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giovedì 18 luglio 2013

Sul perchè l'IMU non sia da eliminare (again)..

Ne ho già parlato, ma questo è solo un esempio del perchè ritengo l'IMU una tassa giusta (o, se volete, meno sbagliata) di altre.

"Ecoscooter a Milano: Acquistati per 400mila euro dalla giunta Albertini nel 2003 e inutilizzati, sono stati ceduti per 30mila euro, 280 a ciclomotore."




Gli affari (ambientalisti) del settore pubblico....

E l'articolo continua aggiungendo altre chicche:

"È delle scorse settimane la protesta dei sindacati dei ghisa per una fornitura di nuovi computer non forniti di tutti i software in grado di farli funzionare appieno. Nel marzo 2012 l’assessorato alla Sicurezza, guidato da Marco Granelli, acquistò nuovissimi scooter a tre ruote Piaggio Mp3 senza però preoccuparsi di fornire ai vigili caschi e attrezzatura da motociclisti. Nel 2011, invece, fu sollevato il caso dell’acquisto da parte dell’assessorato alla Sicurezza di una partita di nuove pistole Beretta prive di fondina e quindi inutilizzabili."

Ecco per queste cose voglio l'IMU e voglio sia lasciato ai comuni (diminuendo altre tasse centrali, sia chiaro). Perchè così i cittadini sarebbero molto più interessati a controllare le spese dei comuni, a chiedersi il perchè l'IMU nella città X costa 100 mentre in un'altra solo 90. Sarebbe il primo fondamentale passo verso la responsabilizzazione delle amministrazioni comunali e dei cittadini stessi nei loro confronti.

Controllare come vengano utilizzate le tasse che paghiamo in regione o a Roma è difficile, mentre quelle comunali hanno un riscontro diretto sul territorio in cui viviamo. Ci accorgiamo subito se ad una maggior spesa corrisponda un miglioramento del servizio oppure no! Nel secondo caso, possiamo andare in comune (specialmente in quelli medio-piccoli, ma anche in città se ci si organizza bene) a chiedere spiegazioni ai diretti interessati.

Essendo una tassa particolarmente odiata, credo che l'interesse di voi cittadini a controllare, spulciare e/o semplicemente guardarsi intorno per vedere se i vostri soldi vengano utilizzati in modo efficiente o meno e nel caso protestare.

Certo, questo in teoria. Se poi non lo fate, non lamentatevi se pagate tanto...

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sabato 18 maggio 2013

La balla dell'IMU come causa del crollo della compravendita delle case

La causa di tutti i mali. A chi non piacerebbe trovarla? Penso a tutti, soprattutto se sia relativamente facile togliela così da farci stare bene una volta per tutte. E' una cosa normale ed è comprensibile che l'uomo cerchi prima di trovarla e poi di risolverla.
In Italia il colpevole pare essere l'IMU sulla prima casa: una tassa che secondo alcuni ha messo in ginocchio non solo le famiglie italiane ma perfino l'intermo mercato immobiliare del paese, facendo crollare vendite e prezzi con brutte conseguenze sull'economia (pensate a tutte le imprese immobiliari ed edili che lavorano nel settore).

Su questo chiodo martella soprattutto una parte dei politici, quelli che sull'abolizione e restituzione dell'IMU hanno basato molta della loro campagna elettorale, e in fondo comprendo anche il motivo: quale capro espiatorio migliore per spiegare il crollo della compravendita delle case e dei consumi se non una tassa patrimoniale sulla casa odiata da tutti, introdotta sotto il cattivissimo governo tecnico di Monti che colpisce 22 milioni di famiglie italiane?

La lotta ha portato frutti: oggi il Cdm ha deciso il rinvio della rata a settembre, con grande gioia di Berlusconi e dei suoi. Problemi risolti? Assolutamente no!

