Notizia giunta poco fa, il Senato ha bocciato le mozioni di Felice Casson, Sel e M5S contro l'acquisto del caccia F-35.
Ne ho già parlato e riparlato, fra poco metterò un video sul canale i ncui farò una sintesi del tutto quindi non voglio star qui a ripetere per l'ennesima volta le stesse cose.
Faccio solo notare che politici e cittadini han fatto (e continuano a fare) tutto questo casino per risparmiare 10 miliardi che spenderemo entro il 2027.
Da oggi a quella data, tanto per darvi alcuni dati, spenderemo (in
proporzione) 210 miliardi in più degli altri in costi della politica, 60 miliardi in stipendi e pensioni dei militari, 70-80 miliardi in
pensioni d'oro. Non vi dico la cifra che bruceremo per via della corruzione e/o dell'evasione fiscale, in quanto molto variabili e più difficili da tagliare rispetto alle tre citate sopra.
Ne aggiungo un'altra: considerando i dati che circolano, le famose guarde/peratori forestali siciliane e calabresi assunte per fare niente costano una cifra intorno ai 700-800 milioni annui. Se i dati riportati sono esatti, da qui al 2027 la spesa sarà di circa 10 miliardi. Come gli F-35..
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martedì 16 luglio 2013
lunedì 24 giugno 2013
Le balle e il populismo di Grillo e M5S su costi e risparmi degli F35
Ghe nient da fè. Quando Grillo parla di numeri 9 volte su 10 spara assurdità. Questa volta tocca alla questione dei caccia F-35 che l'Italia ha in programma di acquistare.
Nell'ultimo post sul suo blog ("No agli F35 per risparmiare 53 miliardi di euro"), Grillo e il M5S Camera sostengono che se si annullasse il programma risparmieremmo 53 miliardi di euro e poi via con il populismo del tipo "53 miliardi per quelli ma non se ne trovano 8 per scuole e cultura".
Prima di tutto, gli 8 miliardi per scuole e cultura (ammettendo che ne servano proprio 8) sarebbero annuali, mentre i 53 miliardi sono una spesa totale. Grillo e M5S mettono come data il 2026, dimenticandosi che essendoci in quella somma il costo di manutenzione, esso è annuale quindi dipende l'arco di tempo sul quale è stato calcolato (cambia se sono 10-20-50 anni..). Anche ammettendo di spenderli tutti (cosa impossibile sia chiaro) entro quella data, il costo dell'investimento in scuola e cultura sarebbe di 104 miliardi, quasi il doppio rispetto ai caccia. Questo giusto per fare i pignoli della situazione.
Veniamo ora al punto. Dove ha preso questi dati Grillo? Perchè proprio 53 miliardi e non, chessò, 60? Perchè il 2026 e non il 2030?
Chi mi segue avrà letto il mio ultimo articolo in cui ho trattato proprio i costi di questi maledetti F-35 in cui, basandomi sui dati del rapporto "Ministero della Difesa Nota Aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l'anno 2012" in cui si dice che
A) Il costo è di 12 miliardi costi di manutenzione esclusi
B) Il termine è il 2027
C) Parte dei 12 miliardi è già stato speso (circa 2). Considerando però che i costi stanno crescendo (alcuni stimano 15 miliardi) la cifra 12 potrebbe essere comunque realistica.
D) I nostri caccia sono comunque vicini alla conclusione del loro servizio, quindi volenti o nolenti a breve dovranno essere cambiati e comprare dei caccia senza aver partecipato al progetto (come in questo caso) potrebbe comportare maggiore oneri (nel caso si decidesse di acquistare un altro tipo di veivolo...nel caso degli F35 è sicuro).
