sabato 29 ottobre 2011

Quando i pizzaioli di Napoli sono geni del marketing





(Location: pizzeria Sorbillo, Napoli)

Berlusconi ora da la colpa all'Euro



Berlusconi non si smentisce mai. Dopo aver dato la colpa agli speculatori, all'opposizione, ai comunisti e ai magistrati ora ha trovato un nuovo responsabile per la situazione disastrosa in cui si trova l'Italia: la moneta unica.

Ecco il video:




Fanno ridere le sue dichiarazioni proprio sull'Euro rilasciate in pochissime ore (da Il Fatto Quotidiano):

L’Euro? “Una moneta strana che non ha convinto nessuno e che è di per sè molto attaccabile”. Parola di Silvio Berlusconi. Una parola che però viene subito ritrattata: ”Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L’Euro è la nostra moneta, la nostra bandiera”. E’ un presidente del Consiglio in stato confusionale quello che, a meno di un’ora dal discorso agli Stati generali del commercio estero questo pomeriggio, interviene per smentire se stesso: “E’ proprio per difendere l’euro dall’attacco speculativo che l’Italia sta facendo pesanti sacrifici”.

Signori del Fatto, non è in stato confusionale. Ha raccontato talmente tante palle, bugie che oramai non se le ricorda più bene e smentisce se stesso di continuo. Siccome non tutti siamo suoi elettori, noi con un po' più di materia grigia ce ne accorgiamo.


Sul discorso Euro poi, mente sapendo di mentire. Per chi vuole approfondire la questione ne ho parlato in "Non siamo vittime dell'Euro".
In due righe, l'Euro ha permesso all'Italia di risparmiare miliardi grazie al bassissimo spread con la Germania (quello che oggi ci sta uccidendo). A causa di Berlusconi però, non ne abbiamo approfittato per rimettere a posto i conti, diminuire la pressione fiscale e attuare quelle riforme che oggi ci chiede l'Europa.
Ridicole poi le parole sulla BCE, visto che proprio grazie a lei lo spread è diminuito nel mese di agosto ed è rimasto frenato in tutto settembre.

Signor Presidente, un colpevole di tutto questo c'è. Per trovarlo le do un indizio: vada in bagno e si guardi allo specchio.


venerdì 28 ottobre 2011

Banale riflessione sull'età pensionabile


Anno 2750. la popolazione nonostante alti e bassi ha migliorato notevolmente la propria condizione di vita. La speranza di vita si attesta intorno ai 150 anni nei paesi più ricchi.

Domanda: a che età secondo voi si andrà in pensione?

E' un ragionamento al limite però lo uso per far capire cosa sta dietro a tutta la discussione sull'allungamento dell'età pensionabile in corso.

Tenete conto che in 50 anni, dal 1960 al 2010, la speranza di vita per il cittadino italiano medio è aumentata di circa 12-13 anni, passando da 69.1 a 81.4 (dati Banca Mondiale)




E' normale che se si vive 12 anni in più, vi sia la necessità di lavorare anche di più. Non mi pare sia un concetto molto difficile, se consideriamo anche tutti i bonus e favori dati in questi 40 anni (vedi baby pensioni). Da aggiungere che la speranza di vita è in aumento costante, quindi quando toccherà agli attuali 30-40enni vivremo tutti più a lungo, con la differenza che il pozzo chiamato indebitamento da dove attingere i soldi è, rispetto agli anni del boom, vuoto.

mercoledì 26 ottobre 2011

Cari italiani, questa cosa si chiama "Declino"



Stamane Draghi ha parlato della condizione del nostro paese in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale del Risparmio (potete trovare il discorso completo qui).

In particolare cito subito una piccola parte che mi interessa quest'oggi (data anche la giornata):

La ricchezza accumulata riflette però i risparmi del passato; se non è alimentata da
nuovi flussi viene intaccata in tempi brevi. Non mancano rischi in tal senso. Dall’inizio dello scorso decennio la propensione al risparmio è scesa di circa 4 punti percentuali, attestandosi nel 2010 al 12 per cento del reddito, un valore di quasi 2 punti inferiore al dato dell’area dell’euro. La flessione è stata più accentuata nei nuclei appartenenti alle classi meno abbienti che, a fronte della stagnazione del reddito disponibile, hanno più difficoltà a comprimere i consumi di beni e servizi essenziali. Secondo l’ultimo sondaggio sugli Italiani e il Risparmio promosso dall’ACRI, solo il 13 per cento delle persone intervistate spera oggi di riuscire a risparmiare di più nel prossimo anno, il valore più basso mai registrato nella rilevazione.

