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lunedì 6 luglio 2015

Barlumi di verità dai NoEuro




Ecco, ogni tanto dire le cose come stanno fa bene. La Grecia è attesa da momenti estremamente difficili, qualunque decisione prenda. Ed è normale: quando accumuli debiti su debiti, nulla ti può salvare se non un periodo in cui ci si deve rimboccare le maniche e riparare al danno.

Ed è quello che faranno, sia che portino a casa stipendi in Euro, sia in Dracme. E questo sia da lezioni a tutti. Il cambio di moneta NON implica il ritorno della festa.


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venerdì 3 luglio 2015

Perchè il Referendum della Grecia non piace ai No Euro?

Uscire dall'Euro: molti opinionisti ed economisti (o pseudo tali, perchè oramai va di moda definire chiunque parli di economia un "economista") ritengono che l'unico modo possibile per far uscire dalla crisi Italia e Grecia è quello di uscire dall'Euro per riadottare una moneta nazionale (Lira/ Dracma), stampare e svalutare. Così e solo così l'economia nazionale si riprenderà.

Non voglio in questo articolo discutere ciò (già stato fatto), piuttosto faccio solo notare la dichiarata antipatia dei No Euro (Borghi in particolare, anche ieri a La7) verso i referendum, sia quello proposto da Grillo e M5S, sia soprattutto quello greco che si avrà fra pochissimi giorni.

"Non si esce dall'Euro col referendum. Non si esce dall'Euro col referendum" (Claudio Borghi, a In Onda, La7, min 13:38)

Il motivo è che, come sta avvenendo in Grecia, la corsa agli sportelli e la fuga dei risparmi degli stessi cittadini sarebbe rapida e mortale per le banche e per il Paese stesso. I cittadini, per difendere i propri soldi da una futura svalutazione, svuoterebbero i conti correnti (ma non solo) per spostarli da altre parti e in altra valuta (Euro in primis, ma anche Dollaro ad esempio), in modo da tutelarsi!

Ciò che indirettamente i No Euro stanno dicendo è di VIETARE ai cittadini di tutelare i risparmi di una vita! Questa è la realtà! Facendo tutto di nascosto (come sia possibile, non si sa), chiudendo per giorni borse e banche, renderebbero i risparmi delle persone prigionieri della svalutazione! Chi accetterebbe ciò? Nessuno!

Per questo motivo sono contrari ai referendum, per questo motivo vogliono far tutto di nascosto. A spese dei cittadini ovviamente.

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domenica 1 giugno 2014

La Troika impone nuove regole su latte e yogurt in Grecia: tortura o...?

"Ora la Troika vuole anche dire ai greci come prudurre lo yogurt", oppure "Non possono nemmeno produrre latte e yogurt come vogliono". Questi sono alcuni dei tanti lamenti che si leggono in Italia per denunciare la crudeltà della Troika verso i malcapitati cittadini greci
Certo, letti così sono frasi sicuramente ad effetto che pongono il lettore in una posizione di simil odio nei confronti della Troika stessa.

Se però modificassimo quelle frasi, con una tipo "Gli agricoltori greci non possono nemmeno imporre il proprio latte e il proprio yogurt ai loro cittadini", ecco che il vostro giudizio cambierebbe di colpo, giusto? Ahhhh, il potere delle parole.

Sì perchè le prime due frasi raccontano solamente la posizione degli agricoltori, i quali sono effettivamente scesi in piazza lo scorso marzo per protestare contro queste misure per tutelare i propri interessi. Tralasciano il resto.

Ad esempio, non dicono che in Grecia il latte definito "fresco" aveva scadenza 5 giorni (in quanto per loro il latte fresco è quello di semplice o di bassa pastorizzazione). La Troika chiedeva quindi di seguire la pratica comunitaria seguita da tutti gli altri Paesi.
Quella scadenza di fatto obbligava i consumatori in Grecia ad acquistare solamente il latte prodotto, guardacaso, dai produttori locali. Risultato? Il prezzo del latte in Grecia è circa 1/3 più alto rispetto agli altri Paesi, ed è il terzo più caro dopo Cipro e Italia.