F) Da quel che mi risulta, è il Canada ad aver annunciato l'intenzione di uscire dal programma (e il dibattito e tutt'ora molto acceso). Il Giappone invece è entrato pochi mesi fa
G) Se il dibattito si focalizzasse sugli stipendi (e pensioni) dei militari, il risparmio sarebbe nell'ordine di 4 miliardi annui, ecisamente molto più superiori rispetto ai costi del caccia F-35
Per quanto riguarda i costi di manutenzione, ho riportato ciò detto dal Pentagono, il quale stima che su una flotta di 2443 esemplari il costo di manutenzione è di 1000 miliardi di dollari in 50 anni. Con una banale proporzione, una flotta di 90 esemplari come quella italiana costerebbe all'anno circa 700 milioni di dollari ovvero 500 milioni di euro a cambio attuale.
Prendendo il 2026 come dicono Grillo e M5S e sommando 12 miliardi + 500 milioni x 13 abbiamo che i costi totali ammonterebbero a circa 18.5 miliardi di euro.
Se invece prendessimo il 2047, arriveremmo a circa 40 a cui bisogna aggiungere poi l'inflazione quindi alla fine la cifra data dai grillini potrebbe essere realistica. Ma nel 2047! Riprendendo gli 8 miliardi necessari per scuola e cultura, la spesa totale in 34 anni ammonterebbe (senza tener conto dell'inflazione) a 272 miliardi di euro. 5 volte tanto.
Detto ciò, mi piacerebbe vedere le fonti dalle quali Grillo ha preso quei dati. Messi così, come ho dimostrato, sono (citando dal suo stesso articolo) "Sono in realtà una mera operazione di marketing".
PS: Sulle caratteristiche e difetti tecnici, non essendo un esperto, preferisco non commentare. Posso dire che, durante la fase di test è normale che ci siano problemi. Ecco, forse qui ce ne sono troppi soprattutto sui costi e forse altre soluzioni sarebbero state migliori.
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Prima di tutto, gli 8 miliardi per scuole e cultura (ammettendo che ne servano proprio 8) sarebbero annuali, mentre i 53 miliardi sono una spesa totale. Grillo e M5S mettono come data il 2026, dimenticandosi che essendoci in quella somma il costo di manutenzione, esso è annuale quindi dipende l'arco di tempo sul quale è stato calcolato (cambia se sono 10-20-50 anni..). Anche ammettendo di spenderli tutti (cosa impossibile sia chiaro) entro quella data, il costo dell'investimento in scuola e cultura sarebbe di 104 miliardi, quasi il doppio rispetto ai caccia. Questo giusto per fare i pignoli della situazione.
Veniamo ora al punto. Dove ha preso questi dati Grillo? Perchè proprio 53 miliardi e non, chessò, 60? Perchè il 2026 e non il 2030?
Chi mi segue avrà letto il mio ultimo articolo in cui ho trattato proprio i costi di questi maledetti F-35 in cui, basandomi sui dati del rapporto "Ministero della Difesa Nota Aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l'anno 2012" in cui si dice che
A) Il costo è di 12 miliardi costi di manutenzione esclusi
B) Il termine è il 2027
C) Parte dei 12 miliardi è già stato speso (circa 2). Considerando però che i costi stanno crescendo (alcuni stimano 15 miliardi) la cifra 12 potrebbe essere comunque realistica.
D) I nostri caccia sono comunque vicini alla conclusione del loro servizio, quindi volenti o nolenti a breve dovranno essere cambiati e comprare dei caccia senza aver partecipato al progetto (come in questo caso) potrebbe comportare maggiore oneri (nel caso si decidesse di acquistare un altro tipo di veivolo...nel caso degli F35 è sicuro).