In questo modo sfatiamo subito il mito molto ricorrente fra i nostri politici in cui noi siamo anche oggi un popolo di super risparmiatori.

I lettori di questo blog non saranno sorpresi visto che ne avevo già parlato a maggio. Tra l'altro, come giustamente fa notare Phastidio, se a questo uniamo anche la non crescita degli ultimi anni e quella appena positiva che ci attende arriviamo ad una conclusione che molti temono di pronunciare: siamo in DECLINO.


La realtà è che in pochi risparmiano (e, questo lo aggiungo io, credo che quei pochi siano le famiglie allargate, con figli lavoratori che vivono ancora con i genitori portando a casa uno stipendio in più) e in tanti stanno utilizzando i risparmi dei propri nonni-genitori a causa della disocuppazione e dei redditi pro capite in calo (-7% fra il 2008 e il 2011 secondo Confcommercio).

Se a tutto ciò aggiungiamo una crisi anche dei consumi e degli investimenti, notiamo come davvero la situazione del paese non sia affatto buona.



martedì 25 ottobre 2011

Tomassini (PDL), cavalli, redditometro e conflitti d'interessi



"La richiesta rivolta dall'ANMVI ai Ministri Giulio Tremonti, Giancarlo Galan ed al Sottosegretario Francesca Martini, di riconsiderare ai fini fiscali il possesso di un equide, paragonato ora nel "redditometro" ad un bene di lusso, è certamente condivisibile". Così il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini, in una nota indirizzata oggi all'ANMVI e alla SIVE.

"Il cavallo - scrive il Senatore- oggi è ormai a tutti gli effetti un animale da compagnia e come tale il suo possesso non può essere penalizzato considerandolo un indicatore di reddito che porterebbe la capacità contributiva del proprietario decisamente superiore a quella dichiarata. Pensare che oggi questo animale possa essere un bene di lusso significa essere fermi ad una visione superata senza rendersi conto dell'evoluzione che negli ultimi anni ha avuto il rapporto uomo-cavallo.

Fonte (e lo ha ribadito pure oggi)

Sin da piccolo il Senatore Tomassini ha nutrito una vera e propria passione per i cavalli e per il mondo equestre. Nel ’93, anche a seguito di qualche malaugurata caduta, aveva deciso di sospendere ogni pratica sportiva; poi anni fa una congiuntura fortunata, come sempre capita nella vita, gli ha fatto riassaporare la gioia e l’emozione di una passeggiata a cavallo nella natura. Ha scoperto così che al di là dell’agonismo ci sono molti altri motivi per praticare gli sport equestri e per riallacciare un meraviglioso rapporto con l’animale più vicino all’uomo, il cavallo.





cavalli da ricreazione – cavalli destinati ad un' equitazione ricreativa. I prezzi di questi cavalli di solito non sono molto alti, poichè vengono usati come cavalli da famiglia o da ricreazione. I prezzi medii vanno da 500 € a 5000 €.

cavalli di media classe – cavalli, che sono ben addestrati, ma (ancora) non sono attivi nello sport equestre di alto livello. Appartenenti a questa categoria, sono anche alcune cavalle, stalloni o puledri nobili, che sono ancora in processo di formazione, allenamento.
I prezzi medii per questi cavalli vanno da 2.000 € a 15.000 €.

cavalli di alta classe - cavalli di successo che appaiono negli competizioni equestri, esibizioni o cavalli giovani che hanno ottime prospettive e vengono presentati come futuri campioni. I prezzi per cavalli altamente qualificati ovvero ben addestrati, delle cavalle e stalloni nobili di solito vanno dai 15.000 € in su, fino a cifre inimmaginabili di più mlilioni di euro.

Togliendo la prima categoria, gli altri direi che forse forse potrebbero essere considerati senza alcun dubbio beni di lusso vero caro onorevole?

Ecco, come dice il suo slogan, abbiamo fatto chiarezza sul perchè lei voglia i cavalli fuori dal redditometro.

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