lunedì 5 marzo 2012

Una patrimoniale pagherebbe i costi degli ammortizzatori sociali?


Con una cadenza quasi quadrimestrale, Susanna Camusso, segretario della Cgil, se ne è uscita con l'ennesima richiesta di una patrimoniale sui grandi patrimoni per finanziare gli ammortizzatori sociali.

Credo che la Camusso intenda con "grandi patrimoni" quel famoso 10% che detiene quasi la metà della ricchezza (44.7%, dati 2008) quindi, ragionando su questo, cercherò qui di spiegare il perchè non solo sia quasi inutile, ma addirittura dannosissima una patrimoniale di questo genere.

Partiamo subito calcolando quanti soldi si potrebbero ricavare da una patrimoniale di quel genere.
La ricchezza totale delle famiglie italiane è di 8.640 miliardi di euro (dati Bankitalia fine 2010), in calo dell'1.5% rispetto al 2009.
La quota detenuta dal 10% più ricco è quindi pari a 3.862 miliardi di euro.
Applicando una tassa dell'1% si ricaverebbero circa 39 miliardi di euro. Una somma che potrebbe coprire il costo degli ammortizzatori solo per qualche anno (considerato che attualmente sono 7 milioni i lavoratori esclusi e che si andrebbero/potrebbero ad aggiungere con una eventuale riforma). Il sito de Lavoce aveva calcolato 19 miliardi di euro(con un tasso di disoccupazione al 10%, oggi è al 9.2) il costo di un ammortizzatore sociale unico universale. Rispetto all'odierna spesa, sarebbero 7.5 i miliardi in più. Il gettito dalla patrimoniale coprirebbe 5 anni di maggiori spese per gli ammortizzatori.

Qui la mia domanda: passati i 5 anni, che si fa se la situazione non migliora? Un'altra patrimoniale?


Vi è poi una questione non molto affrontata dai media nazionali. Nel 10% più ricco rientrano anche tutti quei signori che, dopo aver risparmiato una vita, hanno accumulato una ricchezza superiore ai 529,500 mila euro in cui, ricordo, rientrano anche la casa e i titoli di stato. Potreste quindi essere anche voi lettori che state leggendo questo mio post. Conosco moltissime persone che si trovano in questo 10% senza neanche saperlo con un reddito normalissimo perchè hanno ereditato la casa dal babbo e investito in titoli di stato la sua liquidazione o perchè, come ho detto prima, hanno risparmiato una vita.
Vi immaginate una famiglia con reddito di 2500-2600 euro al mese, pagare di botto 6 mila euro ogni 5 anni? Ma anche solo per quest'anno, gli effetti potrebbero essere gravi (vendita titoli, case. Magari ci tornerò in un prossimo articolo).

Sinceramente non mi pare proprio la cosa giusta da fare. Volendo si potrebbe applicare una patrimoniale al top 1% che detiene il 17.2% della ricchezza ma si ricaverebbero poco meno di 15 miliardi. Tassare questi individui ogni 2 anni potrebbe portare agli stessi gravi effetti citati sopra.

In Italia c'è molto da tagliare, da ricavare e da risparmiare. La Cgil, in un paese con una pressione fiscale spaventosa (anche per i ricchi che pagano ciò che devono), dovrebbe battere cassa su quegli argomenti e non su altre tasse di dubbia utilità e alto rischio.

5 commenti:

matica ha detto...

...leggo ...6000 euro ogni 5 anni fanno 1200 euro all'anno che equivalgono a 100 euro al mese, quindi invece di guadagnare 2500/2600 al mese ne guadagnerebbero "soltanto" 2400/2500? Ma che cos'è Propaganda? Ma scriviamo tanto per scrivere? Mi pare che si stia offendendo l'intelligenza altrui!

Mattia Poletti ha detto...

Mah sinceramente di tasse da pagare al mese ce ne sono già troppe. 100 euro in più da dare allo stato (dopo tutte le altre). Eh mi girerebbero un po' li cojoni (che poi, servono a quasi nulla).

La Camusso parla tanto per parlare...anzi no...per giustificare tutte i soldi che becca dai lavoratori a cui para il fondoschiena (statali in primis che...guarda un po'...contribuisco a mantenere con le tasse).

E' ora di piantarla di fare sti discorsi, con patrimoniali che servono a una cippa (tra l'altro, le case sarebbero valutate tramite catasto, aggiornato, quindi che va ad aumentare anche tutte le altre tasse con base l'immobile quindi evvai altre tasse yuppie).

