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domenica 17 dicembre 2017

Il sorpasso portoghese

Notizia degli ultimi giorni è stato il (momentaneo) sorpasso del rendimento dei BTP italiani rispetto a quelli portoghesi (o, se volete vederla al contrario, i titoli portoghesi hanno avuto un tasso di interesse minore rispetto ai nostri). Sebbene ora la situazione sia tornata come in passato (titoli ita rendono meno dei por), una cosa è sicura: da inizio anno, i rendimenti dei titoli di stato di Lisbona hanno avuto un calo molto deciso e costante, portandoli a livello di quelli italiani. Tanto per, ad inizio anno pagavano praticamente il doppio dei nostri.
Cosa comporta ciò? Semplice. L'Italia non si dovrà più confrontare con la Spagna (i cui titoli di stato rendono oramai costantemente 50-60 punti meno dei nostri). ma con il Portogallo. Una notizia non molto allegra per noi.
Motivi? Sostanzialmente 3:
1) Campagna elettorale ed elezioni italiane che, de facto, durano da 1 anno e mezzo (inizio campagna elettorale per il referendum) e che ultimamente hanno raggiunto livelli di populismo imbarazzante. Tra l'altro, molto probabilmente manco avremo un Governo, grazie ad una legge elettorale discutibile
2) Crescita del Portogallo è stata maggiore rispetto a quella italiana negli ultimi anni (te credo, noi siamo il fanalino di coda dell'Europa, Grecia a parte...per ora)
3) Prospettive di crescita e di bilancio portoghesi molto migliori rispetto a quelle italiane ("Il Paese ha un rilevante surplus di bilancio primario che riteniamo sia strutturale e possa essere mantenuto anche negli anni a venire, mentre il rapporto debito Pil, in calo al 127% nel 2017, dovrebbe scendere ancora di 7 punti nel giro di un paio di anni" e "Riteniamo che l’espansione ciclica possa mantenersi robusta e prevediamo una crescita del PIL attorno al 2% nei prossimi due anni, in linea con la media dell’Eurozona".
Quindi, ricapitolando:
A) La Spagna viaggia costantemente a velocità praticamente doppia/tripla rispetto la nostra, quindi non è più un nostro competitor
B) Il Portogallo ha recuperato il terreno per quanto riguarda la fiducia dei mercati. Il suo PIL cresce più del nostro (a media UE) e ha prospettive di bilancio e rapporto debito/PIL molto migliori delle nostre
C) L'Italia, andando avanti così, rimarrà il fanalino di coda europeo assieme alla Grecia, la quale però ha iniziato il suo percorso di recupero
Considerando le proiezioni su quello che potrebbe accadere a marzo, la situazione non può che peggiorare. E già ora è non è per nulla buona.

giovedì 3 luglio 2014

Il CALO dello SPREAD è merito di RENZI?

Articolo scritto e pubblicato originariamente su MySolutionPost il 12 maggio 2014


Chi di voi si ricorda lo spread? Il termine più famoso della crisi che stiamo vivendo da oramai 6 anni a questa parte.
Ultimamente è un po’ passato di moda, forse perché siamo distratti da altre vicende (politiche) o forse solo a causa della sua stabilità a livelli più accettabili rispetto a 2 anni fa (fortunatamente), fatto sta che è sempre più raro vedere commenti sull’andamento dei tassi di interesse dei titoli a 10 anni dei Paesi mediterranei rispetto al Bund tedesco. Sono dunque i titoloni quasi quotidiani sui maggiori giornali italiani in cui venivano mostrate anche le più piccole variazioni della differenza di rendimento Btp-Bund, sia sotto forma di allarme quando cresceva, sia di contenuta gioia quando diminuiva.
A inizio aprile però il neo premier Matteo Renzi ha tirato fuori l’argomento, annunciando che lo spread “non è mai stato così basso dal 2011”. Effettivamente è vero, perché un livello a 160-170 punti era tanto tempo che non si vedeva da queste parti. Molti giornali parlavano (e tutt’ora continuano) di “Effetto Renzi”, in quanto dalla sua nomina sembra ci sia stato un cambio di marcia positivo del temutissimo spread. Ottima cosa quindi, però da qui a dare i meriti a Renzi come tanti stanno facendo ce ne passa.
Analizziamo il grafico Btp-Bund da un anno a questa parte (da il Sole 24 Ore):

