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domenica 21 ottobre 2012

La "Lombardia di Formigoni" è davvero un'eccellenza?

Il color vestito Formigoni continua a vantarsi dell'eccellenza della sua Lombardia. Ha ragione?


Partiamo subito da una premessa: per me eccellere non vuol dire essere i migliori in un dato momento, ma continuare a rimanere i migliori (o se proprio vogliamo fra i 2-3 migliori) per un arco di tempo più o meno lungo.
Detto ciò, Formigoni è a capo della regione dal 1997 quindi possiamo controllare il suo andamento a partire proprio da quell'anno.

Sul sito "LaVoce", Federico Fontolan ha scritto qualche tempo da un post confrontando proprio le prestazioni della Lombardia con le altre "eccellenze" d'Europa. I risultati sono che, fra tutte, la regione amministrata da Formigoni è quella andata peggio di tutte.

Guardando i dati, si scopre che se nel 1997 la Lombardia occupava l'undicesimo posto in Europa con un Pil pro-capite pari al 161 per cento della media Unione Europea, nel 2008 la regione è scivolata al 29esimo posto, con Pil pro-capite pari al 134% della media UE. Guardando il grafico si evince che, esclusa l'Emilia Romagna, la Lombardia è quella con la peggior prestazione negli ultimi 10 anni:

Regioni UE selezionate - PIL pro-capite in % della media UE – PPS – Anni 1997-2008


Per quanto riguarda il confronto con l'Italia, abbiamo che la crescita media annua del Pil a prezzi di mercato della Lombardia è stata del 2,94%, mentre l'Italia è cresciuta del 3.17% (mentre il Pil reale segna un +0.38% per l'Italia e un +0.83 per la Lombardia) quindi in termini reali è leggermente sopra la media (+0.05% in media all'anno). Se questa è eccellenza...
Se poi prendiamo il Pil Pro-capite, vediamo che se nel 2000 esso ammontava al 131,24% della media nazionale, nel 2009 è sceso al 125,78%.

Anche dal punto di vista del Rating, la Lombardia non è la migliore: Moody's l'ha declassata da A2 a Baa1, appena sopra la media nazionale (Baa2), il che vuol dire, secondo la classificazione dell'agenzia, "Media qualità, qualche elemento speculativo, rischio d'insolvenza medio." (Wikipedia). Media, non eccellente.


In conclusione, è verissimo che la Lombardia è un'ottima regione, la migliore in Italia e fra le migliori in Europa (ma non la migliore). E' anche vero però che negli ultimi anni è andata peggio di molte altre, perdendo posizioni in classifica e ridimensionando il proprio peso nell'economia italiana ed europea le quali non sono brillate per crescita economica (soprattutto l'Italia).
Facendo un paragone con la Formula 1, Formigoni è salito su una Ferrari, ha continuato la gara ma ha perso parte del vantaggio accumulato. Detto ciò, è pur sempre su una Ferrari, macchina migliore di molte altre che anche con piloti non eccelsi riesce comunque ad andare bene.
La "Lombardia di Formigoni", date le prestazioni, non è un'eccellenza


mercoledì 10 ottobre 2012

Spieghiamo alla Germania il perchè non vi è pericolo di inflazione

I timori inflazionistici tedeschi sono privi di fondamento

 "Vorsicht, inflation!", ovvero "Attenzione, inflazione!", questo è il titolo del giornale tedesco "Der Spiegel" che continua nel sottotitolo "Die schleichende Enteignung der Deutschen" ("Lo strisciante esproprio dei tedeschi") nel quale, come spiega il Corriere, viene fuori tutta la paura dei tedeschi di quel fenomeno economico chiamato inflazione, causato dalle politiche espansive di Mario Draghi, che divorerà il loro patrimonio.Qualcuno direbbe "Roba da elezioni".

A dire la verità, ad oggi parlare di pericolo inflazione è un po' ridicolo. Come spiega Seminerio:

"Un sistema bancario ripiegato per linee nazionali, quindi non funzionante e letteralmente ostruito, causa di un credit crunch che retroagisce sulla crisi, inasprendola; aggregati monetari che crescono poco e nulla, ed in alcuni casi (in periferia, ad esempio) sono in contrazione in termini reali. Se proprio i tedeschi vogliono temere l’inflazione, devono guardare agli afflussi di capitali che da mezza europa entrano nelle loro banche a causa delle distorsioni che la costruzione europea determina e che, se non sterilizzati (ad esempio limitando le concessioni di crediti per mutui), rischiano di creare pericolose bolle di credito made in Germany."
A ciò aggiungo un concetto molto importante che riguarda la moneta e l'inflazione. Sebbene l'aumento della massa monetaria M influenza la crescita del livello di inflazione, non è la sola variabile da tenere in considerazione. Oltre ad essa infatti, bisogna tener conto anche della velocità di circolazione della moneta V (frequenza media con cui un'unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo).
M x V = P x Q
(P: livello generale dei prezzi; Q: reddito reale)
Da notare che piccole quantità di moneta con V alta permettono un numero di scambi pari ad una M alta con V bassa.

