forzato sui conti correnti in stile Amato (forse influenzati anche dalla vicenda Cipro), fortunatamente evitata anche questa.

L'ultima idea uscita proprio in questi giorni è quella di un prelievo fiscale su tutti coloro i quali dichiarano un reddito sopra i 90mila euro. Secondo le stime de "IlSole24Ore" le persone coinvolte sarebbero 555 mila (pari all'1.35% dei contribuenti) , non moltissime ma di sicuro una fetta significativa.

Non è ancora chiaro di quanto potrebbe essere il prelievo e quindi nemmeno di quale cifra stiamo parlando che entrerebbe nelle casse dello Stato, ma il ragionamento che si deve fare è a priori: è giusto un prelievo di questo tipo?

Ora molti di voi diranno cose del tipo "Certamente! Guadagnano tanto quindi è giusto che queste persone paghino di più rispetto a me" oppure nella versione più comunista "Guadagnano tanto? esproprio proletario!" (questa mi fa ridere...forse perchè me la immagino detta da Peppone). Ma è davvero così?

Ci è di utilità confrontare quante tasse pagano i ricchi italiani con reddito pari a 100mila dollari rispetto al resto del mondo. La società KPMG lo ha fatto nel suo rapporto "KPMG’s Individual Income Tax and Social Security Rate Survey 2012" prendendo i dati del 2012 e, surprise, l'Italia si è posizionata al quarto posto con il 45,2% di prelievo fiscale dietro solo a Belgio, Grecia e Croazia.




Anche prendendo i redditi pari a 300mila dollari, con il 51,8% si posiziona al quarto posto, dietro a Austria, Francia e Belgio.

foto da: CamelotDestraIdeale
I ricchi italoti direi che pagano fin troppe tasse, dati i servizi pessimi che ricevono dallo Stato italiano.

Veniamo ora ad un ragionamento più filosofico se volete. Prendete un giovane di 14 anni a metà anni '80: inizia le superiori, studia seriamente, prende ottimi voti e a 19 anni sceglie di andare all'università. Qui si impegna ancora di più nello studio (magari mentre lavoro per mantenersi) ed infatti uscirà con un punteggio mfra i più alti del suo corso. E' un tipo brillante e anche nel mondo del lavoro si fa strada facilmente (scegliete voi dove: come manager di un'azienda, imprenditore, ingegnere, medico etc etc), ottenendo posizioni importanti con stipendi che la maggior parte delle persone sognano. Ha sempre pagato le tasse (alte come abbiamo visto) e non ha mai infranto una legge (sì beh, un paio di multe per divieto di sosta...non voglio renderlo troppo perfetto). Ad un tratto arriva un politico che non ha mai fatto niente in vita sua, che siede in Parlamento da 20 anni pagato molto più dei suoi colleghi mondiali anche con le tasse del nostro amico, il quale decide che il nostro uomo di successo debba pagare una percentuale del suo reddito alto solo perchè si è impegnato e ha avuto successo in quanto lo Stato necessita di soldi.
Come vi sentireste voi? Accettereste di pagare una tassa extra sapendo che lo Stato spende 800 miliardi e più di spesa pubblica dandovi in cambio i servizi che tutti voi vedere e di cui usufruite ogni giorno?
Non sarebbe forse meglio che iniziasse a programmare un taglio serio, deciso e progressivo di quella spesa?
Perchè, infine, il prelievo fiscale non può farlo lo Stato su se stesso? In fondo, lui è uno degli spendaccioni più grandi d'Europa e del Mondo.


Sinceramente, fra questo e il decreto lavoro, mi pare che il Governo Letta voglia penalizzare coloro i quali hanno studiato, si sono impegnati e sono meritevole, mentre favorire chi ha poca voglia di impegnarsi e ignorare facendo finta di nulla i furbetti che le tasse non sanno nemmeno cosa siano.


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giovedì 21 febbraio 2013

La patrimoniale di Ingroia: populismo o soluzione ai problemi del paese? Analisi e commento

Vediamo i numeri che ci dicono.


Il cavallo di battaglia (anzi, battaja) di Ingroia è la patrimoniale ai grandi patrimoni detenuti dai cittadini italiani che, secondo lui, sarebbe un'ottima soluzione per risolvere i problemi dell'Italia, abbattendo il debito e diminuendo le tasse ai cittadini più poveri (in primis, eliminando l'Imu sulla prima casa).

Una proposta del genere è fattibilissima, ma quali risultati porterà? Davvero è una soluzione ai problemi di un paese malato come l'Italia? Proviamo a vedere i numeri e a fare qualche considerazione.