 Poletti _01_120514

Come è facile notare, dal picco di fine giugno in poi la discesa è sempre stata più o meno costante, fino ad arrivare al minimo del 6 maggio. Sicuramente è una buonissima cosa che farà risparmiare soldi in interessi nei prossimi anni. Però, vediamo subito che dal 22 febbraio (data insediamento dell’attuale premier) a oggi siamo passati da 194 punti a 154. Nello stesso arco temporale (fine novembre-inizio dicembre) siamo passati da valori fra 230 e 240 punti ad appunto 194, quindi il calo è stato pressappoco identico. Renzi non ha compiuto alcun miracolo da questo punto di vista. Lo spread scendeva prima, ha continuato a scendere anche dopo allo stesso ritmo.
Confrontandolo poi con un Paese membro dei “Pigs”, la Spagna, si nota come anch’esso abbia seguito un trend identico a quello italiano:

 Poletti _02_120514

Prendendo il Portogallo (altro Paese membro dei “Pigs”), il calo dello spread è ancora migliore rispetto a quello di Italia e Spagna: un trend sempre a ribasso, ma più deciso (partiva anche da una condizione peggiore, sia chiaro):

 Poletti _03_120514

I dati parlano chiaro: lo spread italiano stava calando già per conto suo. Dopo l’arrivo di Renzi ha continuato la sua discesa in maniera costante, senza alcun miglioramento particolare del trend. Stessa cosa vale per i due Paesi del sud Europa più simili all’Italia (anzi, uno ha fatto meglio, il Portogallo).
Renzi ha quindi il merito di non aver alterato il trend positivo presente in tutti i Paesi del Sud Europa. Sempre che si possa chiamare merito…

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giovedì 10 ottobre 2013

La folle condizione sullo spread presente nella manovra correttiva varata dal governo Letta

Saccomanni ha presentato la "manovrina" correttiva pari a 1.6mld per rientrare nel famoso 3% di deficit che l'Italia ha sfiorato.

Erano trapelate notizie nei giorni scorsi anche su un eventuale aumento da subito di 6.5cent sui carburanti (ovvero, nuove accise). Fortunatamente sono state smentite/corrette e a quanto pare l'aumento non ci sarà (che mi leggano?), ma fra le tante assurdità, come vendere patrimonio pubblico non per abbassare lo stock di debito ma per coprire una "perdita temporanea" (che fra l'altro a quanto mi dicono potrebbe essere bocciata), una in particolare mi ha colpito perchè sembra davvero scritta da persone che di economa non capiscono nulla.

Nota di Aggiornamento del DEF del Governo Letta, sulla nota 3 a pagina 2 della tabella I.1 (pagina 10 del documento)


Cito testualmente:
“l’attuale scenario ipotizza una graduale chiusura degli spread di rendimento a dieci anni dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi a 200 punti base nel 2014, 150 nel 2015 e 100 nel 2016 e 2017.”
Chiunque abbia un minimo di nozioni di economia (e di buon senso) saprebbe il perchè questa condizione sia una stupidata. Per i nostri politici, dato che a quanto pare non ne sono in possesso, la spiegherò.

Lo spread come si intende qui misura la forbice fra il tasso di interesse dei nostri titoli di debito pubblico e quelli tedeschi (BTP-BUND decennali in questo caso). Ciò vuol dire che la suddetta forbice si restringe quando o il rendimento del BTP diminuisce oppure quando quello del BUND aumenta. Ed è qui che casca l'asino: se il BUND aumentasse il suo rendimento (tasso) e i nostri BTP rimanessero stabili (o aumentassero in misura minore), lo spread diminuirebbe, ma il tasso di interesse dei BTP rimarrebbe uguale! In pratica, il risparmio ipotizzato non ci sarebbe! Capite?

Se già è una follia a mio modo di vedere legare un piano di finanza pubblica all'ipotesi di un calo dei tassi di interesse (esso dovrebbe essere preso come un eventuale risparmio extra), legarlo allo spread va estremamente oltre.

Se vi chiedete il perchè l'Italia sia entrata in una crisi più profonda che da altre parti e faccia una tremenda fatica ad uscirne, la risposta è anche in queste piccole cose. Siamo governati da incapaci.

@Rebel Ekonomist

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martedì 10 settembre 2013

Spread: I Bonos superano i BTP. E la colpa è della classe politica tutta...

Era nell'aria già da settimana scorsa, quando i due titoli di stato erano vicinissimi. Oggi l'evento si è verificato: lo spread fra Bonos spagnoli e BTP italiani prima si è annullato e poi è iniziato a crescere (poco) a favore dei primi.

I mercati, ad oggi, hanno più fiducia nella Spagna rispetto all'Italia. Questo è un fatto che tutti dovrebbero tenere in considerazione.

