Al via i saldi in tutta Italia che, come ogni anno, avvengono nel periodo post natalizio. Ma perchè non lasciare libertà ai commercianti di applicarli come e quando vogliono?
Inizio gennaio equivale al periodo dei saldi post natalizi. Quest'anno poi avremo la novità dei saldi su medicine applicati dalle parafarmacie (per quelli che: liberalizzare il settore è un male) e addirittura sul cibo.
La crisi si sa, in mezzo a tanti mali, porta anche a pensare e riutilizzare l'ingegno per inventarsi cose nuove.
Ecco, proprio riguardo a cose nuove, mi chiedo il motivo per cui un commerciante debba per forza aspettare il periodo dei saldi, deciso dalle regioni, per farli?
Perchè ognuno non può decidere che prezzo applicare per un qualsiasi bene che vende al tempo x,y e z?
O forse esiste un cartello de facto legalizzato praticato dai commercianti per mantenere una posizione di rendita (a danno dei consumatori s'intende)?
Prendendo in considerazione i saldi invernali, dal punto di vista economico la situazione è chiara.
Abbiamo il periodo natalizio in cui la domanda di beni è molto più alta della media in quanto per Natale tutti desiderano sia avere regali sotto l'albero, sia farli avere a parenti e amici, quindi acquisteranno di più.
La teoria (ma anche la ragione) ci dice che, all'aumentare della domanda, il prezzo aumenta mentre invece cala quando la domanda cala.
E' ovvio che, passato il periodo natalizio, la domanda tenda a calare e così quindi farà il prezzo.
I saldi post natalizi sono strategici: il prezzo calerebbe in ogni caso, in quanto conseguenza del calo della domanda. I commercianti, con il cartello, deciderebbero il rialzo dei prezzi pre natalizi magari maggiore (ma non è detto) di quello che si avrebbe in condizioni di concorrenza e il ribasso nel periodo post natalizio sicuramente minore di quello che si avrebbe, in modo tale da non andare ad influenzare negativamente troppo la domanda dei consumatori prima di Natale.
I commercianti ci guadagnano, i consumatori ci perdono. Anche l'agcom un anno fa aveva segnalato che l'"attuale normativa restringe la libertà di iniziativa economica dei singoli imprenditori e crea disparità tra consumatori", in particolare "il rischio di ingiustificate disparità di trattamento tra i consumatori
stessi quando, ad esempio, alcuni negozi e catene commerciali, d’intesa
con associazioni, promuovono, nel periodo immediatamente precedente la
stagione dei saldi, vendite di prodotti a prezzi scontati riservate ai
soli iscritti a tali associazioni. Analogamente rappresentano
un’elusione della norma le iniziative di ‘prevendita’ della merce in
saldo riservata dai negozianti a gruppi prescelti di clienti. Secondo
l’Antitrust in questo modo vengono discriminati i consumatori non
appartenenti a determinate categorie, che non sono così in grado di
usufruire della stessa scelta e delle stesse vantaggiose condizioni
economiche offerte ad altri."
In pratica, il rischio è che per eludere la norma (e il cartello?), alcuni commercianti sottobanco pratichino degli sconti a clienti "fedeli" iscritti in questo modo il consumatore medio rimane tagliato fuori da essi e quindi danneggiato.
Non capisco quindi il perchè ci debbano essere regolamentazioni e paletti tutte a danno dei consumatori e dell'economia tutta, quest'anno in particolare: a Natale i consumi si sono ridotti anche del 20% in alcuni settori, quindi il giochino si sta rompendo.
Forse è arrivato il momento di cambiare le cose.
PS: Sullo stesso argomento, vi invito a leggere anche questi articoli (bene o male dicono le stesse cose): http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Cornuti_e_mazziati
http://www.libertiamo.it/2011/01/12/la-sinistra-liberalizza-e-stupisce-tempi-di-saldi-e-vecchie-polemiche/
http://www.chicago-blog.it/2011/01/07/ancora-sui-saldi/
http://www.chicago-blog.it/2011/01/04/i-love-liberalized-shopping/
sabato 5 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
Milan-Pro Patria: perchè l'arbitro non ha sospeso la partita?
