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venerdì 5 aprile 2013

Draghi ha ragione: la BCE non si deve sostituire alle riforme dei governi

Fin quando i governi non attueranno le riforme necessare, la BCE fa bene a non cambiare politica

E alla fine Draghi parlò.

"I governi accelerino sulle riforme, perché la Banca centrale europea non può sostituirsi a loro". Il numero della Bce, Mario Draghi, ha spiegato cosi la decisione di lasciare invariato allo 0,75% il costo del denaro aggiungendo che la politica monetaria della Bce "resterà accomodante finché sarà necessario.


Ha ragione. La gente deve mettersi in testa che la politica monetaria non può e non deve risolvere i problemi politici dettati da condotte assurde di governi che hanno marciato su periodi favorevoli per fare i loro porci comodi (penso, ad esempio, ai tassi di interessi bassissimi sul debito pubblico avuti grazie all'Euro) ma deve, semmai, essere uno strumento di sostegno alle riforme che quei paesi devono sostenere e che, pensando all'Italia, fino ad ora non si sono viste.

Sempre rmanendo in Italia, cosa può fare la BCE se 60 miliardi annui se ne vanno in corruzione, se il mercato del lavoro non funziona, se non ci sono sussidi adeguati alla disoccupazione, se la politica costa 15 milardi in più rispetto agli altri paesi europei, se la pressione fiscale tocca nuovi record mente nel pubblico gli sprechi continuano? Senza dimenticare, cosa non da poco, che in tutto ciò i politici rimangono chiusi nei loro palazzi a giocare con pseudo alleanze, smentite subito dopo, saggi dalla dubbia utilità e comici che fanno riunioni segrete pagate da chissà chi...

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giovedì 3 gennaio 2013

Lo spread cala grazie ad un Mario. Che non è Monti

Spread ai minimi da agosto 2011, nonostante l'incertezza politica italiana e le non buone prospettive economiche che ci attendono. Il motivo? Le azioni di un Mario.

Oggi 3 gennaio 2013 è una data molto importante per la finanza e il paese: lo spread, il differenziale fra BTP e BUND è sceso sotto il muro dei 280 punti, fermandosi a 276 a fine seduta.
Un risultato molto positivo, vista la situazione di qualche mese fa, anche se è bene ricordare che la strada da fare è ancora molta. Siamo a metà percorso e l'emorragia è stata fermata. Ora è tempo però di riformare per ricominciare a crescere.

Non voglio parlare di questo però, piuttosto di chi si debba dare merito per questo ottimo risultato. Il merito è di un Mario, la domanda è quale: Draghi o Monti?

Analizziamo il grafico dello Spread a 1 anno:



Come si può notare, vi sono due massimi rilevanti (uno assoluto ad inizio 2012 e uno relativo a circa agosto a cui segue una discesa decisa per il primo e più leggera per il secondo, che subisce un'accellerazione intorno al mese di settembre.

Durante la prima discesa si è avuta la famosa iniezione di liquidità da parte della BCE (i famosi 530 miliardi dati alle banche) di fine febbraio-inizio marzo 2012.

La seconda (fne luglio, inizio agosto) avviene dopo la frase di uno dei due Mario "Faremo tutto il possibile per salvare l'Euro".

La terza avviene ad inizio settembre (il 6 precisamente), dopo l'annuncio dell' "acquisto illimitato di bond"  dello stesso Mario.

E' chiaro di che il Mario responsabile dell'abbattimento dello spread è Draghi, presidente della BCE. Basta dare un'occhiata allo spread fra i Bonos e i Bund per notare bene o male il medesimo andamento.

Monti non ha quindi meriti? Sbagliato. Parte del merito è anche suo, visto che ridando credibilità all'Italia ha evitato il baratro e facilitato gli aiuti stessi che Draghi ha messo in atto. Ma il grande merito va a Draghi che con il suo intervento ha evitato il tracollo dell'Unione Europea, quindi dell'Italia stessa.

Diamo a Mario quel che è di Mario. Draghi s'intende.

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