Alle 10:48 di oggi (10/09/2013) era di circa 2 punti, quindi molto poco, però il messaggio è chiaro: nonostante la più alta disoccupazione e la crisi più gravosa del mercato immobiliare e bancaria spagnola, le riforme, seppur dolorose, di spesa pubblica e lavoro attuate da Rajoy stanno dando i loro frutti rispetto al quasi immobilismo italiano. A tutto ciò dobbiamo aggiungere una stabilità del governo spagnolo che in Italia non abbiamo e soprattutto non avremo in caso di nuove elezioni, visto che la legge elettorale non è ancora stata cambiata (e molto probabilmente non verrà cambiata).

Non dite che non eravate stati avvisati su queste pagine: il tempo perso a far finta di eliminare tasse come l'IMU (la meno inutile fra tutte) e l'immobilismo misto a ricatti causati dalla richiesta di salvataggio di un leader di partito condannato come Silvio Berlusconi è ovvio che avrebbero penalizzato l'Italia.
Dissi anche che un governo PD-M5S che attuasse quelle 4-5 riforme ovvie sarebbe stato migliore rispetto a questo, ma per colpa sia dell'uno che dell'altro non è avvenuto.

Per questi motivi ritengo che la colpa sia della classe politica tutta. Come sempre del resto negli ultimi 25-30 anni...

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venerdì 10 maggio 2013

Abenomics e gli effetti all'estero che vanno tutto a nostro vantaggio

Una delle tematiche economiche mondiali principali sono le politiche monetarie e fiscali molto aggressive e non convenzionali (tanto da rinominarle con il termine "Abenomics") del premier Giapponese Shinzo Abe assieme a Haruhiko Kuroda (BoJ) annunciate a fine 2012 e che oggi stanno mostrando i primi effetti reali. Ovviamente è ancora presto per dire se funzioneranno o meno, però possiamo commentare ciò che ad oggi sta succedendo sul mercato, specialmente se riguarda anche l'Europa e in particolare il nostro piccolo grande "Bel Paese".

Sì perchè nonostante un inizio un po' "confuso" in cui gli investitori giapponesi si sono comportati in maniera opposta a quella che tutti si aspettavano, essendo stati venditori netti di obbligazioni estere per sei settimane consecutive, probabilmente perchè hanno visto una possibile via di facile profitto nel brevissimo termine visto l'indebolimento dello Yen.
La situazione ora sta tornando a quella normalità prevista, ovvero i giapponesi stanno iniziando ad investire in titoli diversi da quelli di Stato giapponesi per ripararsi dal deprezzamento dello Yen dovuto alle politiche monetarie espansive volute da Abe visibilissimo dal grafico (cambio Euro/Yen):


da: Il sole 24 ore

L'Euro si sta apprezzando verso lo Yen costantemente dal dicembre 2012 e presumibilmente continuerà a farlo nei mesi successivi (la stessa cosa vale per il cambio USD/Yen). Ciò, unito ai rendimenti ahimè alti del debito pubblico italiano spingerà gli investitori giapponesi ad investire nei nostri titoli di stato, abbassando così lo spread (per nostra gioia).

In parte ciò è gia avvenuto ad Aprile. Speriamo solo che i risparmi derivanti dal calo del costo del debito (interessi) vengano usati in maniera intelligente dal Governo Letta e non come in passato fece Berlusconi.  

Sugli effetti dell'Abenomics in Giappone invece aspetterei ancora un po' di tempo per un giudizio perchè...come dire...secondo me il breve termine spesse volte è ingannevole.

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giovedì 3 gennaio 2013

Lo spread cala grazie ad un Mario. Che non è Monti

Spread ai minimi da agosto 2011, nonostante l'incertezza politica italiana e le non buone prospettive economiche che ci attendono. Il motivo? Le azioni di un Mario.

Oggi 3 gennaio 2013 è una data molto importante per la finanza e il paese: lo spread, il differenziale fra BTP e BUND è sceso sotto il muro dei 280 punti, fermandosi a 276 a fine seduta.
Un risultato molto positivo, vista la situazione di qualche mese fa, anche se è bene ricordare che la strada da fare è ancora molta. Siamo a metà percorso e l'emorragia è stata fermata. Ora è tempo però di riformare per ricominciare a crescere.

Non voglio parlare di questo però, piuttosto di chi si debba dare merito per questo ottimo risultato. Il merito è di un Mario, la domanda è quale: Draghi o Monti?

Analizziamo il grafico dello Spread a 1 anno:



Come si può notare, vi sono due massimi rilevanti (uno assoluto ad inizio 2012 e uno relativo a circa agosto a cui segue una discesa decisa per il primo e più leggera per il secondo, che subisce un'accellerazione intorno al mese di settembre.

Durante la prima discesa si è avuta la famosa iniezione di liquidità da parte della BCE (i famosi 530 miliardi dati alle banche) di fine febbraio-inizio marzo 2012.