Insulti e cori razzisti all'indirizzo dei giocatori di colore del Milan, in particolare a Boateng che, stizzito, lancia la palla contro i tifosi della Pro Patria e abbandona il campo assieme alla squadra. C'è però la colpa dell'arbitro che non ha fermato la partita.
Non mi sento di commentare il comportamento di una manciata di imbecilli razzisti perchè, davvero, non ne vale la pena, soprattutto quando si sentono certe reazioni da parte di un sindaco (Pdl sottolineo). Sapete come la penso quindi finiamola qui.
Il Milan ha fatto benissimo ad abbandonare il campo: di fronte all'inciviltà e al razzismo lo sport si deve fermare. E' un divertimento e come tale bisogna meritarselo. C'è però un punto che nessuno (a quel che mi risulta) ha sollevato: il regolamento ufficiale.
Abete spiegò chiaramente che in caso di razzismo (striscioni o cori) l'arbitro debba decidere se sospendere la partita o meno "Nella prima circolare del Viminale riguardante i cori razzisti - spiega il n.1 della FIGC - era prescritto che fosse il responsabile all'ordine pubblico a decidere per la sospensione o meno della partita. Noi non potevamo, nelle nostre norme, non tenere conto di quell'indirizzo. Se il Viminale vorrà cambiare la norma, gli arbitri potranno assumersi la responsabilità di decidere quando va fermata una partita".
La domanda quindi è: essendo i cori palesemente razzisti, perchè l'arbitro di Milan-Pro Patria (ma in generale tutti gli arbitri di partite con episodi del genere) non ha sospeso lui stesso la partita?
Non mi sento di commentare il comportamento di una manciata di imbecilli razzisti perchè, davvero, non ne vale la pena, soprattutto quando si sentono certe reazioni da parte di un sindaco (Pdl sottolineo). Sapete come la penso quindi finiamola qui.
Il Milan ha fatto benissimo ad abbandonare il campo: di fronte all'inciviltà e al razzismo lo sport si deve fermare. E' un divertimento e come tale bisogna meritarselo. C'è però un punto che nessuno (a quel che mi risulta) ha sollevato: il regolamento ufficiale.
Abete spiegò chiaramente che in caso di razzismo (striscioni o cori) l'arbitro debba decidere se sospendere la partita o meno "Nella prima circolare del Viminale riguardante i cori razzisti - spiega il n.1 della FIGC - era prescritto che fosse il responsabile all'ordine pubblico a decidere per la sospensione o meno della partita. Noi non potevamo, nelle nostre norme, non tenere conto di quell'indirizzo. Se il Viminale vorrà cambiare la norma, gli arbitri potranno assumersi la responsabilità di decidere quando va fermata una partita".
La domanda quindi è: essendo i cori palesemente razzisti, perchè l'arbitro di Milan-Pro Patria (ma in generale tutti gli arbitri di partite con episodi del genere) non ha sospeso lui stesso la partita?
Berlusconi candida Dell'Utri con "Grande Sud". A quali voti ambisce?
Alla fine Dell'Utri ce l'ha fatta. Berlusconi lo candida, non nel PDL ma con Grande Sud di Gianfranco Miccichè. Per quale motivo?
Si era lamentato del fatto che il PDL non lo volessi più candidare. Alla fine le lamentele hanno dato i loro frutti: Marcello Dell'Utri verrà candidato nella lista "Grande Sud" di Gianfranco Miccichè anche se qualcuno l'ha ribattezzata ironicamente "Lista salva Dell'Utri". E non ha tutti i torti a mio modo di vedere, visto che sembra una lista scarto di tutti gli amici dell'ex premier ma che hanno nomi non buoni agli occhi degli elettori (visti anche i tempi che corrono con movimenti "antipolitici" come il 5 stelle).
