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martedì 10 aprile 2012

Liquidità BCE, Spread e Moral Hazard


Era un po' che avevo in canna questo articolo, aspettavo giusto il momento per spararlo online. Quel momento è arrivato.
Chi di voi ha studiato economia all'università dal titolo dovrebbe capire il perchè io abbia aspettato questo momento e ogni altri parola sarebbe superflua. Siccome non tutti l'hanno studiata, andrò brevemente a spiegare la cosa.

Un mese fa ho scritto un articolo sul perchè le banche abbiano preferito, con l'iniezione di liquidità della BCE, comprare titoli di stato al posto di finanziare le imprese, mostrando anche gli effetti che questa operazione ha avuto sullo spread Italia-Germania (vedi grafico)
Oggi lo spread è tornato over 400 punti: de facto ci siamo mangiati gli ultimi 2-3 mesi di lavoro. Perchè tutto ciò? I mercati sono cattivi? NO! Le spiegazioni sono, a mio parere, due.


La prima, minore per quanto riguarda il nostro paese, è il peggiorare della situazione UE, Portogallo e Spagna in primis e credit crunch.
La seconda, quella più legata a noi e al nostro tasso di interesse, è ciò che è successo dopo l'iniezione di liquidità, ovvero l'azzardo morale (Moral Hazard). Se ci pensate, le "riforme" del governo Monti sono cambiate in peggio (leggasi "Lasciano tutto o quasi com'era") nei giorni successivi alla caduta dello spread. Il motivo è ovvio: la stretta dei mercati è finita, quindi possiamo ricominciare a fare i furbi fingendo di riformare. Liberalizzazioni fuffa, caste rimaste tali e quali, riforma del lavoro assolutamente deludente e zero tagli di spesa (escludendo la riforma delle pensioni).
A mettere benzina sul fuoco le banche che, cariche di titoli di stato, sono colate a picco (e anche qui, nell'articolo linkato sopra, avevo predetto questa possibilità/ovvietà!)
Monti ha fatto quello che prima di lui Berlusconi e Tremonti facevano! Anche questo tour mondiale di pubblicità, le dichiarazioni del tipo "Il peggio è passato" etc etc mi ricordano purtroppo il recente passato.

Per chi mi segue un po' su Facebook non sono nuove queste parole, come non è nuovo il fatto che ero da un lato contento ma dall'altro molto dubbioso nei confronti di un QE da parte della BCE (proprio per il moral hazard). I fatti purtroppo stanno dando ragione ai miei dubbi.

sabato 3 marzo 2012

Perchè le banche comprano titoli di stato al posto di finanziare le imprese?


Come tutti sapete, la BCE per voce di Draghi ha annunciato la concessione di 530 miliardi di euro alle banche europee con tasso dell'1% di cui un quarto indirizzati verso banche italiane.

La domanda piena di speranza che tutti si ponevano era se, ricevuti i soldi, le banche avessero aperto i rubinetti del credito ai privati e soprattutto alle imprese le quali mai più di adesso necessiterebbero di finanziamenti.

La risposta, purtroppo, sembra essere di nuovo negativa. Come riportato da Linkiesta, "Le banche italiane, con la liquidità prelevata dalla Bce, non finanzieranno le imprese, ma come ha detto il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, li utilizzeranno per lucrare dal riacquisto di titoli di Stato".
Leggendo più avanti, soltanto l'8% verrà utilizzato per le imprese.

Perchè le banche non vogliono finanziare le imprese? La risposta data è che "da qui al 2015 è necessario rifinanziare 732,5 miliardi di euro di debito pubblico, più 174,7 miliardi di interessi complessivi su un debito pubblico totale di 1.942 miliardi di euro. Di quei 700 miliardi, 271 devono essere rimborsati entro l’anno, e di questi una cinquantina entro fine mese". A questo si aggiunge il fattore rischio: finanziare le imprese è più rischioso che finanziare lo stato, nonostante i rendimenti sarebbero maggiori: un carry trade sui titoli a 10 anni farebbe guadagnare il 4% circa (mentre a scadenze più brevi, quelle più richieste dalle banche, l'1-2%), mentre sulle imprese dal 5% in su su base annua.

Il mio personale parere è che le cose non stiano del tutto così. Parlando dell'Italia, è doveroso ricordare che le banche sono de facto pubbliche, controllate dalle Fondazioni bancarie che a loro volta sono controllate dalla politica. Se avete studiato alle elementari la proprietà transitiva, capite subito a cosa voglio arrivare.


Se la politica controlla le banche, "obbligherà" queste a comprare debito pubblico e far sì che lo spread nell'immediato si contragga.
Guarda caso, questo è quello che è avvento. Basta prendere l'andamento dello spread BTP-BUND e noterete come dal 28 febbraio esso sia calato in modo vertiginoso (nota bene: il trend era negativo grazie anche all'operato di Monti, però da quella data ha decisamente accelerato la discesa).

Per quanto riguarda il rischio, è vero che prestare oggi soldi alle imprese è più rischioso che in passato ma, come dimostrano le ultime vicende, anche i titoli di stato non sono un investimento così sicuro come prima e nel caso di una nuova crisi le banche rischierebbero davvero di colare a picco. Se poi si vogliono investimenti in totale sicurezza (guadagnandoci anche con questi), si potrebbero acquistare titoli di altri paesi (Germania, Stati Uniti, Svezia etc).


Cosa ci guadagna la politica? Semplice. Credibilità agli occhi degli italiani e l'opportunità di "far finta" di governare come è stato in passato. Lo spread cala, la morsa dei mercati non è più stretta e loro possono ricominciare a spendere/non riformare per non scontentare nessuno o quantomeno i loro bacini elettorali. Qualcuno starà pensando alla "Moral Hazard": esatto proprio quella, ma nel caso ci ritorneremo.



PS: se qualcuno volesse approfondire, segnalo qualche link sull'argomento


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