La seconda (fne luglio, inizio agosto) avviene dopo la frase di uno dei due Mario "Faremo tutto il possibile per salvare l'Euro".

La terza avviene ad inizio settembre (il 6 precisamente), dopo l'annuncio dell' "acquisto illimitato di bond"  dello stesso Mario.

E' chiaro di che il Mario responsabile dell'abbattimento dello spread è Draghi, presidente della BCE. Basta dare un'occhiata allo spread fra i Bonos e i Bund per notare bene o male il medesimo andamento.

Monti non ha quindi meriti? Sbagliato. Parte del merito è anche suo, visto che ridando credibilità all'Italia ha evitato il baratro e facilitato gli aiuti stessi che Draghi ha messo in atto. Ma il grande merito va a Draghi che con il suo intervento ha evitato il tracollo dell'Unione Europea, quindi dell'Italia stessa.

Diamo a Mario quel che è di Mario. Draghi s'intende.

mercoledì 12 dicembre 2012

La verità sul complotto tedesco e i deliri del duo Berlusconi-Brunetta

Cerchiamo di chiarire come stanno le cose dopo le dichiarazioni a dir poco deliranti di Brunetta e Berlusconi su un presunto complotto della Germania contro l'ex Premier e l'Italia

I tedeschi stanno complottando contro Berlusconi, l'Italia e gli italiani? Questo è ciò che il mancato premio nobel per l'economia Renato Brunetta e colui che avrebbe dovuto sconfiggere il cancro (sì cari miei, io mi ricordo tutto), Silvio Berlusconi, vanno sostenendo in questi giorni.

Precisamente, Brunetta se ne è uscito in un'intervista al Corriere della Sera dicendo che:
"Silvio Berlusconi ha definito lo spread "un grande imbroglio, proprio il titolo del mio libro. Ci parliamo quasi tutti i giorni e l'ho convinto. Del resto due premi Nobel gli hanno detto lo stesso. Tutto comincia per causa della Deutsche Bank che, oppressa da titoli tossici, ha venduto otto miliardi di debito pubblico italiano"

Bisognerebbe spiegare all'ex ministro, come fa il buon Seminerio su Phastidio, che "la banca tedesca non aveva materialmente venduto quei titoli di stato italiani ma aveva comprato protezione tramite credit default swap, per evitare di rompere i prezzi al ribasso, visto che il mercato era diventato fortemente illiquido, come tipicamente accade quando la fiducia evapora [...] le cose sono andate in modo molto più lineare: dopo le ripetute e sconsiderate prese di posizione di governo e politici tedeschi circa la possibilità che “qualcuno” potesse uscire dall’euro (brusio divenuto frastuono già nell’ultimo trimestre del 2010), i mercati hanno immediatamente riprezzato questo rischio, innalzando gli spread. Le banche come DB non hanno fatto altro che prendere atto di questa realtà, alleggerendo il rischio. Continuare ad affermare che l’azione della banca di Francoforte sarebbe stata il “motore primo” della crisi è semplicemente ridicolo, per non dire altro."

Berlusconi invece, dopo aver dato la colpa ai comunisti e all'Euro,se la prende con la Germania con “Lo spread? Imbroglio tedesco”, in cui accusa i tedeschi di aver agito contro di lui e contro gli interessi dell'Italia.

La realtà anche qui è un'altra, difatti dal secondo trimestre del 2012 in poi, la Deutsche Bank ha prima comprato (+29%) e poi mantenuto (quindi non ha venduto) la quota di BTP. Quest'anno i tedeschi hanno quindi contribuito sul mercato a far diminuire lo spread, altro che complotto contro il nostro paese!

Da quando è tornato in campo, Berlusconi ha sparato una serie di dichiarazioni fasulle, imbarazzanti e pericolose degne della sua pessima fama in Europa.

Il problema però non è tanto lui (l'età si vede che inizia a farsi sentire), quanto chi tutt'ora continua a credere alle sciocchezze che l'anziano va dicendo.

lunedì 10 dicembre 2012

Chi vota Berlusconi ci alza le tasse. Digli di smettere!!

I mercati danno il bentornato a Silvio l'irresponsabile! Ma cosa comporterà in concreto il suo ritorno? Semplice, più tasse! Ecco il perchè.
 
Come previsto in queste pagine, oggi (lunedì 10 dicembre 2012 ndr) i mercati hanno dato il bentornato a Silvio Berlusconi facendo impennare ancora di più lo spread di quanto non sia cresciuto già venerdì scorso. Un lunedì nero sia per la borsa che appunto per il differenziale fra i BTP italiani e i BUND tedeschi, schizzato a ben 352 punti base (con picco a 360), il che si traduce con un + 52 punti dai 300 raggiunti pre-annuncio ritorno di Berlusconi.