Candidare amici dai nomi scomodi è uno dei motivi. Forse però non è l'unico.
Mentre altre liste hanno scelto anche pm (uno come candidato premier, Ingroia), non è che forse la scelta di Dell'Utri, condannato in primo grado per associazione mafiosa (per non parlare di tutti gli altri procedimenti a suo carico), in una lista dal nome "Grande Sud", abbia altri scopi elettorali, come una sorta di anti/contro-concorrenza ai pm antimafia? Oppure deve accontentare qualcuno?
Si era lamentato del fatto che il PDL non lo volessi più candidare. Alla fine le lamentele hanno dato i loro frutti: Marcello Dell'Utri verrà candidato nella lista "Grande Sud" di Gianfranco Miccichè anche se qualcuno l'ha ribattezzata ironicamente "Lista salva Dell'Utri". E non ha tutti i torti a mio modo di vedere, visto che sembra una lista scarto di tutti gli amici dell'ex premier ma che hanno nomi non buoni agli occhi degli elettori (visti anche i tempi che corrono con movimenti "antipolitici" come il 5 stelle).
Candidare amici dai nomi scomodi è uno dei motivi. Forse però non è l'unico.
Mentre altre liste hanno scelto anche pm (uno come candidato premier, Ingroia), non è che forse la scelta di Dell'Utri, condannato in primo grado per associazione mafiosa (per non parlare di tutti gli altri procedimenti a suo carico), in una lista dal nome "Grande Sud", abbia altri scopi elettorali, come una sorta di anti/contro-concorrenza ai pm antimafia? Oppure deve accontentare qualcuno?
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giovedì 3 gennaio 2013
Lo spread cala grazie ad un Mario. Che non è Monti
Spread ai minimi da agosto 2011, nonostante l'incertezza politica italiana e le non buone prospettive economiche che ci attendono. Il motivo? Le azioni di un Mario.
Oggi 3 gennaio 2013 è una data molto importante per la finanza e il paese: lo spread, il differenziale fra BTP e BUND è sceso sotto il muro dei 280 punti, fermandosi a 276 a fine seduta.
Un risultato molto positivo, vista la situazione di qualche mese fa, anche se è bene ricordare che la strada da fare è ancora molta. Siamo a metà percorso e l'emorragia è stata fermata. Ora è tempo però di riformare per ricominciare a crescere.
Non voglio parlare di questo però, piuttosto di chi si debba dare merito per questo ottimo risultato. Il merito è di un Mario, la domanda è quale: Draghi o Monti?
Analizziamo il grafico dello Spread a 1 anno:
Come si può notare, vi sono due massimi rilevanti (uno assoluto ad inizio 2012 e uno relativo a circa agosto a cui segue una discesa decisa per il primo e più leggera per il secondo, che subisce un'accellerazione intorno al mese di settembre.
Durante la prima discesa si è avuta la famosa iniezione di liquidità da parte della BCE (i famosi 530 miliardi dati alle banche) di fine febbraio-inizio marzo 2012.
La seconda (fne luglio, inizio agosto) avviene dopo la frase di uno dei due Mario "Faremo tutto il possibile per salvare l'Euro".
La terza avviene ad inizio settembre (il 6 precisamente), dopo l'annuncio dell' "acquisto illimitato di bond" dello stesso Mario.
E' chiaro di che il Mario responsabile dell'abbattimento dello spread è Draghi, presidente della BCE. Basta dare un'occhiata allo spread fra i Bonos e i Bund per notare bene o male il medesimo andamento.
Monti non ha quindi meriti? Sbagliato. Parte del merito è anche suo, visto che ridando credibilità all'Italia ha evitato il baratro e facilitato gli aiuti stessi che Draghi ha messo in atto. Ma il grande merito va a Draghi che con il suo intervento ha evitato il tracollo dell'Unione Europea, quindi dell'Italia stessa.