Della parte sulle famiglie ho già parlato fin troppo qui sul blog (vedi qui ad esempio), mentre del settore immobiliare ho scritto solamente un articolo ad inizio anno che oggi vado a completare.

Nell'altro articolo avevo mostrato come i prezzi delle case stessero calando già da molto prima rispetto all'introduzione dell'IMU.



Nel 2008 non mi pare ci fosse l'IMU giusto?

Per ulteriori dettagli sull'andamento del prezzo vi invito a leggere quell'articolo. Ora andiamo a vedere i dati sulle vendite delle case.
Hanno fatto scalpore le ultime rilevazioni:

"Il primo numero che colpisce nell’analisi dei dati elaborati da Abi ed Agenzia delle Entrate è quello delle compravendite normalizzate. Nel corso del 2012 si sono svolte su tutto il territorio nazionale 448.364 transazioni, il che equivale non solo ad una diminuzione di quasi il 30% rispetto a quelle concluse nel 2011 (erano state all’epoca 603.176, vale a dire il 27,5% in più), ma ha riportato le transazioni normalizzate praticamente sugli stessi valori ottenuti nel lontano 1985, vale a dire 27 rilevazioni anni prima)."

Alcuni politici, come detto, ci hanno marciato su imputando questo crollo all'entrate in vigore dell'IMU. Peccato che, come per i prezzi, il calo delle vendite di immobili sia partito molto prima:


Ops, ma guarda un po'! Il calo inizia nel 2006! 6 anni prima dell'introduzione dell'IMU! Ancora, un grafico con l'andamento dei prezzi nominali e delle compravendite di abitazioni:

Case, prezzi e compravendite in calo - Finanza Mercati - 08/09/2009

Riprendendo il comunicato, ad un certo punto dice che "ma ha riportato le transazioni normalizzate praticamente sugli stessi valori ottenuti nel lontano 1985, vale a dire 27 rilevazioni anni prima". Valori del 1985, fattore molto grave. A riprova di ciò che sostengo con i fatti, vi cito un articolo apparso su Edilizia e Territorio, 8-13 giugno 2009 (l'IMU non c'era ancora, ricordo) dal titolo "La costruzione di nuove case è tornata ai livelli del 2002" e si citano i dati riportati nei grafici sopra.

Oltre a quello vi è un altro articolo apparso pochi giorni dopo, il 18 giugno 2009 su Lavori Pubblici: "Un mercato che torna ai livelli del 1997". I dati qui sono a dire la verità sono diversi rispetto a quelli dei grafici e dell'altro articolo, ma il trend non cambia: prezzi e compravendite sono in diminuzione e le aspettative future non sono buone.

Ecco, le aspettative future. Vi segnalo cosa diceva il Cresme nell'ottobre 2002:

CI SIAMO, È ARRIVATA LA RECESSIONE

Inversione di ciclo 

Per il settore delle costruzioni il più lungo ciclo positivo dagli anni cinquanta volge al termine. L’importante fase di crescita iniziata nel 1995 è destinata ad interrompersi. Come per tutti cicli vi sono fasi espansive e vi sono fasi di flessione: gli elementi che emergono dall’analisi congiunturale di quest’anno, portano a concludere che ci siamo: nel 2002 la crescita delle costruzioni si riduce all’1,5%, nel 2003 si entrerà in una fase recessiva, con un calo dello 0,5%, una fase destinata ad aggravarsi ulteriormente nel 2004.(Cresme, Il mercato delle costruzioni 2003, "Lo scenario di medio periodo 2002-2007", pagina 3)
Direi che abbiamo dati molto chiari per dichiarare una volta per tutte che il mercato immobiliare italiano è da molto tempo che soffre e l'entrata in vigore dell'IMU non c'entra con la sua crisi. Chiunque sostenga ciò o non legge i dati, o fa finta di non leggerli e vuole imbrogliare la gente.

Ripeto per l'ennesima volta: non è l'IMU sulla prima casa la causa di tutti i mali. Piantiamola di perdere tempo con queste sciocchezze. I problemi sono altri e, ahimè, molto più seri e complicati da risolvere.

