lunedì 26 marzo 2012

In bocca al lupo Prof Musy!


Scrivo questo brevissimo post per fare un grande in bocca al lupo ad Alberto Musy, vittima di un'aggressione meno di una settimana fa.

Non lo conoscevo come politico/avvocato ma come professore, avendo frequentato nel primo semestre di quest'anno il corso di "Diritto Comparato dei Mercati Internazionali". Posso dire che è uno dei professori più bravi e preparati che io abbia avuto, uno che non leggeva da slides o da appunti ma veniva in classe ed esponeva la lezione spaziando in più ambiti (dall'economia alla storia ai diritti vari) sempre cercando di interagire con noi studenti.

Spero si rimetta presto Prof!


PS: due righe giusto per dire a alcuni idioti (sì, proprio idioti) che in commenti vari (FB e giornali) "esultavano" per l'accaduto. Mi auguro per prima cosa che non abbiate figli, visto che già voi siete di troppo, in più che prima o poi il vostro cervello (sempre ammesso che ne abbiate uno) ricominci a funzionare bene e chiediate pubblicamente scusa alla famiglia Musy (soprattutto alle 4 figlie) e vergognandovi per ciò che avete scritto/detto.

sabato 24 marzo 2012

Caro Angeletti, l'articolo 18 si applica anche agli statali





«La legge 300 si applica al lavoro privato. Quindi l'articolo 18 in essa contenuto non si applica, non si è mai applicato e quindi le modifiche apportate non riguarderanno gli statali»

(Luigi Angeletti)

Forse il segretario Uil dovrebbe rivedersi gli articoli che regolano il lavoro pubblico in Italia, visto che l'articolo 18 si applica eccome ai dipendenti statali. Leggendo infatti il Testo Unico sul Pubblico impiego scoprirebbe che (Dlgs 165/2001 Art. 51, co. 2):


2. La legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni ed integrazioni, si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti.


Speravate di cavarvela così vero? D'altronde lo capisco, visto che il pubblico è sempre stato terreno molto fertile di tessere sindacali...

sabato 17 marzo 2012

T for Tangentopoli (2.0)

Quando si parla della crisi in atto dal punto di vista economico-finanziario, spesso sento giustamente confrontarla con quella di 20 anni fa in cui eravamo nella stessa situazione. Al confronto manca però un qualche cosa, un pezzo fondamentale del puzzle che nessuno però sembra intenzionato a menzionare.

Senza star qui a narrarvi la storia, 20 anni fa parti l'operazione che scoprì la corruzione dei politici, dei partiti e mise fine alla Prima Repubblica. Una volta conclusa, la speranza di una nuova Repubblica senza corruzione era viva in molti cittadini tanto che si parlò di una vera e propria rivoluzione, una "Rivoluzione pacifica della società civile" come disse Indro Montanelli.

20 anni dopo, quali sono i risultati? Nessuno.

Le ultime vicende confermano come tutti i difetti di questo paese siano rimasti tali e quali a 20 anni fa, con politici e partiti (di destra e di sinistra) indagati per corruzione (che tra l'altro ci costa 60 miliardi l'anno).

Perchè siamo ritornati a questo? Il motivo è che la nostra testa non è cambiata. L'italiano medio non è cambiato per nulla dal 1992 anzi, forse è pure peggiorato. Tutta la società italiana, mi spiace dirlo, è peggiorata da allora!

"Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere" diceva Sant'Agostino e noi siamo proprio in questo caso. Nonostante l'errore, abbiamo continuato a sostenere una politica corrotta e purtroppo continuiamo a sostenerla.


Siamo in democrazia signori e se votiamo questa gente la colpa è anche nostra (non tutta, perchè alcuni ci guadagnano da questa situazione) quindi smettetela di votarli! Lasciate la scheda elettorale vuota o se non volete, annullatela votando voi stessi, il vostro cane o gatto. E' l'unico modo per sbarazzarci di questa classe politica.

Alla nuova poi che si avrà, dovremo imporre l'obbligo di legiferare delle punizioni dure ed esemplari a tutti i furbetti che corrompono, che si fanno corrompere, che evadono etc etc in stile USA. E' ora davvero di finirla e di voltare pagina.

L'ho già detto e lo ripeto: mi stupisco davvero che si faccia tutto questo casino per la Tav e che invece queste cose passino in secondo/terzo piano. Una Politica e una pubblica amministrazione corrotte sono un enorme danno per il paese, considerando che in Italia la spesa pubblica ammonta ad oltre il 50% del PIL! Metà del prodotto interno lordo viene gestito da questi signori. Se non è un danno questo..

mercoledì 14 marzo 2012

Il Giornale: "Hanno vinto i gay". Anche l'omofobia nella Destra


Prima pagina de "Il Giornale" di oggi:


L'Europa è loro. HANNO VINTO I GAY.

