lunedì 30 maggio 2011

Una speranza ora c'è



I risultati dei ballottaggi 2011 sono stati sorpredenti: PDL e company sono stati letteralmente DISTRUTTI e BOCCIATI dal popolo italiano.

Mi vien da dire: ERA ANCHE ORA!!!

Nonostante non condivida molti dei programmi di sinistra, sono contento che questa non politica fatta da Berlusconi contro i giudici, i magistrati, le toghe rosse ect etc portata a livello internazionale dopo averne ufficialmente parlato con Obama, unita agli scandali Ruby-Arcore e ad una crisi dell'Italia tutta che dura da oramai 10 anni (se non di più) sia stata finalmente rifiutata dal popolo.

Vedremo ora gli sviluppi di tutto ciò.


domenica 29 maggio 2011

Il risveglio dal coma della Marcegaglia





Marcegaglia: «Temporeggiare o muoversi a piccoli passi è un lusso che non possiamo più permetterci»



Emma Marcegaglia MILANO - C'è un «mito da sfatare» e cioè quello che «l'Italia vada in fondo bene e che dunque gli imprenditori devono piantarla di lamentarsi». L'Italia «ha già vissuto il suo decennio perduto» in termini di «minore competitività» e di «mancata crescita». Ora «dobbiamo muoverci in fretta. Il tempo è un fattore discriminante». Questo il monito del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, all'assemblea annuale degli imprenditori. «Temporeggiare o muoversi a piccoli passi è un lusso che non possiamo più permetterci. I concorrenti non stanno lì a guardare e le speranze dei giovani non aspettano», aggiunge Marcegaglia. Dall'assemblea annuale di Confindustria la presidente poi avverte: «In un momento così noi saremo pronti a a batterci per l'Italia, anche fuori dalle nostre imprese, con tutta la nostra energia, con tutta la nostra passione, con tutto il nostro coraggio». E infine aggiunge: «Lo Stato? Fa troppo».

Queste le dichiarazioni di Emma Marcegaglia. In sintesi, accusa i politici, il governo, la maggioranza, Berlusconi&Tremonti che non hanno fatto quasi nulla e quel poco è stato fatto pure male.


Queste cose alcuni le dicono da anni, che faceva nel mentre la Marcegaglia? Era in coma? No perchè lei è un po' di tempo che è leader di Confindustria ed è la stessa che, ad esempio, voleva Tremonti come premier (gennaio 2011) (e più statalista di lui...), nel mentre però riteneva insufficiente l'operato del governo negli ultimi 6 mesi (e non negli ultimi 10 anni ..) e dichiarava la fiducia nel governo (agosto 2010).


Il paese va male da molto tempo e finalmente anche lei ha avuto il coraggio di ammettere ciò, risvegliandosi dal coma.
Non è che pure lei si sta approfittando del cavalier ferito?

giovedì 26 maggio 2011

La confusione degli italiani sul libero mercato

Che gli italiani siano un popolo un po' strano e confuso (per non dire stupido) all'estero è abbastanza palese soprattutto negli ultimi anni grazie anche alle performances del nostro Presidente del Consiglio.

Questi sono i dati sull'opinione pubblica riguardo il libero mercato:



Il 21-22% crede fermamente nel libero mercato, mentre il 62% ha una credenza buona (non saprei cme tradurre somewhat).


Mi piacerebbe capire, premesso che gli italiani sappiano cosa sia e cosa si intenda per libero mercato, il perchè votino Berlusconi da 10 anni oramai, abbiano fiducia nel ministro Tremonti oppure, ad esempio, perchè i milanesi abbiano votato la Moratti o peggio ancora Pisapia.

Se qualcuno mi sa rispondere...


martedì 24 maggio 2011

Diffidate da chi attacca il cavalier ferito



Berlusconi sta vivendo la crisi più grave da quando è entrato in politica, questo oramai è innegabile. Anche Bossi si è accorto di ciò, difatti batte cassa con le richieste (ministeri a Roma ad esempio), mentre altri abbandonano la nave che affonda come la Biancofiore (ve la ricorderete per le dichiarazioni dopo la morte di Bin Laden).

All'esterno della maggioranza, sembra che tutti si stiano risvegliando da un coma lungo anni: il PD torna all'attacco rinvigorito dalla inaspettata vittoria alle amministrative; FLI, UDC e company, nonostante la batosta presa, sono ottimisti; Di Pietro penso sia l'uomo più felice sulla terra in questo momento.

Accanto a questi, vi sono però altre cariche che stanno esprimendo il proprio parere:

Silvio Berlusconi è sempre più solo. E chi, fino a ieri, teneva un basso profilo, ora esce allo scoperto e tira bordate al Cavaliere. E così la giornata di oggi manda in archivio tre sberle non indifferenti. Nel pomeriggio inizia il presidente della Cei il cardinal Angelo Bagnasco che definisce “inguardabile” la politica di oggi, ridotta “a recita scontata e noiosa”. Bagnasco non lo dice, ma appare evidente il riferimento ai toni barricaderi che tra Napoli e Milano tengono in scacco i ballottaggi di questo fine settimana. Parole anticipate da quelle di Giorgio Napolitano che in mattinata rileva un grado troppo alto di “partigianeria” nel dibattito. La cronaca è stringente. E così poche ore dopo, tocca all’ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo gettare benzina sul fuoco delle critiche. “Il centrodestra ha scelto la strada di una guerra civile a bassa intensità”. Parole che inquietano e che riportano agli anni della Strategia della tensione. Non è finita. Perché in serata arriva il carico da novanta dell’Agcom che per il comizio elettorale a reti unificate del premier sanziona con 100mila euro ciascuno Tg2, Tg5 e Studio Aperto. La multa sale a 258mila euro per il Tg1 di Augusto Minzolini e il Tg4 di Emilio Fede, perché giudicati ”recidivi”.