Partiamo dal video preso da Servizio Pubblico in cui Ingroia spiega a Santoro il suo progetto di patrimoniale:



Prima di tutto, qualcuno dovrebbe spiegare ad Ingroia che la patrimoniale aggredisce il patrimonio e non il reddito: una persona può avere un reddito elevatissimo ma un patrimonio di poco valore (ad esempio, non possiede alcun tipo di attività reale o finanziaria e vive in affitto/camera di hotel a 5 stelle) o viceversa, uò avere un reddito basso ma un patrimonio di grande valore (la casa lasciata in eredità dai nonni).

Seconda cosa: l'imu è una patrimoniale, quindi sostituire l'imu con una patrimoniale è fa ridere. Se proprio vogliamo, la "patrimoniale" intesa da Ingroia è un prelievo straordinario che si fa una volta e via, l'Imu invece viene prelevata tutti gli anni. Detto ciò, esso quest'anno ha pesato in media 200€ a famiglia, 16,67 euro al mese ovvero 8.34€ a persona. Il problema non è l'Imu sulla prima casa. Aggiungo inoltre che aumentando gli stipendi di 25 euro al mese una famiglia con due redditi guadagnerebbe il triplo di quella cifra in un anno.

Veniamo ai numeri: il candidato di Rivoluzione Civile la vorrebbe applicare a quel 10% dei più ricchi.
La Banca d'Italia ci dice che questo famoso 10% ricco possiede il 45.9% della ricchezza totale (reale e finanziaria quindi) pari a 8.619 miliardi di euro. Ciò vuol dire che essi possiedono 3956.12 miliardi di euro.

Il problema è che l'ultimo decile calcolato dalla Bd'I parte da 559.500€ (tav E1, pagina 65), mentre a quanto pare Ingroia vorrebbe applicarla ai patrimoni di 1.5 milioni di euro (lui dice redditi ma credo qui intenda patrimoni). Considerate che di questo 10%, il 9% possiede una ricchezza in media pari a 1 milione 280 mila euro quindi in molti sono al di sotto della soglia.
Sicuramente sopra invece si trova l'1% più ricco, con una media poco inferiore a 4 milioni 700 mila euro.

Da quanto capisco dal video, Ingroia vorrebbe bypassare il problema dell'operaio che ha ereditato la casa di cui sopra dicevo, applicando la patrimoniale solo ai redditi superiori al milione di euro che fanno parte di quel 10% di cittadini ricchi. Nella pratica: ricchezze superiori il milione e mezzo detenute dalle famiglie con reddito superiore il milione. Non so se lui abbia già i dati corretti, ma tenete conto che nel 2011 in 796 hanno dichiarato una cifra superiore al milione di euro, mentre oltre i 500mila sono 3.641 persone, per un totale pari allo 0.01% dei contribuenti
Ci sono gli evasori mi direte: vero, però quelli sono soldi potenziali e non si sa quanto si riesca a recuperare in più rispetto a quanto già fatto dal governo Monti.
Potrei quindi azzardare che i soggetti colpiti di sicuro saranno quelli facenti parte l'1% più ricco. la loro ricchezza totale è del 13% sul totale, ovvero 1120 miliardi di euro.

Che percentuale applicare? Non l'ho trovato da nessuna parte. Ipotizzando l'1% il gettito sarebbe di 11.2 miliardi di euro. L'imu verrebbe coperta per nemmeno 3 anni e in più dopo ci sarebbe un buco di bilancio di 4 miliardi annui.
Si potrebbe aumentare la percentuale di prelievo sulla ricchezza, portandola al 5%. Il gettito sarebbe di 56 miliardi di euro. L'Imu prima casa verrebbe coperto per 14 anni giusti giusti, in alternativa si potrebbe dimezzare l'Irap (17.5 miliardi) ma anche qui dopo 3 anni avremmo lo stesso problema.

Stiamo inoltre considerando che questi soggetti non vendano il proprio patrimonio e rimangano in Italia, dato che spagherebbero in media allo Stato, se tassati al 5%, 235 mila euro. A meno che siano molto patriottici, con uno scenario del genere vedremmo quella ricchezza reale e finanziaria in vendita, o più semplicemente gente che fugge all'estero

In questi termini, la proposta verrebbe bollata come "Populismo". Voglio però essere buono con lui e considerare tutto il 10% più ricco, senza guardare al reddito (non ho idea di come faccia a sapere con precisione chi di questa fetta abbia un reddito superiore al milione o milione e mezzo di euro. Non servirà dirvi che, con il mio calcolo, i soldi sono molto più superiori al gettito reale).
In questo caso, essendo l'imponibile più alto, un'imposta dell'1% porterebbe nelle casse dello stato 39 miliardi e mezzo. Una bella somma, che però avrebbe gli stessi problemi di sopra. Per lo stesso motivo eviterei di aumentare l'imposta che in questo caso grava molto di più sulla famiglia visto che stiamo considerando tutti i redditi e non solo gli over 1/1.5 milioni di euro.
Vedersi un'ondata di case in vendita in un paese dove il mercato immobiliare non sta passando un bel momento non mi pare proprio salutare per il paese.