Il provvedimento della Troika vuole favorire la concorrenza, aprendo di fatto le porte ad altri tipi di latte (sempre fresco, sia chiaro), con il risultato di proporre un prodotto più economico, far scendere probabilmente anche il prezzo del latte "super fresco" tipico della Grecia e lasciare finalmente al consumatore la libertà di scelta che fino ad oggi è mancata.

La stessa cosa ovviamente vale per tutti gli altri prodotti derivanti dal latte stesso, yogurt compreso: potendone utilizzare di vari tipi, si verrebbe a creare un nuovo ventaglio di beni a disposizione del cittadino greco.

Questa è la grande tragedia: dare la libertà di scelta ai greci. Prima non potevano, ora sì. E non c'è nessun divieto ai produttori di latte e yogurt di produrre il loro latte "super fresco" a scadenza 5 giorni. Possono continuare a farlo ed esportarlo come sempre. Non devono però vietare ad altri tipi di latte e latticini di far concorrenza ai loro. De Facto, si tratta di rompere il monopolio di una lobby/casta, monopolio che (come sempre) veniva pagato dai cittadini.

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domenica 17 giugno 2012

La saggia scelta dei cittadini greci di rimanere nell'Euro

Complimenti ai Greci per le elezioni pro Euro

Le elezioni in Grecia tanto temute dall'Eurogruppo si sono concluse: i cittadini greci hanno scelto, con il voto, di rimanere ancorati all'Euro e all'Europa. I conservatori pro Euro di Samars (Nuova Democrazia) sono il primo partito. La sinistra radicale di Syriza è all'opposizione.

La battaglia Euro vs Dracma ha decretato la moneta unica come vincitrice. Scelta razionale e molto saggia quella dei greci visto tutto quello che avrebbe portato il ritorno del vecchio conio (il link parla della Lira ma un discorso analogo può essere fatto per la Dracma).

Una nota per quelli che poi pensano che l'abbandono dell'Euro avrebbe come conseguenza la fine dell'austerity: non c'è nulla di più sbagliato nel pensare ciò per un motivo semplice.
Tornare alla Dracma vuol dire, de facto, svalutare la moneta, svalutare il debito e quindi non pagare una quota più o meno grande dello stesso. Questo comporterebbe il rubare (sì, rubare) soldi a tutti gli investitori, cittadini greci in primis, che hanno finanziato la spesa pubblica e tutti gli sprechi dei politici. Il risultato di tutto ciò è l'impossibilità di finanziarsi sul mercato (se non a tassi impagabili) e quindi l'impossibilità di fare debito. Data questa cosa, è palese che la Grecia debba continuare l'austerity (anzi, dovrebbe AUMENTARLA!) per contenere tutte le spese che in questi anni non è riuscita a pagare con le sole entrate! La situazione quindi diverrebbe ancora più dura per i cittadini. Per fortuna loro lo hanno capito.

domenica 12 febbraio 2012

Crisi Grecia: di chi è la colpa e con chi se la dovrebbero prendere i manifestanti?



In questo momento in Grecia è in atto una delle più grandi (se non la più grande) manifestazione del paese contro i nuovi tagli imposti per cercare di salvare una nazione sempre più vicina al baratro del fallimento.

Perchè si è arrivati a questo? Di chi è la colpa?

L'ex Premier Romano Prodi punta il dito contro Francia e Germania, colpevoli di non aver controllato a dovere i conti greci nonostante la Commissione Europea avesse proposto più e più volte il loro monitoraggio.


Di sicuro Francia e Germania hanno delle colpe, forse anche nella gestione successiva (quella in piena crisi), però non dimentichiamo che i responsabili principi sono proprio coloro i quali quei conti gli hanno truccati, quelli che si sono, de facto, comprati i voti dei cittadini (dando ad esempio, pensioni di reversibilità a go go), ovvero quei politici corrotti incapaci di far pagare le tasse (per la gioia dei numerosissimi evasori fiscali).

Una parte di colpa infine è degli stessi cittadini greci visto che, essendo uno stato democratico, quella classe politica se la sono eletta loro (vi ricorda qualcuno?).

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