giovedì 23 febbraio 2012

Emigriamo tutti nel paradiso chiamato Argentina

Siete stufi di sacrifici, stipendi che non crescono, poca trasparenza, corruzione, crisi e governi tecnici? Ho la soluzione che fa per voi! Emigrare in Argentina!

L'Argentina è un paese fallito una decina di anni fa ma che si è ripreso in maniera egregia, grazie anche alla propria moneta svalutata. La corruzione è stata quasi completamente eliminata, i dati sono trasparenti e non vi è alcun segnale di crisi.


Vogliamo poi parlare degli stipendi? Essi stanno crescendo a ritmo elevatissimo (25% precisamente), mentre l'inflazione secondo il trasparentissimo ed onesto governo, è inferiore al 10%.
In quale paese le retribuzioni reali aumentano del 15%? In nessuno al mondo!

Da notare poi l'ottimo trasporto pubblico (ferroviario soprattutto), di ultima generazione, puntuale e sicurissimo.

Se siete poi ragazzi potreste incontrare la sosia di Belen!

Cosa state aspettando? E' un'occasione unica da non perdere!

martedì 21 febbraio 2012

Chi vuole far chiudere "Il Manifesto"?



Il Manifesto, quotidiano storico della sinistra comunista italiana, è seriamente a rischio chiusura.

Chi è però che vuole farlo chiuderlo? Leggendo l'articolo del giornale stesso, sembra che gran parte della colpa sia attribuita al taglio dei contributi previsti:

"Dal 2008 cala la pubblicità, le vendite vanno e vengono (incoraggianti a novembre e dicembre, in lieve calo a gennaio) e senza il contributo pubblico (che era previsto) il bilancio del 2011 non si può chiudere."
e ancora:

Dai primi dati attendibili la "campagna acquisti" sta dando i suoi frutti: l'aumento in media del 50% nonostante il tempo da lupi. Ma l'immobilità del governo ci sta uccidendo.


La realtà è diversa. Su stessa ammissione della firma storica del quotidiano, Rossana Rossanda,
“vende sempre meno da otto anni a questa parte. La media dei primi trent’anni era” circa di trentamila copie, una nicchia “ma solida e rispettata. Ora si è circa la metà”.
Altro che vanno e vengono! Le vendite sono a picco da anni! Infatti nell'articolo trovate come la Rossanda critichi il giornale stesso e il modo con il quale esso è stato gestito.

La causa della (eventuale) chiusura sono soltanto le vendite, calate drasticamente (e quindi, oltre ai soldi non percepiti da esse, anche il calo dei proventi pubblicitari). E' colpa di chi non vi vuole comprare più, altro che del governo!

Tra l'altro, i sussidi ai quotidiani dovrebbero TUTTI essere aboliti, obbligando così le redazioni a rivedere tutta la gestione economico-finanziaria e dei costi.

Una possibile soluzione per diminuire i costi e rimettere in ordine i conti è quella di non stampare più fisicamente il giornale ma tenerlo solamente online e sui vari tablet, telefoni etc (e gli esempi sono moltissimi, vedi le italiane Linkiesta, ilpost oppure il più famoso Huffington Post).

Il lamento verso il governo è, vista la situazione, molto fuori luogo per non dire ridicolo.

mercoledì 15 febbraio 2012

Quando si ha un governo serio...


Questa è la risposta a tutti quelli che si chiedono come sia e cosa comporti avere un governo serio fatto di politici seri.

Quando si ha un governo serio, si guarda in faccia alla realtà e si rifiutano manifestazioni sportive costosissime per il paese come le Olimpiadi e molto remunerative per i soliti noti imprenditori.

Quando si ha un governo serio, si hanno ministri che, almeno sulla carta, hanno esperienza nel campo che andranno a dirigere.

Quando si ha un governo serio, i mercati hanno più fiducia e lo spread tende a scendere.


Quando si ha un governo serio, i governanti esteri non hanno bisogno del traduttore per capire ciò che viene detto loro in un inglese poco credibile.

Quando si ha un governo serio, il termine "Escort" si riferisce solamente ad un modello di autovettura fabbricato dalla Ford.

Quando si ha un governo serio, i ministeri non si spostano al Nord per poi rimanere inoperativi

Quando si ha un governo serio, i ministri ricevono i complimenti per le riforme e non per le "forme".

Quando si ha un governo serio, il Times si chiede se il primo ministro riuscirà a salvare l'Europa al posto di dire come il primo ministro uscente abbia messo a repentaglio l'Unione Europea e il motivo per cui non ne è dispiaciuto.


domenica 12 febbraio 2012

Crisi Grecia: di chi è la colpa e con chi se la dovrebbero prendere i manifestanti?



In questo momento in Grecia è in atto una delle più grandi (se non la più grande) manifestazione del paese contro i nuovi tagli imposti per cercare di salvare una nazione sempre più vicina al baratro del fallimento.

Perchè si è arrivati a questo? Di chi è la colpa?

L'ex Premier Romano Prodi punta il dito contro Francia e Germania, colpevoli di non aver controllato a dovere i conti greci nonostante la Commissione Europea avesse proposto più e più volte il loro monitoraggio.


Di sicuro Francia e Germania hanno delle colpe, forse anche nella gestione successiva (quella in piena crisi), però non dimentichiamo che i responsabili principi sono proprio coloro i quali quei conti gli hanno truccati, quelli che si sono, de facto, comprati i voti dei cittadini (dando ad esempio, pensioni di reversibilità a go go), ovvero quei politici corrotti incapaci di far pagare le tasse (per la gioia dei numerosissimi evasori fiscali).

Una parte di colpa infine è degli stessi cittadini greci visto che, essendo uno stato democratico, quella classe politica se la sono eletta loro (vi ricorda qualcuno?).

venerdì 10 febbraio 2012

Sull'inutilità del decreto "salva carceri"


Il decreto "salva carceri" (o svuota carceri) è la trovata del Ministro della Giustizia Paola Severino per cercare di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri italiane.

Purtroppo per la giustizia italiana, sarà del tutto inutile. Prima di tutto, sulle 22 mila persone in eccesso, solo poco più di 3mila usufruiranno del decreto, quindi il problema non si risolve (e questo ha scatenato le proteste dei Radicali); secondo, anche con l'amnistia (come vorrebbero gli stessi Radicali), il problema verrebbe solamente rimandato, come ho già scritto più e più volte.


Questo, come l'amnistia, è solamente un cerotto su una voragine. Riformare la giustizia, velocizzandola, convertire ed utilizzare le caserme dismesse, migliorare la rieducazione e legalizzare prostituzione e droghe leggere: queste sarebbero soluzioni al problema.

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