Visualizzazione post con etichetta Sussidi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sussidi. Mostra tutti i post

venerdì 13 dicembre 2013

De la lettura, librerie, Amazon, detrazioni fiscali e vaccate all'italiana


Puntata uno: arriva Amazon con sconti del 30% sui libri. La gente timidamente ricomincia a leggerne qualcuno.

Puntata due: il parlamento approva una legge ad aziendam che vieta gli sconti superiori al 15%, perchè sennò uno la gente legge troppo e due le costosissime librerie di quartiere che non hanno mai un ca**o chiudono.

Puntata tre: la gente torna a guardare la tv e molla i libri, e col ca**o che torna nelle sfornitissime e costosissime librerie di quartiere, che uno già non ci andava prima, due non è chiaro perchè dovrebbero andarci solo perchè per legge hanno fatto alzare i prezzi ad Amazon.

Puntata quattro: le detrazioni fiscali per chi compra libri ''per aiutare la lettura e le librerie".

Poi venite pure a dire che l'italia è sull'orlo del baratro per colpa dei tedeschi. Per favore venitemelo a dire in faccia, rimanendo seri.
(Niccolò Cavagnola)


Vuoi essere sempre informato? Iscriviti alla fanpage!

venerdì 21 settembre 2012

Stato solidale...ma solo con qualcuno, a patto che faccia rumore

La vicenda Sulcis-Alcoa occupa ancora le prime pagine dei giornali. Non si sa ancora se la chiusura degli impianti verrà effettivamente posticipata, non si sa se effettivamente ci siano dei compratori e, soprattutto, che condizioni vogliano. Intanto lo Stato e l'opinione pubblica fa finta di dimenticarsi di tutte le altre imprese in difficoltà

Le condizioni sono un punto fondamentale: se gli impianti Alcoa sono fuori mercato, se la miniera Sulcis è fuori mercato (e quella lo è da minimo 80 anni), perchè mai un privato dovrebbe rischiare tantissimi soldi quando il guadagno atteso, viste le condizioni attuali, non coprirebbe i costi?

Ripercorrendo la storia, notiamo che lo Stato è sempre intervenuto per mantenere in vita queste due aziende che, a mio parere, dovevano chiudere anni e anni fa: sarebbe stato economicamente più conveniente per lo Stato, per i cittadini e per gli stessi lavoratori.
Partiamo dalla Sulcis: leggendo il suo passato si scopre che la miniera è entrata subito in crisi ad inizio '900 e dal 1971 è un susseguirsi di sussidi statali per tenerla aperta. Nel 1993 sembrava tutto finito ma un decreto dell'anno successivo riapre la miniera per dare lavoro ai minatori. Essendo però sempre anti economica ricominciano i sussidi, 420 miliardi di lire, che poi risultano NON ESSERE SUFFICIENTI. Quindi si obbligò l'Enel a comprare per otto anni l’elettricità del Sulcis a 160 lire per kwh, quando il costo medio di produzione dell’Ente è di 72 lire (quindi meno della metà). Indovinate un po' chi ha pagato tutto ciò? Ma noi consumatori ovviamente!
Qui si ferma il racconto, ma ovviamente non è finita: dal 1996 ad oggi le miniere Sulcis sono costate 600 milioni di euro! Senza contare i 200 necessari ora e non si sa per quanti anni.
La Carbosulcis è una società che ha chiuso il 2011 in perdita per 25 milioni di euro, nonostante i 35 milioni di finanziamenti pubblici! Vi pare normale una cosa del genere?

Per quanto riguarda Alcoa è la stessa cosa:Calcolando anche gli anni successivi sarà il ministro Sacconi a parlare di un miliardo di euro di aiuti. Per i dieci anni precedenti si possono così stimare circa 2 miliardi. Alcoa, quindi, per produrre alluminio in Italia ha usufruito di un sostegno dallo Stato di circa tre miliardi.

Mi viene ovviamente da pensare che il gioco sia su quanti soldi di sussidi lo Stato sia disposto a dare negli anni all'azienda X interessata, i quali si tradurranno in costi maggiori nelle nostre bollette cari cittadini.