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giovedì 9 maggio 2013

I soldi per togliere l'IMU diamoli alle PMI

Lo so, ennesimo articolo sull'IMU ma essendo la tematica economica principale su cui si basa la sopravvivenza del Governo Letta (e qui c'è dentro tutto) non posso non parlane ancora. Prometto, salvo novità rilevanti, che sarà l'ultimo post sul tema: chi lo ha capito bene, gli altri beh..se il loro reddito non crescerà in futuro consiglio loro di guardarsi allo specchio quando vorranno trovare un colpevole.

Il volere e condizione necessaria di Berlusconi è togliere l'IMU sulla prima casa restituendo la parte già versata lo scorso anno. Per finanziare questa doppia operazione quest'anno sono necessari 8-9 miliardi di euro. Dove si andranno a prendere ancora non l'ho capito, fatto sta che l'ex premier è stato chiaro: o così, o si va tutti a casa.

Ciò mi porta a fare due riflessioni:

1) Per la prima volta, Silvio Berlusconi si sta impegnando per rispettare una sua proposta elettorale (ricordate la lettera sul rimborso IMU che ho bruciato?)
2) Per l'ennesima volta, gli italiani si fanno trasportare dal populismo della classe politica, accontentandosi di ricevere poco nel brevissimo periodo, fottendosene allegramente del medio-lungo.

Se il partito che si autodefinisce liberale, per la libertà i giovani e vicino agli imprenditori avesse davvero a cuore questa fetta di propri elettori chiederebbe al governo di investire quei soldi, ad oggi destinati al taglio dell'IMU prima casa e restituzione della stessa versata nel 2012, per le piccole e medie imprese italiane strozzate dalle tasse e dal credit crunch.

Come segnalato su "La Voce", "portando al 70 per cento la deducibilità del costo del lavoro ai fini Irap, si avrebbe un risparmio di circa 6,5 miliardi per l’intero settore privato: una cifra abbordabile anche per i nostri conti pubblici. Così facendo, non solo si risolverebbe il problema della pro-ciclicità del tax rate, ma si garantirebbe anche un sensibile beneficio alle Pmi, senza ricorrere a complicati interventi.".

6.5 miliardi, 2 in meno di quelli necessari ad abolire e restituire l'IMU, 2 in più rispetto all'abolizione della stessa in futuro.
I benefici sarebbero però molto maggiori per tutti: le pmi avrebbero meno tasse da pagare e molte di loro sopravviverebbero a questa crisi, lo Stato perchè eviterebbe il fallimento di molte imprese (quindi meno disoccupati, più gettito e meno tensioni sociali), i lavorati perchè non perderebbero il posto, i disoccupati in quanto, a causa del minor costo, vedrebbero cresce l'offerta di lavoro.

Questa sarebbe una proposta semplice per tenere a galla l'economia del paese. Non restituire 200 euro (in media) a famiglia. Mi auguro che prima o poi l'italota medio lo capisca e lo faccia capire ai nostri politici.

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martedì 30 aprile 2013

Perchè il problema vero è l'IMU....

Cose che chi legge il blog saprà già. Sempre meglio ricordarlo, soprattutto quando sentite politici parlare di tagliare tasse, in particolare l'IMU.

Almeno il problema fosse l'IMU...purtroppo non lo è (anzi, togliere quello senza dimuire le altre sarebbe fin peggio).


fonte
Se lo toglieranno, mi raccomando: non lamentatevi se sarà solo un contentino molto populista che non vi risolverà alcun problema (a voi ceto medio-basso s'intende).

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domenica 28 aprile 2013

Abolizione IMU: populismo e contentino agli ital-idioti

Finalmente abbiamo un nuovo Governo. Letta ieri ha presentato tutti i ministri (giudizio mio: sicuramente poteva essere migliore come pure peggiore, quindi aspettiamo e speriamo), provenienti da PDL e PD e nemmeno uno dal Movimento 5 Stelle (vendicandosi così della loro mancata fiducia a Bersani, rispettando però il volere di Casaleggio).