F) Da quel che mi risulta, è il Canada ad aver annunciato l'intenzione di uscire dal programma (e il dibattito e tutt'ora molto acceso). Il Giappone invece è entrato pochi mesi fa
G) Se il dibattito si focalizzasse sugli stipendi (e pensioni) dei militari, il risparmio sarebbe nell'ordine di 4 miliardi annui, ecisamente molto più superiori rispetto ai costi del caccia F-35
Per quanto riguarda i costi di manutenzione, ho riportato ciò detto dal Pentagono, il quale stima che su una flotta di 2443 esemplari il costo di manutenzione è di 1000 miliardi di dollari in 50 anni. Con una banale proporzione, una flotta di 90 esemplari come quella italiana costerebbe all'anno circa 700 milioni di dollari ovvero 500 milioni di euro a cambio attuale.
Prendendo il 2026 come dicono Grillo e M5S e sommando 12 miliardi + 500 milioni x 13 abbiamo che i costi totali ammonterebbero a circa 18.5 miliardi di euro.
Se invece prendessimo il 2047, arriveremmo a circa 40 a cui bisogna aggiungere poi l'inflazione quindi alla fine la cifra data dai grillini potrebbe essere realistica. Ma nel 2047! Riprendendo gli 8 miliardi necessari per scuola e cultura, la spesa totale in 34 anni ammonterebbe (senza tener conto dell'inflazione) a 272 miliardi di euro. 5 volte tanto.
Detto ciò, mi piacerebbe vedere le fonti dalle quali Grillo ha preso quei dati. Messi così, come ho dimostrato, sono (citando dal suo stesso articolo) "Sono in realtà una mera operazione di marketing".
PS: Sulle caratteristiche e difetti tecnici, non essendo un esperto, preferisco non commentare. Posso dire che, durante la fase di test è normale che ci siano problemi. Ecco, forse qui ce ne sono troppi soprattutto sui costi e forse altre soluzioni sarebbero state migliori.
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venerdì 21 giugno 2013
F-35: cose che il PD (e non solo) non vi dirà mai
Pensavo che la questione fosse già stata spiegata ed archiviata, invece ecco che fra i vari deliri estivi è tornata di moda (si sa, quando uno finge di raschiare il fondo per mantene pseudo promesse fatte ai cittadini...).
Nel marasma generale, ecco rispuntare delle mozioni per chiedere di fermare la partecipazione italiana al programma di acquisizione e costruzione dei cacciabombardieri F-35 ed investire quei soldi in altra spesa (manco qui vogliono ridurre la tassazione, vabbè). Artefici: M5S, SeL e 18 senatori del PD.
Peccato che questi signori dimenticano di dire (perchè non vogliono oppure proprio non lo sanno) alcune cosette che più di una volta ho detto e ripetuto.
Prima di tutto, annullare un ordine di questo tipo comporta sempre dei costi, quindi di sicuro la cifra risparmiata sarà minore del costo della commessa. Vi ricordo, tanto per citare un esempio, ciò che è successo con il ponte sullo stretto.
Seconda cosa, parte dei 12 miliardi sono spese già sostenute ( poco più di un miliardo di euro spesi entro il 2012 per la fase di sviluppo, ad esempio) quindi ovviamente non potranno essere recuperate.
Sommate questi due punti e non so quanto rimane in mano ai nostri eroi, ma andiamo avanti.
Terzo, i 12 miliardi non vengono spesi tutti subito ma spalmati negli anni (nel 2012 sono stati spesi solo 548.7 milioni ad esempio, nel 2013 la spesa è di 500 milioni), precisamente 10 miliardi sono gli oneri complessivi sostenuti entro il 2027, quasi 500 entro il 2014 e circa 600 (900 milioni di dollari) entro il 2047 quindi facendo una banalissima media aritmetica la cifra annua è "ridicola" in confronto a quanti altri costi inutili potremmo eliminare.
Quarto, tutte le spese vanno comunque ammortizzate a bilancio nell'arco della vita di questi caccia (a cui vanno però aggiunti i costi di gestione, di cui accenno dopo).
Quinto, i nostri caccia (Tornado, Harrier e company) sono vecchi quindi, volenti o nolenti, vanno cambiati in un modo o nell'altro.
