lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale a tutti, belli e brutti, economisti e non!





BUON NATALE A TUTTI I LETTORI DEL BLOG! Essendo in teoria tutti appassionati di economia ecco per voi degli auguri speciali!



 

domenica 23 dicembre 2012

Monti: più opposizione a Berlusconi una conferenza che il Pd in 20 anni

La conferenza di fine anno e legislatura di Monti è stata, fra le altre cose, una campagna di opposizione contro Silvio Berlusconi, migliore che quella fatta da tutti i partiti di sinistra negli ultimi 20 anni. PD in primis.

Una lista di dichiarazioni fatte dal Premier Monti direttamente rivolte a Silvio Berlusconi. Cose che la sinistra non ha mai detto negli anni in cui ha fatto da opposizione al leader di centro destra:


Provo gratitudine e sbigottimento verso Berlusconi. Ma talora faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero.
Sento che tutto, tranne la vostra cortesia, è contro di me
Discesa in campo è un termine bruttissimo per la politica

Serve robusta disciplina sul conflitto di interessi

Sulla giustizia blocchi non dalla sinistra. Preferisco fare leggi ad nationem, che ad personam

Festini irraguardosi pesano sulla credibilità della politica

Festini irriguardosi di ogni dignità

L'uomo politico pensa alle prossime elezioni. L'uomo di Stato pensa alle prossime generazioni

Il più alto costo della politica è quello delle DECISIONI NON PRESE, O PRESE PENSANDO AI PROPRI INTERESSI

Non si può cedere a vendere il futuro dei giovani per catturare consenso

Mai pronunciare finita una crisi

Chi parla di mancanza di crescita economica, pensa che gli italiani siano cretini

Se si cava l'Imu il prossimo anno, l'anno successivo si dovrà rimettere raddoppiato



venerdì 21 dicembre 2012

La buffonata Alitalia è stata svelata

La compagnia salvata dal governo Berlusconi è di nuovo in crisi nera: la buffonata è stata svelata.

Era uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi: il salvataggio di Alitalia dal fallimento e dalla conquista del nemico straniero. Alitalia era e doveva rimanere una compagnia italiana a tutti i costi, tanto nel caso pagheranno i cittadini.

Ecco, il rischio ora c'è. visto che Alitalia è di nuovo in crisi nera. Nulla di nuovo sotto il sole sia chiaro: già due anni fa i problemi erano molto evidenti ma, si sa, ammettere di aver fallito totalmente una politica tanto sbandierata non è cosa buona (purtroppo per il paese), quindi meglio far finta di nulla e continuare a mentire.

I nodi ora sono venuti al pettine e quella buffonata di operazione è stata svelata.

E' bene prima ricordare una frase famosa di Berlusconi sulla vicenda: ”La già difficile situazione italiana poteva essere più grave, almeno si è interrotta la trattativa con Air France. Ho evitato la catastrofe”.

Il bello dell'economia è che le bugie hanno le gambe corte: la compagnia, a causa una cattiva gestione a livello operativo, dal 12 gennaio del 2013 (datadi scadenza del vincolo lock-up) rischia di veder fuggire gli azionisti, data la pessima situazione in cui si ritrova.

Serve una ricapitalizzazione, visto che il capitale è quasi bruciato del tuttto, ma la "cordata patriottica" non sembra avere molts voglia di spendere danari (dati i tempi) e quindi chi salverà la compagnia? Si, proprio lei, quella AirFrance tanto odiata da Berlusconi e i suoi amici.

Non c'è nulla di ufficiale, ma per la compagnia francese sarebbe un affarone da poche centinaia di milioni di euro (contro gli oltre 2 miliardi offerti nel 2008). 

Probabilmente, il patriottismo verrà si spera messo da parte una volta per tutte, con i ringraziamenti dei contribuenti italiani. In caso contrario, preparatevi a nuovi aumenti di tasse...

martedì 18 dicembre 2012

La trappola della povertà in Francia: come non incentivare donne e madri a lavorare

Come non stimolare le madri a lavorare. Il cattivo esempio francese


L'articolo è apparso su Forbes, mentre il titolo (la prima parte) è preso dal blog di Greg Mankiw. Il testo originale lo trovate sul blog del professore. Lo traduco nel caso qualcuno non sappia l'inglese:

Prendiamo una madre disoccupata che vive da sola con due figli fra i 6 e i 10 anni. Nel 2010 c'erano 284.445 famiglie francesi in questa situazione a carico del welfare.

Questa madre riceverà la "Active Solidarity Income". Avendo 2 figli, l'ammontare sarà di 1.100$.  Se è in affitto per 650$ in un appartamento, allora riceverà un "Housing Customized Aid" che ammonta a 620$. Poi riceverà assegni familiari, i quali ammontano ad altri 160$.
Infine, aggiungiamo il pagamento conosciuto come "Assegno per l'inizio dell'anno scolastico" di 750$ all'anno, o 62,50$ al mese. (Lei potrebbe avere benefit da altri aiuti, ma questi sono i più comuni). Lei quindi riceverà 1.492,50$ al mese.

