venerdì 31 agosto 2012

Tagliando questa spesa si distruggerebbe lo stato sociale?

Il caso delle spese folli della regione Sicilia 

Quando dico e sento dire che in Italia bisogna assolutamente ridurre la spesa pubblica al fine di ridurre il debito e la tassazione, la primissima opposizione è quella della "distruzione" dei servizi forniti al cittadino e più in generale dello stato sociale.

Quello che cerco di chiarire e dimostrare attraverso il blog è che non è sempre così, anzi! In molti casi tagliare la spesa pubblica significa risparmiare soldi che vengono buttati via, sprecati in svariati modi. L'Italia non fa eccezione. Se proprio vogliamo dirlo, noi siamo l'esempio dello spreco di denaro pubblico.

Stamattina mi sono imbattutto in questo articolo che tratta dei costi spaventosi ed inutili della regione Sicilia. Cito:

"Una legge, la numero 10 del 2000, che creava la terza fascia dirigenziale. Trasformando tanti funzionari di alto livello, appunto, in dirigenti della Regione.
Che, tanto per capirci, sono la bellezza di 1.906, un numero che rappresenta il 10,66% dell'intero personale dipendente della Regione. Per intenderci, nel 2009, questo rapporto nelle regioni a Statuto ordinario era pari al 5,80% e nelle Regioni a statuto speciale al 4,57%.
[...]
La stessa logica, in fondo, che ha portato alla proliferazione di consulenti ed esperti. Anche in questo caso, nonostante i quasi duemila dirigenti, il governatore e gli assessori non hanno lesinato nomine e incarichi che hanno finito per costare, stando alle cifre diffuse in uno studio della Cisl – Funzione pubblica, qualcosa come 1,2 milioni di euro nel biennio 2010-2011.
[...]
Mentre la giunta sarda nel 2011 contava su 58 autisti, il governo siciliano ne stipendiava la bellezza di 135. Due volte e mezzo il numero di conducenti, a parità di vetture. E ovviamente, il dato non può che tradursi in euro. Mentre la Sardegna, infatti, pagava per i suoi autisti 2,3 milioni di euro l'anno, la Sicilia scuciva nel 2011 la cifra enorme di 5,754 milioni.
 Vi chiedo: tagliando questi costi....si distruggerebbero stato sociale e servizi della regione Sicilia?


Per la Chiesa, solo la vita degli altri è sacra

Le contraddizioni della Chiesa Cattolica di nuovo a galla

[Premessa molto importante: in questo articolo non voglio assolutamente mancare di rispetto al Cardinale Martini. E' una riflessione provocatoria in generale su un tema molto discusso negli ultimi anni]

Le condizioni del cardinale Carlo Maria Martini, affetto dal morbo di parkinson, si sono negli ultimi giorni molto aggravate. Il medico personale ha dichiarato che oramai è entrato in una fase terminale. Notizie del genere fanno sempre dispiacere però, da polemico e provocatore quale sono, vorrei citare una frase proprio del dottore che mi ha colpito (grassetti miei):

«è purtroppo entrato in fase terminale. Dopo un'ultima crisi, cominciata a metà agosto, non è più stato in grado di deglutire né cibi solidi né liquidi. Ma è rimasto lucido fino all'ultimo e ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico»

Ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico. Ma come? Un uomo di Chiesa rifiuta gli alimenti, dopo tutto il casino e le polemiche fatte per il caso di Eluana Englaro in cui la Santa Sede aveva dichiarato che lo stop ad alimenti è OMICIDIO? Anzi, testuali parole:

"«Una mostruosità». Staccare il sondino che alimenta Eluana e lasciarla morire, «privarla dell’idratazione e dell’alimentazione significa ammazzarla, è una cosa disumana». Questo il messaggio del Vaticano (lanciato attraverso il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute) alla Cassazione sul caso Englaro"

Che differenza c'è fra Eluana e il cardinale? Perchè il Vaticano non si è opposto alla scelta di uno dei suoi rappresentanti più illustri? Forse perchè Eluana era una donna giovane mentre il Cardinale Martini no?

Questa è ipocrisia bella e buona. Da morire di vergogna per un'istituzione che vive nel Medioevo da troppo tempo e per i fedeli che la seguono ciecamente senza mai farsi una domanda.

Vi farò una previsione: nel giro di qualche anno la Chiesa perderà tutte le battaglie che va combattendo da tempo e vedrete che, con varie giustificazioni, accetterà i matrimoni gay, preti sposati e finalmente che un malato nelle condizioni di Eluana e del Cardinale potrà scegliere se smettere di soffrire o no giustificate.

Martini, consapevolmente o no (io credo di sì), ha lanciato con quel suo rifiuto un messaggio fortissimo e più che giusto alla Santa Sede. Vediamo se essa continuerà ad essere sorda ed i suoi fedeli ciechi.


giovedì 30 agosto 2012

La tassa su bibite e junk food è inutile ed ingiusta. Vi spiego il perchè.

Il governo Monti vuole introdurre una tassa su bibite gassate e junk food. Dal punto di vista economico e medio però è inutile ed ingiusta.

