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giovedì 3 luglio 2014

Il CALO dello SPREAD è merito di RENZI?

Articolo scritto e pubblicato originariamente su MySolutionPost il 12 maggio 2014


Chi di voi si ricorda lo spread? Il termine più famoso della crisi che stiamo vivendo da oramai 6 anni a questa parte.
Ultimamente è un po’ passato di moda, forse perché siamo distratti da altre vicende (politiche) o forse solo a causa della sua stabilità a livelli più accettabili rispetto a 2 anni fa (fortunatamente), fatto sta che è sempre più raro vedere commenti sull’andamento dei tassi di interesse dei titoli a 10 anni dei Paesi mediterranei rispetto al Bund tedesco. Sono dunque i titoloni quasi quotidiani sui maggiori giornali italiani in cui venivano mostrate anche le più piccole variazioni della differenza di rendimento Btp-Bund, sia sotto forma di allarme quando cresceva, sia di contenuta gioia quando diminuiva.
A inizio aprile però il neo premier Matteo Renzi ha tirato fuori l’argomento, annunciando che lo spread “non è mai stato così basso dal 2011”. Effettivamente è vero, perché un livello a 160-170 punti era tanto tempo che non si vedeva da queste parti. Molti giornali parlavano (e tutt’ora continuano) di “Effetto Renzi”, in quanto dalla sua nomina sembra ci sia stato un cambio di marcia positivo del temutissimo spread. Ottima cosa quindi, però da qui a dare i meriti a Renzi come tanti stanno facendo ce ne passa.
Analizziamo il grafico Btp-Bund da un anno a questa parte (da il Sole 24 Ore):

 Poletti _01_120514

Come è facile notare, dal picco di fine giugno in poi la discesa è sempre stata più o meno costante, fino ad arrivare al minimo del 6 maggio. Sicuramente è una buonissima cosa che farà risparmiare soldi in interessi nei prossimi anni. Però, vediamo subito che dal 22 febbraio (data insediamento dell’attuale premier) a oggi siamo passati da 194 punti a 154. Nello stesso arco temporale (fine novembre-inizio dicembre) siamo passati da valori fra 230 e 240 punti ad appunto 194, quindi il calo è stato pressappoco identico. Renzi non ha compiuto alcun miracolo da questo punto di vista. Lo spread scendeva prima, ha continuato a scendere anche dopo allo stesso ritmo.
Confrontandolo poi con un Paese membro dei “Pigs”, la Spagna, si nota come anch’esso abbia seguito un trend identico a quello italiano:

 Poletti _02_120514

Prendendo il Portogallo (altro Paese membro dei “Pigs”), il calo dello spread è ancora migliore rispetto a quello di Italia e Spagna: un trend sempre a ribasso, ma più deciso (partiva anche da una condizione peggiore, sia chiaro):

 Poletti _03_120514

I dati parlano chiaro: lo spread italiano stava calando già per conto suo. Dopo l’arrivo di Renzi ha continuato la sua discesa in maniera costante, senza alcun miglioramento particolare del trend. Stessa cosa vale per i due Paesi del sud Europa più simili all’Italia (anzi, uno ha fatto meglio, il Portogallo).
Renzi ha quindi il merito di non aver alterato il trend positivo presente in tutti i Paesi del Sud Europa. Sempre che si possa chiamare merito…

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giovedì 1 agosto 2013

Fregature dei bandi dello Stato e verità sul perchè la burocrazia non venga eliminata

Fonte immagine: Espresso
Me lo ha postato un mio caro amico. Copio e incollo (mantenendo il linguaggio originale. Rende di più l'idea dell'umore di chi è dentro a queste cose) allegando anche un paio di messaggi che ci siamo scambiatifra di noi.

"E poi leggi un bando per un'offerta di collaborazione a un progetto pubblico.
Interessante, si parla di cose innovative, digital, smart city. Insomma, paroloni supercool, bella zio, yeah.
Si, proprio tutte quelle belle supercazzole di cui i nostri politici amano infarcire i loro discorsi, ultimamente, come se non ne avessero già pronte abbastanza, di cagate da dire.

Poi leggi che il progetto dura fino al 2015, e dunque ti costringerebbe a tenere un contratto (misero) per anni, fatturare e non poter accedere ad eventuali altre cose (un -ormai fantomatico- contratto di lavoro dipendente, ad esempio!) proprio per questo motivo.