Come ho già detto, se si volesse risparmiare sulle spese militari si agirebbe sugli stipendi e sulle pensioni dei militari che costano in più rispetto alla media europea (in proporzione al totale della spesa militare stessa) circa 3-4 miliardi (quasi un'IMU tanto per intenderci). E questi sono annui, quindi da qui al 2047 la cifra risparmiata sarebbe di oltre 100 miliardi...altro che 12!
Questione costi di gestione: Se la spesa per una flotta di 2443 esemplari costa 1000 miliardi di dollari in 50 anni (come stimato dal Pentagono) una flotta di 90 esemplari come quella italiana costerebbe all'anno circa 700 milioni di dollari (500 milioni di euro). Sommando la spesa per l'acquisto e quella della gestione (ammortizzate negli anni) non si arriverebbe di sicuro al miliardo di euro (quindi 1/4 della spesa da tagliare in stipendi e pensioni che citavo prima) a cui però, a dirla tutta, dovremmo togliere le spese ammortizzate dell'acquisto dei vecchi veivoli e di gestione degli stessi.
In definitiva, è una questione populista inutile che serve soltanto a perdere tempo distogliendo l'attenzione del cittadino medio da questioni più gravi ed importanti. Numeri (e buon senso) alla mano, vi stanno fregando di nuovo.
Guardatevi le spalle...non si sa mai..
PS: i dati li ho presi da "Ministero della Difesa Nota Aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l'anno 2012", Allegato C, pag 101
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Nel marasma generale, ecco rispuntare delle mozioni per chiedere di fermare la partecipazione italiana al programma di acquisizione e costruzione dei cacciabombardieri F-35 ed investire quei soldi in altra spesa (manco qui vogliono ridurre la tassazione, vabbè). Artefici: M5S, SeL e 18 senatori del PD.
Peccato che questi signori dimenticano di dire (perchè non vogliono oppure proprio non lo sanno) alcune cosette che più di una volta ho detto e ripetuto.
Prima di tutto, annullare un ordine di questo tipo comporta sempre dei costi, quindi di sicuro la cifra risparmiata sarà minore del costo della commessa. Vi ricordo, tanto per citare un esempio, ciò che è successo con il ponte sullo stretto.
Seconda cosa, parte dei 12 miliardi sono spese già sostenute ( poco più di un miliardo di euro spesi entro il 2012 per la fase di sviluppo, ad esempio) quindi ovviamente non potranno essere recuperate.
Sommate questi due punti e non so quanto rimane in mano ai nostri eroi, ma andiamo avanti.
Terzo, i 12 miliardi non vengono spesi tutti subito ma spalmati negli anni (nel 2012 sono stati spesi solo 548.7 milioni ad esempio, nel 2013 la spesa è di 500 milioni), precisamente 10 miliardi sono gli oneri complessivi sostenuti entro il 2027, quasi 500 entro il 2014 e circa 600 (900 milioni di dollari) entro il 2047 quindi facendo una banalissima media aritmetica la cifra annua è "ridicola" in confronto a quanti altri costi inutili potremmo eliminare.
Quarto, tutte le spese vanno comunque ammortizzate a bilancio nell'arco della vita di questi caccia (a cui vanno però aggiunti i costi di gestione, di cui accenno dopo).
Quinto, i nostri caccia (Tornado, Harrier e company) sono vecchi quindi, volenti o nolenti, vanno cambiati in un modo o nell'altro.
Come ho già detto, se si volesse risparmiare sulle spese militari si agirebbe sugli stipendi e sulle pensioni dei militari che costano in più rispetto alla media europea (in proporzione al totale della spesa militare stessa) circa 3-4 miliardi (quasi un'IMU tanto per intenderci). E questi sono annui, quindi da qui al 2047 la cifra risparmiata sarebbe di oltre 100 miliardi...altro che 12!