Avrei anche da discutere su ciò che Ingroia dice dei ricchi, ma di quello me ne occuperò in un altro articolo.

Cosa ne penso io? La patrimoniale potrebbe essere un'aggiunta, un'entrata extra per tappare qualche piccolo buco in una riforma però molto più grande. In questi termini potrei anche accettarla, ma è già stata fatta da Amato e i risultati si sono visti (aka: se li son mangiati tutti senza riformare un fico secco) e le alternative non mancano (far fare la stessa cosa, ma allo Stato, che di attività ne ha molte).
Ricordo inoltre che quei soldi prelevati andranno ad intaccare il reddito spendibile di quelle famiglie le quali, di conseguenza, si ritroveranno con meno soldi da spendere influenzando negativamente i consumi già in calo da tempo. 
In conclusione, non credo quindi sia una buona idea utilizzarla per eliminare un tassa come l'Imu sulla la prima casa (che, a conti fatti, pesa poco sulle famiglie) ed è troppo bassa per eliminare/ridurre quelle imposte (come l'Irap) che davvero gravano su redditi, imprese, consumi e quindi crescita.
Populismo? Forse è troppo definirlo tale. Di sicuro, non è la soluzione.

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lunedì 5 marzo 2012

Una patrimoniale pagherebbe i costi degli ammortizzatori sociali?


Con una cadenza quasi quadrimestrale, Susanna Camusso, segretario della Cgil, se ne è uscita con l'ennesima richiesta di una patrimoniale sui grandi patrimoni per finanziare gli ammortizzatori sociali.

Credo che la Camusso intenda con "grandi patrimoni" quel famoso 10% che detiene quasi la metà della ricchezza (44.7%, dati 2008) quindi, ragionando su questo, cercherò qui di spiegare il perchè non solo sia quasi inutile, ma addirittura dannosissima una patrimoniale di questo genere.

Partiamo subito calcolando quanti soldi si potrebbero ricavare da una patrimoniale di quel genere.
La ricchezza totale delle famiglie italiane è di 8.640 miliardi di euro (dati Bankitalia fine 2010), in calo dell'1.5% rispetto al 2009.
La quota detenuta dal 10% più ricco è quindi pari a 3.862 miliardi di euro.
Applicando una tassa dell'1% si ricaverebbero circa 39 miliardi di euro. Una somma che potrebbe coprire il costo degli ammortizzatori solo per qualche anno (considerato che attualmente sono 7 milioni i lavoratori esclusi e che si andrebbero/potrebbero ad aggiungere con una eventuale riforma). Il sito de Lavoce aveva calcolato 19 miliardi di euro(con un tasso di disoccupazione al 10%, oggi è al 9.2) il costo di un ammortizzatore sociale unico universale. Rispetto all'odierna spesa, sarebbero 7.5 i miliardi in più. Il gettito dalla patrimoniale coprirebbe 5 anni di maggiori spese per gli ammortizzatori.

Qui la mia domanda: passati i 5 anni, che si fa se la situazione non migliora? Un'altra patrimoniale?


Vi è poi una questione non molto affrontata dai media nazionali. Nel 10% più ricco rientrano anche tutti quei signori che, dopo aver risparmiato una vita, hanno accumulato una ricchezza superiore ai 529,500 mila euro in cui, ricordo, rientrano anche la casa e i titoli di stato. Potreste quindi essere anche voi lettori che state leggendo questo mio post. Conosco moltissime persone che si trovano in questo 10% senza neanche saperlo con un reddito normalissimo perchè hanno ereditato la casa dal babbo e investito in titoli di stato la sua liquidazione o perchè, come ho detto prima, hanno risparmiato una vita.
Vi immaginate una famiglia con reddito di 2500-2600 euro al mese, pagare di botto 6 mila euro ogni 5 anni? Ma anche solo per quest'anno, gli effetti potrebbero essere gravi (vendita titoli, case. Magari ci tornerò in un prossimo articolo).

