Qualche tempo fa parlai del debito pubblico e del come ridurlo nel modo sbagliato. In quel post, in particolare, analizzai la proposta molto cara ad una parte del panorama politico italiano e dell’elettorato di adottare una patrimoniale, arrivando a concludere che un’azione di quel tipo avrebbe fatto più danni che altro.SOSTIENI LA PAGINA! -- Iscriviti alla fanpage! clicca sul Mi piace e seguimi!
In questo post vado ad analizzare un’altra proposta in voga, soprattutto nel panorama grillino-indignados (ma anche forconi), ovvero la “ribellione contro il debito”. La cosa è semplice: il debito non lo abbiamo creato noi, ci sta strozzando, ergo ripudiamolo.
Sia ben chiaro: ripudiare totalmente o parzialmente il debito equivale a fare default. Ricordate una decina di anni fa il caso dell’Argentina? Ecco, è la stessa identica cosa.
Non pagare il debito comporterebbe da un lato la rottura di un contratto con i creditori (quindi, de facto, rubare i soldi che ci hanno prestato), dall’altro come conseguenza l’esclusione dai mercati finanziari (ovvero, non possiamo più indebitarci o, nel caso, farlo ma a tassi proibitivi).
La cosa curiosa quindi è che nel caso di ripudio, l’Italia sarebbe de facto costretta ad adottare il pareggio di bilancio, lo stesso che viene tanto criticato (non a torto a mio avviso) dai sostenitori della ribellione contro il debito.
Ma chi possiede il debito italiano?
Secondo i dati di Bankitalia, a maggio 2013, i detentori del debito pubblico italiano erano così ripartiti:
Da precisare che la quota dei non residenti si è quasi dimezzata in cinque anni: nel 2008 infatti essi possedevano circa il 60% dei bond in circolazione. Rispetto però al 2012 la loro quota si è mantenuta costante.
- Banca d’Italia: 4,75%;
- banche e istituzioni finanziarie: 50,47%;
- privati (famiglie e imprese): 9,64%;
- totale detentori Italia: 64,86%;
- non residenti: 35,14%.
Dai dati quindi si può vedere come da un default i 2/3 dei detentori di debito che perderebbero soldi sono italiani, ciò comporta che non ripagare il debito e gli interessi legati ad esso danneggerebbe per lo più chi risiede in Italia (banche, istituti finanziari e cittadini), ergo il costo verrebbe pagato da italiani!
Ovviamente ora qualcuno mi dirà che solo una minima parte è detenuta dai privati e quindi a rimetterci sarebbero istituzioni finanziarie e le tanto odiate banche. Le cose non sono così semplici, purtroppo.
Se è vero che la quota direttamente detenuta da cittadini ed imprese è minima (il che però non toglie il fatto che lo Stato ruberebbe i risparmi di tante famiglie ed imprese che volevano solamente un investimento sicuro per non perderli. Di nuovo, vedere i pensionati in piazza a protestare per il default argentino), la quota di banche ed altri istituti finanziari tocca indirettamente gli stessi cittadini!
I depositi costituiscono attività per le famiglie (tipiche unità in surplus che depositano in banca il loro denaro) e passività per la banca; su questi la banca pagherà un tasso d'interesse, rendimento per le famiglie. La banca impiegherà il denaro in attività reali o finanziarie come azioni, debito pubblico, mutui, prestiti alle imprese, eccetera, in base al rendimento e al rischio che vogliono avere. Il rendimento su queste costituisce il ricavo della banca. Se ora lo Stato non ripagasse più i suoi debiti, le banche vedrebbero persi i loro investimenti oltre ai ricavi potenziali previsti da essi (gli interessi sul debito). Di conseguenza, anche i depositi fatti dalle famiglie ne risentirebbero, in più le banche si troverebbero nella condizione di far fronte ad un buco nelle attività e nei ricavi non incassati (e considerando la quantità di titoli di Stato acquistata non più tardi di un anno fa non è nemmeno piccolo), mettendole nelle condizioni di finire per davvero a gambe all’aria. Non c'è bisogno che vi dica chi pagherà i costi di una crisi delle banche.
Se Grillo&Co vogliono davvero ripudiare il debito, lo facciano pure. Ma prima se lo comprino tutto loro. Scommettiamo che cambiano idea?
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sabato 21 dicembre 2013
Ripudiare il debito pubblico: è davvero una buona idea?
- Articolo originale pubblicato su MySolutionPost - Mattia Poletti
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domenica 16 ottobre 2011
L'arte (italiana) del distinguersi sempre in peggio
L'arte del distinguersi sempre in peggio è tipicamente italiana. Suona strano, perchè il made in Italy è sempre stato sinonimo di bellezza, qualità, distinzione in tutti i campi.