Questione costi di gestione: Se la spesa per una flotta di 2443 esemplari costa 1000 miliardi di dollari in 50 anni (come stimato dal Pentagono) una flotta di 90 esemplari come quella italiana costerebbe all'anno circa 700 milioni di dollari (500 milioni di euro). Sommando la spesa per l'acquisto e quella della gestione (ammortizzate negli anni) non si arriverebbe di sicuro al miliardo di euro (quindi 1/4 della spesa da tagliare in stipendi e pensioni che citavo prima) a cui però, a dirla tutta, dovremmo togliere le spese ammortizzate dell'acquisto dei vecchi veivoli e di gestione degli stessi.
In definitiva, è una questione populista inutile che serve soltanto a perdere tempo distogliendo l'attenzione del cittadino medio da questioni più gravi ed importanti. Numeri (e buon senso) alla mano, vi stanno fregando di nuovo.
Guardatevi le spalle...non si sa mai..
PS: i dati li ho presi da "Ministero della Difesa Nota Aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l'anno 2012", Allegato C, pag 101
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venerdì 20 luglio 2012
Rossella Urru è libera, ma a che prezzo?
10 milioni di Euro: questo è il prezzo pagato ai rapitori per liberare Rossella Urru. Quali saranno le conseguenze di questo riscatto?
Rossella Urru è finalmente libera, questa volta per davvero. Sono molto felice per lei, la sua famiglia, amici e tutti i suoi cari i quali non vedevano l'ora di riabbracciarla. Ma quanto è costato?
Vado un po' controcorrente (non mi chiamerei "Rebel" sennò) scrivendo cose che altri non diranno perchè vista la gioia a seguito della liberazione è buon gusto non farle sapere.
Il fatto di aver pagato 10 milioni di euro (al posto di intervenire con un'operazione militare)al gruppo terrorista che l'aveva rapita è una cosa molto negativa per due motivi:
Un incubo, quello di Rossella, fortunatamente è finito. Molti altri, temo, stanno per iniziare.
Rossella Urru è finalmente libera, questa volta per davvero. Sono molto felice per lei, la sua famiglia, amici e tutti i suoi cari i quali non vedevano l'ora di riabbracciarla. Ma quanto è costato?
Vado un po' controcorrente (non mi chiamerei "Rebel" sennò) scrivendo cose che altri non diranno perchè vista la gioia a seguito della liberazione è buon gusto non farle sapere.
Il fatto di aver pagato 10 milioni di euro (al posto di intervenire con un'operazione militare)al gruppo terrorista che l'aveva rapita è una cosa molto negativa per due motivi:
- Per prima cosa, è un segno di debolezza e incentiverà altri gruppi a rapire italiani chiedendo successivamente il riscatto
- Seconda cosa (non meno importante), quei 10 milioni non andranno a finanziare ospedali, scuole o simili ma armi che ammazzeranno un numero X di persone innocenti
Un incubo, quello di Rossella, fortunatamente è finito. Molti altri, temo, stanno per iniziare.
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martedì 30 agosto 2011
A Tripoli l'orrore di una fossa comune in una prigione segreta del regime, in puro stile nazista
Così titola "LeMonde" ("A Tripoli, l’horreur d’un charnier dans une prison secrète du régime") a cui allega una foto con i 50 corpi trovati carbonizzati nella fossa comune.

L'articolo descrive come negli ultimi giorni prima dell'arrivo delle forze ribelli, la elitè di Gheddafi (guidata da uno dei suoi figli, Khamis) ha cercato di uccidere tutti i membri della prigione segreta, fallendo però per la fretta. Decine di prigionieri sono riusciti a fuggire nella notte.
Un po' come fecero i nazisti prima dell'arrivo delle forze alleate+Russia (vi ricordate "La vita è bella" di Benigni?)
Questo è stato fatto per eliminare i testimoni (detto da Ahmed Abdelsalam che si presenta come fratello di uno dei sopravvissuti: "Il se présente comme le frère d'un survivant, et affirme qu'il s'agissait "d' éliminer les témoins") .