Il titolo si riferisce al fatto che il Parlamento Europeo ha riconosciuto la legittimazione delle unioni di fatto equiparate ai matrimoni. Infatti come spiega lo stesso quotidiano "Il Parlamento di Strasburgo chiede il riconoscimento delle nozze omosessuali in tutti i Paesi. Dopo aver perso la sovranità economica, ora rischiamo di farci imporre anche l’etica".

Partendo dal fatto che non riesco davvero a capire tutta questa contrarietà alle unioni di coppie gay (se due si vogliono bene e si amano, anche se dello stesso sesso, perchè negare loro di essere una coppia?), vorrei notare questa brusca virata della destra italiana verso l'omofobia. Lo stesso PDL, per voce di Alfano (Giovanardi non lo nomino nemmeno), aveva creato polemica nei giorni scorsi affermando, con tono da campagna elettorale, che votando a sinistra si legittimerebbero le coppie di fatto e i matrimoni gay mentre con loro questo non succederebbe in quanto difensori dei valori della famiglia.

A parte la ridicolaggine di queste affermazioni (difensori dei valori della famiglia facendo festini nelle proprie ville, divorziando dalla moglie etc etc?), affermazioni come queste dovrebbero essere, in uno stato laico e democratico, punite in quanto omofobe.


Se prendiamo infatti la definizione di Omofobia, vediamo che ce ne sono 3 tipi in base all'accezione (pregiudiziale, discriminatoria, psicopatologica). Entrambi i casi direi che rientrano nella prima (qualche individuo poi nella seconda e terza) che recita:

L'accezione pregiudiziale considera come omofobia qualsiasi giudizio negativo nei confronti dell'omosessualità. In questa definizione vengono considerate manifestazioni di omofobia anche tutte le convinzioni personali e sociali contrarie all'omosessualità come ad esempio: la convinzione che l'omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante; la non condivisione dei comportamenti omosessuali e delle rivendicazioni sociali e giuridiche delle persone omosessuali. Non rientra in questa accezione la conversione in agito violento o persecutorio nei confronti delle persone omosessuali.


...Più chiaro di così...

domenica 11 marzo 2012

Una lezione dalla Cina: il costo del lavoro non è tutto




"The end of cheap China": questo è il titolo di un articolo apparso sull'Economist ieri in cui si spiega come l'era della Cina conveniente, a bassi prezzi stia volgendo verso la fine.

I motivi sono molteplici, dall'apprezzamento dei terreni alle maggiori regolamentazioni sia della sicurezza sia dell'inquinamento, alle tasse. La ragione principale però è il continuo aumentare del costo del lavoro.

Il salario minimo è cresciuto del 21% alla fine dello scorso settembre, rendendo altri paesi asiatici (Vietnam, Indonesia, Bangladesh) sempre più convenienti dal punto di vista del costo del lavoro.

Nonostante questo, in molti scelgono di rimanere in Cina perchè il paese sta offendo numerosi vantaggi rispetto ai concorrenti più "cheap", come l'incremento della produttività (che va di pari passo con quello dei salari), la vicinanza al boom del mercato domestico (che grazie all'aumento dei salari cresce e continuerà a farlo), la flessibilità degli orari di lavoro e l'efficienza di tutta la catena produttiva cinese (quindi non solo il lavoro).


C' da dire anche che alcune imprese low-tech (quelle che producono magliette, jeans di bassissima qualità e prezzo in cui il prezzo del lavoro è la componente primaria e di fondamentale importanza) hanno già lasciato il paese.

Tutto sommato è molto simile a ciò che abbiamo vissuto noi stessi durante il boom economico del nostro paese, in cui molte imprese venivano qui a produrre, ne nascevano di nuove ed eravamo da tutti temuti. Il problema è che, arrivati al punto in cui sono i cinesi, non ci siamo rinnovati adeguandoci ai cambiamenti del mondo economico anzi, espandendo la spesa pubblica, assumendo troppi lavoratori statali, aumentando la tassazione e il debito ci siamo bloccati (ah dimenticavo, bisogna aggiungere la dilagante corruzione a tutti i livelli di stato e imprese).

La conclusione dell'Economist mi piace:
"The next phase will be interesting: China must innovate or slow down"
Noi non abbiamo innovato e siamo "caduti". I cinesi pare che invece stiano puntando in alto con innovazioni e alta tecnologia. Forse potremo imparare qualche cosa e capire meglio gli errori commessi in passato.

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