martedì 22 novembre 2011

Appello: Monti fai pagare l'Ici anche alla Chiesa!



Mi rivolgo direttamente al neo Presidente del Consiglio, nonchè Ministro dell'Economia, Mario Monti.

Signor Monti, lei ha annunciato la reintroduzione dell'Ici per allinearci con gli altri paesi europei. Come ho già scritto sul blog, sono d'accordo in generale (poi bisognerà vedere con quali modalità deciderà di reintrodurlo) in quanto essa gioverà ai comuni togliendo potere all'autorità centrale.

Quello che le chiedo però, è di far pagare questa tassa anche alla Chiesa. Lo chiedo da cattolico, per il semplice motivo che se tutti noi la paghiamo non vedo il perchè anche il Vaticano, occupando il territorio nazionale, ne debba essere esente.

Mi sembra una questione di correttezza, visto soprattutto il momento di difficoltà che obbligherà noi cittadini a qualche sacrificio. E' giusta l'ora che anche l'autorità religiosa scenda in campo e paghi anche lei, non crede?



Invito tutti i lettori a mandare questo brevissimo appello a ufficio.stampa@tesoro.it


lunedì 21 novembre 2011

Gli Eurobonds sono un rischio




Tiene banco in questi giorni la questione Eurobonds, soprattutto perchè la Commissione Europea ha fatto uno studio in cui propone l'emissione di Eurobonds come miglior soluzione alla stabilizzazione del mercato dei debiti sovrani. Oltre a questo, si creerebbe un vasto mercato capace di competere agli US Treasury Bonds a livello globale.

Vi sono varie tipologie di Eurobonds che potrebbero essere adottate: dalla totale sostituzione dei titoli di stato dei vari membri (quindi il debito sarebbe europeo e non più nazionale) alla soluzione parziale in cui gli E-bonds andrebbero a sostituire solo in parte le emissioni (quindi sarebbero limitati), mantenendo così i titoli di stato nazionali.

Parlando in generale, personalmente credo che la soluzione Eurobond sia sì una via per risolvere i problemi non solo dell'Italia ma di tutta l'Europa, ma molto rischiosa e (in parte) ingiusta.

Il fatto di avere un titolo comunitario potrebbe invogliare gli stati incriminati a fare di nuovo i furbi evitando di attuare quelle riforme strutturali e quei tagli di spesa assolutamente necessari (prima di tutto eliminando i privilegi di non poche persone) in quanto sfrutterebbero la possibilità di indebitarsi sulle spalle delle tasse pagate da paesi (vedi cittadini) più virtuosi (non per niente uno dei primi se non il primo a proporli fu un certo Giulio Tremonti).
Tutto ciò è in partegià successo questa estate, quando la BCE ha comprato i titoli spagnoli e italiani. Vi ricordate le varie manovrine una peggiore dell'altra fatte da SB e Tremonti?


Questi sono i motivi per i quali essi sono rischiosi non solo per noi paesi in difficoltà ma per l'Europa tutta che rischierebbe fra X anni di ritrovarsi nel vortice (sarebbe in pratica un rivio del problema) e ingiusti perchè i cittadini tedeschi, francesi, olandesi etc etc si troverebbero a dover pagare anche per noi. Detto in maniera semplice: noi abbiamo fatto festa fino ad oggi e loro, che hanno lavorato, ora ci pagano pure il conto. Mi spiace ma così non funziona e anzi, questo andrebbe a peggiorare la nostra non bella reputazione in giro per l'Europa.

Per quelli che paragonano gli E-Bonds ai T-Bonds americani, dico di andarsi a rivedere bene come funzionano le cose in USA: FED e Tesoro sono de facto la stessa cosa e i vari stati hanno pochissima autonomia fiscale e zero potere di emettere debito. Sareste disposti ad accettare di cedere la nostra autonomia fiscale a Bruxelles? Io non credo, visto il quasi "odio" (ingiustificato) che vedo in giro verso l'UE.

Certo, se alla fine si sceglierà di percorrere questa strada, sicuramente metteranno dei paletti (mi piace il paragrafo con cui Spiegel conclude il suo articolo sul FT: "An intermediate approach, where a large portion of national debt would be funded through eurobonds but countries would be forced to issue national bonds if their debt levels got too high, would require treaty change, but would not eliminate the budgetary discipline required by market forces.") limitando l'eventuale, per non dire probabile, furbizia dei paesi del sud. Staremo a vedere cosa decideranno.

domenica 20 novembre 2011

Introduzione IMU giusta o sbagliata?