Poi leggi le mille dichiarazioni che devi sottoscrivere, che sembrano messe lì giusto per dire "sei un p.iva, tu si che fai i soldi! Guarda che ti teniamo d'occhio, e con questi pezzi di carta lo faremo ancora di più, stai certo che ti becchiamo perché sei di sicuro un criminale".

Poi leggi che ti pagano in due tranche. Una a metà, una alla fine. Totale 4000 sacchi di cui 2000 all'anno, forse. I primi da 1.5 anni a questa parte. MINIMO. E intanto però il lavoro tu lo fornisci.

Ah dimenticavo, 4000 sacchi LORDI.

4000
- INPS 28% (per pagare non te, figurarsi, ma chi è andato in pensione a 40 anni e se la gode adesso)
- Tasse 5% (e ti va già bene che hai meno di 35 anni)
- Inflazione (facciamo per prudenza 2%)

=

2600 € in 2 anni e mezzo.

Eh beh. So'ssoldi.

Poi leggi che per fare domanda, sì, soltanto per quello, ti chiedono 16 euro di marca da bollo.

Non 2 euro. Non semplicemente "una mazza" come dovrebbe essere.
SEDICI EURO.

(e non osate dirmi "è così eh, cosa credi?", state bene attenti)

Insomma, diciamo che un paio di cene con tutte le domande che riceveranno, se le tireranno su.

Ed è così che ti fermi un attimo, e pensi: "ma che minchia sto facendo?".

E mandi a quel paese tutto, il tempo perso anche solo a leggere e stampare la carta, e pensi seriamente: "e se quei 16 euro... 16 giusti giusti... me li giocassi in gratta e vinci? Mi sa che mi conviene. Non ne tirerò su 4000 ma magari ci scappa l'aperitivo".

Vai a farti la doccia. Sotto l'acqua pensi ancora.
"Dai, fa fresco. Un giretto giù in paese. Un paio di gratta e vinci. Se ci va bene magari dopo ci mettiamo anche una sambuca. Stasera mamma fa la pasta."

Sì, proprio così. Proprio così fan crescere i giovani, li fanno uscir di casa, cambiare vita, crescere una famiglia, guadagnarsi onestamente il pane, insomma, IL FUTURO.

Si, si. Proprio così che il paese funziona.

Eh si."
Da questo poi è scaturita una "dicussione" (non so se sia corretto chiamarla così, visto che eravamo d'accordo su tutto) interessante.

Il sottoscritto fa notare che, oltre alle tasse da pagare, lo Stato con quei 16 euro alla fine ci guadagnerà pure. Pensate a quanta gente farà domanda e pagherà quei 16 euro di marca da bollo: mille? 5mila? 10mila? E dovrà pagare 4mila euro lordi. Un bel guadagno.

Considerazione interessante del mio amico:

"Eh già. Ma il lavoro, quello vero, stipendiato, sai a chi lo danno?
A quello che ha scritto il bando.
A quello che raccoglie i soldi delle marche da bollo.
A quello che vende i baracchini che stampano le marche da bollo (azienda sicuramente partecipata
statale).
A quello che farà il colloquio.
A quello che sta lì a guardare mentre ti fanno il colloquio.
A quello che apre la porta quando vai al colloquio.
Al bar che porta i caffé il giorno del colloquio.
A quello che coordina.
A quello che supervisiona.
A quello che controlla.
Al tizio dell'INPS che fa i controlli.
Al tizio dell'INAIL che fa i controlli.
A quello che scrive i dettagli della fattura.
A quello che si preoccupa di gestire i pagamenti.
A quello che si preoccupa di sollecitare i pagamenti che non arrivano.
A quello che dovrà riscrivere tutto quando sarà cambiato il sindaco.
Al notaio."

E purtroppo è vero. Al che aggiungo una piccola e scomoda verità, sul perchè la tanto odiata burocrazia sempre lì rimane da anni e anni:

"Quando sento parlare di "eliminare la burocrazia" mi vien da ridere. Eliminare la burocrazia vuol dire lasciare a casa un fracco di gente che non serve a nulla. Non dico sia lavativa, anzi! Molti si impegnano pure in quel che fanno, sicuramente. Però sono lavori inutili. Non è che dall'oggi al domani elimini queste cose perchè, purtroppo, c'è tutto un sistema che ci vive"

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domenica 24 giugno 2012

Formigoni si deve dimettere (e vergognare)

Altro scandalo per il governatore della Lombardia. Ma voi lombardi proprio non vi vergognate ad averlo come vostro rappresentate?