Sinceramente non mi pare proprio la cosa giusta da fare. Volendo si potrebbe applicare una patrimoniale al top 1% che detiene il 17.2% della ricchezza ma si ricaverebbero poco meno di 15 miliardi. Tassare questi individui ogni 2 anni potrebbe portare agli stessi gravi effetti citati sopra.

In Italia c'è molto da tagliare, da ricavare e da risparmiare. La Cgil, in un paese con una pressione fiscale spaventosa (anche per i ricchi che pagano ciò che devono), dovrebbe battere cassa su quegli argomenti e non su altre tasse di dubbia utilità e alto rischio.

mercoledì 12 ottobre 2011

La Commissione Europea stronca le misure del Governo


il ricorso a misure non permanenti, come appunto un condono, per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 ”non contribuisce a rafforzare la credibilità”’ della strategia impostata dall’Italia per la riduzione del deficit e del debito. Inoltre, per le stesse fonti, le esperienze gia’ fatte indicano che i condoni possono incidere negativamente sul regolare pagamento delle imposte e quindi minare gli sforzi intrapresi per combattere l’evasione fiscale.

il dibattito apertosi a questo riguardo rischia di distogliere l’attenzione dalle piu’ urgenti priorita e di ”minare la credibilita’ della lotta all’evasione


Fonte

Per quelli che "La Commissione Europea è formata da gente brutta e cattiva che vuole solo il male per l'Italia e gli Italiani. Molto meglio affidarci alle riforme dei nostri governatori..."

Qui il mio commento al condono.


martedì 11 ottobre 2011

L'ultima follia socialista dei nostri governanti ladri




A dire al verità l'avevo già letta ieri ed è una delle tante proposte quindi spero venga accantonata subito (anche se "con le sue suggestioni, trova comunque favorevole qualche rappresentante di governo") però è giusto parlarne tanto per capire chi abbiamo al governo e come ragionano.

Il brillante creatore di questa "idea" è tal Andrea Monorchio, ex ragioniere di Stato, che, assieme a Guido Salerno, ha formulato ciò che segue:

Un'ipoteca sul 10% del valore delle case private: l'idea non e' di bolscevichi che puntano a nazionalizzare la proprieta' privata. Ma, elaborata da Monorchio e Salerno, e' stata presentata gia' alla Fondazione Ugo La Malfa e, pur nella sua complessita' tecnica, avrebbe lo scopo di evitare la temuta patrimoniale. Gia', perche' lo scopo e' sempre lo stesso: recuperare risorse per ridurre le tasse e favorire investimenti e sviluppo. Cosi' che, ora che anche l'ipotesi condono sembra tramontare, non manca chi ritiene che la proposta dell'ex ragioniere possa prendere quota, diventare piu' che percorribile.

L'idea e' quella di abbattere il costo del debito pubblico, applicando i tassi Bce (ora all'1,5%) su nuovi, speciali titoli pubblici, grazie alla garanzia di asset privati: gli immobili degli italiani, ma solo per una piccola quota parte calcolata sul valore degli immobili di mercato all'anno 2000. Al tasso Bce andrebbe pero' aggiunta una maggiorazione dell'1% che servira' a ripagare il proprietario che ha dato in garanzia il bene. Che ci guadagna lo Stato? Il tasso dei titoli per lo Stato sarebbe quindi del 2,5%, ma i conti pubblici risparmierebbero comunque due punti rispetto ai tassi di mercato e le risorse potrebbero essere applicate per favorire lo sviluppo. E per i proprietari quali i benefici? Evitando la patrimoniale non avranno un aggravio di imposizione ma, anzi, un 'bonus' taglia-tasse. La maggiorazione dell'1%, che sara' loro attribuita, potra' essere utilizzata per pagare le imposte (ad esempio l'Ici).


Avete capito bene?

Comico non trovate? La BCE fornirebbe aiuti a tassi bassissimi (1.5% a fronte del 5-6% che quota il mercato in questo periodo) allo Stato italiano che in cambio garantisce un pezzo della casa di vostra proprietà (il10% appunto). Voi però ci guadagnate la non applicazione di una patrimoniale (ah quindi l'idea di applicarla è davvero viva) e la maggiorazione (1%) che utilizzerete non per aumentare i vostri risparmi o consumi, ma per pagare le imposte (nuove ovviamente) che andranno a riempire le casse di chi? Ma dello Stato ovviamente!

Se poi lo Stato è insolvente, arriveranno gli omini banchieri della BCE a sequestrarvi chessò, la cucina oppure il balcone oppure un pezzo di cortile (e qui poi sentirò la gente molto stupida gridare "Banchieri cattivi blablabla").