Uno degli argomenti a tenere banco in questi giorni è la (probabile) reintroduzione dell'ICI sulle prime case dichiarata da Monti nel suo discorso al Senato.

L'ICI fu tolta parzialmente prima da Prodi e poi abolita del tutto dal Berlusconi bis nel 2008. Già allora vi furono proteste anche dalla stessa Lega Nord. Personalmente ricordo volantini appesi nei vari comuni in cui si protestava verso l'abolizione di questa tassa in quanto andava a gravare sui bilanci dei comuni che, per aggiustarli, aumentarono le multe.

Se andiamo a prendere gli articoli di un paio di anni fa, troviamo ad esempio questo in cui si spiega che "Le casse dei Comuni italiane sono sempre più vuote: non solo sono diminuite le entrate, ma aumentano in maniera spropositata i debiti che gli enti comunali stanno contraendo.
Le colpe sono in parte da attribuire alla cattiva amministrazione, ma la batosta più pesante è arrivata dal taglio dell’Ici, voluta dal governo Berlusconi, che rappresentava la maggiore entrata fiscale da parte dei Comun
i".

Minori entrate agli enti locali e più potere allo stato centrale, alla faccia del Federalismo.

Quella mossa fu solamente elettorale, senza un disegno ben preciso dietro di politica fiscale per questo credo che la nuova introduzione dell'IMU sia giusta, se però legata a tutta una piccola rivoluzione fiscale in cui vada ad unire le varie imposte sugli immobili (circa 10-12 se ricordo bene) in un'unica imposta che andrebbe ad alimentare le casse dei comuni.


Dire che l'abolizione dell'ICI abbia ridotto la pressione fiscale è un vero e proprio mito. Per ridurre quella, bisogna necessariamente ridurre anche la spesa pubblica, cosa che non è stata fatta (anzi, è aumentata). La stessa pressione fiscale è aumentata dal 2008 (vedi dati 2009 ad esempio).

Reintroducendola, riempiendo così le tasche degli enti locali (il che significa un maggior controllo di gestione anche degli stessi cittadini visto che i sindaci, soprattutto nei paesi di piccole-medie dimensioni, li conoscete personalmente) che potranno finanziare servizi migliori e specifici per le varie zone. Certo è che dall'altra parte bisogna ridurre la tassazione (sul lavoro ad esempio) e tagliare la spesa pubblica.

Per completezza, qui le tasse sugli immobili da pagare in alcuni paesi europei (da pagina 5).

PS: ah, sia ben chiaro che l'IMU come la intendo io comprende anche i signorotti del Vaticano...

sabato 19 novembre 2011

Berlusconi: lo spread è comunista!


No tranquilli, non lo ha detto. Forse nemmeno lui arriverebbe a tanto, però l'ironia è dovuta, visto che tutto ciò che va contro di lui è comunista (comici, giornalisti, magistrati etc) quindi anche lo spread sotto sotto dovrà esserlo vero Silvio?


Questo è lo spread Italia-Germania (BTP-BUND) a 10 anni alla chiusura di questa settimana:


Come notere, dal picco dei 552 punti dello scorso 9 novembre dovute alle prima dichiarate e poi smentite dimissioni di Berlusconi siamo passati ai 465 circa di ieri sera alla chiusura. 100 punti circa di differenza, proprio quelli che erano stati stimati.

Certo, prima della discesa abbiamo avuto un rialzo il 15 novembre, che ho già spiegato qui.


Da notare poi lo Spread Spagna-Germania che nello stesso periodo è cresciuto portandosi al nostro livello (abbiamo quindi recuperato visto che avevamo superato e di molto la Spagna stessa nelle scorse settimane):


Vedremo nei prossimi giorni, ipotizzando che Monti riuscirà ad attuare le riforme che vorrà fare, come si comporterà lo Spread comunista....

venerdì 18 novembre 2011

Grafico prezzi Benzina Europa e Stati Uniti: Italia fra le più care


Sono in USA$ galloni. Da notare il nostro quarto posto, alla faccia di quelli che dicono che l'Italia ha i prezzi in linea con la media europea.


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