Da quel che leggo, la prima "mission impossible" del Governo Letta è quella di abolire l'IMU e (come vorrebbe il PdL) restituire la quota versata nel 2012. Il popolo, almeno quello internettiano, mi pare essere d'accordo su questa riforma.

Mi spiace per voi, ma se andrà in porto è una manovra politica piena zeppa di populismo per darvi, cari italiani, il classico "contentino" al fine di tenervi buoni per qualche mese (se non di più). In pratica, mentre da una parte vi tendono la mano, dall'altra ve lo mettono in quel posto.

Perchè odiate tanto l'IMU? Non l'ho mai capito. E' una tassa che in media costa 200 euro a famiglia e che,si spera, in futuro andrà totalmente nelle casse dei nostri comuni. Cosa significa ciò?

  • I comuni potranno, se particolarmente virtuosi, decidere LORO di non farla pagare ai propri cittadini
  • I servizi sul territorio, se alle elezioni scegliete bene il sindaco, saranno migliori
  • Se l'amministrazione comunale spenderà male i vostri soldi, potrete "bussare alla porta" del vostro sindaco a chiedere spiegazioni
Non mi pare così male no? Anche perchè, e spero sia chiario, quei 4 miliardi da qualche parte si devono prendere.

Ipotizzando che venga tolto a tutti, chi ci guadagna realmente è chi ha pagato molto ovvero:

Lo studio ha poi rivelato come la tassa possa dirsi in realtà molto “concentrata” sugli immobili di maggior pregio e sui contribuenti con i redditi più elevati. Considerando solo le proprietà delle persone fisiche, il 10% delle unità con le rendite catastali più elevate paga il 44,7% dell’Imu complessiva, con un importo medio di 2.693 euro, mentre il 10% dei contribuenti i cui immobili sono caratterizzati dalle rendite più basse versa appena il 2,8% del totale. Guardando invece alla ricchezza personale e non al valore dell’abitazione, le cose non cambiano di molto. Vediamo infatti come il 10% dei contribuenti con i redditi maggiori, cioè tutti quelli che dichiarano oltre 55 mila euro annui lordi, pagano circa il 20% dell’Imu complessiva. Mentre il 50% dei redditi più bassi arriva al 10% dell’imposta complessiva. Alla luce di questi dati, il Ministero parla di un “effetto redistributivo” abbastanza rilevante.

Quindi ci guadagneranno i ricchi, non voi cittadini di media/bassa classe sociale. Non vi siete mai chiesti il perchè sia proprio il partito di Berlusconi a volerlo togliere?

Se poi consideriamo oltre a tutto ciò che è in programma l'aumento dell'IVA al 22% dal primo luglio che porterà nelle casse dello Stato poco più di 4 miliardi, guarda caso più o meno la cifra dell'IMU prima casa, ecco che tutto torna, ma con effetti molto più depressivi.

L'IVA colpirà i consumi quindi tutti senza alcuna distinzione, ricchi e poveri, giovani e anziani. Ed ecco che i vostri 20 euro al mese dell'IMU ve li siete già giocati. Tra l'altro, ricordo che i consumi sono già in crisi da anni dunque è facile supporre un ulteriore diminuzione degli stessi, che aggraverà la crisi, porterà meno entrate fiscali del previsto, quindi un possibile buco di bilancio coperto da altre tasse (visto che di tagliare gli sprechi pubblici proprio non se ne parla).

Io, fossi in voi, chiederei che i 4-5 miliardi dell'IMU vengano in primis dati TUTTI ai comuni e cercare piuttosto di abbassare le altre tasse (su redditi e imprese e evitare l'aumento dell'IVA). Poi fate come volete.