E l'articolo poi continua: La sequenza di eventi in questo garage trasformato in prigione non è del tutto chiaro, ma è quasi atrocemente banale. Le carceri libiche sono state ripetutamente luoghi di massacro ("La séquence des événements dans ce garage transformé en prison n'est pas tout à fait claire, mais elle est presque atrocement banale. Les prisons libyennes ont été, à plusieurs reprises, des lieux de massacre").
Il portavoce della ribellione, il colonnello Ahmed Omar Bani, stima il numero degli arrestati in Libia durante la repressione del regime di Gheddafi "tra 57 000 e 60 000". Dalla cattura di Tripoli, solamente "tra 10 000 e 11 000" uomini sono stati rilasciati, tra cui il carcere di Abu Salim . "Dove sono gli altri?" , chiede la voce? Sono stati tenuti alcuni massacri di prigionieri negli ultimi giorni del potere? Se gli uomini del 32 ° Brigata sono gli autori degli omicidi, dove sono ora?
(Le porte-parole de la rébellion, le colonel Ahmed Omar Bani, estime le nombre des personnes arrêtées en Libye pendant la vague de répression du régime Kadhafi "entre 57 000 et 60 000". Depuis la prise de Tripoli, seulement "entre 10 000 et 11 000" hommes auraient été libérés, notamment à la prison d'Abou Salim. "Où sont les autres ?", s'interroge le porte-parole ? Des massacres de détenus ont-ils eu lieu dans les derniers jours du pouvoir? Si les hommes de la 32e brigade sont bien les auteurs de cette tuerie, où sont-ils à présent?)
Questo è, ancora, per quelli che la guerra in Libia era inutile, era una farsa e quello che avverrà ora sarà peggio.
Peggio di questo? Siete sicuri?
martedì 23 agosto 2011
Quelli che la missione in Libia era un'inutile farsa

C'erano quelli che l'operazione in Libia contro Gheddafi e a salvaguardare la popolazione civile non la volevano perchè l'Italia sarebbe andata a prendersela in quel posto, perchè era una farsa inutile e dannosa.
Ora gli stessi andranno in piazza a fare il mea culpa oppure a vantarsi del successo dell'operazione?
Scommetto la seconda.
Il regime è caduto, il paese ora è in mano ai ribelli che pian piano dovranno ripartire.
L'entusiasmo e le feste nelle piazze mostrano come, alla fine, avevano ragione quelli che hanno voluto questo intervento.
E per fortuna che siamo stati tirati dentro. Abbiamo evitato un massacro di civili e, dal nostro punto di vista, un'altra figuraccia...alla faccia di leghisti&company.
martedì 22 marzo 2011
Lo sbaglio non è tradirli dopo, ma allearsi prima

Il fatto che l'Italia abbia acconsentito l'utilizzo delle basi sul nostro territorio come impianti logistici per il via vai dei caccia dell'alleanza, oltre alla presa di distanze dall'operato (soprattutto nei giorni scorsi) di Gheddafi, ha fatto sì che di nuovo si parli del non rispetto delle alleanze tipico oramai di noi italiani.
Ricordiamo il tradimento nella Prima e soprattutto nella Seconda Guerra Mondiale che ci hanno resi molto famosi per questo motivo.
Vorrei però andare controcorrente (per modo di dire) e difendere da un lato noi italiani. Il fatto di tradire gente come Hitler e Gheddafi, criminali da condannare, non è grave, anzi, è cosa giustissima! Lo sbaglio vero è quello di aver stretto alleanze ed amicizie con gente così!
Che Gheddafi fosse un delinquente, lo si sapeva già ed è scandaloso che una delle prime a dirlo sia stata la Litizzetto a "Che Tempo che Fa".
La domanda dai porsi e che pongo ai filoberlusconiani è semplice: perchè Berlusconi ha un amico così e si è ufficialemente alleato (pochi mesi fa) con questa "persona"?