Cosa vuol dire tutto ciò? Semplice, il tasso di interesse sul debito è cresciuto dello 0.52% del totale del debito pubblico italiano, pari a poco meno di 2 mila miliardi di euro (siamo a circa 1993 miliardi ora).

Quanto ci è costato il ritorno in campo di Berlusconi in questi due giorni? Se le cose rimanessero così il calcolo è facile: 2 mila miliardi x 0.52% = 10.4 miliardi di euro.

Questo extra costo è vale circa la metà dell'incasso....DELL'IMU!!!  Proprio quell'IMU che Berlusconi ha proposto di togliere durante il suo annuncio di ridiscesa in campo! Se lo spread dovesse quindi salire, il rischio è che nel lungo periodo si mangi gli incassi proprio dell'Imu.

La verità è che, essendo questa una maggiore spesa che lo Stato dovrà sborsare (e potrebbe aumentare di molto purtroppo), il ritorno di Berlusconi, de facto, alzerà le tasse (visto che di tagliare la spesa pubblica non se ne parla). Se poi, malauguratamente, dovesse vincere le elezioni, lo spread aumenterà ancora di più, il debito costerà di più e di nuovo, le tasse aumenteranno!

La morale di tutto ciò quindi è una: chi vota Berlusconi alza le tasse a noi cittadini. Digli di smettere, per il bene di tutti!

PS: precisazione. Il maggior esborso non si ha dall'oggi al domani sia chiaro! Per maggior info si veda qui.

domenica 9 dicembre 2012

Berlusconi l'irresponsabile (di quanto salirà lo spread domani?)

Berlusconi miete già vittime. La prima è il Premier tecnico Mario Monti che ha annunciato ieri a Napolitano le dimissioni appena dopo l'approvazione del decreto sviluppo. Silvio l'irresponsabile è tornato.

Lo avevo detto molto tempo fa. L'ho ripetuto appena dopo la vittoria di Bersani alle Primarie. Berlusconi sarebbe tornato e lo ha fatto con il botto: Mario Monti, capo del governo tecnico che subentrò poco più di un anno fa proprio a Berlusconi, ha annunciato a Napolitano le proprie dimissioni dopo il sì alla legge di stabilità.

Questo è un chiaro segnale, visto il comportamento di Alfano e del PDL in Parlamento (leggasi: staccare la spina a Monti), che di Primarie proprio non se ne parla: Silvio era, è e sarà il leader capo candidato Premier del centrodestra.

Berlusconi è tornato per senso di responsabilità, almeno così dice. Di responsabile però c'è poco o nulla.
Staccare la spina tre mesi prima al Governo che, in modo criticabile o meno, ha evitato il default del nostro paese, ridato credibilità alla nostra economia e tracciato un percorso di uscita da questo periodo buio, tutto con l'appoggio di Mario Draghi e la fiducia di governanti esteri e mercati, è follia pura.

Considerando che è proprio l'ex Premier uno dei maggiori responsabili (per non dire il maggior responsabile) della crisi in atto oggi in Italia, un gesto simile viene letto come un ritorno alle politiche senza senso dal punto di vista economico (e sociale) caratteristiche proprio dei governi precedenti (in particolare dei suoi).

Analizzando gli avvenimenti degli ultimi giorni, si capisce ciò che di sicuro Berlusconi e il PDL hano in mente di fare: rivedere (vedi stoppare) i tagli dei costi della politica, rivedere (again, stoppare) il taglio delle province, togliere l'IMU.

Economicamente è l'esempio della follia non sense che dicevo prima: stoppare due tagli alla spesa pubblica e togliere una tassa del valore di oltre 10 miliardi di euro. Uguali uscite e meno entrate (senza poter fare deficit), roba che non bisogna aver studiato analisi di bilancio per capire quanto sia assurda.

Silvio l'irresponsabile è tornato. La domanda ora è: come la prenderanno i mercati? Di quanto salirà lo spread domani?
Un suggerimento: male, molto male (come hanno già fatto). E fanno benissimo!


giovedì 6 dicembre 2012

L'annuncio del ritorno di Berlusconi fa già danni

Per quelli che lo rivogliono ardentemente.


Oggi 6 dicembre 2012, a seguito dell'annuncio del ritorno in campo di Silvio Berlusconi e alla possibile sfiducia al governo Monti prima delle elezioni 2013, lo Spread BTP-BUND decennali è cresciuto del 5.18% (fonte grafico).

Welcome Back Silvio!