Dirò di più (ma questo andrà in un futuro articolo): anche all'1%, molta gente venderà i titoli di stato (perchè anche loro rientrano nella ricchezza) così da non rientrare più nella fascia più alta. Quello che succederà è facile, visto che un'ondata di vendite l'abbiamo avuta l'estate scorsa.
Ci potrebbero poi essere quelli che , non volendo pagare, venderanno la casa (che nessuno compra, visto che vale molto) contribuendo a mettere in crisi un mercato immobiliare che tutto ha bisogno tranne che di altre case difficili da vendere.
Questi sono solo esempi di scenari, però non tanto impossibili.

Mattia Poletti ha detto...

Tra l'altro, raccogliendoli tutti assieme i 39 miliardi, ci scommetto le palle che, dopo aver pagato il primo anno di ammortizzatori, gli altri li userebbero per qualche cagata delle loro (incentivi alle imprese, sussidi ad altre cose, in ogni caso aumenterebbero la spesa) e li brucerebbero tutti e l'anno dopo saremo ancora qui a parlare di patrimoniale

matica ha detto...

@ Mattia Poletti
...non mi è chiara la riflessione sulla Camusso...intanto come dici tu,i soldi che becca sono frutto di libere adesioni, nessuno obbliga i lavoratori ad aderirvi e la libertà sindacale è sancita dalla costituzione e precisamente dall'art.39.
Non so se è capitato alla Camusso e/o comunque qualsiasi sindacato di difendere l'indifendibile ma questo rientra anch'esso nel diritto alla difesa in qualsiasi procedimento o controversia. Alla stregua, si potrebbe pensare allora che un avvocato che difende un assassino è anche lui un assassino ma così non è.
Rientra tra i suoi compiti.
Per la patrimoniale, dati alla mano, quando un 10% della popolazione detiene il 47% della ricchezza nazionale, in virtù della progressione della tassazione, anche questa sancita dalla costituzione, mi pare ovvio che debbano pagare di più. Non è una mia impressione, avviene in questo modo in tutti gli stati democratici.
Personalmente invece ritengo, che se i tempi dovessero farsi ancor più bui, probabilmente non potremmo più permetterci il lusso di avere dei ricchi.

Mattia Poletti ha detto...

Beh certo che aderiscono. Una volta dentro al sindacato in certi ambienti devo proprio ammazzare qualcuno per essere licenziato (nel privato ultimamente molto meno, ma perchè siamo con l'acqua alla gola..beh..alla gola sì, ma non è acqua).

Il sindacato difende in teoria TUTTI i lavoratori che si sono iscritti allo stesso modo (in realtà non è così, un 50enne è molto più difeso di un giovane di 30 anni ma qui si aprirebbe tutta una questione sul lavoro, contratti che prima di commentare voglio vedere un po' cosa faranno). Se, come di persona ho visto e vedo tutti i giorni in quanto mio papà lavora nel pubblico, un sindacato difende un lavoratore palesemente nel torto (non va a lavorare) fa un danno a TUTTI. Se io mi faccio il famoso mazzo e il mio collega fa na sega dal mattino alla sera, ogni tanto non viene al lavoro perchè ubriaco e mi tocca andare al suo posto, mi girano le balle. Tra l'altro, prendiamo gli stessi soldi. Un individuo così lede a tutti, in primis ai colleghi i quali si sentono presi in giro e quindi o continuano a predersela in quel posto oppure fanno come lui. In più, la gente che davvero lavora non ha quasi mai bisogno del sindacato (per eventuali torti sul posto di lavoro) perchè non ha problemi. Poi non lo so io mi baso sulla mia esperienza e su quella degli altri che mi raccontano. Ci sarebbe poi da dire sul tipo di sindacato che c'è in Italia (nazionale e fortissimo) che non ha senso e anzi danneggia tutti (lo vediamo tutti i giorni, imprese che non potendo licenziare non assumono, giovani che pagano per i lavoratori più anziani etc). Il sindacato deve avere regole basilari nazionali e poi ogni azienda ha il suo (non va bene? ok, ogni provincia, tot abitanti, al massimo regione). Siamo un paese diversissimo al suo interno, non si può avere lo stesso sindacato a milano e a catania.

Sulle tasse poi, i ricchi sono già tassati e sul patrimonio verrà introdotto l'ICI (su cui sono d'accordo come ho scritto). Le altre tasse non diminuiscono, anzi, aumentnao quindi...come dici tu, non ci sarà spazio per i ricchi e sarà un DISASTRO. Il ricco è anche quello che da un sacco di lavoro, che, se guadagni onestamente, ha le idee per produrre cose utili e far crescere il PIL (vedi in USA). Davvero io l'unica cosa che non toccherei in aumento sono le tasse. Più di così non si può, rischiamo il crollo totale.

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