mercoledì 2 gennaio 2013

Il discorso di Napolitano di fine anno che avrei voluto sentire

Il "Discorso di fine anno 2012 del Presidente della Repubblica" ha deluso, in parte, le mie aspettative.

E' stato il suo ultimo discorso da Presidente della Repubblica Italiana, recitato in una situazione di crisi economica e politica, in cui il futuro del paese e di un'intera generazione di più o meno giovani è drammaticamente in bilico. Non sono pessimista, realista semmai: guardando al penoso spettacolo politico dell'ultimo mese la mia preoccupazione per il futuro di tutti, del mio in primis, è alta.
Questi sono i motivi per i quali il discorso del presidente Napolitano mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca.

E' rimasto equilibrato, anche nelle velate critiche ai partiti (e loro rispettivi leaders). E questo non mi è piaciuto. Non dico che sia stato pessimo, sia chiaro. La sufficienza la merita, però, dall'ultimo discorso di un ex politico ultra ottantenne che non ha più nulla da perdere (cosa hanno fatto gli ex Presidenti della Repubblica come Scalfaro e Ciampi, a mandato finito? Scommetto che i più giovani di voi non sanno nemmeno chi siano) mi sarei aspettato una presa di posizione netta, a fianco degli italiani e contro la "casta", responsabile prima del disastro odierno.
Ad un certo punto dice:
"Il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità. La politica non deve però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale."

Sono d'accordo, il problema è che la "politica" in Italia degli utlimi 20 anni (se non di più) è stato solo quello. Essa non è "Politica", intesa come amministrazione della "polis" per il bene di tutti come definita da Aristotele, semmai per il bene di pochi, sempre i soliti, che sfruttano la possibilità di amministrare la polis (intendendo con essa la nazione, regione così come il paesello) ai fini di mantenere/aumentare i propri privilegi. In questo contesto, forse sarebbe più appropriata la citazione di Max Weber "Alcuni vivono per la politica, molti della politica".

Avrei voluto una chiara condanna di tutto ciò, ma dura nei toni, contro questa politica, i partiti e i loro rappresentanti, ad ogni livello (dall'amministrazione centrale alla città), principali colpevoli (ripeto) della crisi in atto.

Accanto a ciò, mi sarebbe piaciuta una critica anche al Governo Tecnico, reo di essersi fatto mettere i piedi in testa dal Parlamento quando ha cercato di riformare il paese, ad esempio liberalizzando i vari settori (cosa che ho scritto anche a Polillo sul suo blog, il quale mi ha dato ragione).

Sarebbe stato un discorso forse unico nel suo genere, ma necessario vista la situazione e la brutta piega che ha preso la campagna elettorale più importante degli ultimi 20 anni.
Gli italiani non devono ricascare nelle promesse populiste del leader di turno, sia esso di destra o di sinistra e non devono bersi le fandonie economiche di ometti politicamente falliti.

Un discorso di questo tipo da un Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato lo avrei apprezzato di più.

...Forse un Pertini lo avrebbe anche fatto....Forse.

1 commento:

elvio dotto ha detto...

Il nostro Presidente della Repubblica è una persona assolutamente insignificante, di serie, senza poteri e che ora non ha neppure più il valore di simbolo degli italiani.

Avrebbe dovuto non solo criticare Monti e l'intero Governo Tecnico ma dare una vera steccata sui denti a Monti, alla Fornero e a tutti gli altri "Innominabili" politici ed ex-politici.

Particolare biasimo per l'ex classe politica che dopo aver tenuto sotto sabbia la sua testa, avrebbe ora l'intenzione di recuperare il "perduto"!!!

Che pena, che delusione...

Speo che alle prossime votazioni prevalga il partito dell'astensionismo!!!

erie5

Articoli che potrebbero interessarti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...