Ma non lamentatevi poi...

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martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: chi ha votato Berlusconi? Una questione di età e di Imu

Nessuno lo dice, ma in tanti lo votano. Chi sono? E perchè? Un'analisi citando due cifre.

dal Sole 24 ore
Alla fine ha fatto il botto. Silvio Berlusconi, dato per finito non meno di qualche mese fa, è riuscito quasi a pareggiare una partita divenuta apparentemente impossibile da vincere. Mi duole dirlo, ma è stato un capolavoro elettorale partito quella sera da Santoro in cui è "risorto" (alla faccia di chi mi insultava quando dicevo che aveva stravinto il confronto), alla costante presenza nelle varie trasmissioni (alla faccia del conflitto di interessi e della par condicio), all'ultima mossa a sorpresa della lettera sul rimborso dell'Imu (alla faccia della trasparenza. Spero voi tutti l'abbiate bruciata come ho fatto io nel video). Proprio su questo ultimo punto mi voglio soffermare per fare due conti e capire.

Tutti spero sappiate che la lettera sul rimborso dell'Imu prometteva di rimborsare l'Imu versato nel 2012 consegnando la lettera che i cittadini avrebbero ricevuto nel caso in cui Silvio Berlusconi sarebbe diventato Ministro dell'Economia. Sinceramente io avevo trovato la proposta molto chiara, peccato non sia stato così per tantissimi anziani i quali si sono fiondati alle poste e, lettera in mano, abbiano chiesto la restituzione dei loro soldi. Alla risposta "Ma la lettera è l'altra, quella che vi arriverà se andrà lui al governo", quanti pensate lo abbiano votato in più, determinando il risultato che nessuno si aspettava?

Facciamo due conti: considerando "anziano" un cittadino medio che abbia dai 60 anni in su, abbiamo un bacino di 16.313.399 (dati istat) potenziali anziani che si sono accodati alle poste.

Ovviamente non tutti loro ci sono andati, ma visti i vari articoli sui giornali sicuramente non sono stati pochi. Aggiungo inoltre che uno studio effettuato nel 2001 e nel 2006 dal professor Pietro Ignazi sull'elettorato di Forza Italia dimostra che chi ha votato Berlusconi è principalmente un elettore di età avanzata o molto giovane, con scarsa istruzione (titolo di studio medio, medio basso) e che principalmente si informa dalla televisione.

Da ciò possiamo dire che di quei 16 milioni almeno 1/4 se non 1/3 abbiano votato Berlusconi confermando la loro intenzione al voto o cambiando idea dopo la lettera sul rimborso dell'Imu? Stiamo parlando di una fascia fra i 4.078.349 e i 4.894.019 voti.
Considerando che Berlusconi ha preso 6.829.135 voti (dati ministro interno) al senato (coalizione 9.405.786) e alla Camera 7.332.667 vuol dire che la lettera è stata determinante.
Certo, una parte più o meno grossa lo avrebbe votato lo stesso, ma visto che il PdL navigava intorno al 15% prima dell'Imu, direi che come conti bene o male ci siamo (parliamo di un paio di milioni di voti, quindi la metà del numero calcolato sopra, pari al 7%).

Imu + Anziani ed il pareggio è quasi raggiunto: E' stata una mossa astuta? Certamente sì, come certamente poco dignitosa (per quelli che: cosa ce ne frega di quello che fa lui nella vita privata) ma solo così riesco a spiegarmi questo risultato.

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venerdì 22 febbraio 2013

Video: Io, giovane blogger, do fuoco alla lettera di Berlusconi sul rimborso Imu

Quando ce vo' ce vo'

Una Foto presa dal video: Lettera di Berlusconi in fiamme

Era tanto che aspettavo che mi arrivasse la lettera di Rimborso Imu 2012" di Silvio Berlusconi proprio per fare questo video che spero lanci un messaggio importante e faccia cambiare idea a chi intenda votare alle elezioni Silvio Berlusconi (oltre a far ridere un po', che fa sempre bene).