Diamo a Mario quel che è di Mario. Draghi s'intende.
Oggi 3 gennaio 2013 è una data molto importante per la finanza e il paese: lo spread, il differenziale fra BTP e BUND è sceso sotto il muro dei 280 punti, fermandosi a 276 a fine seduta.
Un risultato molto positivo, vista la situazione di qualche mese fa, anche se è bene ricordare che la strada da fare è ancora molta. Siamo a metà percorso e l'emorragia è stata fermata. Ora è tempo però di riformare per ricominciare a crescere.
Non voglio parlare di questo però, piuttosto di chi si debba dare merito per questo ottimo risultato. Il merito è di un Mario, la domanda è quale: Draghi o Monti?
Analizziamo il grafico dello Spread a 1 anno:
Come si può notare, vi sono due massimi rilevanti (uno assoluto ad inizio 2012 e uno relativo a circa agosto a cui segue una discesa decisa per il primo e più leggera per il secondo, che subisce un'accellerazione intorno al mese di settembre.
Durante la prima discesa si è avuta la famosa iniezione di liquidità da parte della BCE (i famosi 530 miliardi dati alle banche) di fine febbraio-inizio marzo 2012.
La seconda (fne luglio, inizio agosto) avviene dopo la frase di uno dei due Mario "Faremo tutto il possibile per salvare l'Euro".
La terza avviene ad inizio settembre (il 6 precisamente), dopo l'annuncio dell' "acquisto illimitato di bond" dello stesso Mario.
E' chiaro di che il Mario responsabile dell'abbattimento dello spread è Draghi, presidente della BCE. Basta dare un'occhiata allo spread fra i Bonos e i Bund per notare bene o male il medesimo andamento.
Monti non ha quindi meriti? Sbagliato. Parte del merito è anche suo, visto che ridando credibilità all'Italia ha evitato il baratro e facilitato gli aiuti stessi che Draghi ha messo in atto. Ma il grande merito va a Draghi che con il suo intervento ha evitato il tracollo dell'Unione Europea, quindi dell'Italia stessa.
Diamo a Mario quel che è di Mario. Draghi s'intende.
mercoledì 2 gennaio 2013
Il discorso di Napolitano di fine anno che avrei voluto sentire
Il "Discorso di fine anno 2012 del Presidente della Repubblica" ha deluso, in parte, le mie aspettative.
E' stato il suo ultimo discorso da Presidente della Repubblica Italiana, recitato in una situazione di crisi economica e politica, in cui il futuro del paese e di un'intera generazione di più o meno giovani è drammaticamente in bilico. Non sono pessimista, realista semmai: guardando al penoso spettacolo politico dell'ultimo mese la mia preoccupazione per il futuro di tutti, del mio in primis, è alta.
Questi sono i motivi per i quali il discorso del presidente Napolitano mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca.
E' rimasto equilibrato, anche nelle velate critiche ai partiti (e loro rispettivi leaders). E questo non mi è piaciuto. Non dico che sia stato pessimo, sia chiaro. La sufficienza la merita, però, dall'ultimo discorso di un ex politico ultra ottantenne che non ha più nulla da perdere (cosa hanno fatto gli ex Presidenti della Repubblica come Scalfaro e Ciampi, a mandato finito? Scommetto che i più giovani di voi non sanno nemmeno chi siano) mi sarei aspettato una presa di posizione netta, a fianco degli italiani e contro la "casta", responsabile prima del disastro odierno.
Ad un certo punto dice:
Sono d'accordo, il problema è che la "politica" in Italia degli utlimi 20 anni (se non di più) è stato solo quello. Essa non è "Politica", intesa come amministrazione della "polis" per il bene di tutti come definita da Aristotele, semmai per il bene di pochi, sempre i soliti, che sfruttano la possibilità di amministrare la polis (intendendo con essa la nazione, regione così come il paesello) ai fini di mantenere/aumentare i propri privilegi. In questo contesto, forse sarebbe più appropriata la citazione di Max Weber "Alcuni vivono per la politica, molti della politica".
