domenica 3 agosto 2014

I dazi di Grillo? Uccideranno consumatori e imprese italiane

In questa anomala estate, caratterizzata più da pioggia e fulmini che altro, mancava una tuonata anche del comico/portavoce/leader più famoso d'Italia.
Beppe Grillo torna a parlare di economia e di crisi, proponendo la soluzione per mettere fine allo spaventoso numero di fallimenti di imprese italiane:
"Sì ai dazi sociali, sì ai dazi per proteggere il made in Italy e l'economia italiana".
A parte il fatto che, per l'ennesima volta, smentisca se stesso (ma su questo ci siamo abituati), ma mi chiedo sempre di più chi sia il suo consulente economico. Come si fa ad uscirsene ancora con la storia dei dazi? Non bastava la Lega Nord a portare avanti questa pericolosa buffonata economica? Sì, pericolosa, perchè il danno per le imprese e i consumatori italiani potrebbe mettere davvero fine al Bel Paese.

Il motivo è semplice: mettere dazi a prodotti importati dall'estero dal punto di vista del consumatore italiano renderebbe meno conveniente il loro acquisto, escludendoli automaticamente dal mercato. Meno concorrenza, meno scelta (e minor efficienza del sistema, visto che andrebbero a proteggere aziende non competitive). Ciò comporta l'obbligo di acquistare prodotti italiani, che prima erano esclusi in quanto costavano troppo. Il loro prezzo però non è diminuito (anzi, avendo meno concorrenza alcune imprese potrebbero addirittura aumentarlo), ergo il consumatore si ritroverebbe a pagare prodotti simili a quelli che acquistava pin precedenza a prezzi più elevati. Capite voi stessi che se già in una situazione ordinaria ciò è scomodo (oltre che ingiusto), in una situazione di crisi come questa porterebbe un crollo dei consumi ancor maggiori, con conseguenti danni erariali ed alle imprese distributrici.

Le stesse imprese italiane però ne soffrirebbero. Sì perchè all'annuncio della messa in vigore di dazi per i prodotti esteri, gli altri Paesi risponderebbero tutti con dei dazi punitivi verso i prodotti italiani, distruggendo l'export di quel "Made in Italy" che si vorrebbe proteggere. Siete davvero sicuri di volere tutto questo?

Guardate che è la storia che si ripete: già durante la crisi del '29 gli USA ebbero la cattiva idea di aumentare a livelli record i dazi con lo Smoot-Hawley Tariff Act del giugno 1930. Quale fu la conseguenza? Semplice, gli altri paesi li aumentarono a loro volta. Quel provvedimento portò il declino del commercio internazionale a livelli mai visti prima:


"Le importazioni USA passarono da un picco di $1,334 milioni del 1929 a un misero $390 milioni nel 1932, nel mentre le esportazioni USA verso l'Europa passarono da $2,341 milioni nel 1929 a $784 milioni nel 1932. Globalmente, il commercio mondiale calò del 66% fra il 1929 e il 1934. Più in generale, lo Smoot-Hawley non fece nulla per favorire la fiducia e la cooperazione fra le nazioni sia dal punto di vista economico, sia politico durante un'epoca pericolosa nelle relazioni internazionali."


Per concludere, citando l'economista Charles Poor Kindleberger: 

“Il mantenimento di un mercato per le merci in difficoltà può essere visto come una forma diversa di finanziamento. Il libero commercio ha due dimensioni: adattare le risorse interne alle variazioni delle capacità produttive estere; mantenere aperto il mercato di importazione in periodi di tensione. L’introduzione di dazi a protezione dell’agricoltura americana adottata dal governo repubblicano – in contrasto con quanto auspicato dalla Conferenza economica mondiale del 1927 – diede luogo ad una corsa internazionale alle ritorsioni che si rivelò dannosa per tutti. La formula della tregua doganale e della stabilizzazione promossa dalla Conferenza del 1933, non essendosi svolta in presenza di un paese che si assumesse il peso di fornire un mercato per i prodotti in declino e crediti a lungo termine, assicurò il progredire della deflazione” (Moneta e Credito, vol. 63 n. 252 (2010), pag. 332).



Data l'evidenza dei fatti, chiedo a Grillo e grillini: siete davvero sicuri di volere ciò per l'Italia?


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5 commenti:

Anonimo ha detto...

A me viene in mente anche la guerra doganale con la Francia del 1888.
Si pensava che non potessero fare a meno dei nostri prodotti e invece ci sono riusciti benissimo e a scapito dell'Italia.
Come si può proteggere il made in Italy se i prodotti non sono concorrenziali?

Mikhail Lanart-Hastur ha detto...

Insomma è il pregiudicato di Genova, l'evasore fiscale dichiarato, l'idiota che crede alle palle di plastica che (NON) lavano, ai cellulari che (NON) cuociono le uova, il DECEREBRATO che è contro i vaccini, che dice che l'AIDS non esiste...
insomma una merda umana (senza offesa per la merda) come si può pretendere che capisca qualcosa?

Anonimo ha detto...

Vogliamo parlare della merce cinese che invade i mercati aggirando le norme sulla qualità e la sicurezza? Forse, prima di scrivere, sarebbe meglio ragionare a 360 gradi.

Alessandro ha detto...

Non è che con l'aumento dei dazi aumenti la sicurezza dei prodotti, basta punire l'importatori che importano prodotti non conformi alla direttiva CEE.

Anonimo ha detto...

Bell'articolo, quando a scuola hanno spiegato economia voi eravate assenti, vero? Allora adesso ve la spiego io, come fai a confrontare un prodotto fatto in Italia da operai che costano 200 euro al giorno con un prodotto fatto in cina dove un operaio costa 30 euro al mese? E quando un operaio non lavora e non ha stipendio, cosa pensi che faccia? compra prodotti cinesi avvitando sempre di più la spirale del collasso per l'Italia, non prendete in giro la gente, per accusare grillo cercate di difendere anche l'indifendibile! siete dei mercenari che non ve ne frega un cavolo del paese in cui vivete, basta che il PD vi dia la pagnota e state contenti.

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