Se fossimo in un paese occidentale normale e civile come gli altri (che giustamente ci bacchettano e prendono in giro) un personaggio del genere sarebbe di tutto (di TUTTO) tranne che il governatore di una delle regioni più importanti del paese dal punto di vista economico.

Sebbene sia sbagliato giudicare prima che il tribunale emetta il proprio giudizio, questa volta faccio un'eccezione: colpevole o no, Formigoni si deve dimettere, oltre che vergognare.

Lasciando stare il passato (più o meno recente), vorrei far notare la dichiarazione del "Formi" che definisce una "bufala" la notizie riportata dal Corriere della Sera riguardo l'indagine nei suoi confronti.

Questo signore mente sapendo di mentire (ha imparato bene) e a differenza degli altri lo fa spudoratamente davanti alle telecamere, chiamando in causa fin il direttore De Bortoli, intimandolo di rimuovere la falsa (secondo lui) notizia. Siamo a livelli folli e sinceramente mi chiedo il perchè i cittadini lombardi non facciano nulla per sbarazzarsene.
Ripeto poi agli elettori del PDL che sì, siete peggiori, MOLTO peggiori dei vostri ex amici leghisti. I politici della Lega coinvolti hanno avuto il buon senso di andarsene ("costretti" dai loro elettori), mentre i vostri di fronte all'evidenza negano di essere indagati.Essendo il politico "rappresentante" di chi lo ha votato, di voi ne esce un'immagine imbarazzante.

Non so più che dirvi. Siete davvero così imbarazzanti?



sabato 4 febbraio 2012

La bufala del "Niente galera agli stupratori in branco/gruppo"




Girano su Facebook (e dove sennò?) numerosi link e foto (come questa a fianco) in cui ci si indigna per una sentenza in cui, secondo loro, viene tolta la carcerazione per gli stupratori in gruppo. Se così fosse, sarebbe una cosa vergognosa. In realtà le cose sono molto diverse.

La sentenza in questione è la n. 4377/2012 della terza sezione penale della Corte di Cassazione (che trovate qui) e stabilisce che viene annullata la carcerazione preventiva per gli indagati di aver commesso uno stupro di gruppo. E' una cosa completamente diversa! Se poi il sospettato risulta essere colpevole, ovviamente va in carcere!


Si può poi discutere se sia giusto o meno lasciare libero un indagato del genere: la mia idea è che, visti gli innumerevoli casi di stupri risultati non veri, non sia così fuori dal mondo questa decisione. Ricordo poi che la carcerazione preventiva (in Italia) è consentita in tre casi: pericolo di fuga e conseguente sottrazione al processo ed alla eventuale pena, pericolo di reiterazione del reato e pericolo di turbamento delle indagini. Nel caso del presunto stupro, queste tre cose sono molto poco probabili (l'unica forse è la seconda, che può essere evitata con gli arresti domiciliari).

Bisognerebbe interrogarsi semmai sulla severità delle pene per i condannati (dal mio punto di vista, troppo leggere).

Per fortuna su FB si trova anche gente che il cervello lo usa un attimino e cerca di combattere questi link fatti in ignoranza/malafede.


mercoledì 5 ottobre 2011

Quando Berlusconi voleva il Ddl popolare per ridurre i parlamentari




Accaddeva due anni fa:


«Sto veramente pensando a un ddl di iniziativa popolare per portare i deputati a 300 e i senatori a 150. Perché un testo di iniziativa popolare? Perché voglio vedere il Parlamento non votare positivamente una legge presentata con il sostegno di milioni di elettori» (22 maggio 2009)
Dov'è finito il Ddl popolare? E i parlamentari, perchè sono ancora tutti lì, con stipendi e privilegi vergognosi?


Il bello di internet è proprio questo: esso non ha la memoria corta e si riesce a trovare tutto. Un'arma contro i politici come l'attuale Premier che dicono tutto ed il contrario di tutto, che cambiano idea, che si smentiscono da soli, che mentono sapendo di mentire.

Sarà per questo che viene visto molto male dalla casta?



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