"E' sfiducia verso l'Italia mentre i mercati danno un segnale inequivocabile: senza Mario Monti sul Paese torna la bufera finanziaria. Così operatori di borsa e analisti leggono la reazione di titoli di stato e borsa al voto del Senato al Dl Sviluppo senza il sì del Pdl. "Lo spread risale, Piazza Affari è l'unica borsa negativa. E' evidente che, da qui alle elezioni, ci aspetta un periodo di incertezza politica col timore che Monti lasci l'incarico a capo del governo", osserva un gestore, che ha seguito in diretta la caduta di Btp e quotazioni azionarie in parallelo col montare della tensione in Parlamento. "Se dovesse essere questa la strada e Monti salisse davvero al Quirinale vedremo una forte pressione dei mercati, come quella alla quale assistiamo oggi, per riproporre il professore in un ruolo centrale sulla scena politica. I mercati il voto al governo lo stanno già dando". Un operatore sottolinea peraltro che "piuttosto che questa incertezza, allora sono meglio le elezioni anticipate, almeno capiamo qual è il futuro di questo Paese". "L'incubo di un'incertezza politica si è immediatamente riflessa sull'indice italiano che ha azzerato i guadagni invertendo la rotta", sintetizza Vincenzo Longo, market strategist di Ig Markets, riferendosi al fatto che non c'é più maggioranza col rischio che Monti debba salire al Colle. "Il mercato non ha apprezzato la notizia e sta reagendo molto male considerando il rally sulle altre borse. Il sentiment su tutte le altre piazze europee infatti rimane decisamente positivo", sottolinea. Francoforte è vicino ai massimi di maggio mentre il listino italiano è l'unico in rosso e ha trascinato con sé solo Madrid, altro paese a rischio dell'area euro" (Fonte)



mercoledì 11 luglio 2012

Berlusconi si ricandida..Poi vi stupite dello spread?

Berlusconi, dove aver visto i sondaggi, conferma la sua ricandidatura. Sotto la minaccia di una sua vittoria, vi stupite se lo spread è così alto?


Mario Monti, dati alla mano, non sta facendo ciò che molti (tra cui il sottoscritto) si aspettavano facesse: nuove tasse, pochissime liberalizzazioni (se così si possono chiamare), una riforma del lavoro che lascia molte perplessità e i pochi tagli alla spesa (fatti male in certi casi) di certo non fanno bene al paese e i mercati lo sanno molto bene.

Monti ha dunque le sue colpe, ma  mio modo di vedere i mercati non stanno "bocciando" l'Italia solamente per questo. C'è un'altra paura in loro (e, lo confesso, in me): chi sarà il vincitore delle elezioni del 2013?

La classe politica italiana, lo ha dimostrato a più riprese, è di bassa qualità e ciò che più preoccupa è il fatto che i futuri leader di partiti possibili candidati premier saranno sempre gli stessi del passato: Bersani, Casini, Vendola, Fini, Maroni. Tutta gente nota.
L'ultimo della lista è il più noto di tutti all'estero: Silvio Berlusconi. Immagino la reazione dei vari Financial Times, The Economist, Wall Street Journal, Time oltre che dei vari operatori finanziari, governanti-politici esteri, cittadini stranieri che ancora non si spiegano il motivo di un tale successo riscosso da un politico che ha contribuito in maniera sostanziale a portare il paese a due passi dal fallimento.

Vi invito a pensare: comprereste voi un titolo di stato italiano con questa prospettiva? Investireste in Italia? Mandereste il figlio laureato in ingegneria a lavorarci? Accettereste un eurobond per prestare i soldi ad un paese governato da quello finanziato anche con le vostre tasse?

Dopo aver risposto nella vostra mente, ora vi chiedo: vi stupite ancora dello spread?

PS: Voi mi direte che un volto nuovo ci sarà, il Movimento 5 Stelle. L'ho tralasciato perchè non si sa ancora chi sarà/saranno i candidati premier (perchè uno dovranno sceglierlo).

martedì 10 aprile 2012

Liquidità BCE, Spread e Moral Hazard


Era un po' che avevo in canna questo articolo, aspettavo giusto il momento per spararlo online. Quel momento è arrivato.
Chi di voi ha studiato economia all'università dal titolo dovrebbe capire il perchè io abbia aspettato questo momento e ogni altri parola sarebbe superflua. Siccome non tutti l'hanno studiata, andrò brevemente a spiegare la cosa.

Un mese fa ho scritto un articolo sul perchè le banche abbiano preferito, con l'iniezione di liquidità della BCE, comprare titoli di stato al posto di finanziare le imprese, mostrando anche gli effetti che questa operazione ha avuto sullo spread Italia-Germania (vedi grafico)
Oggi lo spread è tornato over 400 punti: de facto ci siamo mangiati gli ultimi 2-3 mesi di lavoro. Perchè tutto ciò? I mercati sono cattivi? NO! Le spiegazioni sono, a mio parere, due.