Buona visione!




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venerdì 15 febbraio 2013

25€ in più al mese in busta paga valgono 3 volte l'Imu prima casa

Perchè l'Imu sulla prima casa non è il problema 

Quando scrivevo che l'Imu fosse un'imposta utile per i comuni e meno dannosa di altre, in molti mi hanno criticato in quanto essa è davvero una tassa che metteva in ginocchio il paese.

Considerando che si parla di togliere quella sulla prima casa (per le altre è impossibile) o addirittura, oltre a quello, restituire quella appena pagata, faccio un ragionamento provocatorio ma veritiero che conferma la mia tesi.

Oggi il Corriere ha pubblicato i dati relativi al pagamento medio dell'Imu sulla prima casa nei vari comuni d'Italia. Qui troverete la tabella completa con tutti i dati.

Il valore mediato si attesta intorno ai 127 euro. Si può notare come nella maggior parte dei comuni (74 pagine e mezza su 87) si sia pagata una tassa inferiore ai 200 euro.
Chi ha voglia di calcolarsi la media pagata di ogni cittadino può farlo. Se consideriamo i 200 euro come valore medio (considerando che il 67% della popolazione vive nelle città più grandi o intorno ad esse mi pare una cifra ragionevole da prendere come valore medio) è bene, con due semplici calcoli, notare come ai cittadini italiani non convenga tagliare la spesa pubblica o peggio aumentare altre tasse per togliere l'Imu sulla prima casa.

200 euro all'anno sono poco meno di 17 euro al mese. Se consideriamo una famiglia di due persone con reddito, 8.5€a persona. Bevete un caffè in meno per 10 giorni o comprate un pacchetto di sigarette in meno al mese e avete recuperato la spesa dell'Imu. Questo per darvi l'idea della dimensione reale del dato.

Io ho sempre sostenuto che sarebbe meglio utilizzare i 4 miliardi e passa per l'eliminazione dell'Imu (e, in caso si voglia ridare quello del 2012 diventano 8) per ridurre le tasse sul lavoro.

Se lo stato facesse ciò con il risultato di aumentare gli stipendi netti di 25 euro mensili, 50 euro nel caso della nostra famiglia, avremmo che all'anno le entrate aumenterebbero di 600 euro: il TRIPLO della spesa per l'Imu prima casa.

Ripeto ancora una volta: il problema non è l'Imu, ma le tasse sul lavoro e sulle imprese. Quelle sono da ridurre per far ripartire il paese ed aumentare gli stipendi! Fatelo presente ai nostri politici...

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domenica 3 febbraio 2013

La proposta shock di Berlusconi è irrealizzabile

Silvio Berlusconi ha anticipato l'annuncio shock ad oggi alle 12:00 e puntualmente è arrivato. Ma sarà realizzabile?

Eccolo. Il tanto annunciato annuncio shock di Silvio Berlusconi che dovrebbe cambiare l'esito della campagna elettorale è finalmente arrivato.

"Restituirò l'Imu versato agli italiani entro il primo mese nel primo consiglio dei ministri". Accanto ad essa, la solita promessa di abolire l'Imu, coprendo il buco con altre tasse: "tasseremo i prodotti non di prima necessità come tabacco, alcool, gioco d'azzardo".

Il riferimento è ovviamente solo all'Imu sulla prima casa, perchè per le altre l'eliminazione dello stessa è impossibile (non verrebbe coperta nemmeno dal taglio del 10% della spesa pubblica in 5 anni).