Se è vero che M è aumentata in questo periodo, V invece è in caduta libera e lo si vede benissimo dal grafico:


La velocità è bassissia, significa che la moneta in pratica non circola rispetto a 10 anni fa (il valore è circa 1/2 rispetto a quello del 2001). In queste condizioni, è molto difficile, se non impossibile che si verifichi l'esplosione di inflazione temuta dai tedeschi.

Loro, a differenza nostra, per ora possono dormire sonni tranquilli, cercando di fare un po' meno ostruzionismo inutile su certi temi.

martedì 10 aprile 2012

Liquidità BCE, Spread e Moral Hazard


Era un po' che avevo in canna questo articolo, aspettavo giusto il momento per spararlo online. Quel momento è arrivato.
Chi di voi ha studiato economia all'università dal titolo dovrebbe capire il perchè io abbia aspettato questo momento e ogni altri parola sarebbe superflua. Siccome non tutti l'hanno studiata, andrò brevemente a spiegare la cosa.

Un mese fa ho scritto un articolo sul perchè le banche abbiano preferito, con l'iniezione di liquidità della BCE, comprare titoli di stato al posto di finanziare le imprese, mostrando anche gli effetti che questa operazione ha avuto sullo spread Italia-Germania (vedi grafico)
Oggi lo spread è tornato over 400 punti: de facto ci siamo mangiati gli ultimi 2-3 mesi di lavoro. Perchè tutto ciò? I mercati sono cattivi? NO! Le spiegazioni sono, a mio parere, due.


La prima, minore per quanto riguarda il nostro paese, è il peggiorare della situazione UE, Portogallo e Spagna in primis e credit crunch.
La seconda, quella più legata a noi e al nostro tasso di interesse, è ciò che è successo dopo l'iniezione di liquidità, ovvero l'azzardo morale (Moral Hazard). Se ci pensate, le "riforme" del governo Monti sono cambiate in peggio (leggasi "Lasciano tutto o quasi com'era") nei giorni successivi alla caduta dello spread. Il motivo è ovvio: la stretta dei mercati è finita, quindi possiamo ricominciare a fare i furbi fingendo di riformare. Liberalizzazioni fuffa, caste rimaste tali e quali, riforma del lavoro assolutamente deludente e zero tagli di spesa (escludendo la riforma delle pensioni).
A mettere benzina sul fuoco le banche che, cariche di titoli di stato, sono colate a picco (e anche qui, nell'articolo linkato sopra, avevo predetto questa possibilità/ovvietà!)
Monti ha fatto quello che prima di lui Berlusconi e Tremonti facevano! Anche questo tour mondiale di pubblicità, le dichiarazioni del tipo "Il peggio è passato" etc etc mi ricordano purtroppo il recente passato.

Per chi mi segue un po' su Facebook non sono nuove queste parole, come non è nuovo il fatto che ero da un lato contento ma dall'altro molto dubbioso nei confronti di un QE da parte della BCE (proprio per il moral hazard). I fatti purtroppo stanno dando ragione ai miei dubbi.

domenica 12 febbraio 2012

Crisi Grecia: di chi è la colpa e con chi se la dovrebbero prendere i manifestanti?



In questo momento in Grecia è in atto una delle più grandi (se non la più grande) manifestazione del paese contro i nuovi tagli imposti per cercare di salvare una nazione sempre più vicina al baratro del fallimento.

Perchè si è arrivati a questo? Di chi è la colpa?

L'ex Premier Romano Prodi punta il dito contro Francia e Germania, colpevoli di non aver controllato a dovere i conti greci nonostante la Commissione Europea avesse proposto più e più volte il loro monitoraggio.


Di sicuro Francia e Germania hanno delle colpe, forse anche nella gestione successiva (quella in piena crisi), però non dimentichiamo che i responsabili principi sono proprio coloro i quali quei conti gli hanno truccati, quelli che si sono, de facto, comprati i voti dei cittadini (dando ad esempio, pensioni di reversibilità a go go), ovvero quei politici corrotti incapaci di far pagare le tasse (per la gioia dei numerosissimi evasori fiscali).

Una parte di colpa infine è degli stessi cittadini greci visto che, essendo uno stato democratico, quella classe politica se la sono eletta loro (vi ricorda qualcuno?).

lunedì 26 dicembre 2011

Merry Crisis and a Happy New Fear


Cibi e bevande per 2,3 miliardi di euro. È quanto hanno speso gli italiani per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, secondo quanto stimato da Coldiretti. Il dato indica una flessione del 18 per cento rispetto all'anno precedente ed è il più basso dal 2000.

MADE IN ITALY - A confermare la flessione è anche il Codacons. Secondo l'associazione a tutela dei consumatori, il budget per i festeggiamenti è stato di 48 euro in meno rispetto al passato. Per i nove italiani su dieci che hanno scelto di festeggiare in casa a prevalere è stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e - sottolinea la Coldiretti - anche bollito e pizze rustiche.

Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari, continuano a prevalere le ricette tradizionali. astico calo dei consumi al punto da fare di questo "il peggior Natale da dieci anni" e previsioni buie anche per gli imminenti saldi di gennaio.
Fonte: Corriere


A questo poi aggiungiamo i vari articoli scritti nel tempo (ne cito solo qualcuno):




Però i ristoranti sono pieni...

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