Perchè voi che eravate contenti ora fate marcia indietro? Credavate che Gheddafi fosse diverso? Se è così, avete una capacità di giudizio proprio pari a zero.
Mi hanno stupito poi le dichiarazioni dello stesso premier apparse ieri sul Corriere:
«Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente»quasi in concomitanza con:
«Le brigate di Gheddafi continuano a sparare - ha spiegato alla tv araba Al Arabiya - ed usano i civili come scudi umani»
Altro da aggiungere?
venerdì 25 febbraio 2011
Democrazia e libertà esportate con le idee e non con le armi

Non riporto la cronaca perchè sarebbe inutile visto che tutti (spero) siate informati sui fatti, piuttosto faccio brevemente una riflessione sul modo in cui queste rivolte sono avvenute.
Tutti abbiamo in mente Afghanistan ed Iraq in cui i rispettivi regimi sono stati spodestati grazie all'intervento degli americani: se per il primo la situazione è cambiata, nel secondo caso credo proprio che si possa dire di avere un saldo molto negativo, ma di questo parleremo in altra sede.
In queste rivolte invece, i protagonisti sono civili, soprattutto i giovani che grazie alla tecnologia si sono uniti per combattere i vari regimi.
Oltre a questo però, sicuramente il contatto con le civiltà più libere e democratiche e anche l'educazione ricevuta da esse è stato il fattore determinante per far scattare le rivolte: popoli stanchi della non libertà dittatoriale (alla faccia dei complottisti anti America ed occidente) che scendono in piazzia per esprimere le loro idee.
Curioso il fatto che giusto qualche giorno fa avevo pubblicato un articolo riportando il mio appoggio ad un post di Mankiw proprio a riguardo l'utilità di dialogare con i paesi in via di sviluppo anche per istruirli con idee di democrazia e libertà.
Vi lascio con uan domanda: può la liberazione dell'Iraq, o meglio, la caduta del dittatore Saddam Hussein, avere contribuito a far nascere l'idea di una rivolta contro i dittatori (avente come immagine simbolo, la statua di Saddam che viene buttata giù dagli iracheni), un "Yes, We Can", nei cittadini ribelli? Io dico di sì, almeno in parte (più o meno grossa), e voi?
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lunedì 21 settembre 2009
Una immagine che vale più di mille parole

Simone Valente col basco del papà Roberto Valente, caduto nell'attentato di Kabul..a tutti quelli (idioti) che insultano l'operato di questi soldati consiglio di guardare questa foto e di fermarsi, forse per la prima volta nella loro vita, a pensare un attimo.
Guerra in Afghanistan: giusta oppure sbagliata?
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Essi hanno combattutto per liberare i cittadini Afghani da un'oppressione, fatta dai Talebani, che gli ha e gli sta rendendo sempre più liberi e, oserei dire, li sta facendo sentire uomini.
Tanto per dare conferma alla mia tesi, il 23 marzo 2008 sono state riaperte le 9mila scuole afghane per una frequenza record di 6,5 milioni di studenti. Il 35% sono bambine, alle quali il regime talebano ha impedito l’accesso all’istruzione fino alla sua caduta nel 2001"
Questo significa che più di due milioni e mezzo di donne, che prima non avevano quasi diritti, ora hanno la possibilità di studiare e di sentirsi donne per la prima volta dopo anni, o per le più giovani, per la prima volta nella loro vita.
Oltre a questo, citando le parole di Zuhur Afghan:
il 60% delle scuole non ha nemmeno un edificio: le lezioni sono tenute in moschee, tende o sotto gli alberi. Mancano banchi, lavagne, gesso. Molte scuole non hanno acqua e strutture sanitarie come i bagni
e sempre dall'articolo:
alvolta la gente porta mattoni e materiali, altri offrono il loro lavoro, e in poche settimane insegnanti e genitori costruiscono una nuova classe.