La prima, minore per quanto riguarda il nostro paese, è il peggiorare della situazione UE, Portogallo e Spagna in primis e credit crunch.
La seconda, quella più legata a noi e al nostro tasso di interesse, è ciò che è successo dopo l'iniezione di liquidità, ovvero l'azzardo morale (Moral Hazard). Se ci pensate, le "riforme" del governo Monti sono cambiate in peggio (leggasi "Lasciano tutto o quasi com'era") nei giorni successivi alla caduta dello spread. Il motivo è ovvio: la stretta dei mercati è finita, quindi possiamo ricominciare a fare i furbi fingendo di riformare. Liberalizzazioni fuffa, caste rimaste tali e quali, riforma del lavoro assolutamente deludente e zero tagli di spesa (escludendo la riforma delle pensioni).
A mettere benzina sul fuoco le banche che, cariche di titoli di stato, sono colate a picco (e anche qui, nell'articolo linkato sopra, avevo predetto questa possibilità/ovvietà!)
Monti ha fatto quello che prima di lui Berlusconi e Tremonti facevano! Anche questo tour mondiale di pubblicità, le dichiarazioni del tipo "Il peggio è passato" etc etc mi ricordano purtroppo il recente passato.

Per chi mi segue un po' su Facebook non sono nuove queste parole, come non è nuovo il fatto che ero da un lato contento ma dall'altro molto dubbioso nei confronti di un QE da parte della BCE (proprio per il moral hazard). I fatti purtroppo stanno dando ragione ai miei dubbi.

sabato 3 marzo 2012

Perchè le banche comprano titoli di stato al posto di finanziare le imprese?


Come tutti sapete, la BCE per voce di Draghi ha annunciato la concessione di 530 miliardi di euro alle banche europee con tasso dell'1% di cui un quarto indirizzati verso banche italiane.

La domanda piena di speranza che tutti si ponevano era se, ricevuti i soldi, le banche avessero aperto i rubinetti del credito ai privati e soprattutto alle imprese le quali mai più di adesso necessiterebbero di finanziamenti.

La risposta, purtroppo, sembra essere di nuovo negativa. Come riportato da Linkiesta, "Le banche italiane, con la liquidità prelevata dalla Bce, non finanzieranno le imprese, ma come ha detto il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, li utilizzeranno per lucrare dal riacquisto di titoli di Stato".
Leggendo più avanti, soltanto l'8% verrà utilizzato per le imprese.

Perchè le banche non vogliono finanziare le imprese? La risposta data è che "da qui al 2015 è necessario rifinanziare 732,5 miliardi di euro di debito pubblico, più 174,7 miliardi di interessi complessivi su un debito pubblico totale di 1.942 miliardi di euro. Di quei 700 miliardi, 271 devono essere rimborsati entro l’anno, e di questi una cinquantina entro fine mese". A questo si aggiunge il fattore rischio: finanziare le imprese è più rischioso che finanziare lo stato, nonostante i rendimenti sarebbero maggiori: un carry trade sui titoli a 10 anni farebbe guadagnare il 4% circa (mentre a scadenze più brevi, quelle più richieste dalle banche, l'1-2%), mentre sulle imprese dal 5% in su su base annua.

Il mio personale parere è che le cose non stiano del tutto così. Parlando dell'Italia, è doveroso ricordare che le banche sono de facto pubbliche, controllate dalle Fondazioni bancarie che a loro volta sono controllate dalla politica. Se avete studiato alle elementari la proprietà transitiva, capite subito a cosa voglio arrivare.


Se la politica controlla le banche, "obbligherà" queste a comprare debito pubblico e far sì che lo spread nell'immediato si contragga.
Guarda caso, questo è quello che è avvento. Basta prendere l'andamento dello spread BTP-BUND e noterete come dal 28 febbraio esso sia calato in modo vertiginoso (nota bene: il trend era negativo grazie anche all'operato di Monti, però da quella data ha decisamente accelerato la discesa).

Per quanto riguarda il rischio, è vero che prestare oggi soldi alle imprese è più rischioso che in passato ma, come dimostrano le ultime vicende, anche i titoli di stato non sono un investimento così sicuro come prima e nel caso di una nuova crisi le banche rischierebbero davvero di colare a picco. Se poi si vogliono investimenti in totale sicurezza (guadagnandoci anche con questi), si potrebbero acquistare titoli di altri paesi (Germania, Stati Uniti, Svezia etc).


Cosa ci guadagna la politica? Semplice. Credibilità agli occhi degli italiani e l'opportunità di "far finta" di governare come è stato in passato. Lo spread cala, la morsa dei mercati non è più stretta e loro possono ricominciare a spendere/non riformare per non scontentare nessuno o quantomeno i loro bacini elettorali. Qualcuno starà pensando alla "Moral Hazard": esatto proprio quella, ma nel caso ci ritorneremo.