Questione restituzione: la prima casa valeva circa 4 miliardi, ciò vuol dire che in un mese si dovrebbe coprire questa spesa con tagli e/o altre tasse. Se la prima è difficilmente realizzabile (a meno di tagliare di netto stipendi e acquisti a caso, cosa molto recessiva e pericolosa), per la seconda ci vuole tempo per recuperare i soldi e in ogni caso il bilancio per le famiglie sarebbe comunque negativo (visto il consumo di sigarette, alcolici e gioco d'azzardo). Se ipotizzassimo una diminuzione di queste attività, verrebbe a mancare il gettito dalle stesse, tornado punto a capo.
Siccome non si può deficit, per gli accordi presi dallo stesso governo Berlusconi, capite che questa promessa è irrealizzabile o, se fatta, al netto le famiglie ci guadagnerebbero poco o nulla.


Si lavorasse di più su proposte concrete di riduzione della pressione fiscale su imprese e redditi da lavoro, coprendo con tagli pianificati agli enormi sprechi di spesa pubblica, lasciando stare l'Imu che, se data interamente ai comuni, sarebbe una manna dal cielo per gli stessi e per i servizi locali ai cittadini (i quali possono controllare meglio come i loro soldi vengono spesi).

update 14:55:
Ricordo poi che, restituendo l'imu 2012 e abolendo quella del 2013, quest'anno sono necessari 8 miliardi.

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domenica 16 dicembre 2012

Berlusconi promette: "abolirò l'IMU". Ma con quali soldi?

Oggi, 16 dicembre 2012, a Domenica Live Silvio Berlusconi promette di abolire l'IMU. Per non farvi fregare un'altra volta, una breve riflessione sull'argomento.


"Prometto che abolirò l'IMU". Applausi di tutto il pubblico. Così Silvio Berlusconi si presenta ufficialmente ai suoi elettore negli studi di Domenica Live, programma condotto da Barbara D'Urso (bravissima conduttrice assolutamente non di parte) su Canale 5 (rete Mediaset, anche questa assolutamente non di parte), proprio nel giorno in cui i due schiaramenti PDL si sono presentati: Primarie delle Idee e Partito Popolare.
Non voglio però parlare della confusione del partito di centro destra, seconda solo alla confusione in testa del suo leader storico.

L'argomento di oggi è l'IMU, Imposta Municipale Propria. La tassa più pesante attuata dal governo Monti e forse proprio per questo la più odiata da tutti.
Su queste pagine ne avevo già parlato, difendendola in quanto tassa utile soprattutto ai comuni, quindi più controllabile dai cittadini rispetto alle altre tasse (detto terra terra, se il comune butta via i soldi chiedere spiegazione al sindaco è più facile rispetto a chiederle al Premier/Ministro).

L'ex Premier ha promesso di abolirla, come promise di abolire l'ICI qualche anno fa. Proprio come allora la domanda da fare è: con che soldi?

Sì perchè, non potendo fare più deficit di quello che già si ha (giustamente, visto il nostro debito pubblico), i mancati introiti dell'IMU devono essere per forza recuperati da qualche parte. Non bisogna aver studato analisi di bilancio per capirlo: se viene a mancare un ricavo (entrata meglio dire, in questo caso), o si aumentano da un'altra parte oppure si tagliano i costi (leggasi spesa pubblica). Tra l'altro, essendo introiti destinati ai comuni, questi dovrebbero poi ricevere dei trasferimenti dallo Stato Centrale o, in alternativa, trovare altre vie di finanziamento (appena tolto l'Ici, ricordo che qui da me aumentarono le multe tanto per fare un esempio).

Per la precisione, l'ammontare di denaro che Berlusconi dovrebbe trovare è pari a circa 20-25 miliardi di euro. Una cifra che non si trova da un giorno all'altro e difficile da reperire in un paese in cui tagli di spesa sono un tabù e le tasse sono a livelli insopportabili.

Tra l'altro, ammettendo che riesca a trovarle quella somma, una domanda da fare ci sarebbe lo stesso: dato che si tratta di soldi destinati ai comuni, non sarebbe meglio utilizzare quella cifra per abbassare le tasse, ad esempio, sul reddito e alle imprese, in modo da far ripartire il paese?

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