Un altro problema sono gli insegnanti, spesso riluttanti a recarsi nei villaggi remoti. Molti genitori, poi, rifiutano di mandare le figlie a scuola se l’insegnante è maschio. Alle insegnanti donne che accettano di andare nelle zone rurali, il ministero offre un salario triplo e anche lavoro per il marito, o un parente maschio che le accompagni.
Questi sono solo alcuni dei risultati ottenuti in Afghanistan..se la guerra sia giusta o sbagliata questo non lo posso dire..ma posso mostrare solo fatti, e questi sono alcuni fatti. Piano piano la vita sta cambiando per i cittadini Afghani, sono andati a votare nonostante le intidimazioni da parte dei Talebani.
Ci sono altri interessi? Può essere..oppio, oleodotti..ne ho sentite e lette tante..può essere..non lo escludo..ma gli interessi c'erano allora anche quando gli americani ci hanno liberato da fascisti e nazisti..ma nessuno però si lamenta. Penso anche io che alcuni potrebbero avere interessi a finanziare questa guerra, ma se i risultati sono la liberazione di un paese, l'istruzione, i diritti delle donne e una condizione sociale umana..beh..a me sta bene così.
sabato 19 settembre 2009
L'intervento dell'On. Gianfranco Paglia a Ballarò del 17/09/09 e alla Camera sulle missioni italiane e sui soldati all'estero

L'on. Paglia è anche intervenuto alla Camera con queste parole:
''Vorrei rispondere a chi si e' permesso di parlare di ritiro usando l'espressione exit strategy. In questo momento i nostri soldati in Afghanistan hanno bisogno di un governo vicino e di un intero Stato vicino a loro. I nostri soldati portano il tricolore: non hanno un colore politico. E' importante far capire loro che non sono e non saranno mai lasciati soli''. ''L'appello che faccio a tutto il mondo politico -ha detto ancora Paglia- e' di evitare strumentalizzazioni e di avere rispetto per chi si e' sacrificato per la propria patria e per coloroi che rientreranno dall'Afghanistan in una cassa avvolta nel tricolore''. ''Noi, i nostri soldati non si tireranno mai indietro''
L'intervento completo lo potete trovare a questo indirizzo.
martedì 1 settembre 2009
1/9/1939-1/9/2009:70 anni fa scoppiò la guerra che cambiò il mondo
Oggi, primo settembre 2009, è una data importantissima, molto sentita in Polonia: 70 anni fa, oggi come oggi, la Germania nazista attaccò la Polonia, radendo al suolo l'esercito polacco senza sparare un colpo..semplicemente, passarono letteralmente sopra ai poveri soldati polacchi a cavallo.
70 anni fa, oggi come oggi, inizio una una guerra devastante, che si portò dietro decine di milioni di morti, che portò una rivoluzione politica nel mondo, che portò una nuova strategia di combattimento nel campo di battaglia (la "guerra di movimento" che andò a sostituire quella di trincea che caratterizzò la prima guerra mondiale e le altre guerre precedenti), che portò la guerra ovunque, nelle città, nei paesi, nelle strade e non solo nei campi di battaglia e di conseguenza morti anche fra i civili, che portò a combattere non solo per la conquista di una qualche nazione ma per l'affermazione nel mondo di una razza, quella ariana, che era destinata ad essere la razza pura e suprema, sterminando tutte le altre grazie ai campi di battaglia e ai campi di concentramento.
Fu la guerra fra le razze, non solo fra uomini.
Quella guerra, anche dopo la sua fine, ha lasciato un'eredità scomoda, un cambiamento totale nel globo, umanamente e politicamente. E' nata la guerra fredda, e poi la guerra al terrorismo tutt'ora in corso...e chissà cosa ci riserverà il futuro..
Tutto però è iniziato esattamente 70 anni fa...01/09/1939
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