Bello no?

E' proprio vero, PDL non è più un nome adatto al partito di Berlusconi. Suggerirei PSI, oppure PCI..

ITALIANI!!!! SVEGLIA!!

sabato 8 ottobre 2011

La coppia che uccide: Condono-Patrimoniale




Il re è nudo. Il PDL alla fine ha mostrato a tutti i suoi reali progetti, oltre alla sua già nota immoralità ed ignoranza in materia.

Cicchitto quest'oggi ha affermato che per abbattere il debito sono necessari "una forma di finanza straordinaria ossia una patrimoniale morbida, la riforma delle pensioni, le dismissioni, e anche, eventualmente, se il resto non basta, il condono edilizio ed il condono fiscale".


Sulla patrimoniale ho già espresso la mia idea: è un'idea folle oltre che sarebbe la chiara dimostrazione di come Berlusconi abbia FALLITO TOTALMENTE dal punto di vista politico. Eravamo nella stessa situazione (anzi peggio) e Amato ha utilizzato proprio una patrimoniale morbida per risolvere temporaneamente il problema. Berlusconi non solo ci ha riportati in quello stato pietoso (corruzione, debito alto etc) avendo l'Euro che teneva i tassi più bassi, una pressione fiscale più alta e una maggioranza più solida, ma vuole addirittura adottare le stesse misure prese da un ex premier dell'opposizione!

Sul condono cosa dire? E' una non soluzione immorale che fa realmente sentire degli idioti chi ha sempre pagato le tasse in tutti questi anni. Di nuovo si va a favorire una casta di imprenditori: il risultato sarà un'evasione ancora maggiore, oltre ad una riluttanza degli imprenditori stranieri ad investire in Italia vedendo che i furbi vengono premiati a discapito degli onesti.

Davvero, non so più cosa dire. Ah sì una cosa: in Spagna si sono indignati per molto molto molto meno.

domenica 7 agosto 2011

Patrimoniale come fallimento del Berlusconismo



In questi giorni di crisi nera si fa sempre più attuale fra chi ci governa l'idea forse più estrema fra quelle disponibili: la patrimoniale.

In generale, una patrimoniale è una tassa (di qualunque tipo) calcolata NON sul reddito, ma sul patrimonio del contribuente. Esempi di patrimoniali sono l'Ici, l'impôt de solidarité sur la fortune (in Francia), la tassa di successione e il prelievo forzato di Amato nel 1992 sui c/c.

I sospetti di una patrimoniale arrivano dai continui richiami alla ricchezza dei cittadini italiani fatta da Berlusconi (ultimo alla Camera), dalla manovra di Tremonti (in parte è una mini patrimoniale) soprattutto nella diminuzione della aliquote sui c/c.

Premesso di essere assolutamente contrario a questa idea, semplicemente perchè 1) non è giusto che i cittadini privati, già super tassati e tartassati, paghino ancora e 2) questo non risolverebbe tutti i problemi strutturali e di sprechi che il nostro paese ha da decenni, essa rappresenterebbe il fallimento totale del "Berlusconismo".

Un fallimento dettato dall'incapacità di risolvere i problemi di un'Italia post Tangentopoli, sull'orlo del fallimento a causa dell'elevatissimo indebitamento (120% del PIL), sotto attacco speculativo e salvata grazie anche alla patrimoniale di Amato (uno di sinistra).


La situazione è molto simile: debito altissimo (119% del PIL), paese a rischio attacco speculativo, nel mezzo di inchieste di tangenti, affitti in nero in cui sono coinvolti uomini politici (il Ministro dell'Economia in primis).

C'è però una differenza, fondamentale: l'Italia è nell'Euro il che, con buona pace di chi rivorrebbe la Lira, fino ad ora ci ha salvati tenendo bassi i tassi di interessi (venendo a meno il pericolo di una svalutazione). Con 10 anni di governo e i tassi sul debito minimi, Berlusconi non è riuscito a mettere al sicuro i conti dell'Italia, ad abbassare il debito pubblico, ad abbassare la pressione fiscale, gli sprechi di spesa pubblica, a tenere bassi quei tassi, a rilanciare la crescita, la produttività, a risolvere il divario Nord-Sud, a far crescere a ritmi dei più ricchi paesi della UE il reddito degli italiani etc etc.

E' stato un fallimento totale che, nel caso di una patrimoniale (ma speriamo di no) al pari di Amato, sarà palese e sotto gli occhi di tutti.

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