Bagnasco, Napolitano, Montezemolo e Agcom, tutti che attaccano Berlusconi.
Sia ben chiaro, le cose che affermano sono sacrosante (visto il soggetto), però quello che mi chiedo è: Perchè ci han messo così tanto ad uscire allo scoperto? Queste (e molte altre a dire la verità) sono realtà che io e tantissimi altri come me (e anche prima) andavano denunciando, quando però Berlusconi era il cavaliere forte, quasi un Black Knight invincibile.

E' facile parlare ora, tutti sono capaci di attaccare il cavalier ferito.



lunedì 23 maggio 2011

Il trucchetto contabile di Tremonti per contenere Spesa Pubblica e Deficit



Tremoni e PDL sbandierano su e giù per l'Italia e in qualsiasi trasmissione televisiva l'obiettivo centrato di stabilizzazione dei conti pubblici. Se da un lato è vero questo, dall'altro bisogna vedere il perchè ciò è avvenuto.

Prima di tutto il sistema bancario italiano ha tenuto meglio degli altri, quindi sono venuti meno tutti quegli interventi che gli altri paesi (USA in primis) hanno dovuto fare per evitare il fallimento delle banche, trasformando il loro debito privato in debito pubblico. Fortunatamente noi non abbiamo avuto quest'obbligo, sennò a quest'ora la nostra situazione era tale e quale Grecia e Portogallo.

Seconda cosa. che purtroppo è passata inosservata e i politici di sinistra non citano quasi mai, è il trucchetto contabile che Tremonti ha utilizzato per ridurre la spesa pubblica e che utilizzerà fino al 2014.

Sia ben chiaro, è un trucchetto alla luce del sole lecito, legalissimo: è una scelta che è stata fatta. Trucchetto perchè è meno visibile delle altre e farà più danni.

La Spesa Pubblica è composta da varie voci tra cui una chiamata "Spese in Conto Capitale": sono le spese per gli investimenti a fini produttivistici, volte quindi a tratte un beneficio futuro (per capire meglio, è l'equivalente della spesa sotenuta da un'impresa in immobili o macchinari volti a produrre di più ad esempio).

Un esempio di spese in conto capitale lo potete trovare qui.

La riduzione di queste spese sarà molto elevata: si passerà da un 3.1% del PIL nel 2011 al 2.8% nel 2012 fino ad arrivare al 2.6% nel 2014.
A questo bisogna aggiungere poi il bassissimo investimento in R&S, sia dello Stato (0.6% del PIL, sia delle imprese (0.5%), il che comporta ad aumentare il divario fra noi e gli altri paesi europei e non.
Gli investimenti pubblici poi dal 2.1% nel 2010 all'1.6% nel 2014.
Per quanto riguarda gli anni passati, cito i dati(ISTAT) riassunti da MilanoFinanza:


Italia, spesa investimenti 2010 cala a 6,8% da 8,3%



La spesa in conto capitale è scesa nel 2010 al 6,8% della spesa totale dall'8,3% del 2009. Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 16,2%. Lo rende noto l'Istat diffondendo i saldi di finanza pubblica per l'anno appena trascorso. "In sensibile diminuzione risultano anche i contributi agli investimenti (-14,2%) e le altre uscite in conto capitale, il cui importo si è ridotto di oltre 2,6 miliardi per il venir meno del rimborso straordinario riconosciuto alle imprese nel 2009 a fronte dei maggiori versamenti Irpef e Ires da esse effettuati, per effetto della mancata deduzione del 10% dell'Irap, nei periodi di imposta precedenti al 2008", spiega Istat.

Capito il trucchetto? Questa è spesa pubblica "nascosta", che se tagliata non ha effetti immediati e quindi non fa perdere voti (purtroppo!).

Gli effetti però nel medio-lungo periodo saranno devastanti: già negli anni 90 si era ridotta questa spesa e i risultati li vediamo tutti i giorni. Riducendola di nuovo, avendo già servizi scadenti (pensiamo solo alle scuole), andremo solamente a peggiorare la situazione.

Confindustria stessa è preoccupata da questi tagli, come si legge nel paper "Progetti Italia 2015" nel quale auspica un ritorno al 2.5% del PIL della quota per gli investimenti pubblici (pag. 41).

Anche Draghi mostra preoccupazione, soprattutto in questo punto:

Scontiamo scelte operate nei decenni precedenti, che trovano la loro sintesi nell'alto debito pubblico con cui abbiamo affrontato la crisi. Nel volgere di tre anni il debito è salito ancora, di 15 punti percentuali del PIL, al 119 per cento, non lontano dai livelli dei primi anni Novanta. Ma allora il patrimonio pubblico era maggiore, la popolazione più giovane, vi era la prospettiva che il costo del debito si sarebbe ridotto.

Le spese da tagliare sono altre, gli sprechi sono molti (anche di capitale umano poco produttivo). Il problema è che quelli sono tagli troppo visibili e una maggioranza debole come questa non se li può permettere.
Chi ci perderà, come sempre, siamo e saremo noi.




Articoli che potrebbero interessarti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...