Ora immaginate he questa madre abbia trovato un lavoro allo stipendio minimo legale, il quale ammonta a 1.820$ lordi, o 1430$ netti. Dato che guadagnerebbe 1430$, non riceverà più l'Active Solidarity Income. Il suo Housing Customized Aid sarebbe ridotto a 460$, ma a lei verrebbero dati ancora gli Assegni Familiari e l'Assegno per l'inizio dell'anno scolastico. Pertanto, le sue entrati totali ammonteranno a 2.112,50$.

Per questa madre di due bambini, tornare a lavorare porterà alla sua famiglia un'entrata addizionale di soli 170$. Inoltre questi 170$ è probabile che vadano persi nel costo di trasporto per andare al lavoro, visto che il costo della benzina in Francia è di 7$ al gallone. In ogni caso, un così misero ammontare di denaro non è un incentivo per tornare a lavorare.
Fra lavorare e stare a casa, la scelta è facile: il welfare è un miglior affare.

Questa è la "Poverty Trap": la madre piuttosto che andare a lavorare preferisce rimanere "povera" e far niente a casa. Il mantenimento diventa più importante dell'imprenditorialità.

Aggiungiamo poi che questa madre, volendo, potrebbe svolgere qualche lavoretto in nero (cucire, pulire in altre case, stirare...magari qualcuna che lo fa la conoscete anche), ecco che le sue entrate arriverebbero a oltre 2.000$ (ma anche Euro) e lasciare tutto ciò per trovarsi un lavoro sarebbe totalmente da pazzi.

Se vi state chiedendo il perchè la Francia sia stata definita la bomba ad orologeria bel cuore dell'Europa, questo è un grosso motivo.

domenica 16 dicembre 2012

Berlusconi promette: "abolirò l'IMU". Ma con quali soldi?

Oggi, 16 dicembre 2012, a Domenica Live Silvio Berlusconi promette di abolire l'IMU. Per non farvi fregare un'altra volta, una breve riflessione sull'argomento.


"Prometto che abolirò l'IMU". Applausi di tutto il pubblico. Così Silvio Berlusconi si presenta ufficialmente ai suoi elettore negli studi di Domenica Live, programma condotto da Barbara D'Urso (bravissima conduttrice assolutamente non di parte) su Canale 5 (rete Mediaset, anche questa assolutamente non di parte), proprio nel giorno in cui i due schiaramenti PDL si sono presentati: Primarie delle Idee e Partito Popolare.
Non voglio però parlare della confusione del partito di centro destra, seconda solo alla confusione in testa del suo leader storico.

L'argomento di oggi è l'IMU, Imposta Municipale Propria. La tassa più pesante attuata dal governo Monti e forse proprio per questo la più odiata da tutti.
Su queste pagine ne avevo già parlato, difendendola in quanto tassa utile soprattutto ai comuni, quindi più controllabile dai cittadini rispetto alle altre tasse (detto terra terra, se il comune butta via i soldi chiedere spiegazione al sindaco è più facile rispetto a chiederle al Premier/Ministro).

L'ex Premier ha promesso di abolirla, come promise di abolire l'ICI qualche anno fa. Proprio come allora la domanda da fare è: con che soldi?

Sì perchè, non potendo fare più deficit di quello che già si ha (giustamente, visto il nostro debito pubblico), i mancati introiti dell'IMU devono essere per forza recuperati da qualche parte. Non bisogna aver studato analisi di bilancio per capirlo: se viene a mancare un ricavo (entrata meglio dire, in questo caso), o si aumentano da un'altra parte oppure si tagliano i costi (leggasi spesa pubblica). Tra l'altro, essendo introiti destinati ai comuni, questi dovrebbero poi ricevere dei trasferimenti dallo Stato Centrale o, in alternativa, trovare altre vie di finanziamento (appena tolto l'Ici, ricordo che qui da me aumentarono le multe tanto per fare un esempio).

Per la precisione, l'ammontare di denaro che Berlusconi dovrebbe trovare è pari a circa 20-25 miliardi di euro. Una cifra che non si trova da un giorno all'altro e difficile da reperire in un paese in cui tagli di spesa sono un tabù e le tasse sono a livelli insopportabili.

Tra l'altro, ammettendo che riesca a trovarle quella somma, una domanda da fare ci sarebbe lo stesso: dato che si tratta di soldi destinati ai comuni, non sarebbe meglio utilizzare quella cifra per abbassare le tasse, ad esempio, sul reddito e alle imprese, in modo da far ripartire il paese?

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