PS: se qualcuno volesse approfondire, segnalo qualche link sull'argomento


mercoledì 1 febbraio 2012

Spread BTP-BUND sotto i 400





Per quelli che "Rivogliamo Berlusconi perchè era tutto più bello" e "Nooo il governo tecnico e le liberalizzazioni sono un male" oooh yeah..

ps: ok, sulla questione liberalizzazioni bisognerebbe discutere sul fatto che quelle proposte siano o meno vere liberalizzazioni, però sono sempre un passo avanti rispetto all'immobilismo vergognoso di prima

sabato 19 novembre 2011

Berlusconi: lo spread è comunista!


No tranquilli, non lo ha detto. Forse nemmeno lui arriverebbe a tanto, però l'ironia è dovuta, visto che tutto ciò che va contro di lui è comunista (comici, giornalisti, magistrati etc) quindi anche lo spread sotto sotto dovrà esserlo vero Silvio?


Questo è lo spread Italia-Germania (BTP-BUND) a 10 anni alla chiusura di questa settimana:


Come notere, dal picco dei 552 punti dello scorso 9 novembre dovute alle prima dichiarate e poi smentite dimissioni di Berlusconi siamo passati ai 465 circa di ieri sera alla chiusura. 100 punti circa di differenza, proprio quelli che erano stati stimati.

Certo, prima della discesa abbiamo avuto un rialzo il 15 novembre, che ho già spiegato qui.


Da notare poi lo Spread Spagna-Germania che nello stesso periodo è cresciuto portandosi al nostro livello (abbiamo quindi recuperato visto che avevamo superato e di molto la Spagna stessa nelle scorse settimane):


Vedremo nei prossimi giorni, ipotizzando che Monti riuscirà ad attuare le riforme che vorrà fare, come si comporterà lo Spread comunista....

martedì 15 novembre 2011

Il rialzo dello spread non è colpa di Monti ma di Berlusconi




Dopo un'apertura positiva, ieri lo Spread ha ricominciato a salire e all'apertura di oggi (ore 9:08) si attesta a 507 punti.

Leggendo vari commenti sul web ecco che moltissima gente (leggi berlusconiani, ma anche alcuni comunisti..pazzesco come in moltissime cose vadano d'accordo) alza la voce incolpando Monti e Napolitano di ciò.

La tesi è semplice: la colpa non era quindi di Berlusconi ma di altre persone (tesi classica): speculatori, banchieri, mercati in generale. Ora che si è dimesso non ci vuole un governo tecnico ma le elezioni così sarà il popolo a decidere.

Palle, signori sono palle, bugie raccontante da gente che oramai vive in un mondo tutto loro.

Chi è che in questi giorni (domenica e ieri) ha continuato a ripetere che voterà le proposte di Monti solo se saranno in linea con i loro dettami e solo se andranno bene a loro? Chi è che continua a ripetere di non voler lasciare per sempre la politica e, anzi, è pronto a ricandidarsi alle prossime elezioni? Sì proprio lui, Berlusconi (assieme ad Alfano e fedelissimi PDL)

I mercati, cari miei, non sono scemi e non si fanno prendere per i fondelli (a differenza di altri...). Già una volta avete tirato la corda (questa estate) e il risultato è stato il sorpasso deciso della Spagna e un spread a 552 punti nonostante gli ingenti acquisti della BCE.


L'ho detto ieri e lo ripeto: il virus Berlusconi è ancora più vivo che mai. Non ce ne siamo liberati e non ce ne libereremo fino alle elezioni (se mai ci arriveremo).

PS: vi copio un commento su FB di M. Boldrin che sintetizza il tutto (mi piace scoprire di non essere proprio il solo a pensare queste cose)

E rieccoli i liberalidelcazzo a gioire per lo spread che non si abbassa, prova che "non e' colpa di BS".
Quali provvedimenti sono in essere? Quelli di BS o quelli di mio nonno?
Chi ricatta Monti? GS o BS che mette condizioni ovunque, chiede il governo a termine, sguinzaglia la LN a compiere atti di terrorismo politico?
Chi sta cercando di ritornare al potere annunciando urbi ed orbi di volerlo fare? Romano Prodi o BS?
Ed allora, perche' mai i mercati dovrebbero pensare che BS sia fuori gioco e non, invece, che stia tramando per riprendersi il potere e fare ulteriori danni?
Si puo' essere piu' intellettualmente disonesti di cosi?
Si, basta aspettare. I liberalidelcazzo sanno sorprendere persino se stessi.




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