Avrei voluto una chiara condanna di tutto ciò, ma dura nei toni, contro questa politica, i partiti e i loro rappresentanti, ad ogni livello (dall'amministrazione centrale alla città), principali colpevoli (ripeto) della crisi in atto.
Accanto a ciò, mi sarebbe piaciuta una critica anche al Governo Tecnico, reo di essersi fatto mettere i piedi in testa dal Parlamento quando ha cercato di riformare il paese, ad esempio liberalizzando i vari settori (cosa che ho scritto anche a Polillo sul suo blog, il quale mi ha dato ragione).
Sarebbe stato un discorso forse unico nel suo genere, ma necessario vista la situazione e la brutta piega che ha preso la campagna elettorale più importante degli ultimi 20 anni.
Gli italiani non devono ricascare nelle promesse populiste del leader di turno, sia esso di destra o di sinistra e non devono bersi le fandonie economiche di ometti politicamente falliti.
Un discorso di questo tipo da un Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato lo avrei apprezzato di più.
...Forse un Pertini lo avrebbe anche fatto....Forse.
E' stato il suo ultimo discorso da Presidente della Repubblica Italiana, recitato in una situazione di crisi economica e politica, in cui il futuro del paese e di un'intera generazione di più o meno giovani è drammaticamente in bilico. Non sono pessimista, realista semmai: guardando al penoso spettacolo politico dell'ultimo mese la mia preoccupazione per il futuro di tutti, del mio in primis, è alta.
Questi sono i motivi per i quali il discorso del presidente Napolitano mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca.
E' rimasto equilibrato, anche nelle velate critiche ai partiti (e loro rispettivi leaders). E questo non mi è piaciuto. Non dico che sia stato pessimo, sia chiaro. La sufficienza la merita, però, dall'ultimo discorso di un ex politico ultra ottantenne che non ha più nulla da perdere (cosa hanno fatto gli ex Presidenti della Repubblica come Scalfaro e Ciampi, a mandato finito? Scommetto che i più giovani di voi non sanno nemmeno chi siano) mi sarei aspettato una presa di posizione netta, a fianco degli italiani e contro la "casta", responsabile prima del disastro odierno.
Ad un certo punto dice:
"Il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità. La politica non deve però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale."
Sono d'accordo, il problema è che la "politica" in Italia degli utlimi 20 anni (se non di più) è stato solo quello. Essa non è "Politica", intesa come amministrazione della "polis" per il bene di tutti come definita da Aristotele, semmai per il bene di pochi, sempre i soliti, che sfruttano la possibilità di amministrare la polis (intendendo con essa la nazione, regione così come il paesello) ai fini di mantenere/aumentare i propri privilegi. In questo contesto, forse sarebbe più appropriata la citazione di Max Weber "Alcuni vivono per la politica, molti della politica".
Avrei voluto una chiara condanna di tutto ciò, ma dura nei toni, contro questa politica, i partiti e i loro rappresentanti, ad ogni livello (dall'amministrazione centrale alla città), principali colpevoli (ripeto) della crisi in atto.
Accanto a ciò, mi sarebbe piaciuta una critica anche al Governo Tecnico, reo di essersi fatto mettere i piedi in testa dal Parlamento quando ha cercato di riformare il paese, ad esempio liberalizzando i vari settori (cosa che ho scritto anche a Polillo sul suo blog, il quale mi ha dato ragione).
Sarebbe stato un discorso forse unico nel suo genere, ma necessario vista la situazione e la brutta piega che ha preso la campagna elettorale più importante degli ultimi 20 anni.
Gli italiani non devono ricascare nelle promesse populiste del leader di turno, sia esso di destra o di sinistra e non devono bersi le fandonie economiche di ometti politicamente falliti.
Un discorso di questo tipo da un Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato lo avrei apprezzato di più.
...Forse un Pertini lo avrebbe anche fatto....Forse.
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