In tempi di crisi o si taglia o si tassa. I governi in italia prediligono la seconda opzione, tassando tutto il tassabile. Certo, all'appello mancano l'Imu alla Chiesa, la prostituzione e le droghe leggere (che però vanno prima legalizzate e di questo proprio il governo non ha mai parlato) che sarebbero tasse più che giuste e molto remunerative. L'ultima idea è quella di tassare il cibo spazzatura o "Junk Food", assieme alle bibite gassate e zuccherate per guadagnare qualche soldino e in più combattere l'obesità. Se ad un primo impatto potrebbe sembrare corretto, in realtà così non è.

Prima di tutto un ragionamento dal punto di vista economico.

Il junk food viene consumato per la maggiore da gente di ceto medio-basso per svariate ragioni: è più comodo da portare in giro e fornisce molte più calorie a parità di peso e velocità di preparazione di un cibo più sano (non tutti dispongono di una mensa aziendale, non tutti hanno il tempo di tornare a casa e prepararsi da mangiare sano, non tutti hanno tempo e soldi di mangiare in un ristorante). Una tassa su questo cibo andrebbe dunque a colpire i redditi medio-poveri, già in difficoltà perchè martoriati da una serie di imposte sempre in aumento.

Ammettendo che queste persone decidano di cambiare, diventare salutisti (per esigenze prettamente economiche) e mangiare solo cibo sano, la conseguenza sarebbe un aumento della domanda per quei cibi, che si tramuterebbe (per la legge della domanda-offerta) in un aumento dei prezzi per gli stessi. Risultato molto probabile: i cittadini tornerebbero al junk food, ma avrebbero meno potere d'acquisto.


Dal punto di vista medico, è vero che il junk food favorisce l'obesità ma come sempre, dipende dalle quantità in cui viene consumato. Banalmente, se un individio medio mangiasse a pranzo e cena 500g di pasta (a cui si aggiunge un secondo oltre a colazione, merenda, etc) diventerebbe obeso. Cos'è tassiamo anche la pasta? Però è fatta con uova e farina quindi che si fa, si tassano pure quelle? Bere una lattina di una bibita zuccherata X non fa diventare la gente obesa.

Poi bisogna distinguere anche i soggetti: c'è chi può mangiare di tutto ma un po' per la genetica e un po' perchè faccio molto sport, per mettere su un kg deve accadere un miracolo e chi invece perchè è robusto di costituzione e si muove pochino ingrassa molto più facilmente.
Tra l'altro, più si avanza con l'età e più diventa facile mettere su peso.

E' dimostrato poi (vedi studio "Junk-food, home cooking, physical activity and obesity: The effect of the fat tax and the thin subsidy" publicato sul Journal of Public Economics) che per certi individui una tassa mirata a ridurre il consumo di junk food, se avesse successo, avrebbe come conseguenza la riduzione dell'attività fisica praticata da quelle persone, annullando quindi il suo effetto.

Questa tassa sarà oltre che ingiusta, inutile. Cosa fare quindi? La mia proposta è, se proprio si vuole tassare per recuperare i maggiori costi sanitari derivanti dai pazienti obesi, quella di applicare un'imposta direttamente sugli individui grassi. Più sei grasso e più paghi. Questa sarebbe un incentivo per la gente a rimanere in forma, con qualsivoglia metodo legale come mangiare meno, più sano, muoversi di più etc.
Ci sarebbe però il problema che alcuni individui ingrassano per colpa di malattie fisiche o psicologiche, quindi ogni caso andrebbe valutato e quindi non so quanto questo tipo di imposta possa effettivamente essere applicata, però la ritengo più valida e meno ingiusta di quella che vogliono applicare loro.

PS: io comunque di junk food non ne mangio, ma mangio molto vi assicuro e come vedete dalle foto non sono grasso




martedì 28 agosto 2012

Un ragionamento economico per i minatori della Carbosulcis

Circa 40 minatori (a cui se ne sono aggiunti 80 poco fa) della Carbosulcis si sono asserragliati nella la miniera sarda di Nuraxi Figus. Gli operai, che hanno con loro anche circa 350 chilogrammi di esplosivo, chiedono al governo lo sblocco di un progetto di rilancio della produzione: un finanziamento di 200 milioni di euro.Dal punto di vista economico, a questo punto sarebbe meglio un'altra soluzione.

40 minatori sono a quasi 400m sottoterra a protestare per ottenere un finanziamento da 200 milioni di euro dal governo in collaborazione con l'Enel.
Ora, con tutto il rispetto, la comprensione per la loro situazione, però un investimento da 200 milioni per un progetto a quanto capisco difficile e probabilmente antieconomico sono davvero tanti.

Due conti semplici: i minatori sono 470.

200 milioni/470 = (circa) 425500 euro ciascuno.

Lo stipendio medio di un minatore si aggira intorno ai 1200-1300 euro al mese. Quindi 425500/1300 = 327.

Quindi con quell'investimento potremmo dare 1300 euro al mese a tutti gli operai per 327 mesi, quindi per 27 anni. 1000€ al mese per 35 anni e mezzo.

A quel punto io proporrei 1300 € per 10-15 anni: costerebbe 73 milioni di euro circa: voi non fate nulla ed è molto più economico per lo Stato.


sabato 25 agosto 2012

Morto Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna

Se ne è andato un grande che verrà ricordato per sempre

"That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind"
(Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità)



ADDIO NEIL


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