Ma oggi voglio lanciare una provocazione: questi soldi servirebbero, de facto, far mantenere il posto di lavoro ad operai e minatori si S&A.
In Italia ogni giorno aziende chiudono, falliscono, lasciano a casa dipendenti. I dati parlano chiaro:
Dal 2009 al 2012 il trend dei fallimenti nella penisola mostra un evidente e costante aumento: dalle 2.202 chiusure registrate nel primo trimestre 2009, infatti, si e' passati ai 2.825 casi del primo trimestre 2010, ai 2.988 del primo trimestre 2011, fino ai 3.001 rilevati al 31 marzo scorso. Dall' 1 gennaio 2009 alla rilevazione attuale in Italia sono state complessivamente 35.839 le imprese che hanno portato i libri in Tribunale dichiarando fallimento. I fallimenti si sono concentrati principalmente nelle aree della penisola a maggior vocazione imprenditoriale.
Solo nel primo trimestre del 2012, la media è stata di 33 fallimenti AL GIORNO! Quanti posti di lavoro si sono persi?
Perchè a loro lo Stato non da nulla? Magari queste sono aziende in difficoltà solo dall'inizio della crisi (prima erano virtuose), magari devono chiudere perchè hanno crediti milionari verso lo stesso Stato, il quale non paga.
Nel 2009 Bankitalia ha quantizzato in 64 miliardi l'ammontare totale dei crediti che le imprese (100.000 secondo le stime) vantano nei confronti dello Stato (di cui la maggior parte verso Regioni e Comuni), il che vuol dire avere un debito medio di 640.000 euro ad impresa. Ci stupiamo poi se ogni giorno aziende falliscono o lasciano a casa dipendenti? Tra l’altro, le tasse però, quelle imprese le devono pagare lo stesso, il che porta ad una situazione tragicomica tipicamente italiana.
Non sarebbe meglio, al posto di sussidiare aziende fuori mercato (per nondire morte) come Sulcis-Alcoa&company iniziare a pagare i debiti verso le imprese appena citate sopra? Si salverebbero in quel modo numerosissimi posti di lavoro con soldi che spettano a loro di diritto, e non per applicare teorie economiche di dubbia valenza ed efficacia.

Che differenza c'è fra quei dipendenti e quelli sardi? Perchè i primi no e gli altri sì? Forse perché fanno meno rumore? Oppure portano meno voti alle elezioni?

venerdì 27 aprile 2012

Friedman e la disoccupazione: una lezione da non dimenticare



Una lezione da tenere ben presente quando si parla di cassa integrazione e di sussidi di disoccupazione.

Per come sono organizzate in Italia, le cose non vanno assolutamente bene: bisognerebbe riformare il sistema eliminando le varie casse integrazioni sostituendole con i sussidi di disoccupazione erogati però solo e soltanto per i lavoratori che A) frequentano attivamente corsi di formazione e B) si impegnano concretamente a cercare un lavoro.

Questo significa che per chi sta a casa a girare i pollici o lavora in nero, l'assegno non viene erogato.
La storia che il lavoratore in cassa integrazione se ne sta a casa a fare nulla (o a lavorare in nero) fino a quando percepisce i soldi deve finire.

La frase poi vale anche poi per l'età pensionabile che nel nostro paese è stata ampiamente sfruttata come mossa elettorale (fra prepensionamenti, baby pensioni e il non legarla alla speranza di vita) con le cause che oggi stiamo pagando e in futuro i giovani pagheranno.

venerdì 19 agosto 2011

Ecco i soldi per i contributi della casta dell'editoria





E' uscito il rapporto (dell'anno 2009) sui contributi per l'editoria pagati dal governo (e quindi da noi) a stampa, enti tv e radiofoniche. Ne avevo già parlato anni fa esprimendo anche una mia opinione. Ovviamente essa non è cambiata, anzi, semmai si è rafforzata

Spulciando un po' questo scandalo è curioso vedere quanto prendono giornali e radio che penso la maggior parte di voi non ha mai sentito parlare. Cito solo alcuni esempi che mi hanno colpito.

