Per la procura di Taranto è da chiudere, ma il governo fa di tutto per tenerla aperta. Perchè?
Premessa molto importante: l'articolo è un'analisi prettamente economica e che riguarda solamente l'impatto economico derivante dalla chiusura dell'impianto sul paese Italia.
Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per l'Ilva che autorizza l'azienda a produrre attuando la bonifica, il che ha provocato la reazione della Procura di Taranto, la quale minaccia il ricorso alla Corte Costituzionale.
La situazione dell'azienda è molto delicata: se da un lato tenerla aperta e produttiva ad oggi è pericoloso per la salute, dall'altro il suo peso nell'economia italiana è molto pià alto di quel che si crede, ed una sua chiusura potrebbe avere riscontri disastrosi dal punto di vista economico per il paese.
"Il governo è impegnato nella soluzione della vicenda Ilva per evitare un impatto negativo sull'economia stimato in 8 miliardi di euro annui".
Queste le parole di Mario Monti a giustificare il suo intervento "a favore" dell'Ilva.
Perchè è così importante tenere aperto l'impianto? Cosa succederebbe se chiudesse?
Prima di tutto, migliaia di operai e dipendenti che lavorano a Taranto perderebbero il posto di lavoro, con danni enormi per l'economia tarantina e vicinanze. Ma la questione purtroppo non riguarda solamente quei lavoratori.
L'Ilva è un'impianto siderurgico a ciclo integrale, ossia si realizzano tutti i passaggi dal minerale di ferro all'acciaio (
per chi volesse approfondire), il che rappresenta un vantaggio competitivo, soprattutto se si considera la mancanza di materie prime in Italia (invece presenti nei BRICS che nella presenza di materie prime hanno il loro vantaggio competitivo).
Se dovesse chiudere, tutte le aziende (il 40% della filiera nazionale) perderebbero il vantaggio competitivo di avere un produttore di questo tipo vicino e presente sul territorio nazionale e dovrebbero importare tutto l'acciaio dall'estero (con costi superiori). Risultato? Chiusura probabile della maggior parte delle imprese di piccole-medie dimensioni e perdita di competitività della altre più grosse, ovvero meno posti di lavoro e più disoccupati. In un paese in cui la disoccupazione ha raggiunto lo spaventoso livello dell'
11,1%, l'avvento di migliaia di disoccupati rischierebbe di mettere in ginocchio una volta per tutte l'economia, con conseguenze che vi lascio immaginare.
Un'altra conseguenza è la fuga (oltre a quella in atto per altri motivi) di potenziali investitori stranieri interessati all'acquisto di aziende/partecipate statali (visto che l'
Ilva era statale fino alla sua privatizzazione nel 1994) in quanto avrebbero paura di ritrovarsi con un'azienda non a norma di legge su cui dover spendere milioni di euro per risanarla.
Per questi motivi l'Ilva non deve chiudere. E' chiaro che bisogna però trovare al più presto una soluzione per un'impresa sostenibile con nuove tecnologie che riducano l'impatto ambientale in modo, oltre al minor inquinamento, di ottenere il Know-How da utilizzare anche in futuro per esportare questo modello di impresa in altri paesi che si troveranno ad affrontare lo stesso problema.