Pensiamo alla letteratura con Dante, Manzoni, Leopardi. Alla pittura con Michelangelo. Alla scienza con Leonardo da Vinci, Galileo. Al cinema con Totò, Pasolini, De Sica (padre s'intende). La gente ci guardava invidiosa per ciò che facevamo.
Tutto questo oggi non c'è più. Oggi mentre gli altri manifestano pacificamente in tutto il mondo, noi mostriamo la parte peggiore.
Siamo noi oggi che guardiamo agli altri con invidia perchè loro hanno questo
(Puerta del Sol de Madrid)
Santiago
Seul
Mentre noi abbiamo questo (ed è così che ci vedono loro)
Roma
(Altre foto le trovate qui su El Pais)
Complimentissimi a questi delinquenti nazifasciocomunisti. Complimenti davvero. Facciamoci sempre riconoscere, in peggio ovviamente. Il nostro è un problema di società, di educazione e non è la prima volta che lo dico (vedi qui e qui).
Sicuramente ora arriveranno asini destrini che considerano tutti gli indignati = Black Bloc. Asini anti governo/complottisti&company che accusano i delinquenti che han messo a ferro e fuoco la capitale di essere infiltrati, pagati da chissà chi o chissà cosa (senza avere le prove, come tutte le altre volte).
Di questo condivido in pieno ciò che ha scritto Michele Boldrin anche a riguardo all'opposizione:
Essendo questa l'ennesima volta che accade, l'argomento "infiltrati", "pochi facinorosi", eccetera, non vale piu'. Se, ogni volta che si organizza un corteo, una parte (minoritaria o maggioritaria non importa, le foto provano che si tratta di pesci che ben nuotano dentro la propria acqua) mette la citta' a ferro e fuoco, si e' oggettivamente responsabili di quanto accade.
Questa opposizione non solo non ha una proposta sul da farsi politico, non solo non offre una prospettiva credibile su come affrontare la crisi economica, ma e' anche prigioniera del proprio passato, dei propri miti populisti e della violenza delinquenziale che tali miti alimentano.
Questa opposizione non e' un'alternativa a niente, purtroppo.
Chiudo con un commento scritto sempre su Facebook Facebook dal mio amico Sergio Silvestri, che mi sembra abbia centrato il punto:
È particolarmente singolare ironico ma anche specchio dei tempi leggere di come questi Black Bloc, siano di destra o sinistra a secondo di quale direzione politica ha un giornale. Aumentando, ma questo è il loro scopo, ancor di più la confusione che già sussiste. Quando c'è una cosa di questa portata esiste una sola arogmentazione vandali, coglioni, ma questi fanno il gioco o del governo o delle opposizioni a seconda di come uno le voglia vedere, ma in pratica recano danno a tutti e a tutto indipendentemente.
ps: Per quanto riguarda i temi della manifestazione, vedi qui.
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sabato 15 ottobre 2011
Indignati? No ignoranti!

Oggi è la giornata degli "indignados", gli indignati in italiano, che oramai sono arrivati a Roma (ed in altre città) per protestare contro la situazione economica globale.
Non voglio parlare di quei delinquenti che stanno mettendo a ferro e fuoco Roma (vedi qui per questo) (ah, tra l'altro, cosa che succede solo qui da noi), ma di quelli normali e pacifici che, come soluzione alla crisi chiedono....di non pagare il debito!
Ricapitoliamo: dopo aver lanciato uova contro Moody's o peggio Bankitalia (l'unica ad aver fatto opposizione al governo), questi intelligentoni se la prendono con Draghi e con il commissariamento auspicando non le riforme che servirebbero al nostro paese ma de facto un fallimento.
Che bella soluzione. Poi cosa ci importa se più nessuno ci farà credito, se non avremo i soldi per pagare le pensioni, gli stipendi, per garantire i servizi fondamentali, se torneremo una nazione pre boom economico, se i risparmi di una vita dei vostri nonni se ne andranno in fumo, etc etc.
"Ma guardate l'Argentina" vi diranno, mostrando di nuovo la loro ignoranza, perchè l'Argentina è un paese che sta ancora oggi, a distanza di 10 anni, pagando le conseguenze del default (inflazione e mancanza di credito ad esempio, per non parlare della prostituzione avuta di ragazze/ine per le strade in quegli anni), nonostante (badate bene) le immense risorse che ha (Petrolio su tutti, che, in 10 anni, si è apprezzato e non poco) che sta tenendo a galla il paese e che noi NON ABBIAMO.
Se questi sono gli indignati italiani, io non voglio farne parte.
Che peccato davvero. Abbiamo i peggiori politici dei paesi occidentali...ma anche gli oppositori non scherzano mica..
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