Perchè io (e voi) con le mie (vostre) tasse dobbiamo (dovete) finanziare (all'anno):

  • Con € 413.587,66 Il Giornale di Calabria? Io sono piemontese
  • Con € 1.215.208,34 il Nuovo Corriere Bari Sera? Io sono di Novara
  • Con € 1.440.687,78 la Voce di Mantova? vedi sopra
  • Con € 938.811,65 il Romanista? Non vi bastava avere in onda 10 mesi du 12 I Cesaroni?
  • Con € 722.670,85 la Gazzetta di Caserta?
  • Con € 1.479.800,78 il Corriere di Como?
  • Con € 2.530.638,81 (x2) il Giornale Nuovo della Toscana e il Nuovo Corriere di Firenze? A quelle cifre potevate tenervi quelli vecchi...o almeno comprarvi un usato.
  • Con € 2.530.638,81 la Voce di Romagna? Mia mamma Romagnola non sapeva della sua esistenza.
  • Con € 1.446.079,32 il Corriere Canadese? Vivo in Italia io.
  • Con rispettivamente € 866.571,63, € 1.568.996,06, € 1.897.979,11 e € 1.032.913,79 il
  • DIE NEUE SUDTIROLER TAGESZEITUNG, DOLOMITEN, PRIMORSKI DNEVNI (x2, non so perchè questo ne abbia due)? Che se li paghino loro scusa.
  • Con € 506.660,00 Trenta Giorni nella Chiesa e nel Mondo? Con sto caldo me ne vado al mare, cosa me ne frega delle Chiesa.
  • Con € 506.660,00 Motocross? Io ho uno Scooter e semmai lo cambiassi prendo l'Harley.
  • Con € 277.769,62 Chitarre? Mica suono.
  • Con € 8.125,80 Il Cittadino Oleggese? Pagatevelo voi di Oleggio.
  • Con € 9.252,20 L' Eco di Galliate? vedi sopra.
Ce ne sono tantissimi altri. Se volete ridere/piangere guardateveli sul sito.

Ci sono poi i giornali politici e di partito (perchè non se li pagano loro?) come:
  • LIBERAZIONE GIORNALE COMUNISTA € 3.340.443,23 (alla faccia dei lavoratori)
  • PADANIA (LA) € 3.896.339,15
  • UNITA’ (L') € 6.377.209,80
  • ZUKUNFT IN SUDTIROL€ 603.675,88 (ma cos'è???)
  • RINASCITA DELLA SINISTRA (LA) € 886.615,25 (quando mai rinascerà con dei politici così?)
  • FOGLIO (IL) € 3.441.668,78 (suvvia di fatto è politico)



Non possono mancare poi i soldi dati ai giornali religiosi (vi pago già l'8xmille, senza contare tutti i soldi che già lo Stato vi da o non vi fa pagare, non vi basta?), come:
  • AVVENIRE€ 5.871.082,04
  • FAMIGLIA CRISTIANA € 312.000,00
  • ECO DI S. GABRIELE € 66.000,00
  • CIVILTA’ CATTOLICA (LA) € 55.200,00
  • GIORNALE DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE € 53.931,60
  • JESUS € 71.464,80
  • LAMPADE VIVENTI NELLA CHIESA € 6.000,00 (eh?)
  • MESSAGGERO DI S. ANTONIO € 66.000,00 (andrà a benzina)
  • MESSAGGIO DEL CUORE DI GESU’ (IL) € 18.330,00 (ma Gesù predicava gratis..)
  • TI SALUTO FRATELLO € 53.440,00 (ma può anche non salutarmi mica m'offendo)
  • VITA CATTOLICA (LA) (Cremona) € 43.740,00
  • VITA CATTOLICA (LA) (Udine) € 141.080,00 (si vede che a Udine costa di più)


Vi sono poi finanziamenti per le emittenti tv di partiti politici:

  • Red € 3.494.140,80
  • Libera € 2.121.639,85
Infine i contributi alle emittenti radiofoniche:

  • Organi di partito politico: totale € 10.761.257,81
  • Emittenti in lingua tedesca (manco lo parlo il tedesco): € 1.510.867,37 (tra cui anche Radio Maria, € 263.888,70, la cifra più alta).

E poi, al posto di tagliare la spesa, aumentano le tasse..


Articoli che potrebbero interessarti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...